MUSA DELLA BENEVOLENZA E DEL SACRIFICIO

MUSA DELLA BENEVOLENZA E DEL SACRIFICIO

MUSA DELLA BENEVOLENZA E DEL SACRIFICIO

Esiste un mondo antico, popolato da personaggi leggendari e miti passati.

Una storia che ho sentito, e riporto, narra di una musa, bella più dei campi fioriti dai mille colori, e dagli occhi lucenti più delle stelle. Il suo sorriso risplendeva nella notte più dei raggi della Luna di mezza estate. La sua voce era melodia per chi la udiva e il suo canto era più sinuoso di una sinfonia armonica.

Però, dietro a tale gioioso dipinto di lei, esiste tristezza. Tristezza riportata da ciò che fu, da una vita data con sorriso e ricambiata con dolore. Ogni sua lacrima che scendeva e toccava il suolo creava vita nella natura generando piante fantastiche.Ma non per questo ha smesso di essere solare. La sua aura dava calore a chi sentiva freddo, e la sua positività rendeva fiorito anche l’albero più arduo nel procreare.

La gioia di una figlia, fuoco della sua anima. Ha sempre fatto tutto per lei. Ha sacrificato giorni migliori per amore di colei che l’ha fatta rinascere, che l’ha fatta risalire dal dirupo di tristezza in cui era finita.

Nel momento della rinascita, in quel preciso istante, il campo della foresta delle ninfee che non procreava vita, rinvigorì all’improvviso, dando sfogo a colori sgargianti e profumi inebrianti dei fiori che iniziarono a sbocciare a velocità fulminea.

In quello stesso frangente anche le sue vesti, ormai sbiadite, si rinvigorirono diventando di un bianco talmente splendente che abbagliava. E finalmente tutto parve più gioioso. Si è sempre accontentata di ciò che la vita le ha dato, e ancora nel mentre si accontentava di quello che era il momento fuggente che stava vivendo. Si nutriva di speranza di vita, di gioia infinita, di preghiere. La sua vita era sempre stata donata agli altri, musa della benevolenza e del sacrifico.

In un istante apparve all’orizzonte una figura che lei non aveva mai visto, era un cavaliere. uno che non aveva mai visto nella sua infinita vita.

Lui arrivò, la vide, uno sguardo negli occhi di lei. Il tocco della sua anima. E poi il silenzio per istanti. Le prese la mano. La rassicurò senza sapere niente di lei, senza conoscere la sua vita. E lei impallidì.

Ora, con il passare del tempo, lei ha nel cuore non solo la sua vita, sua figlia, ma anche quel cavaliere, che seppur distante a combattere battaglie nel nome Di Dio, la pensa sempre e non vede l’ora di poter tornare da lei, fiducioso che Dio gli darà il tempo per poterla accudire e proteggere come nessuno avrebbe fatto mai.

Scritto da Oxford Brogue

La musa della poesia

 

TOCCARE IL CUORE DI QUALCUNO

TOCCARE IL CUORE DI QUALCUNO

TOCCARE IL CUORE DI QUALCUNO

Toccare il cuore di qualcuno. O bisbigliare all’anima con un sorriso.

Si, un sorriso, qualcosa che ognuno di noi è in grado di dare.

Non costa niente. Non importa se uno non ha motivo per sorridere, ma bisogna sforzarsi per dimostrare che il sorriso è un’arma tagliente.

E le carezze?

Le parole di consolazione?

E che dire di un bacio? Cosa dimostra un bacio? Forse dimostra più di quanto si possa immaginare.

Un bacio di una madre, di un padre, di un figlio, di un fratello, di una sorella, di qualcuno sincero e vero che ci vuole bene.

Un bacio sulla fronte per rassicurare, uno sulla guancia in timida armonia con il cuore, uno sulle labbra, con la passione che arriva dalla nostra anima.

Un bacio, dolce nella sua essenza, caldo nella sua morbidezza.

Conoscere qualcuno per caso. Capire, da ciò che scrive, la sua anima. Conoscere una persona senza mai averla vista.

Connettività virtuale.

Eppure ci sono persone che sentono legami e fiducia reciproca. Vite vissute in precedenza? Spirito divino? Angeli? Qualunque cosa sia, si sente un qualcosa di unico.

La vita amica mia, non è semplice. Ma con un sorriso, un abbraccio, un bacio, forse l’amaro inizia a dissolversi e a trasformarsi in qualcosa di dannatamente buono e dolce.

Scritto da OXFORD BROGUE

Riflessioni:

“Il tuo sorriso” _ Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

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NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.

Agli occhi della gente, di qualunque etnia sia, certe situazioni non potranno mai essere comprese, a meno che, chi guarda non si fermi alla superficialità della cosa, ma entri in profondità dell’anima di chi ha di fronte, capendo che i sorrisi a volte nascondono lacrime, e che nello stesso tempo, a volte, le lacrime nascondono emozioni di liberazione da tormenti e sentimenti di gioia esplosivi.

Una amica, conosciuta per caso, due angeli ai quali da protezione, una famiglia, come tante, alti e bassi, gioie e dolori. Ma la sintonia tra queste tre persone è alta. Uno sguardo, basta esclusivamente uno sguardo per capirsi; e la voce, dopo tanti anni assieme riescono a percepire l’un con l’altro un eventuale problema. Ma certamente non perderanno mai ciò che è gratis,: il sorriso e la speranza.

Una donna, ferma e decisa, che sa cogliere sempre l’attimo, con il cuore pieno di cicatrici e fuoco, che usa la sua vita, come ormai da tanti anni, per darla a chi ama. Una ragazza, giovane, bella, cosciente dell’amore che la madre nutre per lei, a volte solare, a volte grigia come la pioggia, perché esprime la sua sensibilità; Danza felice quando sente la melodia che le entra nell’anima, emettendo suoni che arrivano al cuore, riscaldandolo, facendola vibrare, librandosi nell’aria volteggiando come una meravigliosa farfalla appena uscita dal bozzolo e che sta imparando a volare con le proprie maestose ali, assaporando ogni battito come attimo fuggente di vita che scorre come le rapide di un fiume in tempesta.

E poi, a volte, il silenzio, dettato dai ricordi di un tempo passato, una lacrima, salata di dolcezza, perché un viso angelico ha sempre un cuore dolce che batte; un rimpianto, o un distacco, un lampo all’anima di ciò che è stato, o un raggio di sole che riscalda ciò che prima era gelato. Qualunque sia il pensiero, comunque, ha fatto posare la splendida farfalla dai vermigli colori al suolo, rannicchiandosi e chiudendosi a guscio, creando uno scudo tra  lei e la realtà, a volte e troppo spesso effimera, finta, falsa, ma pur sempre vita reale. Ed è in quel momento che, come una amazzone guerriera, la donna che l’ha messa al mondo va in suo aiuto, dandole ciò di cui lei ha bisogno, come d’altronde ognuno di noi lo vorrebbe, il vero amore, incondizionato e puro. E a quel punto gli sguardi delle due donne si incrociano in una intesa che va al di là della nostra conoscenza e della nostra capacità di comprensione, creando e riaccendendo il legame con la gioia e la felicità, e la farfalla torna a far vedere la maestosità delle sue ali, continuando il suo cammino udendo i suoni dell’anima.

Ed ecco un ragazzo, forte come un gladiatore, spavaldo come il più grande degli eroi, e che come tale usa ciò che ha per essere tra i migliori nell’Olimpo della fama, il suo talento e la sua tavoletta con ruote magiche montate sotto; fratello della ragazza, figlio della grande donna, unico nel suo genere, forgiato dal tempo passato, reso fiero da chi lo ama e lo accudisce, con lo sguardo determinato di chi sa di voler competere per qualcosa, per dimostrare che il trascorso è solo un ricordo, e che il venire sarà da scrivere in una pagina bianca dal destino creato dalla voglia di emergere. Nelle difficoltà avrà accanto sempre colei che lo ha messo al mondo, che lo ha cresciuto come madre, che gli ha insegnato i valori del rispetto, della semplicità e della lotta per ciò in cui si crede fermamente, la giustizia, divina o terrestre che sia.

Gli occhi delle persone possono vedere in ciò che siamo, come detto all’inizio, stranezze e diversità, ma Pirandello, grande interprete delle varie filosofie di vita, ci ha insegnato che spesso l’apparenza inganna, o meglio, “Così è se vi pare”.

I Tre Moschettieri, uno per tutti e tutti per uno, così una famiglia, che io non conoscevo, ma che ho imparato a conoscere intuendo l’affiatamento anche nella disperazione, che sa raccogliere dei cocci di sentimenti spezzati, di delusioni, di vita avversa, e li ricostruisce in un vaso splendente tenuto assieme da legami di anima e cuore. Un trio incredibile, che non desidera altro che un brandello di vita, un goccio di felicità mischiato con una spruzzata di rispetto e di futuro con i colori dell’arcobaleno.

E’ stato bello poter conoscere queste persone, perché rendono la mia vita una gioia, e mi danno la forza per scrivere, per gioire delle piccole cose senza essere trascendentale in eccesso, ma nel giusto, dove un pizzico di fantasia, allegoria e leggenda messa in uno scritto, può farlo diventare immaginazione realmente fantastica e sogno tangibile per chi lo legge.

scritto da Oxford Brogue, 10 maggio 2016

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Klimt Madre con figli 1909-1910 La donna è vita, bellezza e depositaria del segreto dell’esistenza.

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
La Grande Madre  Eugene Ivanov. Periodo cubista

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Madre con bambino. Pablo Picasso 1902. Periodo blu

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Tamara de Lempicka – Maternità 1922

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Gustav Klimt, Le tre eta’ della donna. 1905

 

Quest’ultimo e’ il  dettaglio de “Le tre età della donna” , di Gustav Klimt nel 1905. L’opera, conservata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Roma, simboleggia le  stagioni umane, un’allegoria della precarietà e della bellezza.

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Le tre età della donna. Klimt

 

 

Tre sono le figure femminili, la donna anziana dal corpo deforme e carico di anni; la  madre e la figlia con gli occhi chiusi  mentre sognano e fantasticano, cosa  negata all’anziana. Le due giovani sono serene, consapevoli di gioie e piaceri che scaturiscono dalla maternità in un’infinita perfezione di sentimenti.  I fiori nei capelli della madre indicano giovinezza e  godimento  di quello che si ha, perché nulla e’ eterno in questa vita .

 

 

 

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LA FOLLIA DI UN SOGNO

 LA FOLLIA DI UN SOGNO
La follia di un sogno cosa è?
Il desiderio inconscio di qualcosa? O la reale necessità di vivere?
Una follia è paragonabile alla pazzia? Forse.
Ma chi non è folle non vive.
I sogni sono i rifugi della solitudine e dei desideri. I sogni sono le nostre fortezze, dove la follia d’amore verso qualcuno, oppure la lucida sofferenza del dolore per la perdita di qualcuno, ci spingono a vivere una realtà effimera costruita su speranze forse irrealizzabili. Ma vivendo dei folli sogni o dei desideri pindarici, forse, possiamo considerarci vivi.
La banalità dell’ovvio porta a tristezza, a perdere i colori del cuore, vivendo in bianco e nero. E chi pensa che essere folli sia sbagliato, be’, allora dico, vivi nel tuo errore, perché noi folli viviamo nella nostra lucida ragione e realtà, non errata ma giusta.
Perché essere normali, uguali ad altri è forse più semplice che essere diversamente folli.
L’amore è l’amore, di per sè, spesso, sono follia.
E chi follemente ama allora è una persona sbagliata? E chi fa follie per qualcuno o qualcosa?
Credo veramente che ammettere le nostre follie permetta alle persone comuni di poter toccare un mondo nuovo e che, forse e magari, possa poi piacere ed entrare a farvene parte

Oxford Brogue

Il racconto di Oxford Brogue e’, come sempre, ricco d’amore.
Nel leggerlo mi ha ricordato alcuni dipinti ……….

 

 

 

L’amore attraverso l’arte

Fonti

THANK YOU!!! 20.500 VIEWS

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Thank you!!! 20.500 views

Un grazie al Team di 50anni&round che ha lavorato assiduamente per ottenere questo risultato in poco meno di 5 mesi.

Un grazie ai vecchi amici che, fin da subito, hanno iniziato a seguirci e ai nuovi  che ci hanno letto.

Un grazie speciale a Jacopo e Veronica che sono stati, ancor prima d’iniziare, veri e propri “followers”.

Ancora grazie a Susy Grossi che ogni settimana puntualmente ci regala gli astri con descrizioni delicate, graziose, a volte severe, ma sempre, con grandissima passione.

Da gennaio 2016 Susy ci regala anche il ciclo della luna e come influisce sui nostri segni zodiacali

Grazie a Michelle Kling che ci trasmette il suo charm, la sua classe, la sua profonda eleganza nei modi, e gentilezza negli scritti e negli argomenti trattati. Non si ferma mai, e’ presente agli eventi milanesi in svariati settori interessando i lettori sugli argomenti piu’ disparati. Segue la sua curiosita’ e la sua enorme energia stando dietro ad una citta’ ricca di programmi.

Grazie anche a chi ha voluto scrivere un racconto arricchendo i contenuti del blog. Oxford Brogue e i suoi racconti sono una presenza gradita e costante e ricca di tantissimo sentimento, ideali e modi di una delicatezza non comune.

Grazie a Monica del Panificio Cattaneo che con i suoi “Biscottoni” ha portato fantasia e creatività per raccontare di arte, d’amore, di ricorrenze e di storie.

Grazie a Sonia Vettorato, artista eclettica e versatile così amante della musica che ce la racconta entrando nei meandri dei vari stili dalla lirica al pop coinvolgendoci nelle melodie  mentre suona il piano e affianca i colleghi de “Il Gusto della Musica”.

Si aggiunge al gruppo degli “Amici di 50annieround” Maurizio Pandolfi, esperto assaggiatore di vini e il suo “Sensi in Movimento” con i suoi eventi unici sulla degustazione del nettare degli Dei, i corsi di assaggi e storie antiche che ci raccontano le origine del vino italiano apprezzatissimo in tutto il mondo.

Ed infine grazie a me e alla mia forza di volontà di crederci, pur iniziando senza sapere nulla di come si gestisce un blog, di coordinare e fare la regia di tutto. E’ diventato un compagno di vita scrivere e divulgare. E’ davvero molto impegnativo, ma ricco di soddisfazioni e molto, molto divertente.

Siamo tutti molto contenti…… stiamo iniziando a crescere, ad affinare e affilare idee, contenuti e sponsorizzazioni.

Grazie a tutti i componenti del team che credono in questo progetto

E grazie a tutti i lettori senza i quali il progetto non andrebbe avanti.

COS’E’ UNA LACRIMA? di Oxford Brogue

COS'E' UNA LACRIMA? di Oxford Brogue

COS’E’ UNA LACRIMA? di Oxford Brogue

Cosa è una lacrima?

Non è un pianto di tristezza, ma è la voce dell’anima che esce con il cuore dagli occhi, i quali con la loro dolcezza dicono parole che non siamo in grado noi stessi di pronunciare.

Il vero amore non si dice, si dimostra, e una goccia che ne anticipa un’altra ed un’altra ancora sgorgando da ciò che abbiamo di prezioso, lo sguardo, fa capire quanto amiamo qualcuno.

Le difficoltà, gli sbagli, gli errori, le salite, i problemi, servono per fortificarci se teniamo veramente a qualcuno, non a farci allontanare. Se le parole dette in momento di rabbia, o follia, o pazzia, vengono considerate sincere e vere, allora non si è mai capito niente di chi si ha davanti.

Una lacrima è un pezzo di cuore che vuole raggiungere chi stiamo pensando. Altrimenti non sarebbe sgorgata, come una goccia che esce da una roccia in segno di vita. La lacrima è la risposta alle varie domande che ci si può porre: Mi ama? Sarà sincero? Mi ascolterà per sempre?

Una lacrima è il segno di rispetto e di fiducia, di amore e di sincerità, di intesa e cuore, dell’anima profondamente scossa da chi abbiamo innanzi. La lacrima è la fonte di vita della Nostra Anima.

Con tutte le lacrime che verserò per il tempo che non posso trascorrere con te. Amore, anima, sincerità, lealtà, rispetto, verità, e molto altro ancora.

Da “I racconti di Oxford Brogue”

COS'E' UNA LACRIMA? di Oxford Brogue
Cos’e’ una lacrima?

La foto di “Cos’e’ una Lacrima

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RIFLESSIONI DI UN GIORNO QUALUNQUE

RIFLESSIONI DI UN GIORNO QUALUNQUE

Certe volte ci si rende veramente conto di quanto le persone tengano a noi nel momento del bisogno e delle necessità.

RIFLESSIONI DI UN GIORNO QUALUNQUE
Ipocrisia

Siano familiari, parenti, amici, conoscenti. A volte ci sembra di essere lebbrosi o con qualche malattia contagiosa.  E poi quando veramente succede qualcosa di grave ancora più velocemente spariscono tutti. E poi, all’improvviso, ritornano.  Ci chiedono aiuto, consigli e altro ancora, e il nostro cuore assieme alla nostra anima non riesce a negare la nostra disponibilità.

La luce che emaniamo quando facciamo qualcosa con il cuore, solo per uno sguardo, una carezza o una parola gentile, è immenso. Stare in compagnia delle persone quando si è soli, che noi si sia giovani o anziani, è un regalo incommensurabile per il cuore e l’anima.

Ma spesso le persone ci lasciano soli, anche se esistono legami che vanno oltre la nostra conoscenza, perché sanno come già detto, che comunque al loro ritorno noi ci saremo sempre.

Se un giorno non ci trovassero’ cosa potrebbe succedere? Forse il rimorso di non averci tenuto in considerazione adeguata? O menefreghismo perché tanto eravamo tra i tanti? Oppure dolore e rammarico perché sanno di aver perso un tesoro che non si compra con soldi, la vera amicizia e l’amore?

Il fatto è che veramente o si nasce troppo buoni o troppo cattivi, perché secondo me le vie di mezzo non esistono.

I legami si creano casualmente,  come è successo con l’amica Patrizia Spirito che mi ha permesso di condividere i miei racconti o i miei pensieri in questo bellissimo BLOG.  Certe persone intuiscono chi siamo dentro, solo con un semplice ciao. Altre nemmeno dopo averci fatto un interrogatorio di terzo grado.

E la simbiosi che si crea fa si che si possano intuire situazioni familiari reciproche anche senza conoscerle, e trasferirle con allegoria e pensieri profondi in racconti affascinanti

Le narrazioni e le riflessioni sono di fantasia con un pizzico di realtà, nostra o di altri, ma comunque spiegata in forma più dolce della reale sofferenza che le persone provano.

Si fa presto a scrivere Disabile o Handicappato,  ma io preferisco descriverli come persone diversamente abili, perché anche loro hanno delle proprie qualità.

 

RIFLESSIONI DI UN GIORNO QUALUNQUE
Clochard

 

Come chi chiama i clochard barboni o mendicanti, mentre non si soffermano a pensare ciò che li ha portati a quella scelta di vita. Solo perché vivono per strada non vuol dire che son peggio di noi, forse, a volte sono anche meglio.

Un frate parlando con lui e scambiando racconti di vita, mi ha visto con gli occhi commossi parlando di mie “cose” personali, è con un sorriso rassicurante, sapendo la mia grande fede, mi ha detto che Dio ha dato dei compiti e ognuno di noi ha le proprie prove, le proprie sfide, le proprie croci, il proprio calvario. Sta a noi  avere fede per superare  i vari passi che facciamo, in salita, in discesa, in pianura. E rivolgendosi a me nello specifico , toccando la croce che porto appesa al collo, in legno, attaccata ad un rosario che mi porta tanti ricordi, e prendendomi la mano dove porto l’anello con inciso il Padre Nostro,  mi dice – la tua fede ti porterà lontano a compiere il tuo destino e il cielo sarà sempre al tuo fianco, anche se verserai lacrime e proverai dolore, ma le vie del signore sono scritte e sta a noi portarle a termine.-

A me non piace correggere i miei scritti, perché son stesi d’impulso, e spesso quando realizzo pensieri salto da una cosa all’altra, ma questo è perché la molteplicità di parole nella testa escono a caso.

A volte vorrei tornare bambino, in spiaggia, per cercare di far volare un aquilone, correndo come un folle,  cadendo, piangendo ma rialzandomi, e vedere poi l’aquilone colorato alzarsi, fare giravolte e disegni nel cielo, e poi anche magari veder rompersi il filo che lo tiene facendolo portare via dal vento in alto; e a quel punto vorrei crescere immediatamente, arrivare al mio tempo, guardando l’aquilone sparire tra le nuvole e pensare che quell’oggetto stia andando a trovare chi non è più qui con me sulla terra, amici, parenti, e che possa rimanere con loro per renderli felici e far sentire loro il mio cuore.

 

RIFLESSIONI DI UN GIORNO QUALUNQUE

Comunque, qualunque cosa succeda nella nostra vita, non è spesso una scelta nostra, ma un volere del cielo. E se riusciamo a superare tutte le prove, cercando dentro di noi la vera forza per andare avanti, allora diventeremo ciò che abbiamo sempre desiderato di essere: Unici e pieni di vita.

da ” I Racconti di Oxford Brogue”

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BUONA PASQUA 2016

BUONA PASQUA 2016

BUONA PASQUA 2016

50annieround, la redazione e tutto il team augurano agli amici vicini e lontani, a tutti quelli conosciuti di recente, a quelli che sono in viaggio, a quelli che restano nel cuore, a quelli che arriveranno, una serena Pasqua.

BUONA PASQUA 2016
BUONA PASQUA 2016

Tigro e’ sempre protagonista da qualche anno della mia vita. Poi c’e’ stata Joy…per poco, purtroppo. Ancora non riesco a raccontare di lei, piccolo amore delizioso.

Di recente si e’ unita a noi Hope, un incrocio tra un pastore tedesco e un pastore belga.

Tigro e Hope  sono ancora in fase di conoscenza, ed e’ uno spasso vedere come interagiscono, di giorno in giorno, ne combinano di ogni. E qui, su 50annieround, racconterò le loro avventure quando riuscirò  ad immortalarli con i loro buffi musi.

BUONA PASQUA 2016
Hope e Tigro

ASCOLTO IL VENTO. MI SUSSURRA PAROLE VENUTE DA LONTANO.

ASCOLTO IL VENTO. MI SUSSURRA PAROLE VENUTE DA LONTANO.

ASCOLTO IL VENTO. MI SUSSURRA PAROLE VENUTE DA LONTANO.

Cammino in un parco, mi siedo, ascolto il vento. Mi sussurra parole venute da lontano, gocce d’acqua, salate, acqua di mare o lacrime? Guardo le nuvole e immagino come da bambino varie figure, e vedo una nuvola che sembra soffiare il vento stesso.

Sorrido, e parlo da solo, come se dovessi dialogare con il vento, sussurro dolci parole che spero possano essere portate lontane, lontane da qui, lontane, fino all’anima di chi sa di poterle ascoltare. Mi assento in me, ascolto e guardo, sento il calore del sole ed il profumo dei fiori e dei gelsomini, l’erba calpestata, il rumore della fontana che sgorga acqua con effetti e giochi, rimbalzando e schizzando sui bordi della sua vasca.

 

ASCOLTO IL VENTO. MI SUSSURRA PAROLE VENUTE DA LONTANO.

Mi coglie la malinconia, il ricordo dell’infanzia di quando da bambino con mia nonna andavo in un bellissimo parco nella Romagna, un parco dove si ergevano alberi di more giganteschi visti con gli occhi di fanciullo. E le coglievamo, ed ero felice, spensierato, incosciente; e poi mia nonna portava sempre con sè delle bottiglie di vetro vuote, che riempiva alla fonte di acqua naturale dove le persone facevano la fila, ed i bambini come me riempivano i palloncini di acqua e facevano i monelli burloni.

E i ricordi si susseguono, vedendo passare gli anni, sparire alberi, modificare il parco, ma ancor più importante, la mancanza della persona che mi ha cresciuto per i periodi estivi, portata via dal tempo e dai problemi, andata a miglior vita in celestiali parchi nel Paradiso, mia nonna. E le immagini si susseguono, e si erge la nebbia perché in quel parco non ci sono più tornato.

Ma i ricordi sono le mie foto dell’anima. Osservo oggi le generazioni moderne, prese dalla tecnologia sempre più dominante, da strani modelli di monopattini a batteria futuristici, elicotteri e strani quadrimotori a batteria con telecamere per spiare dall’alto. I valori dei giochi di gruppo come il vecchio “Ruba bandiera” o il nascondino, o il “ce l’hai” e molti altri ancora non sanno nemmeno cosa siano.

Mi perdo con lo sguardo nel vuoto, fissando l’orizzonte, cercando risposte che non arrivano. Una mia lacrima viene schiaffeggiata da una folata di vento, viene dispersa e portata via, un mio sorriso viene catturato da un raggio di sole rendendolo ancora più caldo, ed un mio bacio immolato al cielo viene sollevato dal calore della terra sorretto dal profumo dei fiori e portato fino al cielo, sperando che i miei cari lo possano riconoscere. E un sospiro di mancanza viene preso da un soffio gentile di caldo vento garbino sperando che vada a raggiungere il cuore di colei che amo.

Ora mi alzo, sfregandomi gli occhi, e portando il berretto sulla nuca inizio a riprendere il cammino, dopo un riposo fatto di ricordi, malinconia, amore e tristezza, verso la mia meta, il mio appartamento pieno di fantasia e di gioia, variopinto con l’arcobaleno, e riscaldato dalla felicità, sapendo che domani sarà un altro gioioso giorno di nuova vita.

da “I racconti di Oxford Brogue”

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LA PAGINA BIANCA

LA PAGINA BIANCA

Sento bruciare il sangue nelle vene, per rabbia, per amore, per odio, per tristezza. Il subbuglio creato dal cuore che si scontra con l’anima creano uno tsunami di sentimenti ingarbugliati e incoscienti, forti e deboli nello stesso momento. Il dolore è forte e le lacrime fanno luccicare gli occhi arrossati dai ricordi. La vita sbagliata, gli errori fatti, le cose sbagliate, quelle giuste, le gioie e i giorni con il sole. Ma comunque errori e certezze, coerenze ed incoerenze, che ormai sono state e non si possono correggere. E gli occhi innalzano lo sguardo al cielo cercando risposte, poi tornano a fissare l’orizzonte con il sole del tramonto, vedendo i colori dell’arcobaleno che portano pagine bianche per scrivere il futuro. Incerto, sicuramente, ma con nel cuore il desiderio di vivere un’emozione fatta di amore e gioia. E dove l’anima scriverà un nuovo cammino legato a ciò che rende la strada da percorrere senza ostacoli.

La pagina bianca Renè Magritte
La pagina bianca Renè Magritte – 1967

Non possiamo sapere dove il sentiero che percorriamo ci possa portare, ma ovunque sia in queste parti del mondo, sarà la gioia di vivere una nuova vita ad essere il punto importante che chiude il paragrafo della pagina bianca in cui abbiamo scritto. E il nuovo capolinea per il nuovo giorno sarà reso gioioso dal sole di una estate calda e dai verdi prati fioriti e dal profumo dei gelsomini.  La vita, questa sconosciuta, ma assai preziosa, che ogni giorno ci regala emozioni ed incognite. La donna che ci sarà accanto per tutto il tempo del nostro cammino. Che ci faccia trovare la pace e l’armonia interiore in fusione con le voci e le luci della terra e dell’universo, e ci porti chi ci sappia apprezzare, credere e soprattutto amare.

Vivere l’istante è il regalo più grosso che possiamo chiedere.

Vivere è il sogno, e la vita e’ colei che ci fa sognare.

di Oxford Brogue

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