Oxford Brogue
MotoGP, VALENTINO E’ VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016
Inizia in modo eccelso il GP di quest’anno con Valentino che “straccia” gli avversari fin dalle prove di venerdì. E non ce n’e’ per nessuno…..
Come non tifare, come sempre, ma a maggior ragione dopo la chiusura e gli avvenimenti della scorsa stagione. Polemiche, moviola e quant’altro.
Si ricomincia: il grande circo delle due ruote si rinnova pieno di entusiasmo e sfide aperte.
MotoGP, le pagelle di Jerez: Rossi è mostruoso
VALENTINO ROSSI – Voto 10
Semplicemente mostruoso. Dopo la pole del sabato piega Lorenzo e Marquez con la leggerezza dei vecchi tempi. Esprimersi a questi livelli a 37 anni è dote che appartiene solo ai grandissimi. A Jerez siamo stati alle prese con il più grande in assoluto.
Stefania Palma, mamma di Valentino, era nei box attenta, ma discreta; presente, ma defilata; tranquillizzata solo dopo la Pole Position di sabato. ” Al primo GP in Europa bisogna iniziare a concretizzare ed ero preoccupata. ” – dice.
Belle le sue parole di mamma
IL POTERE DELL’ACQUA SUL VISO
Andiamo incontro alla bella stagione, a temperature più miti, ai weekend fuori porta, ad alleggerire gli abiti e a scoprirci.
Bisogna, quindi, iniziare a preparare il nostro corpo e la nostra pelle all’esposizione solare. Quando si arriva a 50 anni e’ necessario avere un po’ più cura di se stessi perché la pelle e’ più delicata e soggetta a cambiamenti come rughe e macchie. Utilizzare sempre una crema giorno con fattore di protezione almeno 30. Anche camminando per la strada i raggi del sole colpiscono la pelle, senza che neanche ce ne accorgiamo. Inoltre questo tipo di abitudine abitua gradatamente la pelle all’esposizione solare dopo l’inverno ( anche durante la stagione fredda, comunque, sarebbe un’ottima abitudine) e previene le macchie scure. Se c’e’ una tendenza a scurire alcune zone del viso, la protezione 30, aiuta ad attenuare le macchie preesistenti.
Oggi, il consiglio che vorrei dare, provato sulla mia pelle e scoperto di recente, e’ l’uso dell’acqua anche per le abitudini quotidiane.
Ho di recente utilizzato un siero rigenerante che va applicato sulla pelle umida.
Ecco, e’ la pelle umida la rivelazione fondamentale applicabile in ogni circostanza.
Intanto lavare il viso, già pulito, con acqua calda e poi fredda 2/3 volte provoca ossigenazione e alimenta la circolazione sanguigna della pelle. L’ultima volta usare acqua calda che dilata i pori.
Sia siero che crema giorno o notte va applicato a pelle bagnata ( non basta solo umida) .
L’acqua permette di stendere molto bene ovunque il prodotto che penetra nella pelle più facilmente. Massaggiare fino a quando l’acqua non e’ del tutto assorbita insieme al prodotto stesso.
Le azioni sono multiple:

leggi anche il massaggio antirughe
Se ti e’ sembrato un buon consiglio, condividilo con le tue amiche.
LE RICETTE DI SUSY – CAPRIOLO AL BAROLO
Ricetta #amici50annieround
Ingredienti per 4 persone:

PREPARAZIONE:
Mettete i pezzetti di capriolo in una pirofila che li contenga tutti in un solo strato, bagnateli con il vino e con metà del brandy, rivoltandoli dopo un’oretta.
“Mentre si prepara e si cucina e si iniziano a sentire i profumi della macerazione e poi della cottura, non e’ male accompagnare il tutto sorseggiando un bel bicchiere di Barolo. Io adoro coccolarmi in questo modo mentre cucino.”
Dopo due ore, in maniera che siano marinate un’ora da ambo le parti, distribuirete sopra le fettine di capriolo un battuto fine di cipolla, aglio, dragoncello, maggiorana, sale. pepe. Lasciate macerare almeno 4 ore, trascorse le quali sgocciolerete i pezzetti di carne, asciugandoli con un pezzo di scottex.
Lasciate fondere a fuoco moderatissimo il burro in una pirofila larga, spolverizzandolo di sale e pepe. Adagiatevi i tocchetti di capriolo e quando la carne risulterà ben dorata da ambi i lati li porrete sul piatto di portata, che verrà messo al caldo su una pentola d’acqua in ebollizione.
Nel tegame ove sia avvenuta la cottura del capriolo stemperate un cucchiaio di farina bianca, il resto del brandy, il brodo vegetale e cuocete rimestando continuamente per 5 o 6 minuti.
Disponete con un cucchiaio la salsa addensata sui tocchetti di capriolo e serviteli immediatamente.
TAVOLE LUCCICOSE. STA ARRIVANDO, SI AVVICINA.

Come ogni anno inizia il fermento degli addobbi, delle decorazioni, i regali, le luminarie i cenoni.
Anche quest’anno si avvicina. Se ci sono bimbi l’atmosfera e’ magica anche per i grandi che tutto s’inventano per creare l’attesa. Le letterine dei desideri e i genitori che si fiondano a cercar di far contenti tutti.
Se i bimbi son cresciuti, inizia il fermento dei giorni di festa e dell’organizzazione degli inviti, gli auguri a tutti i parenti ( guai a dimenticarne uno, non sia mai) , le cene.
Se ci sono ragazzi grandi e animali in casa diventa tutto un po’ diverso a partire dall’albero di Natale, ghiotto obiettivo per cani e gatti; soprattutto gatti che lo utilizzano come liana e le cui palline sono un boomerang contro le pareti.
Ma in ogni caso grandi e piccoli, ai primi di dicembre, entrano nell’atmosfera delle lucine e candele. Se non hai fatto l’albero per il 7 di dicembre ti senti in colpa e corri ai ripari addobbando tutta la casa, comprese le presine in cucina.
Bene! Allora cercheremo di mettere una foto al giorno, vecchi e nuovi addobbi; recenti e originali idee; tradizioni e “fai da te” che hanno impegnato lunghe serate dopo lavoro per un regalo o una stella o un porta candele con materiale di riciclo.
C’e’ da sbizzarrirsi fino alla fine dell’anno!
E allora si aprano le danze.
ARCI BELLEZZA LUNEDI’ 7 DICEMBRE – “Un viaggio chiamato amore”
Lunedì 7 dicembre “I Lunedì del Bellezza” incontrano una delle storie d’amore più famose delle letteratura italiana: quella fra la scrittrice Sibilla Aleramo e il poeta Dino Campana.
Dal comunicato stampa:
“Sibilla Aleramo, Dino Campana: poeti, amanti, nelle retrovie della Grande Guerra.
Innamorati e violenti, delicatissimi e straziati, schiavi di un desiderio fatto di gioia e tortura.
Un desiderio così forte da bruciare in pochi mesi: rose trovate in agosto, calpestate e sfiorite a gennaio.Un’amore di carne, sangue e parole.
Poesie, lettere e biglietti d’ingiurie o nostalgia hanno costruito il castello di carta di cui sono stati la Regina e il Re, nel 1916, fino a mandarlo a fuoco.”
“I Lunedì del Bellezza”: una serie di concerti, spettacoli, film, incontri con personaggi di rilievo della scena culturale, milanese e non, su argomenti vari. Dal cinema al teatro, dalla musica all’arte, dalla letteratura alla storia, dalla scienza alla politica.
Dalle 21 “i Lunedì del Bellezza” entreranno nel vivo, cambiando veste di settimana in settimana. Dal concerto allo spettacolo teatrale, dalla serata cinematografica alla presentazione di un libro e al dibattito/intervista su argomenti vari.
Per partecipare ai Lunedì è richiesta l’iscrizione annuale all’ARCI.”
Ricetta #amici50annieround
Questa e’ una ricetta facile e veloce, molto gustosa e particolarmente bella da mettere in tavola, soprattutto se si usa uno stampo a ciambella.
PREPARAZIONE:
Mondate, lavate accuratamente gli spinaci, lessateli in poca acqua, lasciateli per qualche minuto nello scolapasta, poi strizzateli per far uscire l’acqua in eccesso.
Mettete in una padella metà del burro e l’aglio “vestito” cioè schiacciato con tutta la sua pellicina, sarà poi eliminato una volta dorato. Aggiungete gli spinaci strizzati e tagliati fini per insaporirli per bene, mescolando accuratamente con una forchettona di legno.
Lasciateli scaldare prima di aggiungerci la fontina tagliata a dadini piccoli.

Ponete sugli spinaci insaporiti di formaggio nel fondo di una pirofila coprendone tutta la superficie, mentre sopra vi verserete le uova che prima avrete preparato battendo i tuorli con il parmigiano, unendovi gli albumi montati a neve e ponendo il tutto sullo strato di spinaci.
Infornate per 15 minuti a calore moderato, fino a che la spuma non sia gonfia e dorata.

L’ideale e’ servirla con polpettine in umido da mettere al centro della ciambella se la forma dello stampo lo permette, oppure a fianco. Ancora, e’ possibile fare piccoli sformati, quindi uno per commensale e mettergli a fianco le polpette.
LE RICETTE DI SUSY – FAGOTTINI AL FORMAGGIO
Ricetta #amici50annieround
Ingredienti per 4 persone :
PREPARAZIONE:
Battete insieme le uova, il prezzemolo, il sale e il pepe, e mescolate bene. A parte, in una ciotola, stemperate il formaggio cremoso con una forchetta, prima di aggiungerlo al mix di uova, prezzemolo, sale, e pepe. Intanto avrete già fatto scongelare la pasta sfoglia togliendola dal frigo un paio d’ore prima di iniziare ad operare. In alternativa va bene anche quella fresca tipo Buitoni o altre marche
Tagliate la pasta sfoglia in 4 pezzi quadrati e lavorateli singolarmente con il mattarello, sulla spianatoia, ricavandone 4 sfoglie di circa 20X20 cm . In mezzo ad ognuno dei fagottini mettete una bella cucchiaiata del composto poi tirate verso l’alto i lembi dei quadrati di pasta, premendo alla base per fare 4 fagottini.
Spennellateli con un pennello da cucina e con un tuorlo d’uovo battuto con un cucchiaio di olio di oliva extra vergine, metteteli in una pirofila che avrete precedentemente rivestito con della carta da forno bagnata e strizzata, e lasciate cuocere a 180° per una decina di minuti, fino a che i fagottini non sono dorati.
Si possono mangiare anche tiepidi.
QUANDO LA NOSTRA ANIMA E’ IN TEMPESTA
La notte, spesso, quando la nostra anima è in tempesta, non si riesce a riposare. Le onde che si schiantano contro gli scogli come se volessero disintegrarli. La terra trema per il rumore. La foresta vibra dal boato del ritorno dell’onda nel mare.
I pensieri volano trasportati nel vento, fino alle stelle, cercando risposte guardando gli occhi tristi che mostra la luna sentendo il nostro dolore.
E poi un lampo.
Una scossa dal cielo al cuore. Una voce che dice- figlio, respira il sapore della vita, vivi il giorno con tutto il suo sole anche se piove. Impara a tenere il caldo anche se dentro fa freddo.
Ricorda.
Sei uomo figlio mio. E non devi temere nulla, perché la tempesta serve per poterti fare ricominciare guardando il giorno dopo l’alba di un nuovo e splendente giorno. –
29 novembre’15
TUTTO INIZIO’ TANTO TANTO TEMPO FA
Tutto iniziò tanto tanto tanto tempo fa, quando durante una notte tempestosa arrivarono a cavallo dei crociati alla nostra umile dimora a Tivoli, in mezzo alle campagne.
Io e mio fratello, forti e grandi, accogliemmo questi messaggeri. Provati dal tempo e dalle battaglie, chiesero a noi umili contadini, mostrandoci i sigilli papali, se saremmo voluti essere CROCIATI, combattere per la sacra madre chiesa nel nome di Dio per debellare il male che ci circondava. Annuimmo e, prese le poche cose di necessità, in quanto come campagnoli non avevamo ricchezze se non la nostra terra, sellammo i cavalli e partimmo alla volta di Roma. Arrivati al cospetto del Vaticano, davanti ai generali, prestammo giuramento. Di li a poco io e il mio giovane fratello, soltanto 20 enne, partimmo per la prima battaglia in terra santa.
Fu cruenta e dura. Amici conosciuti nel tempo caduti con valore, ed io e mio fratello sopravvissuti alle fauci del nemico, sconfiggendoli e mentendo le linee. Il nostro valore e la nostra intelligenza fu notata dal generale dei generali, e ci chiamò a sè durante un banchetto di una sera di mezza estate. Ci parlò e ci disse di volerci mettere a capo di validi soldati, di una delle compagnie del grande Roberto di Normandia, uno dei sei grandi comandanti che guideranno tutti gli uomini nella grande battaglia di ASCALONA. Felici ed entusiasti, senza pensiero, come due ragazzini, io e mio fratello accettammo. Uscendo dalla tenda del generale, ci mettemmo le braccia sulle spalle, uno di fronte all’altro, scuotendoci e gioendo della grande notizia. Il giorno dopo cavalcammo come due fulmini per raggiungere Roberto di Normandia al suo accampamento. Arrivati a destinazione, presentate le credenziali e le referenze, Roberto di Normandia sorrise a voce alta e brindò ai due nuovi comandanti.
Mi chiese il nome e l’età, e la stessa cosa lo fece a mio fratello. “Io sono Alessandro da Tivoli e ho 35 anni”. Mio fratello rispose “Io sono Filippo da Tivoli, ho 20 anni e sarò l’ombra di mio fratello”. Roberto di Normandia, sorpreso della nostra età, ci congedò e ci disse di presentarci all’alba.
La mattina successiva, assieme a tutti i comandanti, guardammo il piano della battaglia, e dopo vari consigli espressi da tutti, me compreso, ci dividemmo i compiti. Noi con la nostra piccola compagnia, appostati al centro, dentro al bosco, avremmo dovuto intervenire al segnale di Roberto di Normandia. Dopo circa 6 ore di marcia, arrivammo nelle nostre posizioni, prendemmo posto. Io guardai mio fratello, cresciuto quasi di un anno, valoroso come una tigre, e abbracciandolo gli dissi “Dio è stato generoso con noi, abbiamo vissuto fino ad oggi. Se lui vorrà ci lascerà ancora su questa terra per continuare a servirlo, ma se in paradiso fosse richiesta la nostra presenza, spero di saper essere un ottimo fratello come lo sono stato per te qui. Io comunque non ti perderò di vista sul campo e se fosse necessario sacrificherò la mia vita per te.”
Dal mio viso iniziarono a scendere alcune lacrime, un misto di gioia per aver vissuto tanto con mio fratello, e di dolore nel pensare che uno di noi due potesse non rivedere più l’altro. Mio fratello, con un sorriso angelico, mi guardò e con voce calda e rilassata mi disse “Non temere fratello, Dio qualsiasi cosa decida, lo decide per renderci grandi”. Io rimasi ammutolito e spiazzato, ma sentii un brivido caldo che mi attraversò il cuore arrivando all’anima.
Passarono altre due ore, e si fremeva e ci si innervosiva per l’attesa. Guardai i miei compagni, mai considerati come soldati ma come fratelli, guardai Filippo, gli misi bene l’armatura di maglia d’acciaio sulla testa e gli infilai l’elmo della tigre. Alzai lo sguardo al cielo, vidi una notte molto scura, e una goccia mi scese sulla guancia. Da li a breve iniziò a piovere. Il freddo non si sentiva in quanto l’adrenalina nel corpo era alta e non ci faceva provare le rigide temperature.
Vidi in lontananza dei bagliori. Erano frecce infuocate che il lato destro ed il lato sinistro scoccavano contro il misto esercito Egiziano- Etiope e contro il potente califfo Al Af dal Shaahan Shah, già incontrato dai crociati in altre battaglie. Roberto di Normandia arrivò e ordinò la carica. Come un branco di leoni e lupi ci scagliammo a spade elevate contro i fanti dell’opposta fazione. Non so dire quanti fendenti ho dato, ne quanti nemici ho ucciso; non so dire di quanti tagli avesse la mia pelle, di quanti colpi il mio corpo; ma so che durante quella battaglia successe qualcosa di irreparabile.
Non smettevo di guardare il mio giovane fratello, unica mia vita, e se lo vedevo in difficoltà, con forze e con la rabbia, mi facevo largo nella battaglia per andare al suo fianco a proteggerlo. Schiena contro schiena, come già altre volte era successo sui campi delle guerre. Ma ad un certo punto, udii un sibilo, quello di una potente freccia scoccata da un arco capace di uccidere da grande distanza, scagliata da chi ne aveva già scagliate a migliaia andando sempre a colpo sicuro. Cercai di capire da dove stava arrivando, e chi dovesse colpire, ma nonostante avessi una vista da lupo, con gli schizzi di fango sulla faccia che scendevano sugli occhi per la pioggia non riuscivo.
Ero terrorizzato, ed ecco un colpo, una spinta ed un grido.
Finii a terra, mi girai immediatamente e vidi quello che non avrei mai voluto vedere, ciò che un fratello non vorrebbe mai pensare. Mio fratello mi spinse e prese lui la freccia diritta nel cuore al mio posto, salvandomi la vita.
A quel punto il mio urlo di rabbia, di dolore, di tristezza si levò nell’aria, spaventando chi era vicino a me, amici e nemici. Balzai in piedi e corsi da Filippo. Lui mi guardò, mi sorrise, e mi disse ” vedi fratello mio, Dio ha voluto me e non te a comandare un esercito fatto di angeli. Tu adesso mi avrai sempre al tuo fianco e nessuno mi porterà mai via da te perchè nessuno potrà toglierti il mio ricordo dal cuore. Non essere triste per me, ma felice perchè andrò a compiere grandi cose in cielo. Ti voglio bene Alessandro. tu sei sempre stat……….” e mi sospirò tra le braccia. A quel punto lo adagiai nel fango, gli chiusi gli occhi e, accecato dalla bramosia di vendetta, assetato
del sangue dell’arciere, iniziai a volteggiare la mia spada, dalla lama ancora lucente nonostante il sangue dei morti.
Colpii continuamente i nemici, facendoli cadere come alberi abbattuti, con il mio scudo con l’aquila forgiata sopra, evitai almeno 10 frecce dell’uomo fino ad arrivare innanzi a lui. Lo guardai fisso negli occhi, e lui rise. E nella sua lingua per me incomprensibile disse parole continuando nella sua burlosa risata. Estrasse la sua spada, con fattezze diverse da quella degli altri soldati suoi amici, e si lanciò verso di me. Io non provavo più niente, non sentivo se qualcuno mi avesse ferito, non sentivo più la pioggia, non provavo più sensazioni, se non quella di vedere il sangue di colui che aveva ucciso parte della mia anima. La lotta fu cruenta e lunga, mi ferì più volte, ma non in modo mortale. Anche io lo ferì. E poi, durante un suo attimo di distrazione, avendo la mano forse guidata da Dio, inflissi il colpo decisivo. Lo vidi cadere, incredulo, tenendo con le mani la lama della mia spada. Spirò.
In quell’attimo esatto udii dietro di me delle urla ed esultanza. La battaglia in coincidenza era finita. I nemici si ritirarono. Avevamo vinto. Ma guardando il campo mi misi a piangere, per tutti i morti lasciati, i compagni, gli amici, e andai verso mio fratello. Lo presi in braccio e lo portai in parte, ove nessuno era presente. Pregai per lui, e piansi per diversi minuti.
Fui raggiunto da Roberto di Normandia, scese dal suo maestoso cavallo nero, si inginocchiò a fianco a me, pregò, e mi disse che mio fratello avrebbe avuto degna sepoltura. Lo ringraziai.
Il giorno dopo fu così.
Lo onorammo. e io rimasi solo, ma con lui sempre dentro di me dove non morirà mai. Da quel giorno affrontai altre battaglie, perdendo altri amici, fino a quando, ormai saggio con l’età, mi ritirai.
E i ricordi mi fecero compagnia fino alla fine dei miei giorni.