Questa ricetta e’ venuta per sbaglio: dalla mancanza di un ingrediente, la panna, che pensavo di avere, ho scoperto che fatta in questo modo e’ piu’ leggera e delicata
INGREDIENTI X 2:
1 confezione di gnocchetti verdi ( quelli che cuociono direttamente in padella per 5 minuti)
1 confezione di pancetta dolce
1 / 2 bicchiere di latte ( si può usare latte di Soja, latte senza lattosio, scremato)
LA RICETTA CLASSICA PER PKHALI DI SPINACI di Davit
Ricetta #Amici50annieround
Pkhali – non è un piatto specifico, ma un gruppo di piatti della Cucina Georgiana.
Ottimi snack nutrienti che possono essere preparati da tutto ciò che è in frigorifero. Di solito a base di ripieno piccante e qualsiasi componente: fagioli, spinaci, riso, melanzane, cavoli, bietole da foglia e asparagi. La composizione del composto deve includere noci, erbe e peperoncino.
A prima vista Pkhali di spinaci può sembrare semplice e lineare, tuttavia, nella cucina georgiana è necessario seguire rigorosamente le regole e rispettare le proporzioni. E’ un piatto vegetariano che può essere utilizzato durante la dieta e, di conseguenza, nel mantenimento. Ottimo contorno con pesce e carne o come antipasto con pane ai 5 cereli, di segale o con noci.
Ingredienti:
Spinaci freschi – 500 grammi;
Noci sbucciate – 100 grammi;
Aglio – 2 spicchi;
Cipolla – 1;
Zafferano – 1 bustina;
Prezzemolo verde – 20 grammi;
Cilantro (coriandolo) verde – 20 grammi;
Foglie di sedano – 5 pezzi;
Succo di limone o aceto di vino bianco – 1 cucchiaio;
½ cucchiaino di luppolo – suneli (condimento è proprietà di cucina georgiana ed è una polvere di erbe secche e spezie);
TRA ANGURIE, MELANZANE E LIQUIRIZIA SPUNTANO LE TORRI DI CITYLIFE
Orti fioriti sotto le torri di Citylife
sabato 24 e domenica 25 saranno aperti ai cittadini dalle 10.30 alle 18.30
Angurie, melanzane, rabarbaro e persino piante di liquirizia accanto a zinnie, echinacee, carciofi, agli e dalie, pomodori, bietole, fragole, menta, girasoli, ma anche aromi e verdure. E ancora lunghi filari di vigne, zucche rampicanti e una coltivazione di piante inconsuete come il topinambur, il ricino, il cardo dei lanaioli o la liquirizia. Nasce l’Orto di City Like tremila metri quadri di terreno coltivato a ortaggi, piante aromatiche e fiori, destinati gratuitamente ai residenti. Grazie a un accordo tra la La Società Citylife e Orticola Lombardia, hanno sottoscritto un accordo da due anni e in quest’area sono stati piantati una settantina tra ortaggi e piante ornamentali. In una delle zone piu’ moderne e recenti di Milano si ritorna alla terra e alle antiche tradizioni contadine….altro che vetro e cemento armato!
Filippo Pizzoni, ideatore del progetto e vicepresidente di Orticola – sostiene che l’intento e’ quello di un’operazione didattica aperta al pubblico ma destinata ai residenti che possono godere di prodotti sotto casa coltivati, più che con l’intenzione di produrre degli ortaggi da mangiare, che per altro vengono consumati dai residenti, per parlare di un orto e quindi fare una operazione didattica.
Un”momento” di quiete in mezzo alla campagna sotto il grattacelo in attesa di nuove destinazioni per la zona . L’amministratore delegato di Citylife, Armando Borghi, ha voluto questo quadrato di frutta, fiori e verdure per mostrare a scuole e cittadini come l’orto può crescere in un contesto urbano”.
Abbiamo gia’ verificato l’Orto Planetario di Expo Experience per capire che cio’ e’ possibile e anche gradevole.
Camminando nell’Orto di CityLife si trovano piante di amaranto, il ricino, le barbabietole pronte per il raccolto ma si nota anche che alcune specie non crescono proprio bene in citta’ . “Una cosa che abbiamo voluto provare a fare è stato piantare l’anguria – ha detto Pizzoni – che comunque preferisce un clima più meridionale del nostro; poi però abbiamo piantato anche dei girasoli che non ci hanno dato neanche un fiore”.
Gestire e coltivare un orto non e’ proprio una passeggiata ma a CityLife lo potremo vedere tutto l’anno e constatare quali piante resistono a Milano e quali no, così se ci venisse voglia di farlo sul balcone e sul terrazzo siamo preparati e meglio sceglieremo i prodotti piu’ resistenti, ben consapevoli che la coltivazione va seguita e che richiede impegno e dedizione.
Devo ammettere che l’Orto Planetario di Expo Experience e’ assai bello e ho potuto vedere con i miei occhi che quanto piantato ha dato in abbondanza variegata i suoi frutti. Solo di pomodori avro’ visto 5 diverse specie, così di melanzane e non solo.
Comunque e’ curiosa questa nuova moda cittadina e merita una visita.
„Nel fine settimana del 24 e 25 settembre gli Orti fioriti resteranno aperti al pubblico dalle 10.30 alle 18.30 per un mercatino e laboratori all’insegna del verde. La zona e’ tra viale Berengario e Piazzale Arduino si potranno acquistare ortaggi, piantine aromatiche e sementi, in piu’ qualche suggerimento di giardinaggio .
Le grandi aiuole compongono un percorso spezzato, quasi labirintico, all’interno delle quali si alternano, secondo la tradizione italiana, coltivazioni orticole e piantagioni ornamentali. A me non dispiacerebbe affatto fare a spesa direttamente nell’orto.
EXPO EXPERIENCE: COLTO E MANGIATO ALL’ORTO PLANETARIO
“Experience rEstate a Milano”, “City after the City”, le mostre organizzate dalla Triennale di Milano nell’ambito della XXI Esposizione internazionale del design.
Mostre e un orto planetario di tremila metri quadri con ca. 400 specie vegetali provenienti da tutto il mondo, compreso grano e lino.
“È iniziata una stagione importante anche se transitoria in una porzione del sito che ospitò Expo – ha detto l’ad di Arexpo, la società proprietaria dell’area, Giuseppe Bonomi – e la Triennale è una presenza qualificante di questa nuova esperienza”. Le mostre sono state allestite in due padiglioni nell’ex supermercato del futuro e nell’ex auditorium di Expo in mezzo, tra loro, il bellissimo Orto Planetario.
EXPO EXPERIENCE restate a Milano, #eiocivado non e’ Expo e non c’e’ alcun pensiero o paragone ma è un modo per far capire a Milano che e’ uno spazio che si vuole tenere e far vivere. Sono stati fatti degli sforzi notevoli per questo evento che durera’ fino al 16 ottobre e benche’ partito un po’ in sordina all’inizio, durante il mese di agosto il passa parola ha fatto il suo “dovere divulgativo” portando pubblico numeroso tanto che a Palazzo Italia piu’ volte si sono verificate code.
L’organizzazione di The City after the City è stata molto tempestiva nell’iniziare i lavori a metà aprile condotti da Alessandro Traldi, che ha provveduto al completo smantellamento del Future Food District, alla realizzazione dell’orto planetario, alla completa decorazione esterna dei nuovi padiglioni (su progetto di Italo Lupi) e agli allestimenti delle mostre, con i grandi pannelli di sfondo che riprendono la forma delle colline del Padiglione Zero e su cui scorrono poetiche immagini digitali di nuvole (autore Giovanni Chiaramonte) e gli orizzonti marini di Joel Meyerowitz, spoglio e poco rassicurante landscape delle rotte della migrazione verso le città europee.
Le mostre del progetto «City After the City», allestite per la Triennale Design After Design, sono visitabili gratis durante il weekend fino al 16 ottobre.
Le istallazioni comunicano le tensioni dell’oggi e 3000 mq di orto planetario organizzati come un giardino manifestano tutta la filosofia del progetto.
L’ideatore, Pierluigi Nicolin ci racconta: “abbiamo cercato di fare dell’estetica dell’orto l’estetica del giardino”. Questo è un messaggio anche ai luoghi comuni milanesi, italiani, a chi pensa che l’orto è una roba che fa un pensionato lungo la ferrovia, o la casalinga sul balcone. Esiste un movimento mondiale importantissimo sull’orto urbano che pretende di cambiare l’idea della città nell’estetica e non solo produrre in vicinanza. In poche parole, “gli orti urbani sono l’invenzione delle classi povere del giardino».
Urban Orchard, a cura di Maite Garcia Sanchis «L’orto è il sintomo di un nuovo modo di usare gli spazi della città» racconta l’illustratrice. In mostra foto e reperti del primo orto comunitario cittadino, sorto nel 1973 in Bowery Street a Manhattan. L’esposizione illustra anche il Guerrilla gardening, il giardinaggio d’assalto in cui seminare in terreni incolti e aree dismesse è un modo di far rivivere la città.
Le altre mostre sono Landscape Urbanism, curata da Gaia Piccarolo, gigantesche immagini di paesaggi urbani di tutto il mondo che scorrono come luogo di inquietudine, di «oltrepassamento».
C’è poi Expanded Housing, di Matteo Vercelloni, dove il sintomo è manifestato dal design che vuole forzare gli spazi stretti.
Street Art di Nina Bassoli è dedicata all’arte di strada; sono a disposizione del pubblico i poster della Street da portarsi a casa, incorniciare e arredare pareti spoglie. Anche la street art sta prendendo sempre piu’ piede.
People in Motion di Michele Nastasi è dedicata al sintomo più appariscente del nostro tempo: la fatica delle migrazioni.
Ho piu’ volte fatto due passi tra le aiuole dell’orto planetario, affascinata dalle specie di pomodori e melanzane di ogni genere, forma e colore. Tra gli aromi di salvia e rosmarino, maggiorana e origano ordinatamente piantati come un tappeto erboso. O fiori di zucchine in una macchia di colore tra il giallo e l’arancione, bellissimi e rigogliosi pronti per essere “pastellati” e fritti.
L’orto e’ curato e da un giorno all’altro non si trovano piu’ i frutti o le verdure perché vengono raccolti e possono essere venduti al pubblico ma anche utilizzati per preparare insalate e centrifughe fresche al chioschetto di fronte per lo sfizio del “Colto e Mangiato”. Quanti di noi hanno dimenticato o non hanno mai provato a mangiare prodotti appena colti ancora caldi di sole. Al contrario tutti portiamo a casa confezioni di polistirolo accuratamente cellofanato, sigillato e pesato dove frutta e verdura sembrano di plastica, spesso insapore e tutta regolarmente della stessa dimensione….come fatta in serie.
Prima che il tempo diventa autunnale, merita una visita….il tappeto delle fragole e’ in fiore e ancora un po’ acerbo, ma s’intravedono i frutti settembrini ancora non del tutto colorati di rosso.
Questa ricetta nasce per caso e con gli avanzi post cena con amiche, ma si puo’ anche fare acquistando gli ingredienti!!!!!
La cosa fondamentale e’ la diversità dei tipi di pane e dei pomodori. Non e’ una ricetta Gourmet, ma molto casalinga e sfiziosa!!!!
Pomodori misti
INGREDIENTI X 4 PERSONE.
4 pomodori, oppure 3 pomodori e 10 pomodorini ( i pomodori devono essere diversi e maturi, vanno benissimo anche quelli un po’ sciupati dimenticati per qualche giorno nel frigo e non piu’ utilizzabili per un’insalata)
4 panini ( l’ideale sarebbero 4 panini diversi prendendo in considerazione pane di segale, pane integrale, ai 5 cereali con semi, pane ai semi di zucca o di chia…quello che volete, ma diverso
1 manciata di capperi fiore
2 cucchiai di olive taggiasche
Basilico ( oppure un cucchiaio di buon pesto)
3 rametti di origano fresco
1 / 2 foglie di menta
Sale e pepe q.b e un punta di cucchiaio di zucchero
Olio extra vergine di oliva.
Pasta d’acciughe q.b
PREPARAZIONE:
Preparare in una ciotola piuttosto grande olive, i capperi senza il gambo, pasta d’acciughe.
Fiori di capperi
Olive taggiasche
Mettere nel frullatore i pomodori, e’ importante che siano diversi, e le spezie. Frullarli abbastanza ma lasciare che i pomodori restino a pezzettini e non un frullato.
Trito di pomodori
Aggiungere il sale e una punta di zucchero.
Girare e lasciar riposare. I pomodori devono rilasciare la loro acqua.
Metterli nella ciotola con i capperi e le olive. Aggiungere il pane a pezzettoni e un po’ d’olio e iniziare a girare. Il pane si deve spugnare, ma non diventare pappa. Qualche fettina di pane di segale e’ ideale perche’ assorbe meno.
Pane ad insaporire
E’ meglio preparare questo piatto estivo almeno 1 ora prima di andare a tavola.
Volendo si puo’ guarnire con un paio di anelli di cipolla di tropea tagliata a pezzettini piccoli e grissini spezzettati per un po’ di croccantezza ( come direbbe Antonino Cannavacciuolo)
Insalata di “Pani”
In aggiunta completano la ricetta i vini consigliati da Luca Benini enologo e Maurizio Pandolfi esperto degustatore, nonche’ amici.
La Spagna è, senza dubbio, una grande produttrice di vini di alto livello, ha un clima molto simile al nostro e una cultura vinicola che non ha nulla da invidiare a quella italiana o a quella francese, peccato però che per noi italiani sprovveduti sia, molto spesso, problematico sapere quale vino scegliere. Mi viene in mente José María Sánchez Silva che divenne celebre con il racconto Marcellino pane e vino scritto nel 1953, da cui due anni dopo fu tratto l’omonimo film diretto da Ladislao Vajda, e fu uno dei grandi successi del cinema spagnolo a livello internazionale. Quindi io propongo La Rioja e El Priorato.
2. L’acidità del pomodoro è difficile da abbinare…rimarrei su un bianco non troppo acido e aromatico (basilico…) tipo Mueller Thurgau oppure Soave Classico. PROSIT!
Questa crema di Avocado e’ semplicissima e veloce. Ottima come aperitivo e bisogna proprio odiare l’avocado per non apprezzarla!!! Non ha nulla a che vedere con il Guacamole.
Si serve con quello che si vuole……
Ingredienti per 4 persone
1 Avocado maturo al punto giusto ( se lo prendete un po’ acerbo va lasciato fuori dal frigo che in 2 giorni matura subito, attenzione che non abbia macchie ne’ internamente ne’ esternamente)
Sale
1 /2 limone
Pepe verde q.b secondo i gusti
1 insalata Belga
Preparazione
Quando sbucciate l’avocado attenzione a rimuovere le parti scure e a non scalfire il nocciolo.
Tagliarlo a pezzettini, e metterlo nel mix aggiungere sale e pepe e frullare per brevissimo tempo, se l’avogado e’ maturo al punto giusto diventa una crema subito. Aggiungere mezzo limone spremuto e frullare ancora un attimo per ben amalgamare tutto. Deve essere una crema soffice.
pezzi di Avocado e pepe verdeNel mix
Mettere in frigo per un paio d’ore.
Il limone spesso macchia la crema, quindi prima di portarlo a tavola girate con un cucchiaio.
La crema
Divertitevi a servirlo come vi pare.
Avocado con foglie di Belga
In genere lo servo con foglie di Belga, oppure trevisana. I colori son bellissimi e invitanti: e’ molto scenografico. Per gli ospiti con intolleranze ho utilizzato grissini senza glutine e pane di segale.
Grissini senza glutine e pane di segale
Anche una composizione di pane e grissini con semi e farine varie e’ molto apprezzata.
Ricco di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti, l’avocado è un frutto che non deve essere discriminato per il quantitativo di grassi che contiene ma va introdotto regolarmente nella nostra dieta per mantenere in salute il cuore, ridurre il girovita e migliorare la fertilità sia maschile che femminile! Scopriamo i benefici e le proprietà dell’avocado. Avocado, il frutto grasso per eccellenza, viene particolarmente apprezzato per le sue proprietà benefiche. Scientificamente noto come Persea americana, è una specie arborea da frutto che appartiene alla famiglia delle Lauracee, originaria del Messico e del Centro America. A dispetto degli altri frutti, l’avocado ha un profilo nutrizionale davvero unico: 100 grammi di avocado sviluppano circa 160 calorie e la presenza di fibre, grassi buoni, vitamine del gruppo B, vitamina K, potassio, vitamina E e vitamina C, conferiscono all’avocado proprietà eccellenti per la salute e il suo consumo è associato a diversi effetti benefici come la riduzione del rischio cardiovascolare, l’aumento del senso di sazietà con conseguente perdita di peso e l’aumento della fertilità.
Ricettina super LIGHT per le serate d’estate da gustare sul terrazzo , possibilmente, vista mare
INGREDIENTI x 4 PERSONE
2 melanzane senza semi
4 pomodori saporiti e maturi ( si possono usare anche i datterini 1 confezione)
1 aglio
5/6 rametti di origano fresco
1 bel ciuffo di basilico profumato
Sale grosso
1 cucchiaio di patè di olive taggiasche
1 ricciolo di pasta d’acciughe
1 cucchiaio di capperini
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe verde
PREPARAZIONE
Lavare e asciugare pomodori e melanzane. Le melanzane vanno sbucciate della parte nera e tagliate a fettine alte 1 cm. ca. Metterle su una teglia con carta forno e cospargerle di sale grosso. Infornarle a forno preriscaldato e non ventilato a 200° per 10 min. poi tirarle fuori e girarle. Il sale grosso non solo le insaporisce ma non le fa seccare trattenendo l’umido.
Melanzane crude
Melanzane passate in forno con sale grosso
Nel frattempo mettere nel frullatore i pomodori tagliati a pezzettoni grossi, le erbe, il paté di olive taggiasche e la pasta d’acciughe ( no sale , no olio). Frullare stando attenti che il pomodoro resti molto grossolano, non deve essere una salsa, nè un frullato.
Pomodoro e odori tritato grossolanamente
Aggiungere 1 spicchio d’aglio tagliato a meta’ e lasciar riposare.
Disporre 3 / 4 fette di melanzane in ogni piatto, togliere l’aglio dal trito di pomodoro e guarnire le melanzane come fossero fette di “bruschetta di pane”. Chi l’ha detto che il pane e’ indispensabile?
Aggiungere un filo d’olio, un pizzico di sale e una spolverata di pepe verde.
Bufala Affumicata
Mozzarella di Bufala
Servire con mozzarella di bufala o provola affumicata.