CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI

 

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Gigantesca la torta per festeggiare la nuova Sede di Via Pellegrino Rossi

Il 24 FEBBRAIO 2018 alle 18 è stata inaugurata una’altra sede dei Centri Servizi Falvo  che offrirà ai cittadini assistenza previdenziale e fiscale e non solo, voluta da Peppino Falvo.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Arriva in largo anticipo la mitica Ape con la Vela del Patronato per l’ inaugurazione

 

Anche questa volta il marciapiede di via Pellegrino Rossi n.91 a pochi minuti dalla fermata della MM Affori  era pieno di gente per festeggiare con grande allegria e partecipazione e con un’atmosfera già vissuta due anni fa durante l’inaugurazione della sede di Via Soderini a Milano.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Palloncini e tantissima partecipazione

Ritrovo Peppino Falvo con i suoi occhi azzurri e profondi che prende il microfono e fa il discorso di apertura e di inaugurazione.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Peppino Falvo e il discorso di apertura

Ancora una volta sento parole come investimento nel sociale, nell’amore e nella solidarieta’ che contrastano l’odio, la crisi economica dilagante, la povertà in aumento.

Solo l’aiuto, l’umanità, il supporto ai più fragili può creare posti di lavoro, e sostegno a persone che da sole non ce la fanno.

Per questo i “Ragazzi Falvo” vengono formati per aiutare i cittadini in tutte quelle pratiche burocratiche sconosciute alla maggior parte, ma che possono far ottenere una pensione, un’invalidità’ oppure rendere arretrati di cui una persona  ha diritto ma nessuno glielo dice.

Si aggiunge oggi un altro punto di riferimento per il cittadino, un’altra sede che si unisce alle altre ormai numerose  dislocate in città ed in quartieri dove si sa bene le necessità e le richieste di assistenza.

La formazione e l’aggiornamento tra un’elezione e l’altra sono in continuo cambiamento e ribaltamento o annullamento, per cui difficile star dietro a tutte le riforme, leggi ecc.. Un occhio ai consumatori, ai loro diritti e alla loro tutela e’ un altra base dei corsi che gli addetti fanno, perché l’argomento e’ ricco di  cavilli e cavillini per non aiutare cittadini che perdono il lavoro, ai quali non viene  riconosciuta un’indennità’ e via dicendo.

Ma una persona come va avanti in questo bailamme di disordine!

Per me scoprire l’esistenza dei Centri Falvo e’ stata una rivelazione fondamentale per conoscere realtà burocratiche e fiscali sconosciute.

Infatti tra le parole di Peppino Falvo scaturiscono gli ottimi risultati di pratiche “impossibili” portate al successo ove il successo potrebbe essere l’ arretrato di un contribuente ridotto alla fame e riportato ad una vita dignitosa poiché e’ stato aiutato ad ottenere dei soldi che gli spettano, ma nessuno si e’ degnato di dirglielo, di comunicarglielo, di darglieli.

Ecco i cavilli e i cavillini!

Devi fare richiesta in un ginepraio di documenti illeggibili alla maggior parte, fare  un iter burocratico e attendere la documentazione completa e poi inviarla all’ufficio competente:  l’assistenza di questi ragazzi aiuta ad orientarsi, ad avere risposte a ottenere i propri diritti.

Durante la selezione Peppino individua elementi dalle forti doti umane e sociali, perché risolvere una problematica economica non basta, bisogna farlo con umanità.

E’ necessario avere un contatto delicato e ricco di sensibilità per ascoltare e risolvere.

Durante la giornata ne ascoltano tante di situazioni assurde, drammatiche, dolorose!!!

I ragazzi del Team Falvo sono pazienti e si fanno in 4 per ogni singolo cittadino che gli si siede davanti. Cercano soluzioni in ogni direzione …. la resa non e’ concepibile.

Per non parlare del rapporto con gli stranieri  che a stento mettono insieme due parole d’italiano, chiedono permessi di soggiorno o ricongiungimento familiare o altro che riguarda il lavoro e, nonostante la difficoltà della lingua, la pazienza e la gentilezza dell’accoglienza e’ uguale per tutti.

Confermo che alla base dei  Centri Falvo  c’e’ una scuola di umanità del Dott. Peppino!!!!

Il  papà di tutti questi ragazzi che lavorano con gran dedizione e serieta’.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Sempre tutti insieme

 

Dopo il discorso, scrosciano gli applausi e iniziano i festeggiamenti e musica e danze, chiasso, risate e bicchieri di spumante e dolci e salati in abbondanza e con semplicità.

Mi passa accanto Peppino e mi dice: “qui e’ sempre così”.

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I festeggiamenti dopo l’inaugurazione

Come e’ sempre così?

Questa allegria, questa energia, questa apparente spensieratezza che contrasta i drammi di chi si rivolge ai loro uffici? In effetti e’ proprio quello che mi ha colpito.

Arriva un messaggio di Don Valeriano presente all’inaugurazione di Via Soderini che si scusa per non poter intervenire. Dice poco ma dice tantissimo : si scusa per l’assenza e augura ogni bene al team che occuperà la nuova sede e i cittadini che a loro si rivolgeranno dai prossimi giorni, perché le persone hanno tanto bisogno di questi Centri di Assistenza previdenziale, lavoro difficile e faticoso. Ma e’ certo che, come successo già in Via Soderini, anche qui in Via Pellegrino Rossi , le soddisfazioni non saranno solo gli stipendi ma la gratificazione che riceveranno dai cittadini che assisteranno.

E’ vero, lo so per esperienza.

Se vi rivolgerete all’ultimo nato dei patronati creati dal Dott. Peppino Falvo, come minimo riceverete un sorriso, accoglienza e risposte chiare.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Alcuni sorrisi delle “Ragazze Falvo”

In mezzo ad un mondo e una società allo sbaraglio, ancora mi stupisco davanti a tutti questi ragazzi dalla carica dirompente e mi dico:

“Davvero esistono persone del genere? Si, esistono e per fortuna che esistono.”

Il loro segreto e’ essere una grande famiglia che condivide lavoro, formazione, congressi, pranzi, matrimoni, weekend. Questo li rende senza alcun dubbio una grande squadra.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
La grande famiglia Falvo

 

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Un giro sul Lago, sempre tutti insieme

 

Per maggiori informazioni consulta il Sito CENTRO SERVIZI FALVO

e segui le news sempre aggiornate sulla pagina Facebook 

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STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

Si sente nell’aria e si vede l’atmosfera natalizia che arriva. Freddo, freddo per due passi e curiosare.

Era tempo che non mi concedevo due passi col naso attaccato alle prime vetrine addobbate a rosso Natale, ma proprio ieri ci sono riuscita.

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI
Santa Maria Incoronata

Ogni anno iniziano prima, quest’anno addirittura il tutto e’ stato anticipato dalla Black Friday adottato anche in Italia di recente e che, inevitabilmente, apre le danze degli acquisti.

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

E’ sempre piacevole camminare tra luminarie e vetrine addobbate e per chi ancora non ha idee chiare per i regali e’ sicuramente un’infornata di flash per pensare a chi regalare quello e a chi questo. al momento nessuna idea solo sbirciare un pochino e farsi coinvolgere dalla festa.

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

Il rosso impera, i negozi di food di ogni genere e tipo e paese mi sembrano assolutamente succulenti, più di quelli di abbigliamento. Sara’ l’eta’ ma una bella specialità regionale da mettere in tavola i giorni delle feste e’ ormai una chicca alla quale e’ difficile rinunciare: Questo e’ Panarello di Via Moscova

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

E perché non fare una rapida sosta al  Thun Caffè di Corso Garibaldi e prendere la decorazione di quest’anno?

A casa, ogni anno, almeno una nuova. Così giusto per gradire!!!

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

Ma anche qualche specialità tirolese, che non guasta affatto gustata per aperitivo o una bella selezione di birre artigianali  Batzen Bräu, direttamente dal cuore di Bolzano.

Insomma….sta arrivando, si avvicina anche quest’anno.

STA ARRIVANDO SI AVVICINA: DUE PASSI PRENATALIZI

Adesso prendo una Bike-Mi e proseguo in Corso Como……………………………………..

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CI SONO CANZONI CHE FANNO VOLARE CON LA MENTE

CI SONO CANZONI CHE FANNO VOLARE CON LA MENTE

CI SONO CANZONI CHE FANNO VOLARE CON LA MENTE

Oxford Brogue

XVI – V – MMXVII

Ci sono canzoni che, come si, sa fanno volare con la mente.

Fanno tornare indietro nel tempo. Le storie che raccontano sembrano a volte le nostre.

Ed io, ascoltandone alcune, torno con la memoria al giorno che incrociai nella mia strada un’ amica. Storie diverse ma accumunati da anima e cuore. Ci si confida raramente ma a volte accade che per sensazione o visione astrale entri in sintonia con quella persona.

Da quel momento ci si iniziava a sentire spesso. Racconti, storie, sfoghi dell’anima. E poi iniziai a scrivere per lei nel suo splendido portale.

Ma un giorno ci allontanammo, non per screzi o litigi, ma per scelte di cammino diverso, che ci ha spostato il baricentro dell’amicizia in secondo piano per vari motivi, vuoi anche nostri personali.

Ma i pensieri volano. L’amicizia va oltre ad ogni barriera.

E anche se presi da frenesia lavorativa,  nuovi incontri e nuove compagnie, la lealtà ed il rispetto la faranno sempre da padrone.

Ci si sente, di rado, ma ci si sente. Ci si sostiene con parole di conforto reciproco quando qualcosa va storto. Ci si promette anche un caffè come capitava una volta.

Ma la distanza ed il lavoro a volte ci blocca.

Una promessa le feci.

Un pensiero serio ancora in esclusiva per il suo portale. E questo è il mio ringraziamento.

Di una persona che tramite lei ha aperto gli occhi su strade percorse.Una persona luminosa.

Da lei ho avuto insegnanti di vita. Ha avuto del tempo per me. Ed il tempo non ha prezzo.

I miei migliori racconti sono nati lì, nel suo mondo virtuale. E ricorderò sempre il racconto fatto su due ragazzi e la loro madre incontrati per caso in una zona di New York.

La vita insegna sempre.

Insegna a vivere con il sorriso anche se spesso non si riesce nemmeno ad alzare gli occhi per guardare le persone. Si impara a cadere rimanendo comunque in piedi. Ma soprattutto si capisce il vero valore dell’amicizia, non fatta per convenienza o secondi fini. Ma perché reale sincera e rispettosa.

Io ringrazio te Patrizia per avermi permesso di migliorare la mia vita capendo il percorso di vita e spirituale da intraprendere. E la mia amicizia, quella reale e quella fantastica del misterioso Oxford Brogue, sarà per sempre senza esitazioni

E chi volesse capire il vero peso della lealtà, basta che provi ad essere presente quando arriva una richiesta di aiuto, di ascolto, di voglia semplicemente di parlare. L’amicizia è stare a sentire, ma ascoltando non facendo solo presenza.

Grazie del tuo tempo

“Per te. Per la tua lealtà. E per la tua amicizia. Una promessa ti feci ed una riflessione ho scritto. Se pensi che valga la pena pubblicarla fallo. Altrimenti tienila nel tuo cuore. Sei una donna  unica e speciale. Non mollare mai perché mi hai insegnato a non farlo e a non perdermi nelle ombre e nel buio”

Questo pensiero di Oxford e’ arrivato ieri sera, come un fulmine a ciel sereno e inaspettato. Mi ha lasciato di sasso, non credevo, non pensavo.  Mi ha commosso a tal punto che ho voluto tenerlo per me, solo per me per qualche ora prima di pubblicarlo. L’ho fatto accoccolare a fianco al battito del cuore, l’ho fatto danzare al suo ritmo, l’ho fatto addormentare al suo rintocco.

 Stasera ve lo regalo

Oxford, come piu’ volte ho scritto ha un animo d’altri tempi e i suoi racconti sono impregnati di sentimenti puri rarissimi nel mondo di oggi; leggerli e’ un toccasana per la mente e il cuore.

Vola alto Oxford, non ti fermare. Osserva col tuo sguardo profondo cio’ che ti circonda, pronto ad esserci, sempre.

Grazie, amico prezioso.

Altri racconti di Oxford Brogue

E la sua pagina FB

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FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Anche quest’anno una meravigliosa avventura per gli occhi, un po’ meno per le gambe che hanno percorso svariati chilometri senza accorgersi, al momento, della lunga passeggiata, ma il giorno dopo si sono sentiti tutti…quei chilometri, ben 6.

Il percorso breve della Stramilanina da 5 km.

Da Paolo Sarpi alla Statale, passando per Microsoft House (il primo edificio italiano progettato da Herzog & De Meuron) Brera, l’Accademia, l’Orto di Leonardo, via Manzoni, piazza della Scala e  il Duomo.

Che magnifica passeggiata in compagnia di un’amica e tra un commento e l’altro, una foto e l’altra non ci siamo nemmeno accorte che arrivava sera.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Microsoft House, la biblioteca dove, lassù, sull’ultimo scaffale piccolo piccolo ci stanno solo 3 libri

Una micro cellula di Chalet, c’e’ persino lo spazio per la legna del camino

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Giornata meravigliosa per questa avventura

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Il Signore con la cartella in mano sembra un ministro di passaggio a Milano. Dopo Microsoft iniziano le prime istallazioni di Brera Design District.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina
Da Agape, la semplicita’ lineare

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Agape: una vasca da bagno, pezzo unico in pietra naturale. Oltre il prezzo della vasca andrà valutato il rinforzo della soletta per il peso della vasca piena d’acqua!!! Meglio chiedere un preventivo prima d’innamorarsi e volerla a tutti i “costi”.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E’ sparito il piano cottura, va di moda il fornello in ghisa direttamente per terra!!!!

Marmi pregiati ospitano i fuochi. La domanda e’ lecita: ma lo schizzo d’olio, la zucchina che saltata fuori dalla adella? Oddio il marmo!!!

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Son belli anche i cortili milanesi. Li scopri solo se butti l’occhio.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Le bandierine rosse e l’ingresso ufficiale a Brera Design District

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E l’istallazione di Cappellini che apre le danze….

‘Dettagli Urbani’, la mostra patrocinata dal Comune di Milano e realizzata da Bellosta Rubinetterie in collaborazione con l’Accademia di Brera che ha permesso a 16 giovani fotografi del Master di Fotografia dell’Accademia di Brera di raccontare, attraverso i propri scatti, il legame formale ed emotivo tra le grandi architetture milanesi e i prodotti simbolo del design Made in Italy.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina
A presentare i contenuti della mostra, allestita in Largo Treves  l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani con la Direttrice del Master di Fotografia dell’Accademia di Brera, Paola Di Bello, e Maurizio Bellosta, Amministratore Delegato di Bellosta Rubinetterie.

Anche Boffi espone fornelli senza piano di cottura e con le manopole direttamente inserite nel marmo, notare la cura con cui sul fianco la gessatura della pietra viene rispettata come per un abito sartoriale.

I costi? Sono ancora prototipi ma all’incirca € 1500 a mq.

Da architetto donna ho sempre badato tantissimo non solo all’estetica ma anche alla pratica. E’ vero che piani di cottura così cari presuppongono personale di servizio e quindi chi se ne frega di quanto tempo ci vuole a pulirli; ma anche il personale di servizio ha i suoi giorni di riposo e di vacanza e devono conoscere la manutenzione di oggetti così pregiati e anche la casalinga occasionale come lo pulisce questo benedetto fornello?

Il marmo o le pietre sono porose e assorbono qualsiasi liquido macchiando la superficie. Un fornello di tale portata non e’ brutto se e’ macchiato, e’ ORRIBILE.

Seguite, quindi, le istruzioni che vi dara’ l’azienda produttrice, altrimenti niente garanzia, ma tenete sempre di scorta una bomboletta di Viava.

Ho in casa dei piani in Beola levigata ma non vetrificata, li mantengo senza macchie da molti anni col trucchetto del Viava sulle macchie che cucinando, inevitabilmente, si fanno.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Lo Show room di Boffi in Via Solferino, 11 e’ un antico palazzo milanese e devo dire che gli allestimenti studiati per il Fuorisalone 2017 erano di gran gusto e ricercati.

Brise soleil per tenere in ordine il bagno e forme a tutto tondo per vasche e lavandini

Cortile interno e ultimo piano con finestre di grande effetto.

Una trama di maglieria per Missoni: Allestimento semplice ma di grandissimo impatto cromatico, grazie anche alla splendida giornata che ha illuminato i colori sgargianti delle pareti. Il “Dopomak” d’alluminio alle colonne ha contribuito a far esplodere tutte le nuance delle tinte.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Ed eccoci all’Appartamento Lago in Brera e “1 metro di libri  in ogni casa”

È la gentilezza il leitmotiv degli eventi organizzati da LAGO in occasione del Fuorisalone 2017 coinvolgendo il pubblico proponendo laboratori per bambini, tavole rotonde e consulenze – dal trucco all’hair styling, dallo yoga all’arte dell’origami floreale – a partecipazione gratuita, in collaborazione con esperti dei diversi settori.

Degustazioni gratuite, aperitivi free e colazioni “gentili”.  LAGO partecipa  al Fuorisalone 2017 sottolineando il rapporto tra cucina e design, valorizzando il desiderio di condividere il cibo e lo spazio con “gentilezza” che è un pensiero in grado di travalicare generi e classi sociali e proprio in questo va ricercato il suo grande potere di generare cambiamento.

L’invito e’ lasciare un post-it con un pensiero gentile.

E la parete dedicata si riempie di foglietti e di scritte….e perché no!

Un groviglio di abiti, borse, scarpe….una montagna di stracci che, francamente, non mi e’ piaciuta, ma tutto sommato il messaggio aveva il suo perché.  Davanti alla Pinacoteca, si ergeva una versione maxi dell’iconica poltrona UP5 con il pouf UP6 di Gaetano Pesce realizzata in collaborazione con il centro Artemisia Onlus, il Comune di Milano e con il supporto di Gobbetto Resine e Robertaebasta. La versione gigante della seduta, dalle fattezze femminili, si presentava “sommersa” da indumenti ricoperti  di resina, precedentemente utilizzati da donne provenienti da ogni parte del mondo. Un  monumento alla donna.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E finalmente la Pinacoteca, curiosa, affascinante, ricca di gente e di istallazioni.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Una bella spiaggia con sabbia vulcanica per un po’ di relax

‘White in the city’, riempie il cortile e i loggiati della Pinacoteca di Brera di installazioni firmate da archistar come Giulio Cappellini, David Chipperfield, Daniel Libeskind, Patricia Urquiola, Stefano Boeri, Marco Piva e studio Zaha Hadid. Per l’allestimento a Brera dell’iniziativa di Oikos, i curatori hanno chiesto a diversi designer di intervenire con un frammento di architettura che rappresentasse una sintesi del proprio lavoro.

Usciamo nell’Orto Botanico di Brera per ammirare la splendida glicine secolare che arriva fin su all’osservatorio, non si riesce nemmeno ad inquadrarla tutta.

Istallazione curiosa di Guzzini, tutta in pregiato plex.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Uscite dall’Orto Botanico c’imbattiamo in una schiera di vecchie Fiat 500, di cui questa arancione contornata di piantine nuova Guinea invita ad un picnic in mezzo ai campi!!!!

Dopo qualche altro chilometro, finalmente arriviamo in Statale.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Mostra ‘Material-immaterial’ organizzata dalla rivista Interni per il Fuorisalone. Macro-installazioni dei migliori designer contemporanei (come Antonio Citterio, Italo Rota, Michele de Lucchi, Massimo Iosa Ghini e Ron Arad), giochi di specchi, focus sul Brasile e sculture iconiche.

Tanto colore e musica, sperimentazioni e modernità ma anche un pezzo di storia e archeologia.

Il Chiostro della ghiacciaia.

E ancora un bailamme di attività.

La passeggiata volge al termine, scende il sole e si ritorna a casa.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Ci vediamo al Fuorisalone 2018

 

SPOSTARE I LIMITI SENZA ROMPERLI

SPOSTARE I LIMITI SENZA ROMPERLI

SPOSTARE I LIMITI SENZA ROMPERLI

Fiato alle donne per le donne, un suono soave per le mie orecchie.

Mica facile spostare o esplorare i limiti, confini, barriere, demarcazioni, senza rompere tutto. Una bella impresa, e di impresa vi racconto, e i limiti non si sono rotti, anzi .

Giovedì  26 gennaio alla Casa di Vetro c’e’ stata la presentazione del libro “ESPLORARE I CONFINI”  di Luisa Pogliana, esperta ricercatrice e scrittrice sociologica. Collabora con riviste professionali approfondendo il tema del management femminile e il lavoro delle donne sulla base della propria esperienza professionale come donna e manager.

Con lei all’incontro Maria Emanuela Salati , responsabile Formazione, Sviluppo e Welfare, ATM Milano e Marcella Mallenpresidente di Prioritalia per raccontare le loro esperienze in azienda.

SPOSTARE I LIMITI SENZA ROMPERLI
Maria Emanuela Salati , responsabile Formazione, Sviluppo e Welfare, ATM Milano e Marcella Mallen, presidente di Prioritalia. Luisa Pogliana e Maria Cristina Koch

Aria nuova nelle aziende quindi, portata dalla visione più aperta femminile. Non e’ una questione di conflitto tra uomo, che ha sempre ricoperto un ruolo di comando, e donna, ma una questione di mentalità più aperta per apportare innovazione ai principi usuali del management.

Alcuni uomini iniziano ad accogliere le innovazioni femminili e ad avere un occhio più attento, una sensibilità più attiva a comprendere alcuni importanti cambiamenti. Quando questo sodalizio riesce a combinarsi ne guadagna l’azienda.

Uno dei temi sensibili e’ per esempio la maternità.

Far capire e valutare i costi di una donna introdotta a livelli manageriali che deve abbandonare il lavoro temporaneamente per maternità quanto costerà all’azienda?

E’ assolutamente fondamentale valutare in termini economici e capire che sostenerla e favorire il suo rapido ritorno costa meno all’azienda che ricominciare da zero con un’altra donna: perciò mettere a stretto confronto costi-benefici . Perché? Molte, diventate mamme, non ritornano al lavoro per mancanza di servizi. E il lavoro di queste donne? La loro esperienza, formazione, capacità, potenzialità, motivazione costruita in anni che fine fa’? Finisce nel nulla tanto quanto il valore dell’azienda stessa che la perde per sempre. Dovrà l’azienda ricostruire quel tessuto femminile sul quale aveva investito e ricominciare da capo.

Quando questo supporto alla maternità si e’ verificato in un’azienda il rientro al lavoro è stato elevatissimo e in tempi limitati e l’azienda ne ha beneficiato totalmente, oltre a rendere la Neo-mamma una donna realizzata, che darà tutto  ai colleghi , ai collaboratori e all’azienda stessa.

Nel dibattito e’ emersa un’altra situazione che ha raccolto tutto il mio consenso e mi ha affascinata per quanto potesse risultare fin banale, ma geniale e a cui pochi avrebbero avuto il coraggio di pensare, perché inusuale. E’ proprio l’inconsueto che potrebbe veramente rovesciare una situazione.

Nel caso, in un’azienda piena di stranieri addetti principalmente a magazzinieri o lavori manuali sono stati fatti dei test per conoscere le competenze di ognuno. Si e’ scoperto che tra loro molti conoscevano 3/4  lingue, oppure alcuni erano laureati in discipline molto particolari ma non riconosciute in Italia. Bene, a queste persone sono state cambiate le mansioni sfruttando al meglio le loro specifiche competenze e posizionandoli in categorie piu’ attinenti alle loro caratteristiche.

L’azienda ha avuto un rilancio incredibile. C’e’ stato un ribaltamento, un’energia nuova, una vitalità dilagante e un entusiasmo che non potevano che apportare nuova linfa. Fatturato in miglioramento, nuovi posti di lavoro….pare poco?

I modelli rassicuranti e consolidati sono stati rovesciati dalla realtà’ evidente e dall’innovazione di favorire quella realtà diverse per ogni azienda. E’ un modo di pensare libero da cui può nascere il nuovo.  Partire dalla realtà, non confinarsi nei modelli stantii.

Queste nuove manager sono autodidatte, apprendono mentre agiscono.

Del resto io penso che la società di oggi dovrebbe incanalarsi in questa direzione dando spazio soprattutto alle donne che hanno caratteristiche genetiche particolari.

Per carità, siamo complesse e a volte “arzigogolate” ma abbiamo delle risorse davvero incredibili. Sara’ il fatto che portiamo nel grembo una piccola vita destinata a diventare un uomo o una donna; sara’ che ce ne dobbiamo distaccare appena lo abbiamo messo al mondo; sara’ che dobbiamo condurlo nei primi passi….sara’ perché diventiamo madri un po’ alla volta osservando nostro figlio e siamo madri diverse per ogni figlio perché ci adattiamo alle sue caratteristiche per meglio farlo emergere. Siamo più abituate ad adattarci a situazioni diverse; abbiamo una mente molto piu’ aperta e abituata ad accogliere e a dare. Sfido qualsiasi madre a negare che in base al carattere dei propri figli agisce in un modo piuttosto che in un altro. In famiglia, che in fondo e’ una piccola azienda, siamo l’ago degli equilibri e se non riusciamo in questo ruolo la famiglia, capita spesso, va a rotoli. Siamo mediatrici, osservatrici, teniamo sotto controllo tutti i componenti della famiglia, le loro personalità, le loro diverse caratteristiche, persino i “figli” pelosi, ma sembra ci venga naturale e a volte non gli diamo il giusto peso perche’ ci pare ovvio. Io dico che siamo proprio brave, invece.

Forse per questi motivi abbiamo una visione diversa di ciò che ci circonda e siamo naturalmente più abituate ad uscire dagli stereotipi e ad avere un progetto nella testa secondo il nostro punto di osservazione che e’ molto ampio.

Nella dirigenza  non siamo inquinate da prototipi di management tipicamente maschili perché e solo da poco che siamo, in qualche azienda, al posto di comando.

I manager vedono le cose dalla stessa angolazione, seguono le stesse regole di sempre. Quelle poche donne arrivate ai vertici recentemente  vivono una vita diversa, e vedono le cose diversamente non adeguandosi alle antiche e radicate visioni ma sulle proprie realizzando politiche aziendali non usuali e pero’ vincenti. Proprio perché sperimentano osservando la realtà , quindi partendo da ciò che hanno sotto gli occhi in quel momento, in quel periodo. Domani vedranno un’altra cosa, la prospettiva cambia, analizzeranno la nuova angolatura.

Fare un lavoro con soddisfazione, col cuore e con l’anima, sentirsi valorizzati e rispettati, ricoprire un ruolo che appaga e di cui si e’ ripagati economicamente e moralmente e socialmente e’ la realizzazione di una buona vita.

Il lavoro che queste donne stanno facendo e’ difficile ma fondamentale a creare una nuova    cultura aziendale per adottare soluzioni diverse con visioni più innovative e ridare energia ad una società tanto mortificata in questo periodo.

 “Vogliamo valorizzare e far circolare pensieri e pratiche innovativi che vengono dalle donne nel management. Per allargare gli orizzonti manageriali con beneficio per le aziende e per chi vi lavora.”

SPOSTARE I LIMITI SENZA ROMPERLI

Da “Esplorare i confini”

“CONTA QUESTA “NORMALITÀ” NON LE SPLENDIDE ECCEZIONI”.

Per dire che tutte possiamo trovare una possibilità, qualcosa alla nostra portata.

SPOSTARE I LIMITI SENZA ROMPERLI
Luisa Pogliana e Maria Cristina Koch

Aggiungo:

questa dovrebbe diventare normalita’, invece fa notizia

 

 

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EXPO EXPERIENCE: COLTO E MANGIATO ALL’ORTO PLANETARIO

EXPO EXPERIENCE: COLTO E MANGIATO ALL’ORTO PLANETARIO

EXPO EXPERIENCE: COLTO E MANGIATO ALL’ORTO PLANETARIO

“Experience rEstate a Milano”, “City after the City”, le mostre organizzate dalla Triennale di Milano nell’ambito della XXI Esposizione internazionale del design.

Mostre e un orto planetario di tremila metri quadri con ca. 400 specie vegetali provenienti da tutto il mondo, compreso grano e lino.

“È iniziata una stagione importante anche se transitoria in una porzione del sito che ospitò Expo – ha detto l’ad di Arexpo, la società proprietaria dell’area, Giuseppe Bonomi – e la Triennale è una presenza qualificante di questa nuova esperienza”. Le mostre sono state allestite in due padiglioni nell’ex supermercato del futuro e nell’ex auditorium di Expo in mezzo, tra loro, il bellissimo Orto Planetario.

EXPO EXPERIENCE restate a Milano, #eiocivado non e’ Expo e non c’e’ alcun pensiero o paragone ma è un modo per far capire a Milano che e’ uno spazio che si vuole tenere e far vivere. Sono stati fatti degli sforzi notevoli per questo evento che durera’ fino al 16 ottobre e benche’ partito un po’ in sordina all’inizio, durante il mese di agosto il passa parola ha fatto il suo “dovere divulgativo” portando pubblico numeroso tanto che a Palazzo Italia piu’ volte si sono verificate code.

L’organizzazione di The City after the City è stata molto tempestiva nell’iniziare i lavori a metà aprile condotti da Alessandro Traldi, che ha provveduto al completo smantellamento del Future Food District, alla realizzazione dell’orto planetario, alla completa decorazione esterna dei nuovi padiglioni (su progetto di Italo Lupi) e agli allestimenti delle mostre, con i grandi pannelli di sfondo che riprendono la forma delle colline del Padiglione Zero e su cui scorrono poetiche immagini digitali di nuvole (autore Giovanni Chiaramonte) e gli orizzonti marini di Joel Meyerowitz, spoglio e poco rassicurante landscape delle rotte della migrazione verso le città europee.

Le mostre del progetto «City After the City», allestite per la Triennale Design After Design, sono visitabili gratis durante il weekend fino al 16 ottobre.

Le istallazioni comunicano le tensioni dell’oggi  e 3000 mq di orto planetario organizzati come un giardino manifestano tutta la filosofia del progetto.

L’ideatore, Pierluigi Nicolin ci racconta: “abbiamo cercato di fare dell’estetica dell’orto l’estetica del giardino”. Questo è un messaggio anche ai luoghi comuni milanesi, italiani, a chi pensa che l’orto è una roba che fa un pensionato lungo la ferrovia, o la casalinga sul balcone. Esiste un movimento mondiale importantissimo sull’orto urbano che pretende di cambiare l’idea della città nell’estetica e non solo produrre in vicinanza. In poche parole, “gli orti urbani sono l’invenzione delle classi povere del giardino».

Urban Orchard, a cura di Maite Garcia Sanchis «L’orto è il sintomo di un nuovo modo di usare gli spazi della città» racconta l’illustratrice. In mostra foto e reperti del primo orto comunitario cittadino, sorto nel 1973 in Bowery Street a Manhattan. L’esposizione illustra anche il Guerrilla gardening, il giardinaggio d’assalto in cui seminare in terreni incolti e aree dismesse è un modo di far rivivere la città.

Le altre mostre sono Landscape Urbanism, curata da Gaia Piccarolo, gigantesche immagini di paesaggi urbani di tutto il mondo che scorrono come luogo di inquietudine, di «oltrepassamento».

C’è poi Expanded Housing, di Matteo Vercelloni, dove il sintomo è manifestato dal design che vuole forzare gli spazi stretti.

Street Art di Nina Bassoli è dedicata all’arte di strada; sono a disposizione del pubblico i poster della Street da portarsi a casa, incorniciare e arredare pareti spoglie. Anche la street art sta prendendo sempre piu’ piede.

People in Motion di Michele Nastasi è dedicata al sintomo più appariscente del nostro tempo: la fatica delle migrazioni.

 

 

 

 

EXPO EXPERIENCE: COLTO E MANGIATO ALL’ORTO PLANETARIO

 

 

Ho piu’ volte fatto due passi tra le aiuole dell’orto planetario, affascinata dalle specie di pomodori e melanzane di ogni genere, forma e colore. Tra gli aromi di salvia e rosmarino, maggiorana e origano ordinatamente piantati come un tappeto erboso. O fiori di zucchine in una macchia di colore tra il giallo e l’arancione, bellissimi e rigogliosi pronti per essere “pastellati” e fritti.

 

 

 

L’orto e’ curato e da un giorno all’altro non si trovano piu’ i frutti o le verdure perché vengono raccolti e possono essere venduti al pubblico ma anche utilizzati per preparare insalate e centrifughe fresche al chioschetto di fronte per lo sfizio del “Colto e Mangiato”. Quanti di noi hanno dimenticato o non hanno mai provato a mangiare prodotti appena colti ancora caldi di sole. Al contrario tutti portiamo a casa confezioni di polistirolo accuratamente cellofanato, sigillato e pesato dove frutta e verdura sembrano di plastica, spesso insapore e tutta regolarmente della stessa dimensione….come fatta in serie.

 

 

 

 

 

 

Prima che il tempo diventa autunnale, merita una visita….il tappeto delle fragole e’ in fiore e ancora un po’ acerbo, ma s’intravedono i frutti settembrini ancora non del tutto colorati di rosso.

EXPO EXPERIENCE: COLTO E MANGIATO ALL’ORTO PLANETARIO

Merita una visita!!!!

per saperne di piu’  visita le pagine  della Triennale “City After the City

e tieni d’occhio la pagina FB di Experience Restate a Milano

#EIOCIVADO

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

Milano in agosto e’ davvero speciale e per pochi. Una città  così stressante per i ritmi serrati di tutti i giorni, da meta’ luglio in poi, pian piano si svuota riportando la città ad una calma d’altri tempi il cui privilegio e’ assaggiare questa atmosfera di calma. La zona C abolita e fior di posti dove parcheggiare, anzi si può anche scegliere di lasciare la macchina all’ombra! E’ il momento ideale per qualche giorno di vacanza.

Ospitalita’ a regola d’Arte

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

Visita il Bed and Breakfast

In questa casa ospitalità e’ un piacere, un divertimento e una scoperta di ogni singolo ospite che poi lascia il suo commento sul Guest Book piu’ che soddisfatto.

Monica della Giustina e’ la padrona di casa, discreta e conoscitrice di Milano, competente in storia dell’arte, parla due lingue e sa consigliare dove fare shopping.  Con lei puoi approfittare, durante il tuo soggiorno, per fare un vero e proprio colloquio di counseling, utile nella vita e nel lavoro.

Per gli ospiti di AnB, Milano è un libro aperto: arte, negozi, attrazioni, eventi sono a portata di mano.

Oggi ti segnalo: I NAVIGLI

Milano  era una città fluviale e i navigli ne sono la testimonianza più evidente. Il Duomo di Milano è stato costruito proprio grazie ai navigli!

Sono cinque i navigli lombardi: Bereguardo, Grande, Martesana, Paderno e Pavese e la loro storia è molto antica. I navigli di Milano sono infatti stati costruiti a partire dal XII secolo e collegavano Milano al Lago Maggiore, al Lago di Como, a Pavia e al fiume Po. I navigli a Milano venivano chiamati “Vie d’Acqua“, consentendo  il trasporto di merci, cibo e perfino interi eserciti, permettendo a Milano di crescere e svilupparsi sempre di più, grazie al commercio con le zone limitrofe. Alla loro navigazione, lavorò anche Leonardo da Vinci, che nel ‘400 fu incaricato da Ludovico il Moro di progettare un sistema per permettere di raggiungere via fiume il Lago di Como partendo da Milano.

Furono utilizzati fino all’800 quando andarono in disuso con l’arrivo di altri mezzi di trasporto per merci e persone più veloci, furono abbandonati e, alcuni, interrati. Dopo quasi un secolo di abbandono, dimenticati dagli stessi cittadini, le antiche vie fluviali furono riscoperte e si iniziò ridargli il giusto valore storico  con percorsi didattici e culturali, di natura e di navigazione turistica, ma anche di una nuova anima più trendy  che la città di Milano pare aver riscoperto anche grazie ai suoi navigli.

I NAVIGLI. MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte

Si trovano, lungo le “Vie d’Acqua” piccoli ristorantini che si alternano a mercatini etnici e botteghe casual chic; gallerie d’arte dove il padrone di casa e’ l’artista che adora intrattenersi con gli ospiti e raccontare le sue opere; gli artigiani  mentre dietro antichi portoni si aprono cortili fioriti che rendono i navigli milanesi una passeggiata piacevole e rilassante anche in piena estate.

La Nuova Darsena di Milano.

Di recentissima ristrutturazione per Expo 2015 è in realtà l’antico porto di Milano, il punto in cui il Naviglio Pavese e il Naviglio Grande si incontrano. Qui nel ‘600 fu organizzato un grande porto di attracco delle imbarcazioni che percorrevano i navigli di Milano; oggi e’ uno dei luoghi più frequentati di Milano e sede di eventi e spettacoli.

Leonardo da Vinci e i Navigli di Milano

 

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Qualche giorno di vacanza a Milano, in questo periodo, merita di essere preso in considerazione.

Pian piano che agosto si avvicina, la citta’ si svuota rendendola molto piu’ godibile e fruibile da turisti e cittadini.

Si respira un’aria diversa dal resto dell’anno e la frenesia che la contraddistingue negli altri mesi sembra un po’ abbandonarla per lasciar spazio ad eventi di ogni genere  e mostre .

Tra gli amici di 50anni&round c’e’ anche

Ospitalità a regola d’arte con

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In questa casa l’ospitalita’ e’ un piacere, un divertimento e una scoperta di ogni singolo ospite che poi lascia il suo commento sul Guest Book piu’ che soddisfatto.

Monica della Giustina e’ la padrona di casa, discreta e conoscitrice di Milano, competente in storia dell’arte, parla due lingue e sa consigliare dove fare shopping.  Con lei puoi approfittare, durante il tuo soggiorno, per fare un vero e proprio colloquio di counseling, utile nella vita e nel lavoro.

Per gli ospiti di AnB, Milano è un libro aperto: arte, negozi, attrazioni, eventi sono a portata di mano.

Oggi ti segnalo Le Colonne di San Lorenzo

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Le 16 Colonne di San Lorenzo si possono ammirare in Corso di Porta Ticinese  davanti alla Basilica di San Lorenzo Maggiore alle Colonne, provengono dall’epoca romana assieme a resti di quello che una volta era l’anfiteatro, il teatro e le terme “erculee” del circo.

Sono colonne di marmo con capitelli corinzi, che probabilmente sostenevano le grandi terme volute dall’Imperatore Massimiano.
Le colonne, alte 8,50 metri, vennero trasportate qui nel IV secolo e dovevano costituire un quadri portico di fronte alla  Basilica, di origine paleocristiana………leggi di piu’.

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IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

Il mio Job Club e’ iniziato circa un paio di mesi fa e si e’ svolto in QF, un co-working creato da due giovani neo mamme.

Casualmente, o forse no, il gruppo che si e’ presentato fin dalla prima sera era formato da donne, tranne un giovane che alla volta successiva ha ben pensato di non ripresentarsi. Unico uomo in mezzo a tanto gentil sesso si sara’ sentito un pesce fuor d’acqua. I nostri incontri settimanali sono stati decisamente unici e incredibili, man mano che si procedeva in questo percorso mi rendevo conto di un gruppo unico e molto forte. Competenze di elevato livello, donne e mamme dai 50 anni in giu’, li, insieme, per cambiare o cercare un lavoro; in ogni caso alla ricerca di una propria dimensione non solo professionale.

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

La nostra guida Daniela Tidone della Scuola triennale di counseling – Sistema Eduzione ha condotto il “gioco”, i test, le analisi.  Quante volte ci ha detto quanto la scuola di counseling le ha cambiato la vita. Non faccio fatica a comprenderlo.

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

Il percorso si snocciola di volta in volta non solo nello spiegare come si fa un curriculum o un colloquio di lavoro. Notizia assai interessante, ma non il cuore della questione o della situazione da tutte noi vissuta.

Nella realtà siamo state invitate, una per una, a cercare non solo un nuovo lavoro, un nuovo settore nel quale inserirsi anche a 50 anni, ma a conoscerci meglio e a verificare se attraverso competenze messe sul piatto, anche non lavorative,  ci fosse qualcosa che ci illuminasse lo sguardo come quando si pensa ad un sogno, si pensa a qualcosa che appaga.

Ecco quindi che si stravolgono le aspettative e le si proietta in campi che mai ci saremmo aspettate di voler esplorare. Bellissimo anche il desiderio di volersi aiutare l’un con l’altra.

Così abbiamo creato una sorta di Banca Ore attraverso la quale ognuna ha messo a disposizione del gruppo le proprie competenze e, previo accordo,  avrebbe potuto approfondire o capire o imparare qualche competenza delle altre per procedere nella ricerca del nuovo lavoro. Oppure avrebbe potuto analizzare qualche argomento utile alla propria vita.

Il gruppo ha subito qualche abbandono, ma il nucleo, presente fin dalla prima sera, ha continuato sempre più coeso e unito, con intese inaspettate e feeling che si stanno consolidando.

Oggi riflettevo sul valore di questo percorso che sta dando dei frutti non indifferenti e non soltanto nella ricerca del lavoro.

il Job Club ha come scopo quello di mettere insieme persone diverse che uniscono le proprie energie in un momento dove la ricerca del lavoro può essere difficile, avvilente castrante angosciante e deprimente.

Un vecchio detto dice “L’unione fa la forza”. E’ vero!

Condividere le proprie esperienze, o angosce , o difficoltà fa sentire meno la solitudine di un periodo difficile.  Discuterne insieme, aiuta a cercare insieme alternative. Cio’ che non viene in mente a te può venire ad un altro. L’esperienza dell’altro può suggerire soluzioni a te.

Non so per quale motivo ma spesso, in questi ultimi mesi, questo Job Club mi ricorda quando sono rimasta in cinta di Veronica, la mia prima figlia. Non ci si rende conto di aspettare un bimbo fino a quando non si muove per la prima volta dentro di te. Tutti dicono che quel movimento assomiglia alle farfalle nella pancia dopo un colpo di fulmine. Non e’ così. In quel caso senti che sono i tuoi organi che si muovono e provocano quello sfarfallio. Mentre quando e’ un bimbo, ci si rende conto che e’ altro da te che si muove all’interno di te e il fruscio leggero, appena accennato e’ la prima consapevolezza che stai portando dentro di te un altro essere umano  che ti appartiene, almeno fino al parto.

Potresti parlarne con molte donne, anche tua madre che ha sentito te per la prima volta in modo analogo, ma non sara’ mai come l’hai sentito tu. Con il secondo, il primo movimento e’ stato totalmente diverso. Comunque in quel meraviglioso viaggio avventura, inevitabilmente, mi sentivo sola e quella sensazione non mi piaceva, nonostante fossi affascinata ogni giorno da un miracolo così incredibile come una gravidanza, per giunta la prima.

Mi iscrissi ad un corso pre-parto di acquagym e solo lì riuscii a condividere ogni minuto di quella fantastica avventura, con gli stessi entusiasmi e le stesse paure e, quando abbiamo partorito, siamo rimaste amiche continuando a condividere argomenti di genitori e figli, l’adolescenza, la maturità, l’università continuando a scambiarci informazioni e a confrontarci.

Così percepisco questo Job Club, nato per la necessita’ di essere aiutata a trovare la strada e gli strumenti per reinserirmi nel lavoro e adesso lo sento come la nascita di una nuova vita. All’inizio mi dicevo mha! Servirà a qualcosa, dove mi porterà.

Mi sta portando in situazioni che mai avrei lontanamente immaginato. Mi sta conducendo in ambienti nuovi, contatti interessanti, la disperazione dell’inizio e’ totalmente cambiata mutandosi in nuovi entusiasmi e scoperte.

Qualcuna di noi ha cambiato lavoro, qualcuna sta elaborando come migliorarlo e come farlo evolvere affinché le calzi meglio addosso,qualcuna con il supporto della competenza di un’altra sta avviando un nuova strada, qualcuna sta cercando di focalizzare che direzione deve prendere nel prossimo futuro.

Tutto ciò e’ grandioso e, aggiungo che, mentre la società  lavorativa ti fa sentire emarginato per eta’, perché  non ti e’ stato rinnovato un contratto, perché sei stato all’estero per 1 anno o perché hai un curriculum variegato e vieni considerato un’inconcludente o poco affidabile, questo percorso rafforza le capacita’ di ognuno, rende giustizia alla personalità di ognuno, rimettendolo al centro dell’attenzione per il suo stesso valore; insomma energia pura che  ricarica le pile.

Così con il gruppo, abbiamo deciso di vederci anche fuori dal co-workng che ci ospita, di frequentarci e continuare a confrontarci cercando di aiutarci.

Mai avrei immaginato che sabato scorso potessimo organizzare una delle cose che più mi rimarranno in mente di questa avventura.

Minacciava temporale ma avevamo organizzato un Picnic serale per stare insieme un paio d’ore, dopo aver cercato varie soluzioni  e avendo il desiderio comunque di trovare un posto tranquillo ed economico.

Francesca ha messo a disposizione una pagnotta di pane nero e cereali e ben due bottiglie di vino bianco da lei imbottigliate. Il resto del gruppo ha portato qualcosa che accompagnasse quel meraviglioso pane.

Ma dove?

Dopo vari messaggi e ipotesi, Francesca ci ha ospitato sul suo balcone all’ottavo piano da cui si vedono le montagne .

Ha apparecchiato per terra con un telo rosso e cuscini giganti, e in 2 mq di spazio ci siamo godute la serata.

 

Niente pioggia ma una gradevole brezza, un cielo limpido  e un tramonto meraviglioso che calava sulle montagne in lontananza. Pane, vino, creme di formaggi, bruschette …uno spettacolo.

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

Un picnic su quel balcone che non dimenticherò mai grazie al Job Club.

4 donne, nuove amiche nella stessa barca, nelle stesse necessita’, piene di ricchezza interiore e competenze in campi diversi,  ma spontaneamente ritrovate  per il piacere di unire le forze e conoscerci meglio.

Il Job Club mi ha permesso di entrare in contatto con il Self Empowrment di Massimo Bruscaglioni e il Conseling di Maria Cristina Koch, con sistema Eduzione e Monica della Giustina e La Casa di Vetro.

Sto conoscendo persone ricche di umanità, positive, in gamba e pronte ad essere di supporto per un consiglio o un confronto. Chissà  cos’altro mi aspetta.

Se penso a qualche mese fa, quando ero disperata, mi guardo indietro e con grande gioia vedo quel periodo lontanissimo e mi sento piena di nuove speranze e avventure da scoprire.

Anche solo per questo il Job Club ha fatto effetto.

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7W – SEVEN WINES IMMERSION!

7W - SEVEN WINES IMMERSION!

7W – SEVEN WINES IMMERSION!

Maratona Enoica di Qualità con 7 vini in degustazione guidata

LUNEDI 27.06.15 a MILANO – ore 20.30

Replichiamo l’inedita “maratona sensoriale” già proposta con grande successo negli ultimi 2 anni e che avrà lo scopo di farci conoscere 7 nuovi vini e ci permetterà di tenere allenate le nostre ABILITA’ di degustatori.

7W - SEVEN WINES IMMERSION!

 

Ma ce la faremo a degustarli tutti??!!

 

Partiremo con le bollicine, poi bianchi, rossi e concluderemo con un passito di Nero d’Avola molto

intrigante…

 

 

 

La degustazione si terrà nella suggestiva e fresca cornice delle pietre rosse a vista di ALLE VOLTE SPAZIO, via Cenisio 62, Milano (zona p.zza Firenze).

7W - SEVEN WINES IMMERSION!

La quota di partecipazione è pari a 20 euro.

PER LE PRIME 3 COPPIE ISCRITTE, IN OMAGGIO UNA BOTTIGLIA DI VINO!

Sono previste stuzzicherie in abbinamento.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA.

per info ed iscrizioni:

info@sensiinmovimento.it  –  347/28.00.360

PROSIT! 

a  Cura di Maurizio Pandolfi dal 2013 è membro della Commissione di Degustazione ufficiale del Franciacorta docg e delle d.o.c. bresciane; ha scritto un e-book sui vini naturali e ha ideato e condotto una trasmissione radiofonica interamente dedicata al vino.

IL SITO DI SENSI IN MOVIMENTO E LA PAGINA FB

pagina FB Alle Volte Spazio  7W - SEVEN WINES IMMERSION!

 

DIETRO LE QUINTE DEL VINO saperne di più per scegliere meglio

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