SELF EMPOWERMENT, MATERIA OBBLIGATORIA A SCUOLA. Utopia?

SELF EMPOWERMENT, MATERIA OBBLIGATORIA A SCUOLA. Utopia?

SELF EMPOWERMENT, MATERIA OBBLIGATORIA A SCUOLA. Utopia?

Sono stata ieri al seminario di Self Empowerment che si e’ tenuto presso Sistema Eduzione a Milano, Via Luisa Sanfelice, 3.

con

-Massimo Bruscaglioni laureato in Ingegneria e in Psicologia applicativa, ha sviluppato in Italia l’approccio del SELF EMPOWERMENT per il potenziamento personal-professionale e lo sviluppo delle competenze e della vitalità nella cultura e micro cultura organizzativa delle aziende (2 lauree e meticolosità matematica nel metodo)

– Riccardo Bettiga 33 anni  presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

– Maria Cristina Koch, epistemologa, psicoterapeuta, saggista, referente lombarda della Società Italiana di Counseling S.I.Co.

– Cristina Cavalieri, Psicologa del lavoro e delle organizzazioni e counselor empowerment oriented

SELF EMPOWERMENT, MATERIA OBBLIGATORIA A SCUOLA. Utopia?
Riccardo Bettiga, Massimo Bruscaglioni e maria Cristina Koch

Interessante, molto interessante.

Empowerment vuol dire processo di crescita dell’individuo e del gruppo, basato sull’incremento della stima di sé, dell’auto efficacia e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale.

Divertente il professor Bruscaglioni, Guru dell’Empowerment che se chiudi gli occhi sembra Maurizio Costanzo.

Pubblico numerosissimo e attento grazie ai continui cambi di registro del professore, che un po’ spiega, un po’ scherza, un po’ provoca ed ironizza. E’ un toscano doc!!!!

Dalle 11 del mattino fino alle 18, con una pausa di 1 ora, ha tenuto banco con questo sistema di pause e battute.

Ha dato sempre il tu al pubblico perché il parterre era fatto dalle persona, che non e’ un errore, ma un po’ un “Sarchiapone” alla Walter Chiari, così lo ha definito,  volendo rivolgersi al singolo rafforzando di continuo il concetto di persona. E di ora in ora consolidando in tutti noi l’identità di ognuno.

SELF EMPOWERMENT, MATERIA OBBLIGATORIA A SCUOLA. Utopia?

Concettualmente il metodo si basa sull’Ottimismo, il Pensiero Positivo, il Bicchiere mezzo pieno, l’essere Propositivi.

Il potere e’ interiore e la potenza, che e’ lo spostamento attraverso una forza, sta dentro la persona.

SE SEI UNA PERSONA!

Più volte Bruscaglione ci ha chiesto singolarmente se eravamo 1 persona. Significativo!!!

Sembra banale ma in realtà questa domanda accresce il Sentimento di protagonismo sulla propria vita attraverso le Risorse Interne alla ricerca di Opportunità (nella vita, nel lavoro, nella famiglia, nella società).

Detto ciò, abbiamo iniziato a fare qualche esercizio.

Su 4 aree abbiamo scritto, ognuno per se stesso, gli aspetti speciali visibili, gli aspetti speciali che ognuno di noi ha dentro di sé, quali avvenimenti ci hanno reso speciali nella nostra vita , e quali attività abbiamo svolto ritenendoci unici perché abbiamo fatto fatica a fare, sopportare, superare quella tal cosa.

Vedendolo scritto, logicamente l’autostima cresce, e ci si rende conto di quanto si e’ fatto nella vita e ci si sente orgogliosi di sentirsi una persona vera e non un niente…anche se attualmente le cose non vanno bene e ti senti uno schifo.

Poi siamo stati invitati a fare la Margherita delle Possibilità, ossia immaginiamo d’incontrare Bruscaglione tra 3 anni e gli raccontiamo da qui ad allora cosa si e’ avverato dei nostri desideri.

In ogni petalo scriveremo un desiderio/sogno che si e’ avverato, ma uno lo lasceremo libero per pensarci stanotte!!!

Ed infine un ultimo esercizio: Intervista Bisognosa Desiderante

Concettualmente intervistando il vicino bisogna cercar di far emergere, con adeguate domande, i desideri. Solitamente e’ automatico che l’intervistato, nel raccontarsi, faccia emergere più i bisogni  che i desideri. Riuscire a scoprire invece i desideri e’ capacita’ di chi intervista e delle domande costruite adeguatamente andando a scavare nel passato, nell’infanzia, nel futuro. Nel costruire un presente fantastico e positivo e nel portare il pensiero dell’intervistato su fatti belli finché non gli si accende lo sguardo, finché non si scorge un lampo di gioia, anche piccolissimo. Lì, in quel lampo sta il desiderio. A volte capita che non soffermandosi a sufficienza sui propri sogni e desideri, ci si dimentica di averli. Oppure nemmeno si sanno. Questo e’ un allenamento per andarli a scovare e a riconoscere….e perseguirli.

Secondo la metodologia del Self-Empowerment l’innovazione, in senso globale,  e’ la necessità di energia superiore desiderante.

Ovviamente quanto fin qui descritto e’ un’infarinatura di un metodo studiato e sperimentato da esperti psicologi  e che viene applicato come  metodologia formativa innovativa aziendale e delle persone con approfondimenti adeguati e seguendo i corsi.

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CASA MANZONI E I CENTO AMICI DEL LIBRO

CASA MANZONI E I CENTO AMICI DEL LIBRO

CASA MANZONI E I CENTO AMICI DEL LIBRO

Il 6 maggio alla Casa di Alessandro Manzoni in via Moroni 1 e’ stato presentato il  libro   “Apelle figlio di Apollo”, cinquantunesimo volume edito dai Cento Amici del Libro.

 

L’autore è il poeta Luigi Ballerini che ha scritto un poema in 12 canti in cui il protagonista, Apelle, il più celebre pittore dell’antichità, figlio di Apollo, dio della poesia, partecipa ad un dibattito immaginario intorno alla natura e alla funzione del lavoro da lui concepito in stretta connessione con l’arte e la poesia.

Luigi Ballerini si e’ ispirato al primo articolo della Costituzione Italiana che, recita:

l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e l’articolo quarto specifica che lo Stato deve promuovere occasioni di lavoro che consentano ai cittadini di espletare attività ciascuno secondo il proprio talento al fine di contribuire al benessere materiale e spirituale della nazione.

Il dibattito si svolge tra  Apelle, i filosofi Karl Marx e Antonio Gramsci, lo statista Benjamin Franklin, il poeta Ezra Pound, il finanziere George Soros, l’economista Thomas Picketty, il semiologo Ferruccio Rossi Landi, il giurista Gustavo Zagrebelsky, lo scrittore José Saramango e lo psicanalista Gerard Haddad.

I partecipanti sono seduti in cerchio, chi prende la parola si reca al centro e parla a tutti quelli che gli stanno intorno.

Il poema è illustrato dall’artista William Xerra che ha concepito i suoi interventi grafici come una rivisitazione di alcuni momenti del suo ricco e vario percorso artistico.

Il libro è strutturato in 12 quartini slegati ognuno dei quali contiene una cantica e una incisione o un collage.

I quartini sono posti in un contenitore appositamente realizzato in plexiglas con copertine create dall’artista volutamente una diversa dall’altra, per cui ciascuno dei 130 esemplari del libro è un pezzo unico.

CASA MANZONI E I CENTO AMICI DEL LIBRO
Presente per 50annieround, Michelle Kling

Durante questo mese di maggio, la Casa del Manzoni ospita due mostre: una con opere dell’artista William Xerra  e una che presenta alcuni dei libri d’artista editi dai Cento Amici del libro che mostrano uno spaccato dell’arte italiana a partire dagli anni ’40 del secolo scorso.

CASA MANZONI E I CENTO AMICI DEL LIBRO

Questa e’ un’ennesima occasione per visitare la Casa del Manzoni recentemente ristrutturata in un’operazione rapidissima  su progetto dello Studio De Lucchi. Il restauro, sostenuto da Intesa Sanpaolo in convenzione con il Centro Nazionale Studi Manzoniani, si è articolato in una complessa serie di operazioni svolte fra la primavera e l’autunno del 2015 proprio mentre a Milano c’era Expo.

Il successo e il rispetto delle tempistiche  e’ stato dato dall’elevato numero di persone coinvolte e specialisti tra cui 15 giovani (9 donne e 6 uomini). Il restauro ha visto interventi su 5.800 mq di superfici interne (di cui 1.600 mq di decorazioni), oltre 300 mq di soffittature lignee a cassettoni, 250 mq di pavimentazioni storiche e 1.400 mq di facciate, ha comportato l’impiego di oltre 12.000 ore di lavoro.

Prossimo evento:

CASA MANZONI E I CENTO AMICI DEL LIBRO

Conosciamo un po’ William Xerra e alcune opere

Tutte le informazioni utili sulla casa del Manzoni

 

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

Stefano, e’ passato a prendermi alle 7,20 del mattino e insieme ci siamo diretti a Torino al Salone del Libro 2016. Autostrada trafficata e nuvole all’orizzonte. Da buoni amici ci siamo confrontati su cosa ci aspettavamo da quella giornata intensa e piena di emozioni, mentre macinavamo chilometri.

Grandi aspettative e notevoli emozione per l’uscita del secondo libro e per la conferenza delle 17,00.

Siamo arrivati al Lingotto alle 9,30 passate e abbiamo iniziato la grande maratona.

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

Una prima intervista e poi una seconda e una terza, ma anche quinta , sesta e settimana … dopo di ché ho perso il conto. Si era sparsa la voce e molte radio e TV o testate giornalistiche lo hanno intercettato e intervistato.

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

 

Tra cui Vanity Fair addirittura telefonicamente. Inaspettata questa intervista, fuori dalla scaletta e … meritata.

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

 

Abbiamo passato la giornata insieme spostandoci da uno stand o da un padiglione all’altro per rispondere alle richieste dei giornalisti, un breve break per mangiare qualcosa e tanti amici che sono venuti alla Robin Edizioni a farci un saluto.

La maggior parte delle interviste sono state fatte da giornaliste  sotto i 30 anni che hanno affrontato le domande con estrema scioltezza e professionalità nonostante la giovanissima eta’. Avevano un atteggiamento aperto e sereno e vedevo Stefano a suo agio a confronto con loro. Ma non c’e’ stata una sola intervista, alla fine della quale, lui non abbia chiesto come fosse andata con una tenerezza infinita, con un sorriso da ragazzina che chiede il consenso per l’esame superato in un atteggiamento di totale umiltà. La visibilità mediatica che ha raggiunto Stefano in questi ultimi mesi non gli ha assolutamente tolto la “disarmante”  semplicità che ha nel cuore.

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

I giovani hanno un atteggiamento più aperto nei suoi confronti, anche sfrontato e senza tanti peli sulla lingua, ma sempre con gran rispetto e educazione in confronto  a persone mature decisamente un po’ più chiuse.

Quando gli sto accanto ho modo di osservare la reazione delle persone mentre cammina. Chi guarda stranito o incuriosito, chi con stupore chi con disappunto, ma ieri una donna mi ha lasciata smarrita.. Una donna bionda, bella, ben vestita lo ha guardato come se avesse avuto un colpo di fulmine.

Le reazioni che suscita la personalità di Stefano  sono le più disparate ma anche interessanti , si nota come l’umanità reagisce ai cambiamenti e alle “diversità”.  chi le accetta, chi se ne frega allegramente, (come anche di altro), chi continua a stupirsi, chi si fa domande anche le più indiscrete.

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

Altrettanto, ieri, in mezzo a tanta gente, mi sono accorta di quanto gli sguardi, da quando lo conosco, siano più discreti, più morbidi. Segno, spero, che qualcosa sta cambiando.

Parte femminile e parte maschile in Stefano sono rimaste separate, convivendo una accanto all’altro e utilizzando il medesimo corpo. Questo fa notizia, questo lo differenzia da altri crossdresser.

Ma la notizia e’ un’altra!

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

Stefano e’ un imprenditore capace, un uomo doppiamente sensibile per le due identità che convivono insieme, un padre dolce e attento, un marito, un uomo molto intelligente e colto. La sua stretta di mano e’ forte e sicura e guarda negli occhi qualsiasi interlocutore. Incanta col suo sorriso e parlando affascina chiunque facendo dimenticare totalmente che invece di una camicia e un pantalone indossa un abito. Catalizza l’attenzione dell’altro sullo sguardo e il sorriso, sulle parole e l’autoironia e ci si dimentica di come sia vestito scoprendo la persona fantastica che e’.

La gentilezza che traspare nei suoi gesti e nei suoi modi e’ tipicamente femminile, le mani, ieri stranamente senza smalto, sono quelle di una donna. Altrettanto quando sorride il volto cambia lineamenti divenendo femmineo.

Il fisico e’ maschile, il modo di camminare e’ quello di un uomo sui tacchi. – Come ha fatto ieri a stare tutto il giorno con quelle scarpe lo sa solo Stefania!!!! – Scrive da uomo e i suoi libri sono pieni di mistero

Mentre in  molti lo cercavano per un autografo o un’intervista, mi sentivo privilegiata nel vivermi quella giornata così ricca di emozioni e per vedere l’appagamento dell’ amico Stefano, col volto sorridente e soddisfatto del successo annunciato, e anche a fine giornata, appesantito dalla stanchezza anche di contentezza non ha rifiutato un sorriso e una stretta di mano a nessuno.

Alle 17,00 tutti pronti per la conferenza “Crossdressing ieri e oggi” a cura di CoordinamentoTorino Pride e Regione Piemonte che, quest’anno, ha dedicato la propria presenza al Salone alla battaglia per i diritti Lgbt, e non solo. Sono intervenuti Stefano Ferri con Maurizio Gelatti e Alessia Giorda per parlare di donne vestite da uomo e uomini vestiti da donne nella storia e a i giorni nostri; segretamente o alla luce del sole. Tra storie di guerra in cui molte donne si sono travestite da uomini; dettagli sulla loro quotidianità in un ambiente durissimo e maschile; la difficoltà di nascondere la loro vera identità femminile il cui rischio più banale era quello di farsi sbattere fuori dall’esercito per poi vivere di stenti e morire, piuttosto che essere condannate a morte e addirittura bruciate, anche Stefano racconta la sua storia odierna.

Il crossdressing non e’ certo sconosciuto alla storia, anzi ha origini antiche,  ma lo e’ come fenomeno sociale.

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

Il messaggio di Stefano, col suo tubino Desigual bianco e nero, trench bianco, sandali con tacco a spillo, gambe perfette e smalto sui piedi e’ quello di far capire che comunque sia vestito e’ una persona, come tutti, senza etichette e che, come lui, ognuno deve essere  libero di esprimere la propria sessualità in modo naturale e senza discriminazioni. Per Stefano ci sono voluti anni di grandi sofferenze e rifiuti per raggiungere equilibrio e serenità con se stesso e i suoi cari. Vorrebbe che la sua fatica di vivere a cercare la propria identità con coraggio e intelligenza sia di esempio per altri, insomma un ‘apripista per una società futura più umana e più aperta.

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

 

Anticipazioni  sul libro

«È stato bellissimo. Ho incontrato mio figlio da grande. L’ho toccato e l’ho baciato. Ho visto come sarebbe cresciuto»

Una madre e un figlio. Un passato di amore e odio. Di solitudine e irriconoscenza.
Una donna misteriosa, con un tragico ricordo cui nessuno vuole credere.
Lo spettro di un sosia …………………………. ” Lassù qualcuno mi somiglia”

Il libro narra la storia di Renato Ferrari, trentenne rampante, felicemente fidanzato con Anna, di origini siciliane. L’incontro casuale con una donna misteriosa, Gisella Ardesi, convinta di vedere in lui il sosia del defunto marito Ernesto, scomparso molti anni prima in un incidente stradale con il loro unico figlio, il neonato Fulvio, darà il via a una vicenda intricata e appassionante. I nomi sono stati scelti con doviziosa furbizia letteraria, ma questa e’ una confidenza ricevuta mentre mangiavamo un boccone e stara’ al lettore carpirne il segreto.

Leggi anche:

Stefano Ferri la liberta’ di essere se stesso

Le mie prime decollette

Torino Pride

Regione Piemonte

Pagina FB di Stefano Ferri  e la pagina Fb come scrittore

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

 

Il bambino che torna da lontano

 

UNA GIORNATA CON STEFANO FERRI AL SALONE DEL LIBRO

Seppellitemi in cielo

L’ANIMA DEL FESTIVAL DI CANNES 2016

L’ANIMA DEL FESTIVAL DI CANNES 2016

L’ANIMA DEL FESTIVAL DI CANNES 2016

Il festival comincia presto con le proiezioni per la stampa  e non si ferma mai  .

h 24  Kristen Stewart e Woody Allen hanno aperto con “Café Society”.

L’ANIMA DEL FESTIVAL DI CANNES 2016
“Café Society”

Loro Altezze hollywoodiane  Julia Roberts e George Clooney hanno fatto tendenza anche con il look red carpet decontracte .

 

L’ANIMA DEL FESTIVAL DI CANNES 2016
Giulia Roberts e George Clooney

Jodie Foster , prima realizzatrice in concorso quest’anno , la dice lunga sulla presenza delle donne .

L’ANIMA DEL FESTIVAL DI CANNES 2016
Jodie Foster

A proposito, il festival  da che parte sta ?

Ma si , sono le donne che interessano , non solo per il potenziale economico erotico che fanno valere quando sfilano sul tappeto rosso.!

E qui vi voglio, femmine di tutto il mondo unitevi , qui gli uomini non sono molto all’ordine del giorno .

Per una volta il tapis rouge ci da ragione , le attrici pagate meno degli attori , sono coperte d’oro dai brand di lusso, e sono  a loro che spettano reverenze  , prime pagine sui media.

 

In fondo tutti i grandi hanno costruito le loro opere rappresentando donne, da Bergman a Truffaut passando per Almadovar.

Diceva Richard Burton :” un attore è un po’ meno di una donna , un ‘attrice è un po’ più d’un uomo.”

Quest’anno le donne potenti si chiamano Julette Binoche , Marion Cotillard, Adèle Haenel, Isabelle Hupert o Charlize Theron.

Tutte saliranno sugli scalini tappezzati di moquette rossa , e qui l’italia è sempre presente, sulla locandina del festival con la famosa scala della  sontuosa villa Malaparte a Capri  dove Jean Luc Godard girò  il Disprezzo ( 1963) fedelmente ispirato all’omonimo romanzo di Moravia .

Lo scenario del film mixava sacro e profano una specie di avant premiere sulla modernità mitologica presente nel festival di quest’anno.

Un omaggio agli abiti e alle acconciature: le donne restano protagoniste

Festival di Cannes 2016, articolo di Michelle Kling Hannover  

Image Consultant , esperta in camouflage e stylist , giornalista di moda 

MICHELLEMKLING3@GMAIL.COM

+39.333 8126999

Pagina FB di Mchelle

 

Scegli come farti compagnia tra oltre 3 milioni di titoli

DEE DI VITA, DONNE CONTURBANTI

DEE DI VITA, DONNE CONTURBANTI

DEE DI VITA, DONNE CONTURBANTI

“Mi sento come chi, ad un certo punto, si trova a dover superare degli ostacoli – ha dichiarato Dayna – È  solo una parte della vita. Ci sarà sempre qualcosa che ti spinge indietro. È’ il modo in cui reagisci che ti permette di realizzare quello che vuoi davvero nella vita”. Dayna Christison e’ la splendida ragazza nella foto in evidenza. 25 anni, bellissima, coraggiosa e purtroppo gravemente malata. Dayna voleva iniziare una carriera da top model quando le è stato diagnosticato un grave tumore al quarto stadio.

Ma quando una donna vuole inseguire i propri sogni, diventa una forza inarrestabile e un esempio di forza e determinazione, proprio come Dayna, che nonostante la malattia non ha rinunciato al suo sogno di diventare una modella famosa

DEE DI VITA, DONNE CONTURBANTI
Emma Bonino

Emma Bonino la conosciamo tutti, sta lottando e sta vincendo.

Per aiutare le donne in cura presso i reparti oncologici a ritrovare il desiderio di prendersi cura del proprio aspetto, per stare meglio con se stesse e con le persone che hanno accanto nasce Dee di Vita, con la creazione del turbante Vita, ideato da Mantero Seta per sostenere le attività di Salute allo Specchio  progetto dell’Ospedale San Raffaele .

Valentina Di Mattei, psicologa, e Giorgia Mangili, ginecologa e oncologa osservano queste donne tutti i giorni – “La forza di volontà delle nostre pazienti unita all’esperienza delle stylist e alla sensibilità di Mantero sono stati gli ingredienti fondamentali che hanno portato all’ideazione e realizzazione di Vita”.

DEE DI VITA, DONNE CONTURBANTI
Turbante Vita

Il Turbante Vita si può acquistare al prezzo di 80 euro su www.deedivita.org , una parte dei proventi della vendita andranno a sostenere Salute allo Specchio.

L’iniziativa Dee di Vita e’ stata presentata presso la Triennale di Milano il 9 maggio 2016 con l’inaugurazione della mostra fotografica Donne ConTurbanti di Guido Taroni, che ritrae volti femminili di donne di diverse età (non pazienti) che indossano il turbante Vita. La mostra allo Spazio Lab della Triennale resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito il 10 e l’11 maggio.

Guido Taroni  entusiasta del progetto, ha realizzato  scatti intensi e straordinari di donne  capaci di raccontare l’anima del progetto e sostiene – “Ho fotografato un gruppo di donne , diverse per età ed esperienze . Tutte mi hanno trasmesso una grande emozione perché ognuna di loro è assolutamente con… turbante.”

L’inziativa ha il patrocinio di Camera Nazionale della Moda e del Comune di Milano.

 

La mostra e’ dedicata a tutte le donne  vere  che, grazie alla loro energia, capacità comunicativa e influenza, saranno l’emblema del coraggio e della forza  dei momenti di difficoltà. L’ evento e’ un inno alla bellezza e alla  moda per  sensibilizzare e dare  un aiuto concreto, arricchendolo di appeal, originalità e valore sociale.

A questo proposito  la psicologa Letizia Carnelli afferma – «È bello che un oggetto nato su misura per una donna malata, con esigenze specifiche, possa essere indossato da tutte le donne, e che diventi un accessorio di bellezza e femminilità. Oggi indossare un foulard è quasi un segnale della malattia, invece non deve essere così. un foulard e’ un accessorio di eleganza per tutte le donne sane e malate. La bellezza, anche durante la malattia, non è qualcosa che si deve aggiungere perché manca, al contrario è qualcosa che c’è sempre ma che ha bisogno di essere ritrovata e valorizzata».

«La festa piena di glamour calcolato ha permesso a un Copricapo di diventare un trend, un modo di affrontare la vita con coraggio, allegria e fiducia»  dice Michelle Kling e aggiunge «Lo sapevate che il turbante è un disegno stilizzato del tulipano e perfino nella lingua turca la stessa parola tulbend significa tulipano e turbante?»

DEE DI VITA, DONNE CONTURBANTI

Michelle con la Signora Rosita Missoni e in mezzo a loro è fotografata la responsabile della comunicazione della Maison Missoni con un turbante di circostanza.

 

Molti i Vip presenti ieri sera :

La storia di Dayna

Guido Taroni Photographer

Dee di Vita

Salute allo specchio

 

Capitani Coraggiosi – Il Live Deluxe Edition [3 CD + 1 DVD]

CYCLOPRIDE 2016: JUNIOR BikeMi ARRIVA A MILANO E SI FESTEGGIA

CYCLOPRIDE 2016: JUNIOR BikeMi ARRIVA A MILANO E SI FESTEGGIA

CYCLOPRIDE 2016: JUNIOR BikeMi ARRIVA A MILANO E SI FESTEGGIA

Primo Bike Sharing per bambini in Italia.

Junior BikeMi è attivo con 11 stazioni distribuite in 5 parchi della città: Sempione, Giardini Montanelli, Basiliche, Don Giussani e Ravizza. E’ possibile prelevare in contemporanea una bici per adulti e fino a tre bici per bambini tra i 6 e i 10 anni.

CYCLOPRIDE 2016: JUNIOR BikeMi ARRIVA A MILANO E SI FESTEGGIA
Junior BikeMi

Il servizio segue le stesse condizioni e gli stessi orari di utilizzo del BikeMi tradizionale, ma cambiano le tariffe: per ogni mini-bici prelevata si paga 1 euro per le prime 2 ore di pedalata e 1 euro per ogni ora successiva o frazione.

Ricordati che l’adulto è responsabile della sicurezza dei minori ed è tenuto a far indossare loro il casco.

Ma questa non è l’unica novità per gli amanti delle due ruote: nel weekend di sabato 14 e domenica 15 maggio torna il Cyclopride, la grande pedalata collettiva giunta alla sua quarta edizione.

– Sabato 14 è prevista l’apertura del Cyclopride Village in piazza del Cannone, dove, oltre ad iscriversi per la pedalata del giorno successivo, sarà possibile assistere a spettacoli di artisti di strada, partecipare a workshop sulla manutenzione e riparazione delle biciclette, laboratori per bambini e giochi sul tema della sicurezza stradale.

– Domenica 15 maggio, alle 10.45, ci sarà la partenza vera e propria del Cyclopride, sempre da piazza del Cannone.

Sarà una giornata di festa con acrobati, giochi e street food. Dalle 13 alle 17 Cargo Bike Camp, raduno di cargo bikes con premiazione dei mezzi più belli e originali.

Milano, Piazza del Cannone   14 e 15 maggio 2016

iscrizione gratuita direttamente al Village in Piazza del Cannone. Riceverete la targhetta RDS cyclopride day 2016 da apporre sulla vostra bicicletta!

 

PROGRAMMA dei 2 giorni: leggilo qui

 

Inoltre quest’anno la grande pedalata collettiva sarà aperta ai nostri amici a quattro zampe: “su due ruote e 4 zampe in viaggio con Frontline“. Allo stand Frontline tutti coloro che parteciperanno alla pedalata con il proprio amico a quattro zampe ( ma è benvenuto anche chi non ha la bici!) riceveranno una maglia ricordo e uno scatto fotografico professionale.

Durante l’evento sarà eletta “la coppia uomo/animale più bella del Cyclopride day” che sarà premiata dagli speaker RDS con una cargo bike Front Line tri-act.

Come portare correttamente il cane in bici? Se non avete un carrello per cani di grossa taglia o un cestino per animali di piccola taglia, osservate le seguenti regole:

  • – imbragatura per il cane (ovvero il cane non deve avere il guinzaglio al collo)
  • –   linea ammortizzata legata alla bici e tenuta in tensione con un’antenna. Si può fare a meno dell’antenna, ma la linea (quella che viene usata anche per il dog-trekking o il cani-cross) è necessaria. Va bene anche un guinzaglio lungo (non più di 2 mt): l’importante è che il conduttore possa tenere entrambe le mani sul manubrio!

 

dalle 13 in poi allo stand di CBM Italia Onlus ci sono i laboratori sensoriali gratuiti per grandi e piccini! (per info sui laboratori scrivi a eventi@cbmitalia.org o chiama allo 02.72.09.36.70)

CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità nei Paesi del Sud del mondo.
Con ogni mezzo possibile, anche solo una bicicletta, gli operatori di CBM raggiungono i bambini ciechi e con disabilità anche nelle zone più isolate dei Paesi del Sud del mondo.
NON SI PUO’ PERDERE QUESTA OCCASIONE!

COCA-COLA, DAL PADIGLIONE EXPO A CAMPO DA BASKET

COCA-COLA, DAL PADIGLIONE EXPO A CAMPO DA BASKET

COCA-COLA, DAL PADIGLIONE EXPO A CAMPO DA BASKET

Un nuovo playground in Zona 6

 

Milano, 2 maggio 2016 – È stata posata oggi al Parco Robinson (Parco La Spezia-Famagosta) la prima pietra del nuovo ‘playground’ in Zona 6, il primo e unico campo di basket al coperto della città. Il campo verrà realizzato grazie al riutilizzo del padiglione Expo di Coca-Cola che, durante l’Esposizione, ha accolto 400mila visitatori.

Accanto al playground coperto ne verrà realizzato un secondo, anch’esso dono di Coca Cola alla città.  Chiara Bisconti, assessore al Benessere, sport e tempo libero della città dichiara «Un campo di basket coperto a Milano è un sogno che si realizza».

La seconda vita del Padiglione, spiegano dall’azienda «è la sintesi dei valori che Coca-Cola ha voluto raccontare durante i sei mesi di Expo: la donazione alla città di Milano rappresenta il legame dell’azienda con il territorio, la sua riconversione in un campo da basket sottolinea l’impegno nella promozione di stili di vita attivi e la scelta dei materiali eco-compatibili utilizzati per realizzare il Padiglione (legno, vetro e acqua), riflette gli sforzi che Coca-Cola compie in termini di sostenibilità ambientale».

COCA-COLA, DAL PADIGLIONE EXPO A CAMPO DA BASKET
Dal padiglione al campo coperto di basket

L’area verrà consegnata alla Zona 6 nel mese di luglio, consentendo così agli oltre 140mila abitanti della zona di misurarsi con uno sport che fa parte della storia della città. I lavori, gestiti dall’impresa di costruzioni ‘Floreani e Fornari’, avranno un impatto contenuto per il parco e per la vita del quartiere, grazie all’utilizzo di materiali sostenibili provenienti dal ‘ciclo del riciclo’. Mapei – una tra le eccellenze imprenditoriali italiane più conosciute al mondo e da sempre vicina allo sport – fornirà la pavimentazione che utilizza una tecnologia ideata specificamente per ‘riportare a nuova vita’ strutture sportive esistenti.

Il parallelepipedo misura 35 metri per 20 ed è alto 12 metri, con una superficie complessiva di 1000 metri quadrati, composto da 142,38 tonnellate di legno.

Un po’ di numeri per riassumere Coca-Cola Pavillon:

  • durante Expo Coca-Cola ha investito  13 milioni di euro
  • il Padiglione  ha accolto 400mila visitatori,  l’85% Italiani
  • 400mila bicchieri
  • 200mila le bottigliette in vetro distribuite e riciclate
  • 40mila le lattine personalizzate
  • Coca-Cola ha organizzato 52 eventi dentro e fuori dal Padiglione
  • ha  fatto ballare i visitatori per 850 ore, pari a oltre un mese di danze
  • 60 i giovani che hanno animato per 6 mesi il Padiglione, coordinati dall’agenzia Louder
COCA-COLA, DAL PADIGLIONE EXPO A CAMPO DA BASKET
Coca-Cola Alu Bottle

ma non e’ finita

200mila tappi raccolti, saranno invece inviati in Turchia per sostenere l’attività di Çöp Madam, una cooperativa di 70 artigiane che trasforma oggetti di scarto in accessori eco-chic e divertenti. Il progetto rientra nell’ambito di 5by20, un insieme di iniziative di The Coca-Cola Company con l’obiettivo di emancipare 5 milioni di donne nei Paesi in via di sviluppo entro il 2020. Gli oggetti prodotti dalle artigiane coinvolte in 5by20, in vendita presso lo shop del Padiglione Coca-Cola, sono stati fra i più richiesti dai visitatori e hanno consentito di raccogliere più di 40mila euro che saranno reinvestiti nel progetto.

Second life per Coca-Cola pavillon

Alu Bottle e la sua storia

Coca-Cola al Parco Robinson

Coca-Cola Company, progetto 5by20

Notizie dal Comune di milano

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USB-Stick lattina di Coca Cola 16 go

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO

Anteprima sull’uscita del 2 maggio nelle le sale del film docufilm “Leonardo da Vinci. Il genio a Milano”

Il commento di Michelle Kling per 50annieround:

Lo sapevate che Leonardo da Vinci è stato il primo Wedding Planner ?

Le cronache del tempo narrano che Leonardo straordinario genio d’arte e di scienza , ma anche intenditore di gastronomia , fu il cerimoniere del banchetto delle nozze di Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza . E’ cosi che il 5 febbraio 1489 da perfetto organizzatore sceglieva il castello del conte di Bergonzio di Tortona in Piemonte come location. Creava un vero e proprio spettacolo in cui ogni portata era accompagnata da balli in costume, e raccontava una storia della mitologia , presentando un formaggio a mo’ di torta nuziale..

Ma non solo, è stato il precursore della moda a Milano inventando l’abito tagliato in vita e la gonna a campana, architettando i costumi di corte, lanciando tendenze nell’entourage di Ludovico il Moro.

Leonardo da Vinci, artista, inventore, ingegnere, anatomista, pittore, scultore, architetto, urbanista, botanico, musicista, poeta, filosofo umanista ma anche scrittore.  Un genio universale che permise di dare una particolare svolta all’anatomia al genio civile , all’ottica e all’ idrodinamica nelle scoperte  scientifiche dei secoli successivi.

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO
Leonardo Da Vinci – Il Genio indiscusso – 15 aprile 1492

La Toscana che l’ha visto nascere a Vinci lascia l’impronta dei paesaggi accennati nelle sue opere , Leonardo osserva fin dall’infanzia i meccanismi della natura, che tradurrà in macchine innovative.

Un film straordinario che gioca ad alternare passato e presente nel raccontarci la storia di questo genio di tutti i tempi. Le interviste di  esperti e critici d’arte fanno da cornice alle scene immaginarie che i personaggi dell’epoca animano

Non costituisce un semplice documentario  bensì una piacevole passeggiata culturale arricchita di curiosità inediti e che riesce a far passare  messaggi di grandezza dell’epoca rinascimentale illuminata da un grande personaggio mitico.

Non si finisce mai di scoprire le molteplici sfaccettature di un personaggio storico di enorme portata, perché non approfondire alcuni aspetti particolarmente interessanti in un’altro movie?

 

Michelle Kling Hannover

articolo di Michelle Kling Hannover  

Image Consultant , esperta in camouflage e stylist , 
giornalista di moda 
MICHELLEMKLING3@GMAIL.COM
+39.333 8126999
La pagina FB di Michelle

 

Il film

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO
Paolo Briguglia interpreta Leonardo

Gli anni milanesi di Leonardo da Vinci arrivano sul grande schermo: il 2, 3 e 4 maggio verrà proiettato nelle sale il docufilm “Leonardo da Vinci. Il genio a Milano”, realizzato da Rai Com, Skira e Codice Atlantico, con la partecipazione di Maremosso e in collaborazione con Pirelli e Confagricoltura.

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO
Leonardo da Vinci, la mostra

L’idea nasce dalla mostra su Leonardo a Palazzo Reale organizzata nei mesi di Expo che chiude con 230mila visitatori. Racconta la vita del genio a partire dal 1482, quando si presenta a Ludovico il Moro, signore di Milano.

Il film – diretto da Nico Malaspina e intervallato da scene di fiction di Luca Lucini – esplora il soggiorno cittadino dell’artista, offrendo la chiave per trasformare in quadri cinematografici i numerosi scenari leonardeschi di Milano.

Fonti:   Il docufilm “Leonardo da Vinci. Il genio a Milano”,  L’ispirazione a Palazzo Reale

Massimo Ravecca


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STEFANO FERRI “Il bambino che torna da lontano”

STEFANO FERRI "Il bambino che torna da lontano"

STEFANO FERRI  “Il bambino che torna da lontano”

Al Salone del Libro 2016 Torino

 Lunedì 16 maggio ore 17,00

A cura di: Coordinamento Torino Pride, Regione Piemonte.

“Crossdressing ieri e oggi”

Alessia Giorda, autrice di “Donne in guerra: mogli compagne e femmes de plaisir” dialoga con lo scrittore e crossdresser Stefano Ferri, autore di “Il bambino che torna da lontano”   in libreria dal 12 maggio.

Introduce il segretario del Coordinamento Torino Pride Maurizio Gelatti.

STEFANO FERRI "Il bambino che torna da lontano"
In anteprima “Il bambino venuto da lontano”

Dotato di grande ironia, Stefano scherza sempre sulla sua situazione di “2 in 1”, ed e’ un piacere vederlo sorridere di se stesso. Dietro quel sorriso una vita difficile, contorta, emarginata. ma uomo di intelligenza sopraffina ha saputo costruire la sua identità  di uomo libero.  Oggi e’ sereno ed emana  la pace interiore quasi raggiunta  attraverso un dresscode costruito per sè stesso.

STEFANO FERRI "Il bambino che torna da lontano"

Chiunque l’abbia intervistato parla soprattutto di questo, perché e’ ciò  che appare, ciò che più risalta ovviamente. Stefano è assolutamente eterosessuale, ha un aspetto maschile, ma si veste da donna, e il contrasto è forte. Ma Stefano e’ altro! “Stefano Ferri e’ la liberta’ di essere se stesso” .

STEFANO FERRI "Il bambino che torna da lontano"
Stefano al lavoro

Attendo con ansia ed emozione il 16 maggio a Torino che vedrà  Stefano, per la seconda volta, scrittore atteso. Mi parlo’ di questo libro a settembre, e a distanza di qualche mese e’ già pubblicato.

STEFANO FERRI "Il bambino che torna da lontano"
L’arrivo della prima copia de”Il bambino venuto da lontano

Il primo libro, Seppellitemi in cielo , alla 4° ristampa, e’ un genere “Love Mistery” – mi racconta Stefano – In questo libro l’amore non e’ un tema ma un personaggio. Le mie storie, in genere, non sono costruite su un rapporto a due, eppure tutti i miei romanzi ruotano intorno all’amore.  I miei personaggi sono la somma e le briciole di Stefano e “Stefania”, sia per quanto riguarda “Seppellitemi in Cielo” sia per il prossimo romanzo “Il bambino che torna da lontano” .  Vorrei che fosse apprezzato perché è un libro che non assomiglia a nessun altro, propone un genere che ancora non esiste. È tutto da scoprire.”

STEFANO FERRI "Il bambino che torna da lontano"
4°ristampa per “Seppellitemi in cielo”

E infatti non voglio anticipare niente.Così andremo a scoprire il nuovo libro a Torino il 16 maggio al Salone del libro.

Intanto, per chi se lo fosse perso

STEFANO FERRI "Il bambino che torna da lontano"

 

 

interviste

Il Corriere

Stefano Ferri e la sua pagina FB

MotoGP, VALENTINO E’ VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

MotoGP, VALENTINO E' VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

MotoGP, VALENTINO E’ VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

Inizia in modo eccelso il GP di quest’anno con Valentino che “straccia” gli avversari fin dalle prove di venerdì. E non ce n’e’ per nessuno…..

https://youtu.be/obiWLmrxmo8

 

Come non tifare, come sempre, ma a maggior ragione dopo la chiusura e gli avvenimenti della scorsa stagione. Polemiche, moviola e quant’altro.

Si ricomincia: il grande circo delle due ruote si rinnova  pieno di entusiasmo e sfide aperte.

MotoGP, le pagelle di Jerez: Rossi è mostruoso

VALENTINO ROSSI –  Voto 10
Semplicemente mostruoso. Dopo la pole del sabato piega Lorenzo e Marquez con la leggerezza dei vecchi tempi. Esprimersi a questi livelli a 37 anni è dote che appartiene solo ai grandissimi. A Jerez siamo stati alle prese con il più grande in assoluto.

MotoGP, VALENTINO E' VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

Stefania Palma, mamma di Valentino,  era nei box attenta, ma discreta; presente, ma defilata; tranquillizzata solo dopo la Pole Position di sabato.  ” Al primo GP in Europa bisogna iniziare a concretizzare ed ero preoccupata. ” – dice.

Belle le sue parole di  mamma

“È stata come una gara di Formula 1 non di GP, la strategia è stata studiata nei minimi dettagli”.
Stupita da Valentino?
“Valentino vince ogni volta in modo diverso. Quest’anno è più forte del 2015. Ancora una volta ha cambiato il modo di interpretare le gare. ”.
Jorge e’ rimasto male, non si aspettava una sberla simile.
“Lui e Marquez sono gia’ a tavolino a studiare come batterlo alla prossima.  Ma Valentino proverà a fregarli in un altro modo. Siamo pronti”.
Dalla sua prima vittoria ad oggi, francamente non mi aspettavo tutto quello che ha costruito, poi col tempo, ho capito che e’ tra i giganti dello sport.
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“Valentino è forte come Alì. Come energia e come fisico, lo vedo potente. Di Pelé e Maradona ha l’eleganza nel gesto atletico, mentre ha la precisione di Jordan. Poi è costante come Federer ed è un grandissimo lavoratore come Mennea, un atleta che reputo un grandissimo. Eppoi c’è pure un pizzico di Tomba, istrionico come lui. Perché alla fine, quando raggiunge i suoi obiettivi, Valentino trasmette a tutti solo gioia”. Come darle torto.
MotoGP, VALENTINO E' VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016
Il giro d’onore giocando con la telecamera
Grande Valentino!

 Forse ti va di giocare a Valentino Rossi

Valentino Rossi The Game – PlayStation 4

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