#EIOCIVADO all’ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA’

#EIOCIVADO all'ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA'

#EIOCIVADO all’ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA’

L’albero della vita e’ sempre una magia.

Settimana scorsa un’anziana signora e’ arrivata a Palazzo Italia, in sedia a rotelle, accompagnata dal figlio.

Dopo la visita alla mostra e’ passata nella zona dei video a 360° ed e’ rimasta delusa che la sua miopia accecante non le ha permesso di vedere limpidamente le olimpiadi da Rio attraverso gli Oculus. Era quasi arrabbiata, incattivita dall’eta’ avanzata e dalla malattia  che le impediva quella esperienza tecnologica.

Donna curiosa, carattere forte, e’ stata di recente all’acquario di Genova dove il figlio non riusciva a portarla via dalla vasca dei delfini.

Le ho toccato un braccio, le ho detto che le avrei fatto vedere ugualmente i video a 360° ma nella parte del teatro, allestito da Samsung, nello stand. Due giganti pareti tonde con retro proiezione e con video di sport riprese a 360° dove l’effetto e’ quello di essere al centro del video e di viverlo e guardalo da protagonisti.

Le immagini scorrevano e i paesaggi di montagna o di mare si susseguivano mentre le spiegavo la tecnica delle riprese, l’evoluzione che c’e’ stata in un anno e le dirette che abbiamo potuto godere da Rio come fossimo teletrasportati direttamente sui campi di gara.

Così l’anziana signora mi ha raccontato che ha 91 anni, che il fisico la sta lasciando ma che  e’ affascinata da tutto quello che la circonda e dalle nuove tecnologie. Quando e’ iniziato il video dell’alta montagna, la neve splendente e accecante e gli sciatori che quasi ci travolgevano si e’ girata verso di me e mi ha detto: ” che meraviglia, grazie per quanto mi sta raccontando, grazie per avermi mostrato tanta bellezza…non voglio lasciare tutto questo!”

Devo ammettere che l’emotività ha tradito sia me che il figlio mentre lei, affascinata come una bambina, ammirava le immagini e commentava come se li’, su quella neve, fosse in piedi a respirare l’aria frizzante dell’altitudine.

C’era poca gente e abbiamo chiacchierato a lungo, così mi ha raccontato la sua interpretazione dell’Albero della Vita. Tra musica e luci c’e’ la nascita della vita, la vivacità degli anni quando i colori si mischiano, la musica si fa alta e gli spruzzi d’acqua toccano la chioma in legno, superandola addirittura.

La passione nel rosso e nei raggi laser che bucano il cielo e poi, pian piano, l’Albero ritorna ad una modulazione musicale e colorata più morbida, secondo lei ad indicare la conclusione dell’attività vitale per concludere lo spettacolo in modo morbido e tenue come un po’ succede agli anziani.

Ognuno potrebbe raccontare la sua storia e intravedere tra soffioni d’acqua, musica e colori così artisticamente calibrati e studiati in un vero concerto di sinfonia affascinante, elettrizzante e coinvolgente i propri pensieri proiettati nel velo d’acqua che a mezza luna appare a meta’ spettacolo.

Son tutti col naso all’insù, pronti a scattare foto amatoriali o professionali. A riprendere  un video da postare sui social, o a farsi un selfie mentre cambiano le serpentine  led e da bianche diventano turchesi e poi blu e viola.

A distanza di un anno, l’Albero non e’ cambiato, anzi, adesso, durante la giornata si può’ raggiungere il tronco all’interno del quale c’e’ una mostra fotografica che racconta tutti i significati possibili che gli autori hanno studiato e progettato per renderlo così vitale.

FOTO GALLERY

 

Verso sera inizia la grande corsa allo spettacolo dell’Albero della Vita che e’ sempre  affascinante e bello. E’ sempre una magia che durante il giorno pian piano cresce in attesa degli spettacoli serali.

Sembra un Pifferaio Magico, e nonostante l’area può sembrare dispersiva, quando l’altoparlante annuncia  che e’ prossimo lo spettacolo, le persone come formichine arrivano da tutti i lati e si vanno a posizionare sulle gradinate per godersi 12 minuti di spettacolo. Anzi, la zona sembra un po’ deserta, a parte i numerosi visitatori del Palazzo Italia, ma e’ incredibile come si popola dal nulla nei 5 minuti precedenti allo spettacolo…….arrivano, arrivano anche di corsa per non perdere nemmeno un attimo della magia.

L’avro’ visto almeno 100 volte e non mi stanco mai di vederlo e rivederlo ancora e ancora.

E’ bello il significato, come e’ stato realizzato come vengono strutturati  i giochi di luce; qualche minuto in più non mi dispiacerebbe , qualche fuoco d’artificio nemmeno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine dello spettacolo quando l’acqua crolla fragorosa e la musica finisce, restano a meta’ altezza dei soffioni d’acqua a ricevere gli applausi.

#iocivado all'ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA'
Per finire, i colori Italiani

 

Perderselo? Giammai!

 

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News appena arrivate per i prossimi giorni…..finalmente!!!!!!!

 

pokemon

 

spiaggia

CONFERMATA APERTURA AREA RELAX CON SPIAGGIA VENERDÌ 26 AGOSTO.

Tutti i weekend al Parco Experience, presso l’ex Area Expo, c’è “Rosso Beach”: una spiaggia attrezzata con zona relax, area giochi, campo da beach volley ed un chiringuito per l’aperitivo. Ma non solo. Quando cala il sole, il Parco si anima sulle note della “Rosso Disco”, la discoteca di Expo Milano 2015, con musica, cocktail, snack e tutto il ritmo ed il divertimento dell’estate.
“Rosso Beach” è aperta da venerdì a domenica, con aperitivo e dj set il venerdì dalle 18.00, sabato e domenica dalle 17,00.

Orari Parco Experience:
VENERDÌ 18,00-23,00
SABATO E DOMENICA 11,00-23,00

Un’iniziativa di Alessandro Rosso Group in collaborazione con Arexpo, grazie al contributo di Regione Lombardia. Tutte le informazioni su experiencemilano.it #eiocivado

Tutti i weekend, dal 26 agosto, al parco EXPerience, presso l’ex Area Expo, c’è “Rosso Beach”: una spiaggia attrezzata con zona relax, area giochi, campo da beach volley ed un chiringuito per l’aperitivo. Ma non solo. Quando cala il sole, il parco si anima sulle note della “Rosso Disco”, la discoteca di Expo Milano 2015, con musica, cocktail, snack e tutto il ritmo ed il divertimento dell’estate.

Grazie ad Alessandro Rosso Group, in collaborazione con Arexpo e con il contributo di Regione Lombardia.
#EXPerience #Milano 
#EIOCIVADO

 

Il 27 agosto ricomincia la programmazione anche all’Open Air Theatre

 

27 concerto gospel

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INSALATA DI “PANI”

INSALATA DI “PANI”

INSALATA DI “PANI”

Questa ricetta nasce per caso e con gli avanzi post cena con amiche, ma si puo’ anche fare acquistando gli ingredienti!!!!!

La cosa fondamentale e’ la diversità dei tipi di pane e dei pomodori. Non e’ una ricetta Gourmet, ma molto casalinga e sfiziosa!!!!

INSALATA DI “PANI”
Pomodori misti

 

INGREDIENTI X 4 PERSONE.

 

  • 4 pomodori, oppure 3 pomodori e 10 pomodorini ( i pomodori devono essere diversi e maturi, vanno benissimo anche quelli un po’ sciupati dimenticati per qualche giorno nel frigo e non piu’ utilizzabili per un’insalata)
  • 4 panini ( l’ideale sarebbero 4 panini diversi prendendo in considerazione pane di segale, pane integrale, ai 5 cereali con semi, pane ai semi di zucca o di chia…quello che volete, ma diverso
  • 1 manciata di capperi fiore
  • 2 cucchiai di olive taggiasche
  • Basilico ( oppure un cucchiaio di buon pesto)
  • 3 rametti di origano fresco
  • 1 / 2 foglie di menta
  • Sale e pepe q.b e un punta di cucchiaio di zucchero
  • Olio extra vergine di oliva.
  • Pasta d’acciughe q.b

 

PREPARAZIONE:

 

Preparare in una ciotola piuttosto grande olive, i capperi senza il gambo, pasta d’acciughe.

 

Mettere nel frullatore i pomodori, e’ importante che siano diversi, e le spezie. Frullarli abbastanza ma lasciare che i pomodori restino a pezzettini e non un frullato.

INSALATA DI “PANI”
Trito di pomodori

Aggiungere il sale e una punta di zucchero.

Girare e lasciar riposare. I pomodori devono rilasciare la loro acqua.

Metterli nella ciotola con i capperi e le olive. Aggiungere il pane a pezzettoni e un po’ d’olio e iniziare a girare.  Il pane si deve spugnare, ma non diventare pappa. Qualche fettina di pane di segale e’ ideale perche’ assorbe meno.

INSALATA DI “PANI”
Pane ad insaporire

E’ meglio preparare questo piatto estivo almeno 1 ora prima di andare a tavola.

Volendo si puo’ guarnire con un paio di anelli di cipolla di tropea tagliata a pezzettini piccoli e grissini spezzettati per un po’ di croccantezza ( come direbbe Antonino Cannavacciuolo)

INSALATA DI “PANI”
Insalata di “Pani”

In aggiunta completano la ricetta i vini consigliati da Luca Benini enologo e Maurizio Pandolfi esperto degustatore, nonche’ amici.

  1. La Spagna è, senza dubbio, una grande produttrice di vini di alto livello, ha un clima molto simile al nostro e una cultura vinicola che non ha nulla da invidiare a quella italiana o a quella francese, peccato però che per noi italiani sprovveduti sia, molto spesso, problematico sapere quale vino scegliere. Mi viene in mente José María Sánchez Silva che divenne celebre con il racconto Marcellino pane e vino scritto nel 1953, da cui due anni dopo fu tratto l’omonimo film diretto da Ladislao Vajda, e fu uno dei grandi successi del cinema spagnolo a livello internazionale. Quindi io propongo La Rioja e El Priorato.

Luca Benini

2.  L’acidità del pomodoro è difficile da abbinare…rimarrei su un bianco non troppo acido e aromatico (basilico…) tipo Mueller Thurgau oppure Soave Classico. PROSIT!

Maurizio Pandolfi

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L’AMORE PER OXFORD BROGUE

L'AMORE PER OXFORD BROGUE

L’AMORE PER OXFORD BROGUE

Ci sono momenti in cui ci si ferma a pensare.  E spesso il pensare fa fare scelte, giuste o sbagliate che siano, ma sono scelte.  Scelte di vita quotidiana, di cambiamenti e di molto altro ancora.

Ci si chiede se quello che si è fatto è stato giusto o sbagliato.  Se siamo innamorati della persona giusta oppure no, se ci si debba fidare oppure si deve vivere con paure ed incertezze.  Se la scelta di vivere in un determinato posto rispetto ad un altro possa essere giusto.

Ciò che è giusto o sbagliato lo possiamo sapere solo con il tempo, prezioso e non rimborsabile certamente, ma solo così si può scoprire se la strada presa ci porta alla destinazione giusta.

A 20 anni si fanno follie, spesso senza ragionare, a 40 dopo aver affrontato periodi di vita che ci hanno insegnato si vive con incertezze e paure, a 60 si ha più saggezza, ma comunque questo non impedisce di fare errori. A 80 anni, quando la vita ti ha regalato gli anni migliori, ti guardi allo specchio con i segni del tempo sul viso, con gli occhi di chi ha visto ciò che la sua strada gli ha fatto conoscere, sai che le scelte fatte ti hanno portato a dove sei, in ricchezza od in povertà, in serenità oppure in tristezza, ma comunque sai che hai vissuto.

Le scelte del lavoro sono difficili, come quelle del cuore.  Rifiuti offerte per sperare in qualcosa di meglio;  trovi la cosa giusta e ti accorgi dopo un po’ che non ti soddisfa.

Al cuore non si comanda, questo è vero, ma se ami qualcuno e lo senti dentro, nella tua anima e nel profondo del cuore, affronti tutte le burrasche e tempeste pur di tenerti vicino chi ami.  Ci saranno momenti bui, ma ci saranno anche tanti momenti di sole. Perché dopo la tempesta arriva sempre il sole, a scaldare e ad asciugare tutto.  L’amore non è un interruttore che accendi e spegni a piacimento.

O si ama o non si ama.

Illudere è un’eresia perché poi tutto ci si ritorce contro.  Amare non è semplice, richiede cuore e forza d’animo, sacrificio e tempo, attese e comprensioni.  Così anche nel lavoro, accettare ciò che capita a volte non va bene, ma magari l’offerta iniziale porta poi con il tempo a raggiungere un obbiettivo migliore, facendoci capire che il tempo speso non è stato inutile. A volte capita di dare il tempo senza poi arrivare dove vogliamo, e allora si cambia.

In amore non si inizia un rapporto al massimo, perché un rapporto va coltivato e va cresciuto giorno per giorno, stando vicini più che si può, lavoro e tempo permettendo; ogni giorno va coltivato, come una bella pianta, cimando e potando ciò che non va, trovando la quasi perfezione nella crescita, curandosi con amore reciproco, perché meglio curi e tieni una pianta, più questa risplende rigogliosa e se fiorisce ci regala fiori stupendi e pieni di gioia.

Così, sia per l’uomo che per la donna, ci si deve prendere cura l’uno dell’altro, perché per quanto una persona possa essere forte e grande, può sempre avere bisogno di attenzioni, di carezze, di abbracci e di baci.  Un abbraccio dato con tutto l’amore che abbiamo è la medicina migliore.

Le difficoltà mettono alla prova i nervi, le persone, portandoci a litigare, ma da adulti si trova sempre la soluzione ai problemi.  Si, perché non esistono storie malate, esistono storie in cui si cresce assieme fino a trovare il giusto regime di vita, avendo anche un po’ di speranza, avendo sicuramente paure a causa di ciò che abbiamo avuto nel passato, dandoci spesso incertezze e poca fiducia reciproca, ma affrontando assieme i problemi si cerca sempre di trovare la soluzione, se si ama veramente così vanno le cose.

Le lacrime servono per sfogarci, per far capire quanto teniamo a qualcuno, per dolore o per gioia, perché comunque sia escono dal cuore e dall’anima per come ci sentiamo in un determinato momento.

Ed è proprio quando ci scendono le lacrime che vorremmo avere quell’abbraccio, quello forte, quello seguito dalle parole “non ti preoccupare amore mio, io sono qui con te e affronteremo i problemi assieme, sempre”.   A volte non abbiamo chi amiamo vicino, in quel preciso momento, ma lo pensiamo e il suo pensiero ci aiuta a ritrovare la serenità.

E di notte quando magari si è soli perché chi amiamo è in un altro posto, in un’altra città, ci prendono i momenti di sconforto, di paure, di tristezza, di insicurezza, di sfiducia, di incognite.  Ma son solo pensieri dati dal momento in cui siamo della nostra vita; il pensare al passato e di chi abbiamo avuto, che magari ci ha fatto soffrire o ci ha fatto del male; e questi pensieri spesso ci impediscono di dormire, e magari mandiamo un messaggio grazie alle moderne tecnologie a chi amiamo dicendogli che ci manca. E poi ci si addormenta con una lacrima che si posa sul cuscino.

E la mattina al risveglio la prima persona a cui pensiamo è chi abbiamo nel cuore. E ringraziamo Dio di averci dato un altro giorno da poter vivere e di poter stare accanto a chi amiamo.

L’amore è un sentimento con valori forti; c’è chi ci gioca, ma esistono nel mondo persone, uomini e donne, che hanno nel loro cuore i veri valori dell’amore, senza tradimenti e con tanto rispetto.  E le male lingue che screditano o malignano è perché sono invidiose di ciò che ognuno di noi sta vivendo

Le malignità sono le stesse anche sul lavoro, quando hai colleghi o titolari che insinuano su di noi screditandoci, ma sta a noi dimostrare a tutti il contrario, anche se nel nostro cuore sappiamo già quanto valiamo.

E soprattutto gli incontri non accadono a caso nella vita, e non esistono i momenti sbagliati, ma esiste avere un briciolo di fiducia su chi incontriamo e su cosa ci trasmette.

L’amicizia con persone che ho conosciuto è nata per caso, ed è nata grazie a sensazioni e su fiducia.

La vita ci riserva sempre qualcosa di nuovo, da affiancare alle gioie che stiamo in qualche modo vivendo, per essere sempre più sereni e felici.

Quindi teniamo i rapporti accesi, vivendoli giorno per giorno, cercando di risolvere i problemi assieme, per trovare finalmente la serenità; e se con i giorni che passano ci accorgessimo che l’intesa non arriva al 100%, allora comunque non avremo rimpianti di non averci provato con tutto noi stessi.

 

Scritto da Oxford Brogue 22 agosto 2016

 

 

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CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan – St Paul Cathedral

CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral

CATTEDRALI: LA MIA

Ivory Coast, Abidjan – St Paul Cathedral

 

Un ricordo a cuore aperto

Quando Maria Cristina Koch, qualche settimana fa mi accenno’ che nel libro che mi ha regalato  “Curare la vita con la vita” c’era un paragrafo che s’intitolava “CATTEDRALI” tagliai corto dicendole che lo avrei letto con calma, ma in separata sede, non in quella e non in quel momento.

Arrivata a casa ho iniziato un rito, ma senza leggere quel paragrafo. Ho iniziato ad evidenziare altri capitoli e a mettere post-it, ma mi rendevo conto che sorvolavo su quello. Ho fatto passare qualche giorno e poi ho preso coraggio e l’ho letto. Stranamente non ho sottolineato quasi nulla e devo ammettere che per quanto il brano sia bello non ha suscitato quanto potessi immaginare poi.

L’ho riletto, l’ho riletto ancora e poi mi son detta che in qualche modo quel capitolo mi toccava, ma lo tenevo distante, consapevole del fatto che non c’e’ giorno da quando l’ho affrontato la prima volta, che non mi torni in mente quotidianamente.

Qualcosa mi turba, faccio fatica ad ammetterlo, lo rifiuto, ma quotidianamente ritorna.

Ritorna anche  che “CURARE LA VITA CON LA VITA” ha uno scopo ben preciso e cioe’ curativo!!!! Con tempi assolutamente anomali. Chiunque affronta un libro del genere  legge, incamera, metabolizza….poi gli effetti chissa’ quando si manifestano, chissa’ quando “questa azione terapeutica” agisce. Boh?

Non e’ vero. Boh non esiste. Boh e’ un rifiuto. Boh e’ una bugia con noi stessi…………

Ho scelto le parti piu’ esaustive di questo paragrafo ( pag 26), che si puo’ scaricare gratuitamente su www.lulu.com    www.scribd.com e leggerlo per intero, ma tanto basta per iniziare a pensare . A me ha creato subbuglio, ma attraverserò questo libro , voglio vedere dove mi porta.

 

E quindi alcuni brani  del capitolo in corsivo, il resto E’ LA MIA CATTEDRALE.

Da un brano di Raymond Carver (“Da dove sto chiamando“, Raymond Carver; Minimum fax, Roma 1999), la Dott.ssa Maria Cristina Koch lo ripropone in “Curare la vita con la vita” per una perfetta descrizione del lavoro terapeutico. Il terapeuta non sa, è un cieco che ha bisogno che l’altro disegni per lui e dia forma a ciò che contiene dentro di sé. Ma il terapeuta sa chiedere, porre domande, incalzare perché vuol sapere, forte del suo non sapere che è il suo strumento migliore. Anche l’altro vuol sapere, anche l’altro è incalzato dal bisogno di dar forma e il lavoro si avvia.

—”Cattedrali”, ha detto il cieco, “so che ci sono voluti centinaia di uomini e cinquanta o cento anni per costruirle, so che intere generazioni di una stessa famiglia a volte hanno lavorato a una cattedrale. Se vuoi sapere la verità, fratello, questo è su per giù tutto quel che so ma magari me ne puoi descrivere una tu, eh?—

Guarda caso si lo posso fare, guarda caso questo brano mi ha coinvolto, guarda caso l’intento di questo libro e’ quello che ognuno lo possa usare a suo uso e consumo per riflettere, per ricordare, per ricominciare, per lasciare andare, per “sputare” nel vero senso della parola, sensazioni che fanno bene e male allo stesso tempo, ma che poi possono cicatrizzare ferite aperte che stentano a chiudersi perché ce le teniamo strette strette dentro per paura di soffrire.

—Vorrei tanto che lo facessi. Mi piacerebbe un sacco. Se proprio vuoi saperlo, un’idea precisa non ce l’ho mica”. Io mi sono concentrato: come si fa a descriverla, anche a grandi linee? 

…………………..Non ci riesco proprio a spiegarti com’è fatta una cattedrale. Il fatto è che le cattedrali non è che significhino niente di speciale per me. Tutto lì”. E’ stato a quel punto che il cieco si è schiarito la gola, poi ha detto: “Ho capito, fratello. Non è un problema. Mi è venuta un’idea. Perché non ti procuri un pezzo di carta pesante? E una penna. Proviamo a fare una cosa. Ne disegniamo una insieme. Coraggio, fratello, trovali e portali qua” ha detto…………… ……………………………., ho trovato delle penne a sfera e ho trovato una busta di carta del supermercato .L’ho portata di là in soggiorno e mi sono seduto per terra vicino alle gambe del cieco. Ho spostato un po’ di roba, ho allisciato la busta e l’ho stesa sul tavolino.—

La prima volta che ho visto la Cattedrale di mio padre era schizzata su un tovagliolo di carta

—Il cieco si è tirato giù dal divano e si è seduto accanto a me sul tappeto. — 

Eravamo al mare, attendevamo con ansia l’arrivo per le vacanze di mio padre che ci raduno’ tutti intorno ad un tavolino e tiro’ fuori un tovagliolo di carta accuratamente piegato portato li’ per noi, esito di una riunione con altri  progettisti e lui lo aveva portato a noi per renderci partecipi, per raccontarci della sua grande avventura che stava per iniziare. Quanto amore in quell’attesa, quanto nel renderci partecipi.

—Ha passato le dita sulla busta. Ne ha sfiorato su e giù i margini. I bordi, perfino i bordi. Ne ha tastato per bene gli angoli.

“Perfetto”, ha detto. “Perfetto, facciamola”. Ha trovato la mia mano, quella con la penna. Ha chiuso la sua mano sulla mia. “Coraggio, fratello, disegna”, ha detto, “Disegna. Vedrai. Io ti vengo dietro.  Andrà tutto bene.—

Mio padre aveva avuto di recente il suo primo infarto, ma quell’avventura, quel viaggio dovevamo farlo tutti e 4 insieme. Lui progettava, viaggiava ( accompagnato sempre da mia madre), faceva il direttore dei lavori e noi eravamo con lui in ogni istante, anche a distanza. Insieme stavamo disegnando quegli anni della nostra vita.

—Comincia subito a fare come ti dico. Vedrai. Disegna”, ha detto il cieco. E così ho cominciato. Prima ho disegnato una specie di scatola che pareva una casa. Poteva essere anche la casa in cui abitavo. Poi ci ho messo sopra un tetto. Alle due estremità del tetto, ho disegnato delle guglie.

Roba da matti.

“Benone”, ha detto lui, “Magnifico. Vai benissimo”, ha detto. “Non avevi mai pensato che una cosa del genere ti potesse succedere, eh, fratello? Beh, la vita è strana, sai. Lo sappiamo tutti. Continua pure. Non smettere”.—

Le linee della Cattedrale, la sua forma erano dettate da uno studio approfondito sugli usi e i costumi del popolo africano e della comunità cattolica. Sono popoli che vivono ancora nelle tende e nelle capanne, che vivono in villaggi dove l’acqua si va a prendere al fiume a chilometri di distanza e la si porta in anfore di creta in testa, o in taniche di plastica,  e non c’e’ luce elettrica nei villaggi.

—Ci ho messo dentro finestre con gli archi. Ho disegnato archi rampanti. Grandi portali. Non riuscivo a smettere. Ho posato la penna e ho aperto e chiuso le dita. Il cieco continuava a tastare la carta. la sfiorava con la punta delle dita, passando sopra a tutto quello che avevo disegnato, e annuiva.

“Vai forte”, ha detto infine.—

La Cattedrale non aveva finestre con archi, ma grandi vetrate con forme che  richiamavano il profilo degli elefanti; la copertura era una enorme tenda di pianta triangolare a rappresentare la Trinità; quest’ultima moderna, portante e rivoluzionava, capovolgendo totalmente, le dinamiche della fisica. Cioè la  struttura era  sostenuta dall’alto, dal tetto;  invece che dal basso, ossia dalle  fondamenta.

—Ho ripreso la penna e lui ha ritrovato la mia mano. Ho continuato ad aggiungere particolari. Non sono certo un artista. Ma ho continuato a disegnare lo stesso……………—

Negli anni della Cattedrale mio padre ha avuto altri infarti e un intervento di By-Pass. Eravamo tutti consapevoli che quel progetto avrebbe potuto ucciderlo per  l’intensita’ ( 30 mesi di lavori ininterrotti) , i viaggi continui, la responsabilità, una tecnica nuova sperimentale di progettazione e di calcolo. Un’opera unica, l’apice della realizzazione di un progettista. Ma tutti insieme abbiamo deciso che a costo della vita quel progetto doveva realizzarsi. 

—E così abbiamo continuato. Le sue dita guidavano le mie mentre la mano passava su tutta la carta. Era una sensazione che non avevo mai provato prima in vita mia.—

Tornati dalle vacanze mio padre ha coinvolto me e mio fratello (studenti di architettura al primo anno) in quel progetto avveniristico visto per la prima volta su un tovagliolo di carta. Ci ha raccontato tutti i dettagli del progetto, tutti i significati in esso evidenti che rispecchiavano la cristianità. La tenda della copertura e’ azzurra come il cielo africano e al suo interno contiene 7 stralli, così si chiamano i cavi d’acciaio inguainati e affogati nel cemento armato. La loro tensione permette le controforze per sostenere tutta la struttura. Indicano le 4  virtù’ CARDINALI  (la prudenza – la giustizia – la fortezza – la temperanza) e le tre virtù TEOLOGALI (la fede – la speranza – la carità), ma anche i 7 sacramenti.

CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral
Ing. Aldo Spirito durante i lavori mentre controlla la copertura in cui saranno inseriti gli stralli

Gli stralli uscendo dalla tenda di copertura si agganciano ai campanili che stilizzati indicano il Cristo in Croce e che altissimo abbraccia la città di Abidjan  capitale economica e governativa de  la République de Côte d’Ivoire  , ma visti lateralmente sembrano  la figura di un uomo che trascina il suo pesante fardello. La piazza dalla quale sorgono i campanili ha un’armonica forma di zanne d’elefante.

Modernità, tecnologie avanzate, spiritualità e tradizioni africane in una simbologia esasperata, concreta che man mano si sono compiute sulla terra rossa dell’Africa. Quando la copertura e’ stata agganciata ai campanili e sono state tolte le impalcature che la sorreggevano, tutti gli operai sono fuggiti fuori dalla costruzione temendone il crollo immediato. Rimase mio padre al centro, nel punto staticamente più pericoloso a dimostrare che quella struttura, concettualmente e staticamente costruita al contrario, reggeva. Che magnifico momento avrà vissuto e , se io lo racconto, e’ perché lui lo ha trasmesso con lo stesso coraggio di quel preciso istante in cui l’ultimo puntello e’ stato rimosso.

Poi lui ha detto: “Mi sa che ci siamo. Mi sa che ce l’hai fatta”, ha  detto. “Dà un po’ un’occhiata. Che te ne pare?”—

Nel 1985 La Cattedrale di Abidjan e’ stata consacrata da Papa Wojtyła Giovanni Paolo II, con una cerimonia lunghissima e con tutta la comunità cattolica presente che con musica e balli ha accompagnato l’olio sacro sparso sull’altare, e tutte le funzioni. Le panche all’interno potrebbero essere di più ma sono state disposte a debita distanza per permettere loro di ballare. Per gli africani e’ pura gioia il momento della messa. Con i loro vestiti ricchi di colori vivaci, cantano e ballano durante le funzioni.

—Ma io ho continuato a tenere gli occhi chiusi. Volevo tenerli chiusi ancora un po’. Mi pareva una cosa che dovevo fare. “Allora?”, ha chiesto. “La stai guardando?”

Tenevo gli occhi ancora chiusi. Ero a casa mia. Lo sapevo. Ma avevo come la sensazione di non stare dentro a niente.—

La prima volta che sono entrata nella Cattedrale l’abbraccio di mio padre mi teneva stretta per le spalle, scendeva dai campanili un cono di luce fino a terra ed ebbi, io scettica, la sensazione che Dio faceva capolino per darci il benvenuto in quella casa per lui costruita con estremo amore e passione, a costo della vita. Fu un attimo che mi gelo’ il sangue ma che mi diede grande pace, certa in quel momento che nulla mai ci sarebbe successo. Mio padre, col suo languido sguardo, cercava il nostro consenso alla sua grande opera, come un compito fatto bene e premiato col massimo dei voti.

In contemporanea fu realizzato anche il Santuario alla Vergine Maria, ma questa e’ un’altra storia…………………..

—”E’ proprio fantastica”, ho detto.—

Due anni dopo mio padre e’ morto d’infarto e io, per quasi 30 anni,  non ho mai avuto la forza di parlare di tutto ciò.

Dopo la sua morte in molti hanno cercato di appropriarsi ingiustamente della paternità, anche solo in parte, di quest’opera solo perché hanno partecipato al progetto, ma non un solo disegno e’ uscito dallo Studio Ing. Aldo Spirito senza in calce la sua firma. Nessun calcolo, nessun bozzetto o schizzo o tavola e’ arrivato in cantiere senza il suo benestare. Lo dimostra il fatto che dopo la sua morte nessuno dei professionisti che lo hanno affiancato in questa avventura se l’e’ sentita di proseguire senza di lui; noi figli compresi  ancora acerbi studenti.

Perché raccontarlo, dunque, adesso?

Perché la vita e’ strana, perché  mi e’ capitato per le mani questo libro “Curare la vita con la vita”. Quale altra medicina ci potrebbe essere se non la stessa vita, la riflessione, il dialogo con se stessi e con gli altri. Quale miglior spunto di un libro donato con tanta nobiltà e consapevolezza che potesse essermi d’aiuto.

Perché per una serie di casi fortuiti recenti amici, incontrati per lavoro in tutt’altro settore, sono stati ad Abidjan e hanno fotografato la Cattedrale e, quando ho chiesto qualche foto, me le hanno date con estrema generosità.

Perché mio padre e’ presente sempre nel mio cuore, come e’ giusto che sia, ma raramente nella mia mente e perché, stranamente, lo sento intorno a me in questo momento e ho deciso di condividere questo bellissimo ricordo, convinta che parlarne mi curi una ferita da troppo tempo aperta.

Ringrazio la Dott.ssa Maria Cristina Koch per avermi dato il libro e aver scatenato l’animo;

L’Ing. Cesare Bonadonna per avermi inviato le sue foto© della Cattedrale fatte l’anno scorso;

Ringrazio anche Sistema Eduzione che, passo passo mi sta dando input che stanno migliorando la mia vita, a volte senza che nemmeno me ne accorgo, che non e’ del tutto vero. Sicuramente una metodologia di ragionamento porta a meditazioni profonde che ampliano la visione della propria quotidianità e la migliorano.

Gallery

CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral
Cattedrale di Abidjan Ing. Aldo Spirito – foto di Cesare Bonadonna©
CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral
Cattedrale di Abidjan Ing. Aldo Spirito – foto di Cesare Bonadonna©
CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral
Cattedrale di Abidjan Ing. Aldo Spirito – foto di Cesare Bonadonna©
CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral
Cattedrale di Abidjan Ing. Aldo Spirito – foto di Cesare Bonadonna©
CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral
Cattedrale di Abidjan Ing. Aldo Spirito – foto di Cesare Bonadonna©

 

 

CATTEDRALI: LA MIA. Ivory Coast, Abidjan - St Paul Cathedral
Cattedrale di Abidjan, Ing. Aldo Spirito – foto di Cesare Bonadonna©

ciao Papa’

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CREMA D’AVOCADO DELICATA E SFIZIOSA

CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA

CREMA D’AVOCADO DELICATA E SFIZIOSA

 

Questa crema di Avocado e’  semplicissima e veloce. Ottima come aperitivo e  bisogna proprio odiare l’avocado per non apprezzarla!!! Non ha nulla a che vedere con il Guacamole.

Si serve con quello che si vuole……

 

Ingredienti per 4 persone
  • 1 Avocado maturo al punto giusto ( se lo prendete un po’ acerbo va lasciato fuori dal frigo che in 2 giorni matura subito, attenzione che non abbia macchie ne’ internamente ne’ esternamente)
  • Sale
  • 1 /2 limone
  • Pepe verde q.b secondo i gusti
  • 1 insalata Belga
Preparazione

Quando sbucciate l’avocado attenzione a rimuovere le parti scure e a non scalfire il nocciolo.

Tagliarlo a pezzettini, e metterlo nel mix  aggiungere sale e pepe e frullare per brevissimo tempo, se l’avogado e’ maturo al punto giusto diventa una crema subito. Aggiungere mezzo limone spremuto e frullare ancora un attimo per ben amalgamare tutto. Deve essere una crema soffice.

CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA
pezzi di Avocado e pepe verde
CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA
Nel mix

Mettere in frigo per un paio d’ore.

Il limone spesso macchia la crema, quindi prima di portarlo a tavola girate con un cucchiaio.

 

CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA
La crema

Divertitevi a servirlo come vi pare.

CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA
Avocado con foglie di Belga

In genere lo servo con foglie di Belga, oppure trevisana. I colori son bellissimi e invitanti: e’ molto scenografico. Per gli ospiti con intolleranze ho utilizzato grissini senza glutine e pane di segale.

CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA
Grissini senza glutine e pane di segale

Anche una composizione di pane e grissini con semi e farine varie e’ molto apprezzata.

 

Antirughe naturale

Ricco di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti, l’avocado è un frutto che non deve essere discriminato per il quantitativo di grassi che contiene ma va introdotto regolarmente nella nostra dieta per mantenere in salute il cuore, ridurre il girovita e migliorare la fertilità sia maschile che femminile! Scopriamo i benefici e le proprietà dell’avocado. Avocado, il frutto grasso per eccellenza, viene particolarmente apprezzato per le sue proprietà benefiche. Scientificamente noto come Persea americana, è una specie arborea da frutto che appartiene alla famiglia delle Lauracee, originaria del Messico e del Centro America. A dispetto degli altri frutti, l’avocado ha un profilo nutrizionale davvero unico: 100 grammi di avocado sviluppano circa 160 calorie e la presenza di fibre, grassi buoni, vitamine del gruppo B, vitamina K, potassio, vitamina E e vitamina C, conferiscono all’avocado proprietà eccellenti per la salute e il suo consumo è associato a diversi effetti benefici come la riduzione del rischio cardiovascolare, l’aumento del senso di sazietà con conseguente perdita di peso e l’aumento della fertilità.

Le proprieta’ dell’Avocado

 

CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA
Proprieta’ dell’Avocado

 

CREMA D’AVOCADO DELIZIOSA E SFIZIOSA
Versione con sesamo e chia

Sono davvero ottimi

 

Le Veneziane Mini Grissini Con Rosmarino Senza Glutine 250g

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

( chissa’ se Steve Jobs l’avrebbe permesso; indubbiamente  Zuckerberg e’ stato un razzo ad acquisire l’alleanza!)

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

APPUNTAMENTO VIRTUALE A PALAZZO ITALIA,  EXPO EXPERIENCErESTATEaMilano, PER LA FULL IMMERSION IN TOTALE ANTEPRIMA MONDIALE NELLO SPORT.  OLIMPIADI DI RIO 2016 IN DIRETTA A 360°

 

Il supporto di Samsung Electronics, sponsor ufficiale di RIO 2016, rende disponibili con Samsung GEAR VR contenuti esclusivi per la tecnologia a 360°, cioe’ sei dentro le Olimpiadi, ma per davvero.

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

 

Il team di SPORT VR EXPERIENCE realizza una sperimentazione senza precedenti, trasmettera’ in diretta reportage sportivi delle Olimpiadi a partire dal 6 agosto alle 15,00 e Palazzo Italia viene teletrasportato a Rio.

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I canali tecnologici sono collegati in realtà virtuale all’evento Olimpico con Youtube e Facebook che supportano il video 360°, e le APP VR ufficiali del Comitato Olimpico, dei team partecipanti e dei Media.

LE TECNOLOGIE E I CANALI

L’iniziativa SPORT VR EXPERIENCE offre diverse tecnologie e canali:

  • I visori di realtà virtuale Samsung GEAR VR, installati nella mostra, che rappresentano la più intensa e completa esperienza immersiva.
  • Applicazioni specializzate sullo sport
  • Una proiezione a 360 gradi, che consente di fruire di contenuti in gruppo
  • Un Magazine OnLine, accessibile su web e mobile, che permette di scoprire il mondo dello sport in realtà virtuale, grazie ai contenuti disponibili in rete su Youtube e Facebook. Per prepararsi alla esperienza della mostra

 

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Mark Zuckerberg

 

Roberto Carraro, docente all’Accademia di Brera con il corso “LA RIVOLUZIONE IMMERSIVA”  Linguaggi Multimediali,  interpreta queste nuove tecnologie come un nuovo rinascimento in cui si ridefinisce la realta’.

«Steve Jobs aveva preannunciato l’era post pc, e pur essendosi concentrato sugli ultimi, piccoli device bidimensionali, lo smartphone e il tablet, aveva delineato nella mobilità un percorso che avrebbe aperto un nuovo, inesplorato universo per le tecnologie dell’informazione. Nel 2011, di fronte alla tecnologia italiana Bubble viewer, che spostava il tablet verso l’eversività, Jobs aveva notato una “larger canvas”, una “tela più ampia”, che era un primo passo verso il superamento dei limiti dello schermo, il “quadro digitale”.»

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Steve Jobs

Sta arrivando il momento di una nuova avanguardia culturale, cambiano i termini della narrativa perché questa tecnologia permette di stare dentro alle cose, quasi di poterle raccontare da protagonisti, vivendole.

Sono rimasta davvero molto impressionata a vedere, oggi, in totale anteprima, come la proiezione a 360° sia coinvolgente. La forma sferica avvolge totalmente, se ci fosse anche l’esperienza olfattiva e tattile potrei essere a Rio in contemporanea pur essendo al piano terra di Palazzo Italia a Milano.

In questa zona del padiglione due enormi schermi tondi a formare un cerchio sul cui diametro giusto lo spazio per entrare e porsi al centro dove si viene “attraversati” dalle immagini. Da un lato si vedono scendere gli sciatori partiti dalla vetta della montagna, al lato opposto si vedono sfrecciare come se ti avessero travolto e ti domandi cosa ci facessi ai primi di agosto con i piedi sul suolo milanese e il resto del corpo in alta montagna, per giunta in mezzo ad una pista da sci.(Alcuni video che si potranno vedere a Palazzo italia)

Inforchi gli ”Oculus 3d” per la realtà virtuale che sembra una maschera da sub per immersioni di notevole profondità ed entri, come d’incanto, in una dimensione differente. Un teletrasporto immediato che sorpassa, in termini spaziotemporali, un jet di ultima generazione che supera la velocità del suono e ti proietta in Brasile  o su un aereo dal quale, da li a poco, ti butti col paracadute senza mai aver fatto un lancio.

E’ pazzesco! Vedi le corde del paracadute con la coda dell’occhio perché  l’ombrello di nylon e’ sopra di te, per cui ti piglia un mal di stomaco immediato misto a paura e incredulità  per dove ti trovi senza averlo chiesto.

 

 

Buffo, perché chi indossa questi Oculus si estrania da chi lo circonda, il corpo si muove e reagisce seguendo le immagini che solo lui vede. Gira la testa, la alza e la abbassa perché vive il video, ci manca che riesca ad afferrare qualcosa ed il virtuale diventa reale.

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A breve questa tecnologia mangerà tutto cio’ che c’e’ oggi. Nel giro di un anno hanno migliorato la tecnica passando da 6 piccole video camere poste su un cubo alla forma sferica utilizzando 2 camere con fish-eye  grandangolare estremo a creare  una calotta completa di visibilità e nulla più scappa alla vista, neanche alla coda dell’occhio!!!

Continua il Prof. Carraro nella sua spiegazione entusiasta….

“E’ davvero l’inizio di una nuova era, un salto antropologico in grado di modificare la relazione tra gli uomini e tra l’uomo e la realtà, cambiando il modo in cui vediamo.

Nel Rinascimento nacque la prospettiva, i quadri non erano più piatti e tra linee prospettiche, ombre e punti luce le figure prendevano corpo .

Adesso si esce dallo spazio bidimensionale rettangolare dei mass media e si torna in quello sferico della percezione naturale con “i media immersivi”,  fenomeno del digitale attuale.

Tutto e’ incentrato sul riquadro, come l’inquadratura cinematografica teorizzata da Eisenstein, fulcro del mondo audiovisivo del XX secolo.

E quindi ecco la rivoluzione: dall’inquadratura ( intesa come riquadro) alla sfera.

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

 

Se ci si pensa, infatti, il riquadro e’ una cornice che delimita lo spazio dentro il quale sta un’immagine, mentre la forma sferica da’ una sensazione molto più ampia. Del resto la stessa geometria elementare ci spiega la diversità. Un cerchio e’ infinito, un quadrato e’ fatto da pezzi.

Il dipinto, la pagina, la fotografia, il cinema, la televisione, il computer, lo smartphone, il tablet, riconducono i contenuti ad un rettangolo, un riquadro isolato dalla realtà. Tutta l’umanità oggi fruisce il cinema, la televisione, il web in quadri tecnologici. Con la rivoluzione immersiva si passa dal quadro alla sfera, dal bidimensionale al tridimensionale. Ecco il nuovo rinascimento dell’era digitale.

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

La sfera immersiva, rispetto all’inquadratura, spinge all’esperienza attiva .

Il virtuale diventa soggettivo, si e’ li’ in prima persona, si e’ coinvolti e immersi.
Being Leonardo è stata la prima biografia immersiva; realizzata l’anno scorso per Expo 2015 a Palazzo Reale a Milano, la App proponeva all’utente di “diventare Leonardo”, rivivere i luoghi della sua vita, entrare nelle sue opere e nella sua mente, esplorare il suo immaginario ricostruito in 3d. Fantastico!!!

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

Appuntamento a Palazzo Italia per le dirette da Rio 2016 e per l’esperienza “immersiva” progettata da Roberto Carraro e il suo team.

 

Esplora e mentre guardi i video a tutto schermo spostati a 360°:

 

Visit Hamilton Island in 360˚ Virtual Reality with Qantas

Esperienze a 360°

Wingsuit 360° Experience

Rio 2016 Olympics in 360 – Brazil’s Athletes Welcome the World to Rio de Janeiro

 

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PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DALL’1 AL 7 AGOSTO

PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DALL'1 AL 7 AGOSTO

PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DALL’1 AL 7 AGOSTO

Oroscopo Settimanale

01) ARIETE

PUOI PARTIR TRANQUILLA.  Ti aspetta una settimana vivacissima dal punto di vista sentimentale, visti che il bell’Urano che sosta nel tuo Segno indirizza direttamente a Venere e a Mercurio i suoi benefici e intensi raggi … La Luna comunque all’inizio della settimana ti propone di usare di più l’arma che in amore è da considerarsi letale: la tenerezza, mentre Plutone ti raccomanda di non  sottrarti all’arrapante gioco delle parti, del dominatore e del dominato, che in  settimana potrebbe essere particolarmente divertente e intrigante. Buoni i rapporti interpersonali e Giove in Vergine t’assicura che hai lasciato il lavoro in ottime mani.

2) TORO

SORRIDENTE E DELIZIOSA FELICITA’.  E’ scoccata l’ora delle vacanze, che se non sono iniziate per davvero sono per lo meno imminenti! Scegliere le località da preferire ti ha preso un po’ di tempo, ma ora itinerari e spostamenti sono tutti previsti. Ti aspetta  un periodo sereno, confortato dalla indulgenza di Giove e coronato dagli inviti di Plutone, il quale ti vorrebbe sempre al centro di un dinamico e magico palcoscenico. Il momento è rilassante e dolce, per il riallacciarsi di affettuosi rapporti domestici e per una contentezza di fondo che rende tutto più lieve, appagante e carezzevole. L’amore ti darà sorridente e deliziosa felicità.

 3) GEMELLI

SCEGLI METE VICINE.  L’unico neo del periodo è che non vedrai altrettanto spesso di prima una persona che t’intriga e ti piace moltissimo. Ma non darti pena perché con la comunicativa attuale, i telefonini, Skype, Whatsapp, sarete comunque spessissimo in contatto. Dovresti comunque sul serio evitare di stancarti troppo e di puntare su mete lontane e di difficile accessibilità per le tue vacanze, dato che l’organismo ora pretenderebbe riposo, relax, abitudini sagge e ritempranti.  Lo stesso Mercurio, il TUO pianeta guida, dalla sua posizione verginea ti esorta a non strapazzarti e magari a non metterti troppo alla prova.

04) CANCRO

VERSO LIDI AMENI.  L’intuizione che ti procura la visita della magica Luna all’inizio della settimana comporta iniziative prese di slancio, senza ragionarci troppo, ma adatte ed idonee  a toglierti dai guai e a metterti al riparo e in salvo rispetto a condizioni  nelle quali ti vivevi ruoli in minoranza. Abilmente, senza colpo ferire e con grande nonchalance, riuscirai a sottrarti a condizioni nelle quali dire la tua poteva essere un ardimento davvero esagerato! Libera, fuori da costrizioni che non sono giustificabili, ecco che spigherai le ali come una variopinta farfalla e volerai serena verso lidi più ameni, miti, amichevoli e cortesi.

05) LEONE

VIVI UNA SEDUCENTE FAVOLA!  Che dire di una settimana che vede nei Gradi che lo Zodiaco ti riserva la confortante presenza di Venere e la scoppiettante energia del Sole e disposizione?  Si può dire che l’amore, la gioia, la vivacità e la felicità per specialissimi incontri e per un vissuto affettivo di grande letizia sarà il sentimento principale ad animare le tue giornate! E, secondo i suggerimenti di Saturno al Sole e di Urano a Venere, è possibile che chi ti colpirà ora dritta al cuore abbia magnifiche chance di essere al tuo fianco molto a lungo! L’amore è al top delle tue aspirazioni e  secondo la Luna Nuova vivrai un periodo bello come una seducente favola!

06) VERGINE

FIUTO PER I BUONI AFFARI. Il fatto che proprio adesso Mercurio raggiunga il tuo Segno e venga a far compagnia al vitalissimo Giove che sta per concludere il suo percorso vergineo, rilancia il tuo fiuto per  gli affari e ti metterà nella condizione di individuare e concludere ottime trattative. E’ vero che il clima vacanziero la fa da padrone, ma le opportunità che ti salteranno naturalmente alla vista sono da afferrare per la coda, prima che svaniscano nel nulla.  Quindi unisci il sacro al profano e, mentre ti riposi, datti il modo di portare fieno nella cascina della tua convenienza. Il partner ne sarà entusiasta!

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MELANZANE A BRUSCHETTA

MELANZANE A BRUSCHETTA

MELANZANE A BRUSCHETTA

Ricettina super  LIGHT  per le serate d’estate da gustare sul terrazzo , possibilmente, vista mare

INGREDIENTI x 4 PERSONE

  • 2 melanzane senza semi
  • 4 pomodori saporiti e maturi ( si possono usare anche i datterini 1 confezione)
  • 1 aglio
  • 5/6 rametti di origano fresco
  • 1 bel ciuffo di basilico profumato
  • Sale grosso
  • 1 cucchiaio di patè di olive taggiasche
  • 1 ricciolo di pasta d’acciughe
  • 1 cucchiaio di capperini
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale e pepe verde

 

PREPARAZIONE

Lavare e asciugare pomodori e melanzane. Le melanzane vanno sbucciate della parte nera e tagliate a fettine alte 1 cm. ca. Metterle su una teglia con carta forno e cospargerle di sale grosso. Infornarle a forno preriscaldato e non ventilato a 200° per 10 min. poi tirarle fuori e girarle. Il sale grosso non solo le insaporisce ma non le fa seccare trattenendo l’umido.

MELANZANE A BRUSCHETTA
Melanzane crude

 

 

Melanzane passate in forno con sale grosso
Melanzane passate in forno con sale grosso

 

Nel frattempo mettere nel frullatore i pomodori tagliati a pezzettoni grossi, le erbe, il paté di olive taggiasche e la pasta d’acciughe ( no sale , no olio). Frullare stando attenti che il pomodoro resti molto grossolano, non deve essere una salsa, nè un frullato.

 

MELANZANE A BRUSCHETTA
Pomodoro e odori tritato grossolanamente

Aggiungere 1 spicchio d’aglio tagliato a meta’ e lasciar riposare.

Disporre  3 / 4  fette di melanzane in ogni piatto, togliere l’aglio dal trito di pomodoro e guarnire le melanzane come fossero fette di “bruschetta di pane”. Chi l’ha detto che il pane e’ indispensabile?

MELANZANE A BRUSCHETTA

Aggiungere un  filo d’olio, un pizzico di sale e una spolverata di pepe verde.

Servire con mozzarella di bufala o provola affumicata.

MELANZANE A BRUSCHETTA
Pepe Rosso

 

Un ottimo vino da abbinare

Pepe Rosso Montepulciano d’Abruzzo Doc

La storia di questo vino

consigliato da Luca Benini

 

 

 

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

Milano in agosto e’ davvero speciale e per pochi. Una città  così stressante per i ritmi serrati di tutti i giorni, da meta’ luglio in poi, pian piano si svuota riportando la città ad una calma d’altri tempi il cui privilegio e’ assaggiare questa atmosfera di calma. La zona C abolita e fior di posti dove parcheggiare, anzi si può anche scegliere di lasciare la macchina all’ombra! E’ il momento ideale per qualche giorno di vacanza.

Ospitalita’ a regola d’Arte

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

Visita il Bed and Breakfast

In questa casa ospitalità e’ un piacere, un divertimento e una scoperta di ogni singolo ospite che poi lascia il suo commento sul Guest Book piu’ che soddisfatto.

Monica della Giustina e’ la padrona di casa, discreta e conoscitrice di Milano, competente in storia dell’arte, parla due lingue e sa consigliare dove fare shopping.  Con lei puoi approfittare, durante il tuo soggiorno, per fare un vero e proprio colloquio di counseling, utile nella vita e nel lavoro.

Per gli ospiti di AnB, Milano è un libro aperto: arte, negozi, attrazioni, eventi sono a portata di mano.

Oggi ti segnalo: I NAVIGLI

Milano  era una città fluviale e i navigli ne sono la testimonianza più evidente. Il Duomo di Milano è stato costruito proprio grazie ai navigli!

Sono cinque i navigli lombardi: Bereguardo, Grande, Martesana, Paderno e Pavese e la loro storia è molto antica. I navigli di Milano sono infatti stati costruiti a partire dal XII secolo e collegavano Milano al Lago Maggiore, al Lago di Como, a Pavia e al fiume Po. I navigli a Milano venivano chiamati “Vie d’Acqua“, consentendo  il trasporto di merci, cibo e perfino interi eserciti, permettendo a Milano di crescere e svilupparsi sempre di più, grazie al commercio con le zone limitrofe. Alla loro navigazione, lavorò anche Leonardo da Vinci, che nel ‘400 fu incaricato da Ludovico il Moro di progettare un sistema per permettere di raggiungere via fiume il Lago di Como partendo da Milano.

Furono utilizzati fino all’800 quando andarono in disuso con l’arrivo di altri mezzi di trasporto per merci e persone più veloci, furono abbandonati e, alcuni, interrati. Dopo quasi un secolo di abbandono, dimenticati dagli stessi cittadini, le antiche vie fluviali furono riscoperte e si iniziò ridargli il giusto valore storico  con percorsi didattici e culturali, di natura e di navigazione turistica, ma anche di una nuova anima più trendy  che la città di Milano pare aver riscoperto anche grazie ai suoi navigli.

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

Si trovano, lungo le “Vie d’Acqua” piccoli ristorantini che si alternano a mercatini etnici e botteghe casual chic; gallerie d’arte dove il padrone di casa e’ l’artista che adora intrattenersi con gli ospiti e raccontare le sue opere; gli artigiani  mentre dietro antichi portoni si aprono cortili fioriti che rendono i navigli milanesi una passeggiata piacevole e rilassante anche in piena estate.

La Nuova Darsena di Milano.

Di recentissima ristrutturazione per Expo 2015 è in realtà l’antico porto di Milano, il punto in cui il Naviglio Pavese e il Naviglio Grande si incontrano. Qui nel ‘600 fu organizzato un grande porto di attracco delle imbarcazioni che percorrevano i navigli di Milano; oggi e’ uno dei luoghi più frequentati di Milano e sede di eventi e spettacoli.

Leonardo da Vinci e i Navigli di Milano

 

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

PER INFO:
INFO@ANB.HOUSE
MONICA@ANB.HOUSE
 TELEFONO: +39 023495460
CELLULARE: +39 3404630652

MOUSSE DELICATA DI OLIVE TAGGIASCHE E ACCIUGHE

MOUSSE DELICATA DI OLIVE TAGGIASCHE E ACCIUGHE

Ricetta super veloce e ligth per aperitivo

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 ricotta
  • 1 vasetto di pate’ di olive taggiasche
  • Pasta d’acciughe
  • 1 aglio fresco
  • 1 rametto di basilico fresco
  • 3 rametti di origano fresco
  • Pepe verde

Preparazione

Mettere in una ciotola pasta d’acciughe ( q.b.) aglio tagliato a meta’ , 4 cucchiai di pate’ di olive taggiasche e la ricotta ben sgocciolata . Mischiare bene tutto con una forchetta fino a quando non si e’ amalgamato il tutto. Aggiungere origano e basilico sminuzzato con le forbici e una bella tritata di pepe verde. Mischiare ancora e mettere in frigo.

Prima di servire ricordarsi di togliere l’aglio.

Servire con fettine di pane di segale e semi, oppure riempire uova sode tagliate a meta’

E’ anche un ottimo ripieno per voulevant da passare in forno per pochi minuti (10′)

Quaderno per pranzi e cene

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Quotus – Quaderno Convivium per pranzi e cene

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