CIASCUNO DI NOI E’ IN VERITA’ UN’IMMAGINE DEL GRANDE GABBIANO, UN’INFINITA IDEA DI LIBERTA’, SENZA LIMITI…. (Da il Gabbiano Jonathan Livingston)
Sofia è una giovane donna, una creatura scelta dalle stelle per essere inqueta ed ingombrante.
Sua mamma che parlava solo per proverbi le ripeteva sempre: ”Se ci si ricorda da dove si viene, si può vedere dove si è arrivati…”
Lei scelse di dimenticare e di partorirsi una seconda volta..
Scelse di non ricordare, perché quando si arrivava dal bronx spesso ci si portava addosso un’impronta, una cicatrice, un segno di riconoscimento.
Nel bronx non arrivava neanche il sole e il tempo sembrava cristallizzato, un orologio fermo a cui non bastava cambiare la batteria, ma il dolore e la vita come si alternavano lì non succedeva altrove.
Sofia dal ghetto osservava…
Come primitivi la mattina li vedeva uscire per andare a caccia, le femmine della specie attendevano la sera destreggiandosi coi cuccioli, un po’ lasciati liberi, un po’ costretti nelle “gabbie” domestiche. Il capofamiglia a cena si sedeva accanto all’indifferenza e come un ospite la notte si buttava nell’oblio per giustificare la sua assenza, questo filtrava dalle mura senza confini, ogni destino si mischiava, le intimità erano violate e si confondeva l’inizio di un dolore con la fine di una gioia.
Sofia spiava….
Poi c’era la domenica, dove un vassoio di paste riempiva gli occhi e il cuore di una bambina che sognava altro, Sofia sapeva che l’ergastolo le era stato condonato, doveva solo aprire la porta e tradire il cielo…
E ci si ritrova Qui, Qui ed Ora… Altrove e dappertutto, esplosione di emozioni come se sentite tutte assieme.
Attraversando la bolgia Sofia ha compreso la calma, assaporando la solitudine ha raggiunto la libertà, a testa alta senza quella inutile e pericolosa umiltà ora vola, planando… E l’aria non è più di frasi fatte , ma è l’eco di ali di gabbiano…
Come un’analfabeta dell’amore e della vita, ogni giorno Sofia se ne inventa una, con le mani nella creta si ridisegna il volto e si veste di una nuova possibilità.
Non so se tutto cio’ abbia un senso oppure no, ma secondo me si. Mi sono imbattuta, no! Mi sono scontrata, nemmeno! Mi e’ piovuto dal cielo, neanche!
In fondo l’ho cercato, ecco, forse la verita’ e’ proprio questa. Una ricerca inconsapevole, inconscia, ma una ricerca. Altrimenti non riuscirei a spiegarmi come mai mi trovo tra le mani CURARE LA VITA, CON LA VITA, proprio adesso.
Già il titolo la dice lunga.
E già! E’ facile, cosa ci vuole. No, un attimo!
Curare la vita cosa s’intende’ che la vita e’ malata? Si in fondo la vita e’malata, sfido chiunque a dirmi che la vita e’ rose e fiori.
Perche’ e’ malata? Perche’ ce n’e’ sempre una. Voglio ancora incontrarla la persona che ha una vita così bella, senza problemi, piena di soldi, successo, e tutto fila liscio.
Proprio l’altro giorno guardavo un programma in tv che parlava delle morti delle star. Vogliamo parlarne? Cosa mancava alla splendida Marilyn, o a Prince o a Amy Winehouse. A vedere dall’esterno, un bel nulla, ma e’ ovvio e palese che non sia stato così ed e’ lampante quanto le loro vite fossero davvero profondamente infelici. Solo il farsi coinvolgere dalle droghe senza più essere se stessi fino a morire puo’ far capire come un essere umano sia fragile a tal punto da desiderare di non essere piu’ consapevole, a voler non essere.
Perché una volta che si muore si e’ risolto tutto? No! E’ che non c’e’ più niente, non c’e’ più da risolvere, non c’e’ più vita.
Ecco perche’ la vita e’ malata, a parer mio. E quindi come la curi la vita? Imbottiamoci di psicofarmaci; andiamo a fare gli eremiti fuori da questa societa’ schifosa che ci rifiuta perche’ siamo troppo belli, troppo brutti, troppo ricchi o troppo 1000 altre cose. Curiamo la nostra vita scappando, trovando tante scuse.
“e’ solo la vita che puo’ curare la vita”.
Benedetto Croce
Apro il libro, guardo l’indice: singolare!
Alcuni paragrafi m’incuriosiscono subito e vado alla pagina e inizio a leggere…….non capisco nulla. Ho troppa fretta.
Mi fermo, prendo dei post it e un evidenziatore e…. inizio a mangiarlo questo libro.
Sottolineo, metto linguette fuxia, ma non mi sento tanto bene.
Troppi input in brevissimo tempo. Adesso ho la conferma.
Non e’ la prima volta che affronto questi argomenti che riguardano lo studio del ragionamento, il potenziamento di se stessi, nella ricerca delle capacità di ognuno di diventare protagonista della propria vita. Arrivo all’approccio sempre diffidente, poi m’incuriosisco e mi sento partecipe fisicamente e emotivamente e ho la sensazione di entrare in un circuito che mi coinvolge totalmente.
Sento nella testa come se avessi una biglia di un flipper che inizia ad andare da una parte all’altra del pensiero, da una riflessione all’altra fino a sfinirmi.
Mi fermo, devo metabolizzare la simbologia utilizzata per assorbirla farla mia e renderla fruibile, ossia veritiera di una soluzione di ragionamento che mi rivela qualcosa di fondamentale.
Nella realta’ mi rendo conto che era li’, a portata di mano, bastava soltanto girare lo sguardo da quella parte per scorgerla e per esserne totalmente affascinata per la sua rivelazione e, in fondo, per la sua semplicita’.
Maria Cristina Koch, autrice di CURARE LA VITA CON LA VITA, avvisa i naviganti del testo (perche’ e’ una navigazione, con mal di mare e avvistamenti e isole che emergono dall’acqua all’improvviso), “Ipertesto”, così lo definisce, che ha immaginato di scriverlo affinche’ il lettore possa apprenderne gli stimoli per poi montarli e smontarli a suo piacimento. E solo leggendo mi rendo conto cosa voglia dire e quale sia la sua sfida.
Sono irrequieta, leggo un capitolo, mi alzo, vado a prendere un bicchier d’acqua e sento che la mente parla con se stessa e con me, dalla scrivania alla cucina e ritorno.
Continuo a leggere affamata. Mi rialzo scattando dalla sedia….non e’ possibile, ma come ci riesce?
Continuo, mi emoziono e mi commuovo.
E’ pazzesco. Sento la mente scendere in una profondita’ interessante, non sconosciuta ma solo svelata e riconosciuta.
Aprire la mente, questo sta succedendo. Banalmente questo.
Non che prima non mi succedesse ma, come nella vita di tutti, si e’ coinvolti dai ritmi della quotidianita’ che spesso non concedono spazi, neanche per pensare. Metti il turbo e vai.
Non leggevo un libro da un secolo, per esempio. Mancanza di tempo oppure tanta stanchezza. Quando vado a dormire, mi basta appoggiare la testa sul cuscino che parto per la tangente del sonno, stanco e senza sogni; non arrivo alla fine di una pagina e, se ci riprovo il giorno dopo, mi tocca rileggere le mezza pagina del giorno prima col risultato analogo di crollare a meta’.
Per cui dopo vari tentativi ho desistito, il libro, qualsiasi esso sia, non procede rimanendo a pagina 1.
Adesso, con questo libro tra le mani, la mente si sofferma pungolata da imput naturali e stupefacenti, basta ascoltarli e sento il cervello aprirsi a nuovi orizzonti e confini.
E’ fantastico! E’ come bere un paio di bicchieri di Sassicaia a 14°
Quasi due anni fa mia figlia si era iscritta a scienze della formazione. Aveva scelto accuratamente il suo percorso di studio mostrandomi tutti i corsi che avrebbe fatto per l’interesse scaturito in lei di psicologia, filosofia, pedagogia. Ero molto fiera di questa scelta e , conoscendo la sua fame di sapere, pensavo fosse il percorso che le calzava a pennello. Questa ingordigia era dettata da anni di fame, curati in ospedale affinche’ non morisse, e da psicoterapia serrata per aiutarla a riconoscere e sconfiggere i fantasmi dentro di lei.
Il percorso universitario, pian piano, alimentava la curiosita’ e apriva la mente, mettendo in un angolo le sue dipendenze. Constatavo che, di giorno in giorno, le chiacchiere con lei erano passate dalle calorie a Freud, Fromm, Lacan, Camus, Sartre, Hannah Arendt, Kierkegaard , Schopenhauer, Foucault, la condizione umana, la filosofia della prassi umana. . Ero grata che questi filosofi, psicologi alimentassero il suo cervello scacciando in un angolo tutte le manie e persecuzioni che la mente aveva ospitato fino a quel momento.
Addirittura mi torturava, appena sveglia al mattino, parlandomi di Freud e delle scoperte, che studiandolo, aveva fatto. Devo ammettere che alla terza mattina consecutiva in cui alle 6,30 mi voleva raccontare cosa sosteneva FreudFrommLacan & company avevo chiesto pieta’ per il mio cervello.
Ci facemmo una lunga e sonora risata. Io fui salva, le mie orecchie pure e il mio cervello anche….ma solo fino a cena!
Le si stava riaprendo il cervello ed era pronta ad accogliere informazioni utili a riaccendersi alla vita.
E’ quello che sta succedendo a me. Riaprire il cervello alla riflessione e questo mi fa vedere la vita in tutt’altro modo e con altre prospettive
Maria Cristina Koch ha studiato una vita perche’ a me succedesse questo e succedesse oggi che la vita mi e’ diventata pesante e ostile.
Mi racconta che aveva 18 anni quando entro’ in aula dell’universita’ per una lezione di fisica e lesse “Triste è quel discepolo che non avanza il suo maestro..”Leonardo Da Vinci e penso’ “questo voglio fare nella vita! Mettere a disposizione degli altri le cose che ho sperimentato”.
“Ossia, ho questo giocattolo x le mani ( la mia vita, le cose che ho studiato, scoperto, le esperienze attraverso gli altri, gli incontri, i viaggi. L’Africa!) Le racconto e poi vedo le persone che uso personale ne fanno “
……parla di un giocattolo, a parer mio per due motivi:
uno potrebbe essere il cubo di Rubik ( tanto devi provare fino a trovare la soluzione delle 6 facce i cui 9 quadratini hanno lo stesso colore)
L’altro e’ cercare di prendere le cose con ironia, allegria, positivita’, sfida come in un gioco a due tra te e te stesso.
Vi racconto un pezzetto di “Curare la vita con la vita”
“Uno, nessuno e centomila”. (Pirandello? No. Curare la vita)
………c’è uno slogan che ha un grandissimo successo: “Essere se stessi”. Suona bene, sembra molto chiaro, immagina delle verità e delle identità, guida affidabile nei marosi dell’esistenza.
Sintetico e vibrante, ci sprona a drizzare la schiena, ad avviarci a passo sicuro nel sentiero della nostra esistenza.
Ma lo scintillare di questo motto da ricamare sul petto per potersi pensare cavalieri senza macchia, è uno scintillio truffaldino……..
Che cosa mai significa “essere se stessi”?
In un seminario di tanti anni fa sulla comunicazione, uno psichiatra partecipante tentava di negare il successo palese di un esercizio di induzione di comportamento avvenuto il giorno prima: sì, certo, era vero, si era mosso effettivamente in quel tal modo ma era confuso, forse era anche distratto, insomma ieri non era se stesso. Il docente lo considera con attenzione, siamo tutti sospesi in silenzio, poi si china verso di lui e, incuriosito, gli sillaba sul volto: e quando tu non sei te stesso, chi sei?
È una di quelle scene che conservo come icona, nel reliquiario dove ammasso i reperti che il mondo e l’esistenza mi offrono e mi permettono di utilizzare.
A fianco di questa, un foglietto: Snoopy che sentenzia:
nessuno è perfetto, ma chi vuol essere nessuno?
Essere se stessi, appunto, uno slogan fortunato, mi ricorda il bombastium di un vecchissimo racconto di Paperino, una sostanza magica e misteriosa che, aggiunta in un contenitore qualunque, ne trasformava il contenuto nel cibo preferito da chi lo aggiungeva. Oppure lo sciroppo per la tosse di Mary Poppins che cambiava sapore a seconda del bimbo che lo ingoiava ma restava prelibato per ciascuno.
Non voglio negare che lo slogan abbia potuto avere effetti brillanti, ispirare coraggio, suggerire fermezza, rafforzare qua e là caratteri insicuri: la capacità suggestiva è esattamente qui.
Poiché non vuol dire nulla di preciso ma ha una forte attrattiva, lo slogan viene riempito di significato da chi lo prende in considerazione, lo traduce in una esortazione che poi segue.
Lo sforzo di padroneggiare sentimenti o timori, la soddisfazione di esserci riusciti, rientrano in circolo a riempire ancor più di rinnovato valore lo slogan stesso.
Ma se fa bene, perché attaccarlo, perché svilire a slogan un’esortazione che sembra parlare d’etica?
Beh, ha effetti collaterali pesanti, impone l’adesione a presupposti non criticabili.
Molto semplicemente, “essere se stessi” presuppone che ciascuno di noi abbia almeno un sé più vero e più sé degli altri.
Vero in quanto unico, il volto di sé.
Ecco, a me questo presupposto pare fin pericoloso perché civetta con l’idea di un pensiero unico più vero e più giusto degli altri. E questo mi spaventa ……………..
( pag.22)
Ho scelto le parti piu’ esaustive di questo paragrafo,che si puo’ scaricare gratuitamente su
E leggerlo per intero, ma tanto basta per iniziare a pensare . A me ha creato subbuglio tutto ciò, ma attraverserò questo libro , voglio vedere dove mi porta.
Maria Cristina Koch
Il Libro
“La cosa piu’ affascinante e’ vedere le persone come useranno questo modo di ragionare e approcciare alle cose della vita.”
Maria Cristina Koch
Informazioni
La segreteria è disponibile per informazioni tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00; martedì e giovedì anche dalle 13.30 alle 16.30
PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DALL’ 11 AL 17 LUGLIO
Oroscopo settimanale
01) ARIETE
LUCCIOLE PER LANTERNE Pareri differenti e opinioni contrapposte ti vedono un poco in urto con alcuno membri del clan: forse è la meta delle vacanze prossime ventura ad essere il motivo del contendere, o forse ci sono argomenti più importanti che alimentano una corposa contrapposizione. Urano, imperioso ospite del tuo bel Segno, si sente attaccato da Sole, Venere e Mercurio e può reagire malamente, con atteggiamenti che potrebbero irritare le persone che la pensano in maniera diversa da te… Probabilmente le cose in amore andrebbero meglio se evitassi di esser così gelosa e di veder grosse lanterne dove ci sono lucciole!
2) TORO
CHI LA FA, L’ASPETTI!!! C’è chi trama, neppur tanto nell’ombra, al fine di farti fare magre figure davanti a personaggi il cui parere per te conta parecchio! Ma i paracadute celesti sono assai interessanti: non solo c’è Plutone che, dal Capricorno, ti spiana la strada ma Giove, che è uno dei TUOI pianeti guida, combina la sua azione con Plutone e ti fa da rete di salvataggio. Gli stessi pianeti che fanno pensare ad un salta fosso ricevono l’ostilità di Plutone e chi ti voleva danneggiare sarà, ahi lui, danneggiato! In campo sociale però usa la massima e più prudente attenzione.
3) GEMELLI
COMPLIMENTATI CON TE STESSA! Finalmente si esce un poco dalle situazioni complicate che ti avevano segnato nelle settimana precedenti. L’uscita dal tunnel è abbastanza luminosa, tanta da far capire che il percorso che devi percorrere al buio è agli sgoccioli. La tua fama e la tua popolarità sono decisamente ai aumento, e per le ragioni più autenticamente soddisfacenti che potevi immaginare. La stima che ti circonda nel settore dove sei stata operativa è la grande gioia che il tuo impegno, lungo e concentratissimo, ha saputo meritare. Pensa che è tutta farina del tuo sacco, e quindi complimentati con te stessa.
04) CANCRO
LIBERA DAI CONDIZIONAMENTI. Questo è un grande momento, una grande settimana e un periodo nel quale rimuovere alla base condizionamenti. Ora ribattere a personaggi troppo convinti di aver sempre ragione è facile, perché vi viene dal cuore, dalla mente e dall’insofferenza verso le costrizioni la volontà di mettere le cose al loro posto. Marte scorpionico è un bell’aiuto perché infonde pungente vigore al desiderio di sottrarti a certe situazioni dove ti sei sentita a lungo in minoranza … In settimana ribadire con forza e con sicurezza ferma a certe provocazioni sarà addirittura divertente, liberatorio e spontaneo.
05) LEONE
AMMIRAZIONE GRATIFICANTE. Stai raccogliendo le forze e raggruppando le energie per esprimerle al meglio e per uscire dal solito tran tran per vivere giornate solari, libere, entusiasmanti e piene di positive presenze. Lontano dai luoghi e dalle facce che conosci a menadito, incuriosita da paesaggi, abitudini e assolati panorami, ti immagini già andare a zonzo in posti ameni e bellissimi con chi ami… La settimana nasce con un clima di comunicativa e di verve assai accentuato e si svolgerà poi in un continuo tripudio di situazioni serene e gratificanti. La persona che ami ti ammira molto, e non te lo manderà a dire…
06) VERGINE
SEI SULLA STRADA GIUSTA! Sei molto sicura di te, delle tue scelte, delle tue motivazioni e ti va di pensare che chi fosse di parere differente dal tuo probabilmente sta sbagliando … Giove nel Segno, confortato dal trigono di Plutone, mette al suo posto eventuali oppositori come mette al suo posto in contrapposto Nettuno, che deve adattarsi al suo potere effervescente e autorevole. I pianeti nel cancro invitano Giove e non mollare la presa e a continuare per la tua strada, nonostante non tutti nel tuo entourage siano soddisfatti delle decisioni che hai preso ultimamente. E se i loro pareri negativi e critici fossero solo un problema loro?
MILANO DA SAPERE e AnB ospitalita’ a regola d’arte
Qualche giorno di vacanza a Milano, in questo periodo, merita di essere preso in considerazione.
Pian piano che agosto si avvicina, la citta’ si svuota rendendola molto piu’ godibile e fruibile da turisti e cittadini.
Si respira un’aria diversa dal resto dell’anno e la frenesia che la contraddistingue negli altri mesi sembra un po’ abbandonarla per lasciar spazio ad eventi di ogni genere e mostre .
In questa casa l’ospitalita’ e’ un piacere, un divertimento e una scoperta di ogni singolo ospite che poi lascia il suo commento sul Guest Book piu’ che soddisfatto.
Monica della Giustina e’ la padrona di casa, discreta e conoscitrice di Milano, competente in storia dell’arte, parla due lingue e sa consigliare dove fare shopping. Con lei puoi approfittare, durante il tuo soggiorno, per fare un vero e proprio colloquio di counseling, utile nella vita e nel lavoro.
Per gli ospiti di AnB, Milano è un libro aperto: arte, negozi, attrazioni, eventi sono a portata di mano.
Oggi ti segnalo Le Colonne di San Lorenzo
Le 16 Colonne di San Lorenzo si possono ammirare in Corso di Porta Ticinese davanti alla Basilica di San Lorenzo Maggiore alle Colonne, provengono dall’epoca romana assieme a resti di quello che una volta era l’anfiteatro, il teatro e le terme “erculee” del circo.
Sono colonne di marmo con capitelli corinzi, che probabilmente sostenevano le grandi terme volute dall’Imperatore Massimiano.
Le colonne, alte 8,50 metri, vennero trasportate qui nel IV secolo e dovevano costituire un quadri portico di fronte alla Basilica, di origine paleocristiana………leggi di piu’.
Cosa vorrei che mia figlia sapesse di me…
Nel 1977 sono scomparsi due grandi personaggi, Charlie Chaplin e Jacques Prèvert, ma per compensare la perdita sono nata io, anzi sono rinata. Ebbene si, il mio parto non fu come tutti gli altri, dai racconti di mia mamma (come nel film “The big Fish) io e lei abbiamo lottato tra la vita e la morte, uscendone vincenti, insomma ho fatto capire al mondo di che pasta ero fatta sin dai primi gemiti…
Ma non ti racconterò della mia infanzia, ricordo bene la tua che ho rivissuto come una bambina, alla tua stessa altezza, era bello guardare il mondo da lì… Allora di cosa voglio parlarti?
Di me, di come sono stata, perché agli occhi dei figli non siamo mai reali, sempre costruiti, sempre nel ruolo.
Cm 1,56 sono bastati a fare di me una “grande” donna, spesso disperata, mi strappavo i capelli in continuazione, anche se poi ho capito che lo facevo perché ne avevo troppi, lo avessi saputo prima.. Malinconica, nata triste, tristemente felice, affascinante e affascinata, schizofrenica sentimentale, così mi definiva il tuo papà che nonostante la sua “miopia” ha trascorso la sua vita fiero e sicuro di avermi compresa e “vista” fino in fondo, non diciamoglielo che si sbagliava…
Ho vissuto immersa nei miei non lo so, ogni mattina lo sbadiglio era fatto di dubbi, il caffè sapeva di incertezze e i biscotti si inzuppavano di finte scelte definitive che poi ribaltavo al terzo frollino…
Giocoliera di parole, con uno spiccato carisma che trascinava spesso i personaggi più derelitti ammaliati dalla mia finta sapienza, quante volte ho dovuto fingere di essere intelligente.. poi me ne sono convinta.
La follia mi ha accompagnato a lungo, e non sai quanto mi è stata utile, da nemica si è trasformata nel mio più grande maestro e senza di lei non avrei incasinato la mia esistenza, dal caos sei nata anche tu..
Vorrei che attraverso queste parole tu possa conoscermi come persona e non solo come mamma, prima di essere genitori siamo persone, ogni tanto lo dimentichiamo.
Piccola mia, non voglio consigliarti nulla, se non dirti di lasciarti trasportare dalla vita, sogna e resta sempre un po’ bambina, gioca, pasticcia, non cambiare la tua natura, ma cambia continuamente idea, ricordami e dimenticami allo stesso tempo, fino a lasciarmi andare….
La tua mamma
Il mio Job Club e’ iniziato circa un paio di mesi fa e si e’ svolto in QF, un co-working creato da due giovani neo mamme.
Casualmente, o forse no, il gruppo che si e’ presentato fin dalla prima sera era formato da donne, tranne un giovane che alla volta successiva ha ben pensato di non ripresentarsi. Unico uomo in mezzo a tanto gentil sesso si sara’ sentito un pesce fuor d’acqua. I nostri incontri settimanali sono stati decisamente unici e incredibili, man mano che si procedeva in questo percorso mi rendevo conto di un gruppo unico e molto forte. Competenze di elevato livello, donne e mamme dai 50 anni in giu’, li, insieme, per cambiare o cercare un lavoro; in ogni caso alla ricerca di una propria dimensione non solo professionale.
La nostra guida Daniela Tidone della Scuola triennale di counseling – Sistema Eduzione ha condotto il “gioco”, i test, le analisi. Quante volte ci ha detto quanto la scuola di counseling le ha cambiato la vita. Non faccio fatica a comprenderlo.
Il percorso si snocciola di volta in volta non solo nello spiegare come si fa un curriculum o un colloquio di lavoro. Notizia assai interessante, ma non il cuore della questione o della situazione da tutte noi vissuta.
Nella realtà siamo state invitate, una per una, a cercare non solo un nuovo lavoro, un nuovo settore nel quale inserirsi anche a 50 anni, ma a conoscerci meglio e a verificare se attraverso competenze messe sul piatto, anche non lavorative, ci fosse qualcosa che ci illuminasse lo sguardo come quando si pensa ad un sogno, si pensa a qualcosa che appaga.
Ecco quindi che si stravolgono le aspettative e le si proietta in campi che mai ci saremmo aspettate di voler esplorare. Bellissimo anche il desiderio di volersi aiutare l’un con l’altra.
Così abbiamo creato una sorta di Banca Ore attraverso la quale ognuna ha messo a disposizione del gruppo le proprie competenze e, previo accordo, avrebbe potuto approfondire o capire o imparare qualche competenza delle altre per procedere nella ricerca del nuovo lavoro. Oppure avrebbe potuto analizzare qualche argomento utile alla propria vita.
Il gruppo ha subito qualche abbandono, ma il nucleo, presente fin dalla prima sera, ha continuato sempre più coeso e unito, con intese inaspettate e feeling che si stanno consolidando.
Oggi riflettevo sul valore di questo percorso che sta dando dei frutti non indifferenti e non soltanto nella ricerca del lavoro.
il Job Club ha come scopo quello di mettere insieme persone diverse che uniscono le proprie energie in un momento dove la ricerca del lavoro può essere difficile, avvilente castrante angosciante e deprimente.
Un vecchio detto dice “L’unione fa la forza”. E’ vero!
Condividere le proprie esperienze, o angosce , o difficoltà fa sentire meno la solitudine di un periodo difficile. Discuterne insieme, aiuta a cercare insieme alternative. Cio’ che non viene in mente a te può venire ad un altro. L’esperienza dell’altro può suggerire soluzioni a te.
Non so per quale motivo ma spesso, in questi ultimi mesi, questo Job Club mi ricorda quando sono rimasta in cinta di Veronica, la mia prima figlia. Non ci si rende conto di aspettare un bimbo fino a quando non si muove per la prima volta dentro di te. Tutti dicono che quel movimento assomiglia alle farfalle nella pancia dopo un colpo di fulmine. Non e’ così. In quel caso senti che sono i tuoi organi che si muovono e provocano quello sfarfallio. Mentre quando e’ un bimbo, ci si rende conto che e’ altro da te che si muove all’interno di te e il fruscio leggero, appena accennato e’ la prima consapevolezza che stai portando dentro di te un altro essere umano che ti appartiene, almeno fino al parto.
Potresti parlarne con molte donne, anche tua madre che ha sentito te per la prima volta in modo analogo, ma non sara’ mai come l’hai sentito tu. Con il secondo, il primo movimento e’ stato totalmente diverso. Comunque in quel meraviglioso viaggio avventura, inevitabilmente, mi sentivo sola e quella sensazione non mi piaceva, nonostante fossi affascinata ogni giorno da un miracolo così incredibile come una gravidanza, per giunta la prima.
Mi iscrissi ad un corso pre-parto di acquagym e solo lì riuscii a condividere ogni minuto di quella fantastica avventura, con gli stessi entusiasmi e le stesse paure e, quando abbiamo partorito, siamo rimaste amiche continuando a condividere argomenti di genitori e figli, l’adolescenza, la maturità, l’università continuando a scambiarci informazioni e a confrontarci.
Così percepisco questo Job Club, nato per la necessita’ di essere aiutata a trovare la strada e gli strumenti per reinserirmi nel lavoro e adesso lo sento come la nascita di una nuova vita. All’inizio mi dicevo mha! Servirà a qualcosa, dove mi porterà.
Mi sta portando in situazioni che mai avrei lontanamente immaginato. Mi sta conducendo in ambienti nuovi, contatti interessanti, la disperazione dell’inizio e’ totalmente cambiata mutandosi in nuovi entusiasmi e scoperte.
Qualcuna di noi ha cambiato lavoro, qualcuna sta elaborando come migliorarlo e come farlo evolvere affinché le calzi meglio addosso,qualcuna con il supporto della competenza di un’altra sta avviando un nuova strada, qualcuna sta cercando di focalizzare che direzione deve prendere nel prossimo futuro.
Tutto ciò e’ grandioso e, aggiungo che, mentre la società lavorativa ti fa sentire emarginato per eta’, perché non ti e’ stato rinnovato un contratto, perché sei stato all’estero per 1 anno o perché hai un curriculum variegato e vieni considerato un’inconcludente o poco affidabile, questo percorso rafforza le capacita’ di ognuno, rende giustizia alla personalità di ognuno, rimettendolo al centro dell’attenzione per il suo stesso valore; insomma energia pura che ricarica le pile.
Così con il gruppo, abbiamo deciso di vederci anche fuori dal co-workng che ci ospita, di frequentarci e continuare a confrontarci cercando di aiutarci.
Mai avrei immaginato che sabato scorso potessimo organizzare una delle cose che più mi rimarranno in mente di questa avventura.
Minacciava temporale ma avevamo organizzato un Picnic serale per stare insieme un paio d’ore, dopo aver cercato varie soluzioni e avendo il desiderio comunque di trovare un posto tranquillo ed economico.
Francesca ha messo a disposizione una pagnotta di pane nero e cereali e ben due bottiglie di vino bianco da lei imbottigliate. Il resto del gruppo ha portato qualcosa che accompagnasse quel meraviglioso pane.
Ma dove?
Dopo vari messaggi e ipotesi, Francesca ci ha ospitato sul suo balcone all’ottavo piano da cui si vedono le montagne .
Ha apparecchiato per terra con un telo rosso e cuscini giganti, e in 2 mq di spazio ci siamo godute la serata.
Niente pioggia ma una gradevole brezza, un cielo limpido e un tramonto meraviglioso che calava sulle montagne in lontananza. Pane, vino, creme di formaggi, bruschette …uno spettacolo.
Un picnic su quel balcone che non dimenticherò mai grazie al Job Club.
4 donne, nuove amiche nella stessa barca, nelle stesse necessita’, piene di ricchezza interiore e competenze in campi diversi, ma spontaneamente ritrovate per il piacere di unire le forze e conoscerci meglio.
Il Job Club mi ha permesso di entrare in contatto con il Self Empowrment di Massimo Bruscaglioni e il Conseling di Maria Cristina Koch, con sistema Eduzione e Monica della Giustina e La Casa di Vetro.
Sto conoscendo persone ricche di umanità, positive, in gamba e pronte ad essere di supporto per un consiglio o un confronto. Chissà cos’altro mi aspetta.
Se penso a qualche mese fa, quando ero disperata, mi guardo indietro e con grande gioia vedo quel periodo lontanissimo e mi sento piena di nuove speranze e avventure da scoprire.
Anche solo per questo il Job Club ha fatto effetto.
«QUESTO NON È AMORE», Un camper contro la violenza sulle donne
#questononèamore
“Se ti offende, se ti zittisce, se ti controlla, se ti fa del male fisico, se minaccia la tua libertà, anche economica, «…questo non è amore».
#questononèamore
Questo e’ lo slogan scelto dalla Polizia di Stato per il nuovo progetto contro la violenza sulle donne e contro il Femminicidio. Una iniziativa del ministro dell’Interno Angelino Alfano e dal capo della Polizia Franco Gabrielli
Chi vuole denunciare trovera’ dal 2 luglio in alcune piazze italiane tra cui Sondrio, Brescia, Bologna, Arezzo, Macerata, Roma, L’Aquila, Pescara, Matera, Campobasso, Cosenza, Palermo, Siracusa e Sassari. Sul camper sarà presente una postazione mobile della Polizia di Stato insieme ad un medico/psicologo della Polizia di Stato, un operatore della Squadra Mobile-sezione specializzata, un operatore della Divisione Anticrimine e/o dell´Ufficio denunce e un rappresentante della rete antiviolenza locale.
L’intento e’ quello di fortificare e incoraggiare le donne che denunciano atti di abusi e violenze in famiglia, per starle a fianco e accogliere le richieste di aiuto. E’ fondamentale capire anche il meccanismo giudiziario, che a pare mio fa acqua da tutte le parti. Se non c’e’ denucia non c’e’ intervento. Una denuncia inoltre puo’ trasformare una molestia in un tentato omicidio e quindi innescare un relativo processo con accuse decisamente pesanti, di conseguenza indagini, arresti e prevenzione. In ogni caso ritengo che vedere girare un Camper a supporto delle donne possa essere un deterrente per eventi violenti. Le possibili vittime potrebbero sentirsi meno in difficolta’ nel reagire con una denuncia e i loro carnefici potrebbero sentirsi piu’ controllati e meno liberi di agire.
Il femminicidio è qualcosa di culturale e sociale la finalita’ è quella di colpire il sommerso perché in questo tipo di reati la paura di una vittimizzazione secondaria molto spesso è il motivo principale che induce le donne a non esporsi e a non denunciare».
Nei camper ci sarà personale specializzato della squadra mobile, i casi più urgenti saranno direttamente trattati lì. La prima fase sperimentale durera’ per i prossimi tre mesi estivi per due sabati al mese. Gli uffici di Polizia saranno più accoglienti per le donne e forniranno un contributo non solo di polizia giudiziaria, ma anche psicologico. Sara’ presente sui Camper materiale multilingue per soddisfare tutti gli ambiti sociali anche quelli piu’ a rischio e culturalmente più esposti.
PER NON SUBIRE PIU’ COME: Fakhra Younas
Una vita in bilico tra terrore e voglia di ricominciare. Il desiderio di riscatto non ha avuto la meglio, e l’ex danzatrice pakistana sfregiata dal marito con l’acido, ha deciso di mettere fine alla propria esistenza: si è lanciata da una finestra del sesto piano a Roma. 17 marzo. Fakhra Younas, era diventata famosa nel 2005 per aver scritto il libro Il volto cancellato, un’icona per molte donne islamiche e viveva in Italia dal 2001, assieme al figlio Nauman di 17 anni. Aveva trovato il coraggio di chiedere il divorzio ribellandosi da un marito padrone. Dal Pakistan aveva trovato rifugio in Italia , dopo che il coniuge l’aveva sfigurata con l’acido nel sonno perchè lei aveva ‘osato’ . SOTTOPOSTA A 39 INTERVENTI.Nel disperato tentativo di rivedere (e riavere) i suoi lineamenti, ma il dolore non l’aveva mai abbandonata e così si e’ tolta la vita.
Fakhra Younas
Lucia Annibali
39 anni, avvocato di Urbino sfregiata dal compagno, che vigliaccamente ha persino ingaggiato due killer per sfigurarla. La prima sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna in via definitiva a 20 anni di carcere per Luca Varani, l’ex fidanzato, avvocato pesarese di 39 anni, e a 12 anni ai due uomini assoldati per sfregiarla con l’acido solforico la sera del 16 aprile 2013. Varani risponde di lesioni gravi, stalking e tentato omicidio
Per molte donne, soprattutto per quelle che subiscono violenze, Lucia e’ diventata un simbolo. La volontà della Cassazione a non concedere sconti di pena e’ fondamentale per chi subisce questo tipo di violenza Finalmente Lucia Annibali puo’ iniziare una nuova vita da donna ben piu’ forte di chi l’ha sfigurata con l’acido e di Varani che ha dato l’ordine di sfregiarla e ucciderla. Lucia dichiara « purtroppo può capitare di finire in una storia che sembra bella e intensa e poi invece si rivela di “non amore”. Questa vittoria della giustizia è importante per tutti coloro che non si arrendono mai. È una sentenza che suona come una speranza. Lo voglio ribadire a chi soffre: non è mai finita fino a quando non lo decidiamo noi. E se ce l’ho fatta io, possono farcela anche gli altri».
Lucia Annibali, prima, in ospedale e dopo
Sara di Pietrantonio
Una morte atroce. «In 25 anni non ho mai visto una cosa simile», dice il capo della Squadra Mobile di Roma, Luigi Silipo. Bruciata viva dall’ex Vincenzo Paduano, che non riusciva ad accettare la fine della loro storia. Solo dopo otto ore di interrogatorio, il 27enne Vincenzo ha ammesso di averla uccisa». Per fortuna l’ha strangolata, prima di darle fuoco,
L’auto carbonizzata di Sara, il suo corpo e’ stato trovato poco piu’ avanti
Sara Di Pietrantonio è morta vittima di «un amore morboso e possessivo dopo una relazione di circa due anni, segnata da continui episodi di «vessazioni psicologiche» che Sara non aveva mai denunciato per non mettere nei guai l’uomo che diceva di amarla.
E’ questo uno degli atteggiamento piu’ sbagliati di noi donne rapite e ubriacate da amori che non hanno alcun presupposto per essere chiamati tali.
Lui la perseguitava con sms, si presentava a casa sua, la seguiva, addirittura controllava con una App come localizzare il suo cellulare. E’ stato accusato di omicidio premeditato e stalking perche’ c’e’ la vittima, ma solo per il tristissimo epilogo di questa agghiacciante storia.
I due si erano lasciati tre settimane e Sara, 22enne aveva iniziato a frequentare un vecchio compagno di liceo. Ma l’ex non lo accettava. A poche ore dal delitto, era andato a trovarla a casa della madre e nulla faceva presagire il proseguo drammatico. Dopo aver trascorso la serata in un pub insieme ad un’amica, Sara incontra il nuovo fidanzato, a fine serata lo accompagna a casa, ma Paduano era gia’ sulle sue tracce e l’aspetta sulla strada del ritorno in via della Magliana, alla periferia Sud di Roma. Quando la vede, la insegue, la stringe verso il bordo della strada e la blocca con la sua auto. Sale su quella di Sara e le versa addosso liquido infiammabile, Sara scappa in cerca di aiuto ma Paduano appicca il fuoco all’auto e la insegue. La raggiunge qualche centinaia di metri più in là, la strangola per fortuna e la incendia. I Vigili del fuoco troveranno il corpo semi-carbonizzato della giovane. Pazzesca la freddezza dell’ex fidanzato che dopo l’omicidio, come se nulla fosse, ritorna al lavoro di guardia giurata.
Una donna in carriera che s’innamora di un uomo ricco e influente e lo sposa. La sua vita sembra una favola moderna ma presto Bo, come la chiamano gli amici, scopre che le favole non esistono o meglio che il lieto fine non può prescindere dalla battaglia contro il male. Abusata, picchiata, perseguitata, Bo non ha mai smesso di lottare: «L’ho denunciato tante volte ma non c’erano mai abbastanza prove, lui usava i soldi per togliersi dai guai, aveva le persone giuste al posto giusto». Dietro le violenze, ad emergere è un universo di opulenza e degrado morale, corruzione e frodi, e un sistema giudiziario che fa acqua da tutte le parti.
“Può essere difficile trovare le parole adatte per descrivere l’inferno che si prova quando una donna è vittima di violenza. Ma potrebbe anche essere liberatorio”.
Bo, sopravvissuta ad un pestaggio dove ha rischiato la morte, dopo il lungo ricovero in ospedale, (non l’ha picchiata lui, l’ha fatta picchiare), ha avuto la forza di scrivere un libro sull’inferno subito. E’ il frutto di una dolorosa esperienza personale. Una storia coraggiosa tra abusi e violenze da parte dell’ex marito. Un libro d’aiuto per ogni donna, per quelle sottomesse e per quelle che combattono ogni giorno.
Una storia vera, una tra le tante voci che urlano per fermare queste violenze domestiche che ogni giorno sempre più donne sono costrette a subire. Un libro che analizza il problema dell’abuso fisico e psicologico che una donna subisce e contribuisce a spiegare le cause di questo triste fenomeno sociale.
Sono solo 4 esempi nel mare di violenza contro le donne che da qualche anno si e’ scatenato in modo sconcertante, ma prego tutte le donne, le figlie di iniziare ad amarsi e a rispettarsi. Non permettete, non concedete a nessuno mai, piu’, e per sempre di sottomettervi e di schiacciarvi, denunciate e chiedete aiuto.
QUESTO NON E’ AMORE.
Un tacco di farfalla per una decoltè rossa di Alberto Guardiani
PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DAL 27 GIUGNO AL 3 LUGLIO
Oroscopo settimanale
01) ARIETE
TI SI CHIEDE PIU’ TENEREZZA… Il felice legame di Urano, da tempo ospite del Segno, con il fuggevole Mercurio che ora sosta in posizione acconcia nei Gemelli, è la rappresentazione astrale dello sprint e dell’incisività con la quale sai rendere concretissime ed immediatamente realizzabili le splendide idee di ora! Urano si è liberato dei condizionamenti di Plutone e si esprime molto meglio, con maggiore immediatezza, e la fretta di concludere è un’altra delle caratteristiche della TUA settimana! Collima meglio però le tue esigenze e quelle del partner, il quale desidererebbe maggiori attenzioni e parecchia maggior tenerezza.
2) TORO
APPROVAZIONE INCONDIZIONATA! E’ solo con sano e preciso lavoro di sponda, degno della miglior partita a biliardo, che Plutone e Giove ti si rivolgono per risolvere completamente un problemino che ti affligge! Dagli altri due Segni di terra, cioè dello stesso Elemento del tuo bel Segno, ti suggeriscono tattiche morbide ma espedienti dominanti per imporre, con garbo ma con determinazione ferrea, il tuo punto di vista. Con la certezza di muoverti con sapiente vigoria e assolutamente senza rovinosi scossoni, saprai puntare al massimo dei risultati con il minino dello sforzo. Chi ti ama ti segue e ti approva incondizionatamente!
3) GEMELLI
INTRAPRENDENZA A MILLE!
Non solo la visita del tuo pianeta, Mercurio, fa scoppiare le polveri della tua intraprendenza e ti mette le ali senza farti bere bevande stimolanti, ma il legame che ora si forma con Urano ti rende assolutamente tempestiva ed immediata nelle innovazioni che vorrai apportare alla tua maniera di lavorare. Sprint, vivacità, brio e una lucidità davvero tersa ed assoluta sono le armi con le quali metterai al tappeto chi volesse per caso ostacolarti o, peggio, prendere il tuo posto negli intendimenti attuali. Tutto per te diventa più veloce,e tutto poi ha tempi di interesse e passione decisamente minori del solito.
04) CANCRO
GIORNI LUMINOSI E TRAINANTI! E’ come se le stelle ti volessero risarcire di periodi precedenti un tantino fiochi e poco trainanti con giornate luminose, decisamente vitali da un punto di vista mentale, creativo e sentimentale. Il Sole e Venere passano dal trigono con il bel Nettuno nei Pesci al trigono con Marte, quest’ultimo di passaggio di nuovo nello Scorpione. Quindi lampi di sensibilità a fior di pelle e prese di coscienza d’intuizione finissima sapranno supportare incontri che ti colpiranno dritta al cuore al primissimo istante in cui gli occhi si incroceranno, per caso! L’amore è pronto a entrar di prepotenza nella tua vita
05) LEONE
PENSA SOLO AL MEGLIO! Potremmo definire questa tua avvincente settimana come una fase d’attesa, un periodo nel quale puntualizzerai desideri e speranze senza però passare all’azione per ottenerne i benefici! Ti piacerà immaginare mille cose belle, baloccarti con pensieri di deliziosa consistenza, giocare ad immagina ciò che più ti piace e la relativa fase sognante lascerà benefici strascichi sul tuo umore e sulla tua disponibilità a eliminare senza drammi le situazioni che non trovi più desiderabili. Sognando e sperando solo e soltanto il meglio, ciò che non ne sia all’altezza saprà sparire da solo dal tuo orizzonte.
06) VERGINE
CHIEDI AIUTO. Giove e Plutone ti danno consigli insistenti perché vogliono che tu realizzi con metodo e olimpica calma le cose che hai in mente, ma in settimana Nettuno e Saturno giocano a metterti i bastoni fra le ruote. Intoppi e continue contro indicazioni celesti rischiano di rendere il tuo desiderio un pochino troppo pesante da gestire. Insomma, i presupposti ci sono, tutti, ma i modi di realizzazione che speri di poter usare non ti convincono affatto. E se ti facessi aiutare? Se chiedessi consigli e magari una mano più consistente per venir a capo della situazione? Intorno a te ci sono personaggi adatti allo scopo!
Da oggi inizia su 50annieround una serie di articoli della Dott.ssa Francesca Ughi per farci conoscere questa terapia.
«L’ozono come terapia medica è stata scoperta più di un secolo fa, ed ha effetto, immunosoppressivo, fungicida, virucida, battericida, immunostimolante, antiflogistico, antinfiammatorio, antalgico, lipolitico, antirughe, anticellulite, sclerosante, antiacne.»
L’ozonoterapia, ormai consolidata da anni di esperienza clinico-scientifica e diffusa in numerosi paesi, migliora, con notevoli benefici personali e sociali, numerose patologie, altrimenti fortemente invalidanti.
Le applicazioni di ossigeno-ozono sono assolutamente innocue e prive di effetti collaterali (si tratta di ossigeno e quindi non ha reazioni allergiche ) e non presenta,in linea di massima, controindicazioni in quanto rientra nella medicina naturale.
Le modalità di applicazione sono di vario tipo: dalle infiltrazioni peri e intrarticolari , alla piccola e grande autoemoterapia .
Azioni dell’ossigeno-ozono
L’ossigeno-ozono terapia è una tecnica dolce che sfrutta le potenzialità dell’ozono, combinato con l’ossigeno, di stimolare e aumentare i meccanismi di protezione nei confronti della produzione di radicali liberi (determinandone la riduzione) e di sostanze tossiche per le cellule. Il tutto utilizzando una miscela composta per il 99.99997% da ossigeno e dal 0,00003% da ozono, gas simile all’ossigeno ma molto più potente e attivo di quest’ultimo.
Attiva la circolazione in tutti i tessuti favorendo il rilascio dell’ossigeno agli stessi svolgendo così diverse azioni: analgesica, antinfiammatoria, antivirale, antibatterica , antimicotica, immunomodulante, stimolando la rigenerazione dei tessuti stessi.
Ci raccontera’ dell’Ozono-terapia la Dott.ssa Francesca Ughi nei prossimi articoli per farci conoscere meglio questo tipo di terapia naturale dai molteplici vantaggi e risvolti. L’ho conosciuta personalmente e tanto mi ha colpito la profonda umanita’ che la contradistingue umanamente e professionalmente.
La Dott.ssa Francesca Ughi laureata in Medicina e Chirurgia, e’ specializzata in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica , si e’ laureata col massimo dei voti con la tesi sulle “Malformazioni vascolari ed emoangiomi” seguita dal Prof. Azzolini
Collabora a Barcellona, a Dallas e Los Angels (Beverly Hills) con chirurghi di fama internazionale mantenendo una collaborazione attiva presso il reparto di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica all’ospedale Pasteur di Nizza . Segue con attenzione le esigenze del paziente, sia dal punto di vista plastico che funzionale.
Parla e scrive perfettamente Inglese, Francese e Spagnolo e collabora con diverse riviste di medicina scientifica e benessere in Italia , in Francia, e negli Usa
Membro della Società Europea di Chirurgia Estetica.
Mi ritrovo, non so per quale arcano motivo, in un vortice di nuove esperienze e coinvolgimenti grazie al fatto che ho perso il lavoro. Qualcuno, mesi fa, mi aveva detto di prendere questo “dramma” come un momento di fortuna, di riflessione e di scoperta.
Mi disse un’amica: “ stringi i denti, trova un punto, focalizzalo, credici e perseguilo.” Strano ma vero si sta rivelando tale.
Dopo i primi due mesi di panico e affanno totale, paura, solitudine, dopo che ho bussato a tutte le porte che conosco, che ho spedito centinaia di CV a parenti, amici, conoscenti e sconosciuti ; dopo che ho pianto, ho riso istericamente per la goffaggine della situazione, o per colloqui assurdi o per contesti ridicoli o per offerte di lavoro impossibili, dopo che ho messo annunci di Dog sitter e Baby sitter a cui non ha risposto nessuno, mi son detta: “ piu’ cerchi e ti affanni, meno troverai. Più senti il fallimento, più morirai dentro e fuori e, insieme a te, i ragazzi, tua madre, la tua meravigliosa creatività; diventerai una persona odiosa e antipatica e piagnona e, soprattutto, aumenteranno le rughe dello stress”.
Così ho organizzato la giornata: meta’ ricerca lavoro tramite il web, gli annunci, gli enti accreditati, i vari Job vattelappesca ( ma vestita e truccata, anche se seduta al pc di casa); meta’ ho alimentato i sogni e gli interessi andando ad eventi, corsi di formazione, seminari, incontri e scrivendo articoli su questo blog che e’ diventano un mezzo, un tramite per incontrare una marea di persone e storie bellissime e interessanti, impegnative e strane. Scoperte ed esperienze.
Mai lavorato così tanto nemmeno l’anno scorso per Expo. Giornate della durata di 20 ore e solo 4 di sonno, e il cibo, spesso, un optional.
Mai come in questi ultimi mesi ho ricevuto arricchimenti e ho potuto constatare che vivo in una citta’ ricca di occasioni e opportunita’. La difficolta’ sta nello star dietro a tutto e a tutte le iniziative e sapere come coglierle, sfruttarle, renderle proprie e come trasformarle, finalmente in una svolta positiva e costruttiva.
Intanto in questi mesi son cresciuta, son piu’ forte, sono migliore perche’ non sono morta di disperazione. E gia’ questa e’ una vittoria non da poco.
Avevo una valigina “sgarrupata” e pesante quando ho iniziato questi recenti 6 mesi, oggi ho una valigia di quelle grandi, piene di tasche interne ed esterne, con le ruote e la maniglia per trasportarla perche’ ogni giorno si riempie….…tra un po’ mi tocchera’ comprarne un’altra. E’ arancione, perche’ io possa vederla anche in lontananza e riconoscerla perche’ questa valigia e’ mia e, benche’ pesante, me la porto da sola e con fierezza.
A 54 anni, due figli cresciuti da sola, una separazione conflittuale alle spalle che dura da 16 anni, una vita pesante e dolorosa, violenze psicologiche, patologie dissociative in famiglia e chi ne ha piu’ ne metta, vado avanti con energia indefessa e coraggio, e scopro solo oggi, con stupore, che tante cose non le ho capite.
Con le esperienze che ho vissuto, pensavo di avere compreso alcuni meccanismi.
Che presunzione!?!
Spesso, mia madre che ha 83 anni mi dice che non ha capito un tubo della vita….lo dice ironicamente, pero’ in fondo non ha tutti i torti.
…….E ma io son fatta così e comunque; e ma io, e ma io. Si, pero’, ma io.
E qui inizia l’avventura.
Domenica scorsa sono stata ad una riunione , alla Casa di Vetro, sede di Sistema Eduzione dove si concludeva un ciclo di incontri di Job Club. Mi rammarico tantissimo di non aver portato il registratore perché quello a cui ho assistito e ascoltato e’ stato illuminante.
Non e’ la prima volta che raggiungo la sede di queste riunioni un po’ perplessa, ma come iniziano a parlare sembra che il cervello si scuota e pone la massima attenzione attivando tutti i sensori anche quelli dormienti.
La Dott.ssa Kock ( il cognome ricorda un po’ il termine coach, ma in realtà e’ un Guru, che mi piace molto di più perché di maestri ce ne sono tanti ma di “illuminati” ben pochi, e’ una questione di carisma) si alza e inizia:
“Come mettersi in sicurezza”, che vuol dire, cosa significa mettersi in sicurezza?
In qualsiasi circostanza e’ necessario imparare a mettersi in sicurezza, che non e’ un fenomeno egoistico, ma un atteggiamento che va tenuto sempre per dare agli altri, anzi serve per non mettere l’altro in pericolo.
Si ma che vuol dire? Che cosa sta cercando di comunicarci.
Si ferma, ci guarda e con la massima semplicità ci fa un esempio molto semplice ma esplicativo e cioè quando siamo in aereo pronti al decollo e l’equipaggio illustra ai passeggeri come reagire in situazione di forti turbolenze e pericolo, da dove scendono le mascherine dell’ossigeno e come indossarle. Al di la’ degli scongiuri che ognuno fa per non vivere questa situazione, al di la’ che nessuno presta seria attenzione, il messaggio e’ chiaro.
Se in una situazione di pericolo non mettiamo prima noi stessi in sicurezza, non potremo mai aiutare chi ci sta accanto. Finiremmo entrambi in pericolo.
Quindi se l’aereo precipita ( spero francamente che non mi capiti mai) prima mi metto io la mascherina e poi la metto o aiuto a mettersela a chi sta al mio fianco chiunque sia….anche mio figlio.
E’ fondamentale capire la sottigliezza che sta in questo concetto, a maggior ragione se al mio fianco c’e’ una persona che amo più di me stessa. Banalissima, ma estremamente veritiera. Peccato che non ci si pensa e non si e’ allenati a questo tipo di atteggiamento. Altrettanto il pensiero, man mano che si srotola il ragionamento che pare banale, diventa rivelazione; ancor più se immagino la scena con accanto uno dei miei figli. L’istinto di un genitore e’ quello di proteggere un figlio prima di pensare a se stessi. In questo caso si coglie l’importanza di star bene, di essere felici, di essere stabili…in sicurezza, e poter essere di supporto se si vuole esserlo per gli altri, soprattutto i cari.
Maria Cristina Koch, Charity Dago, Nicola Giaconi, Monica E. Della Giustina
La Dott.ssa Koch procede:
“Noi dobbiamo essere al sicuro senza esporci affinche’ l’altro non possa danneggiarci”.
Ritorniamo idealmente in aereo: se io prima penso a mio figlio mettendogli la mascherina, lui sarà in grado di metterla a me? O chiunque sia al mio fianco, sarà in grado? Meglio che io mi metta al sicuro prima di chiunque altro, affinché nessuno , sotto una qualsiasi reazione di panico o altro, mi danneggi.
Quale potrebbe essere l’esito finale di un allenamento a questo procedimento? Accresco la mia sicurezza in tutti i sensi; mi fortifico; rimango più fredda davanti a circostanze difficile e sono pronta a reagire con più razionalità a ciò che mi circonda; cresco e imparo a vivere sfruttando e conoscendo sempre meglio le mie capacità.
Questo e’ fondamentale nella quotidianità al lavoro, a casa , in famiglia, con gli amici.
Imparare a razionalizzare ci permette di vedere con più lucidità quello che ci circonda.
Quando discuto con qualcuno e’ basilare capire se l’altro, per caso, ha ragione. Se vengo contrastata vuol dire che chi ho di fronte ha ragione. Che fare? Contrastare con furbizia, raggirando l’ostacolo. Imparare a capire il linguaggio del corpo, le parole non dette, gli atteggiamenti di chi ho di fronte.
Guardare fisso negli occhi una persona senza mai abbassare lo sguardo e’ una netta dichiarazione di guerra, ricevuta o lanciata.
Porsi di fronte ad una persona e non di tre quarti, come a suo tempo insegnava Lilli Gruber, una delle prime giornaliste che si poneva in questo modo, non era perché il suo lato sinistro fosse il migliore da riprendere televisivamente parlando ( non aveva nessuna cicatrice che le deturpasse il viso) ma un atteggiamento di accoglienza. Del resto un giornalista che ci “corteggia” tutte le sere durante la cena e ci racconta le peggio cose che accadono nel mondo, non e’ più “cortese” nel suo atteggiamento se non ci si para davanti imponendosi?
Lilli Gruber
Man mano che la mattina volge all’ora di pranzo mi rendo conto di essere nel posto giusto al momento giusto in un momento in cui sono in evoluzione, ad un punto di svolta in cui desidero diventare protagonista della mia vita e costruire un futuro migliore per me e chi mi circonda. mi rendo conto, infatti, che gli esempi della Dott.ssa Koch mirano a far emergere le capacità delle persone per appropriarsi di se stessi in modo costruttivo e innovativo per diventare registi del proprio prossimo film .
Un’altra frase che mi ha colpito profondamente e’ stata: ” Fallire, fallire ancora, fallire meglio” che vorrà mai dire?
Se non hai fallito veramente e non sei pervaso da quella sensazione distruttiva che ti penetra e rischia di ammazzarti, mai troverai la forza di riscattarti, tirarti su in piedi per reagire e trovare la strada per risalire e rimetterti in pista. Non solo, se non hai mai provato la frustrazione del fallimento rischierai di caderci; se l’hai già provata la eviterai con tutta la tua forza.
La vita bastona quotidianamente, le difficoltà sono dietro l’angolo e l’età avanza. Il buon Dio ci ha data una sola vita, non può essere solo fatica e sacrificio, e’ giunto il tempo di riflettere e procedere al meglio. In più, mi permetto di fare un’altra riflessione: ho fatto la mamma single per 23 anni, coprendo due ruoli faticosissimi e vedo i miei figli avvicinarsi a spiccare il loro volo. Quando giustamente lasceranno il nido, non voglio sentire il vuoto, non voglio sentirmi sola, non voglio pensare che solo allora sara’ il tempo per me. Oggi e’ il tempo per me, oggi e’ giusto che riempia la mia valigia di ulteriori esperienze per viaggiare ovunque io vorrò andare.
Viene detto che il passato non esiste!!! Come non esiste?
Mi ha distrutto, mi ha piegata, per fortuna non spezzata, ma e’ stato indice di una vita difficile, mi ha inevitabilmente segnata….butto via tutto? Fa comunque parte della mia valigia!
Nella realta’ non butto via niente, ma quello che percepisco, seguendo il ragionamento, e’ che da adesso posso costruire il futuro. In questo senso il passato non esiste, non deve influenzare la costruzione. Ossia, se a me e’ successo quello che e’ successo, e’ successo, punto. Basta, si volta pagina per scrivere un altro capitolo con basi diverse perche’ la ricerca del benessere e’ un diritto.
Come lo cerco il benessere? Che chimera!!!!!
Diventando protagonista del mio film, imparando le tecniche per diventarlo.
“Abbiamo tutti voglia di benessere, di vivere una esistenza piena, di diventare o tornare a essere protagonisti della nostra vita, di inventarcela su misura”
L’incanto della comunicazione
foto di gruppo a fine incontro
Tutte le informazioni e il calendario dei corsi di Sistema Eduzione le iscrizioni sono gia’ aperte ma entro il 15 di luglio e’ possibile avere un prezzo inferiore.
Se presenti il “welcome Ticket” di 50annieround qui sotto, potrai ricevere un ulteriore sconto.
Welcome Ticket
Informazioni
La segreteria è disponibile per informazioni tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00; martedì e giovedì anche dalle 13.30 alle 16.30