La storia dei krapfen Di Cesare risale agli anni ’40, quando Raimondo, napoletano, si trasferì a Spotorno per avviare un’attività del tutto nuova, ma che presto avrebbe scandito i ritmi balneari del boom economico. Una tradizione che tutt’oggi, il figlio Guido Di Cesare, porta avanti con grande successo. Il piccolissimo locale in un carruggio del paese offre i mitici krapfen, ed è riconoscibile dall’incredibile fila di golosi in coda.
La produzione e’ solo il pomeriggio e durante l’anno nemmeno tutti i giorni.
Mentre in luglio e agosto verso le 15,30, tutti i giorni, arrivano in spiaggia i Krapfen caldi di Cesare. Vuoti o con marmellata. Se si vuole assaggiarli caldi, appena usciti dall’olio bollente, si deve andare alla piccola bottega e lì, volendo si possono avere anche al cioccolato.
E’ buffo, l’ora della merenda si nota perché in molti hanno il viso sporco di zucchero o marmellata, e si cerca a destra e sinistra uno dei ragazzi Di Cesare con le storiche cassette portate al collo oppure la bicicletta parcheggiata sulla passeggiata, col cesto legato sul davanti e pieno di succulenti fritti che emanano il profumo dolce e caramellato.
dal negozio
alla spiaggia
ordinati uno dietro l’altro
Una vera istituzione, il Krapfen fritto in olio bollente, ripassato nello zucchero e farcito al momento con crema, Nutella o marmellata. Da non confonderli con bombe o bomboloni alla crema….e’ tutta un’altra storia!
Quando arrivi a Spotorno, basta che chiedi a chiunque dove prendere un krapfen, ti indicano la bottega Di Cesare.
In un cortile, qui vicino, c‘e’ un meraviglioso albero di nespole.
I residenti del condominio, scendono in cortile col cestino e raccolgono le nespole che copiosamente l’albero elargisce.
Quelli del primo piano si affacciano al balcone e direttamente prendono i frutti e li mettono in tavola a pranzo e a cena.
Va di moda l’orto sul balcone e sui terrazzi e chi ci riesce mangia prodotti che ha curato personalmente.
Certo Milano non e’ il massimo per l’aria, anzi e’ parecchio inquinata, ma non credo che frutta e verdura comperate in un qualsiasi mercato siano prodotti diversi dalle nespole dell’albero in cortile.
Trovo invece unico, proprio a Milano, avere il privilegio di raccogliere la frutta direttamente da un albero i cui rami ombreggiano casa. E’ bello il fatto che in questo condominio, con un grande e godibile cortile interno il Nespolo sia stato rispettato, nessuno ha osato abbatterlo e le macchine parcheggiate sono a debita distanza. Attrae l’attenzione, in questa stagione, in cui i frutti pendono e si fan toccare e raccogliere. E nessuno fa man bassa affinche’ tutti possano goderne i succosi prodotti ricchi di proprietà e benefici.
Le nespole sono costituite soprattutto da acqua, contengono pochissimi carboidrati, grassi proteine e fibre vegetali. 100 grammi di nespole, per il valore nutrizionale, forniscono all’organismo solo 28 calorie, inoltre contengono vitamina A, vitamine del gruppo B e sali minerali.
Le nespole hanno proprietà diuretiche ed astringenti. Regolano l’intestino, in particolar modo in caso di diarrea, enterite e dissenteria, quando il frutto non e’ ancora maturo.
Al contrario, quando e’ maturo diventa lassativo e utile come antipiretico.
Le nespole saziano e contengono parecchia Vitamina C; per questo motivo, insieme al loro scarso apporto calorico, sono ottime come alimento di un regime dietetico dimagrante.
Oltre al frutto, anche le foglie del nespolo hanno proprietà benefiche.
Sono espettoranti: il loro estratto agisce da mucolitico, in fitoterapia è usato come rimedio per la tosse.
Il decotto si può usare nel trattamento della tosse e come collutorio.
Le nespole si conservano bene in frigorifero per circa una settimana.
Mangiate dopo i pasti o come spuntino, per il loro basso indice glicemico, non provocano rialzi eccessivi.
Possono essere utilizzate come salse dolci per gelati o dessert oppure marmellate.
Contenuto Calorico per 100 g 28 kcal / 117 kj così suddivise:
Acqua 85,30g
Carboidrati 6,10g
Zuccheri 6,10g
Proteine 0,40g
Grassi 0,40g
Fibra 2,10g
Sodio 6mg
Potassio 250mg
Ferro 0,30mg
Calcio 16mg
Fosforo 11mg
Vitamina B1 0,04mg
Vitamina B2 0,05mg
Vitamina B3 0,40mg
Vitamina A 170µg
Vitamina C 1mg
Il significato delle nespole come dono insolito ma…..secondo la tradizione questi frutti rappresentano la donna virtuosa.
Sbucciate le nespole e rimuovete i noccioli. Tagliatele a cubetti piccoli e tenete da parte in una ciotola grande. Affettate il cipollotto molto finemente, tritate il coriandolo (o prezzemolo) e il peperoncino fresco, e aggiungete il tutto alla ciotola con le nespole. Spruzzate di lime e un pizzico di sale. Si puo’ utilizzare tagliata finissima o frullata
ANNUNCI SULLE BACHECHE DELLE PARROCCHIE…..TUTTI VERI
Facciamoci 2 risate???? educazione linguistica
1-Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un’area attrezzata per i bambini!
2-Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.
3-Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per cortesia usate le porte sul retro.
4-Venerdì sera alle 7 i bambini dell’oratorio presenteranno l'”Amleto” di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.
5-Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E’ un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.
6-Tema della catechesi di oggi: “Gesù cammina sulle acque”.Catechesi di domani: “In cerca di Gesù”.
7-Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l’estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia.
8-Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra Parrocchia
9-Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!
10-Il costo per la partecipazione al convegno su “preghiera e digiuno” è comprensivo dei pasti.
11-Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.
12-Il parroco accenderà la sua candela da quella dell’altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.
13-Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto.
Si e’ inaugurata l’8 giugno un’estate di arte e lusso easy a Milano, sognando una principessa contemporanea e irriverente. MAD Zone®, il concept store di via Brera 2, nato per dare spazio ai nuovi talenti con un mix inedito di moda, arte e design.
Un evento speciale, per inaugurare la presenza presso lo store MAD Zone® del marchio pregiato di accessori Leu Locati, firma di vere e proprie opere d’arte.
Un’occasione rara in cui la collezione di borse si mostra al di fuori dello storico laboratorio milanese, dove da oltre cento anni viene realizzata una pelletteria intramontabile che ha conquistato e tutt’ora affascina, generazioni di regine e principesse, da Grace Kelly, Carolina di Monaco a Diana Spencer e la Regina Elisabetta II d’Inghilterra.
Feeling like a Princess
‘Feeling Like a Princess – La quotidianità del lusso’: per dare uno sguardo al mondo del lusso contemporaneo con la gioia di scegliere la qualità e la bellezza e raccontare una storia attraverso gli oggetti..
Seguendo l’asse Milano-Roma i protagonisti sono il marchio di accessori milaneseLeu Locati, che ha creato dalla fine dell’Ottocento borse scelte da principesse e regine, attrici di ieri e di oggi in tutto il mondo, e le opere del ritrattista e illustratore romano Roberto Di Costanzo con la sua collezione ‘La Belle Societé’.
Entrambi sono l’emblema del passato calato nell’oggi. Di Costanzo ci riporta all’usanza di una volta dei ritratti che sembra così lontana nel tempo e nella tradizione, ma il tratto e’ moderno e i suoi racconti per ogni soggetto sono così vivaci e appassionati da renderlo odierno e fresco. I ritratti ad inchiostro di china e dipinti ad olio viaggiano tra Milano, Roma e Parigi modernizzando il codice del ritratto signorile d’altri tempi, cogliendo la personalità di ogni soggetto.
Roberto Di Costanzo
Catch Michelle, la collezione di abiti fantasiosi e surreali disegnati dalla stilista londinese Michelle Teleaga, arricchirà con un tocco di raffinata irriverenza il mondo MAD Zone®
Gli abiti della stilista londinese Michelle Teleaga
Tania Mazzoleni con le modelle
MAD Zone® diventa il nuovo store di riferimento per tracciare le tendenze più attuali.
I ritratti di Roberto Di Costanzo arrivano per la prima volta a Milano, dopo il successo a Roma e Parigi e le borse di Leu Locati sono per la prima volta, dopo oltre vent’anni, disponibili al pubblico in una vetrina al di fuori del misterioso e affascinante laboratorio di via Cosimo del Fante.
I ritratti di Roberto Di Costanzo
Il marchio Leu Locati e’ stato celebrato da un video prodotto da MAD Zone® per la regia di Marco Missano, classe 1984, che e’ stato proiettato per la prima volta durante l’inaugurazione dell’altra sera.
Il video per celebrare Leu Locati
Per chi ama il design sorprendenti e scultoree le lampade dell’architetto Marcello Albini, entrambe impreziosite da cristalli Swarovski: Medusa de La Murrina e Heidi prodotta da Italamp, indimenticabili riflessi di luce perfetti per entrare nel mood MAD Zone® .
MAD Zone® si forma di evento in evento. Ogni volta, e’ un episodio nuovo. Diventa salotto culturale creato per scoprire e acquistare pezzi unici e originali di nuovi talenti emergenti provenienti dal mondo dell’arte, della moda e del design che cercano la bellezza nelle sue varie forme. L’idea di uno spazio strano, camaleontico e coinvolgente nasce da Tania Mazzoleni, giornalista, imprenditrice e cool hunter, fulcro creativo di MAD Zone®capace di dare un senso alle tantissime storie in esso contenute e, a costruire progetti importanti e unici.
“Diventa quello che sei”
Tania crede ciecamente nell’estro creativo e afferma “Credo fermamente che la creatività non faccia errori: produce idee, più o meno apprezzate, che nascono da un processo che va comunque premiato per la propria originalità.”
Tania Mazzoleni con Stefano Ferri
Il segreto di MAD Zone® e’ quello di essere un Concept Store che perde il valore di spazio per lo shopping e diventa un luogo dove tutto può succedere.
L’allestimento e’ volto alla sensorialita’, ed entrando si ha la sensazione di entrare nel Paese di Alice, ci si rende conto che tutto quello che circonda va osservato con attenzione perché ha un fil rouge che in qualche modo conduce tutta l’atmosfera in un avvolgimento sensoriale e visivo. Colori, prodotti, piante, oggetti. Una vasca di pesci rossi si accompagna ad una borsa di struzzo Orangine. In effetti ci si domanda che c’entra ma quella borsa, la sua forma, a fianco alla trasparenza del vetro, col richiamo di colore dei pesci sta d’incanto in quel contesto.
Design e artisti stanziano in questo spazio, chiacchierano e incontrano il pubblico come se fosse assolutamente normale in un continuo dialogo tra moda, arte e design, oggetti, autori, creazioni e creativi.
Non può quindi stupire che sia presente un brand del lusso come Leu Locati, meno ancora può stupirmi l’unione di questa meravigliosa famiglia, dove per lusso intendo la preziosità della lavorazione artigianale di un tempo, realizzata come allora, fatta con lo stesso amore e passione di allora.
‘Feeling Like a Princess – La quotidianità del lusso’: e’ l’occasione per far conoscerel’avventura di Leu Locati , raccontata direttamente con gran cuore Daniele Amato, figlio di Paolo e Flavia Amato eredi Locati:
“Luigi Locati, più di un secolo fa, apre una piccola attività artigianale di decorazione delle copertine in pelle di libri sacri. È un artigiano attento a tutto ciò che lo circonda e con una spiccata sensibilità artistica e imprenditoriale. Fa coesistere mondi apparentemente diversi: la bellezza del decoro delle copertine dei libri, la realizzazione a mano delle cartelle per il clero, e i preziosi sacchettini di piccolo punto ricamati per le dame della nobiltà di quel tempo.”
Luigi, poi, abbandona il decoro dei libri per dedicarsi esclusivamente a lavorare la pelle e i tessuti per creare “contenitori” raffinatissimi e molto eleganti per le dame dell’epoca.
“Princess” a piccolo punto
Nel 1988 Paolo Amato chiamato dal suocero Gianni Fumagalli all’epoca presidente e titolare della società, sacrifica i suoi libri di matematica per fargli da spalla e iniziare a studiare il mestiere collaborando con gli operai, osservando tutte le fasi lavorative e le scelte commerciali del suocero.
Le pochette della regina Elisabetta II
“Paolo cerca di memorizzare tutto ciò che Gianni e gli operai gli spiegano, lavorano insieme in azienda, a casa, sempre . ogni momento e’ un arricchimento….. Ma in realtà viene programmato il futuro.”
A tutt’oggi, quando si entra in Leu Locati, vige un’energia e un’entusiasmo collaborativo che deriva, a parer mio, dall’unione familiare, dalla tradizione, dalla mano d’opera spesso cresciuta in quella realtà’, dall’onesta’ di una volta, dalla professionalità e dall’etica per cui una stretta di mano e’ come un patto firmato.
Daniele e Paolo Amato
Si aggiunge alla squadra , nel 2002, Flavia Fumagalli, la voce storica dell’azienda. Ancora mostra con malinconia e fierezza, tenerezza e commozione i registri dove ci sono modelli, appunti, modifiche, cerniere e conteggi scritti a matita dal padre, e guai, giustamente, a toccarli. E nel 2003 si aggiunge anche la figlia Fulvia, che passa ore in azienda e al banco ad imparare l’arte della pelletteria.
L’ultimo che raggiunge i banchi di lavoro in ditta e’ Daniele, che fin da piccolino ha respirato e masticato il mestiere che risale a più di un secolo fa.
I Leu Locati al completo: Fulvia con marito e figli, Daniele con Ilaria, Paolo e Flavia Amato
Aveva solo 7 anni quando ha disegnato i primi modelli di scarpe e detiene il titolo di designer di calzature più giovane al mondo. Da quattro anni partecipa al MICAM e il suo marchio A.D. Amato Daniele ha già guadagnato il suo spazio nel mercato.
Modello di Daniele per Leu Locati
Daniele, seppur giovanissimo, conferma la tradizione artigianale della Leu Locati appartenente agli ultimi “maestri” pellettieri della scuola milanese, nel cuore della vecchia Milano.
FESTE E SAGGI DI FINE ANNO SCOLASTICO CON I BISCOTTONI DI MONICA
Consigli gustosi e originali per le feste di fine anno scolastico e per tutte le occasioni pre-estive, ma anche per tutto l’anno.
Ultimi giorni di scuola, saggi, feste di chiusura anno e compleanni.
Per i genitori, lo ricordo bene, il mese di maggio e l’inizio di giugno sono da delirio. Non c’e’ un giorno senza tregua, uno libero, uno con rientri a casa da cristiani…..
Senza pensare alle prenotazioni dei libri per l’anno prossimo, organizzazione corsi di recupero e relativi esami e chi, invece, si deve ripresentare a settembre.
Aggiungiamo anche l’organizzazione dei mesi estivi, al di la’ delle vacanze canoniche. Oratori e strutture di nuovo piene di bambini i cui genitori continuano a lavorare inesorabilmente ben oltre la chiusura delle scuole, ma senza il supporto di esse.
Dove la metto la piccola furia scatenata?
Nonni allertati, baby sitter, centri ricreativi, campus estivi in citta’; non smette quello scorrazzare da una parte all’altra della città per accompagnarli e andarli a riprendere, con la differenza che la scuola è chiusa e l’ assistenza e’ per tutto il giorno e non soltanto qualche ora.
Ricordo l’ultima volta che ho fatto fare una torta di compleanno. Un costo pazzesco, benché buonissima, e piatti quasi intonsi perché i bambini alle feste vogliono sfrenarsi e divertirsi. Giusto il momento delle candeline poi scappano via. Ma e’ giusto che sia così.
Quindi dopo questo ennesimo spreco, decisi che dovevo strutturare le torte di compleanno in altro modo e magari, invece, organizzare qualcosa di più sfizioso per i genitori che invece gradivano, senza lasciare fette intere nei piattini di carta.
Mi feci fare dal panettiere tantissimi panini al latte molto piccoli e li riempii di Nutella.
Risultato: i bambini correndo correndo, arrivavamo, agguantavano il “paninetto” e correndo, correndo per tornare a giocare se lo mangiavano in due bocconi, spesso in uno solo. Niente piatti di carta, niente forchette di plastica…..moltissimi tovaglioli e tante bibite.
I bambini sembravano coinvolti in un moto perpetuo senza sosta ma solo di gioco.
Meta’ dei costi della torta venivano investiti in un bel Happy Hours per i genitori. Caciotta, salamini, qualche stuzzichino, pane casereccio e vino, coinvolgendo i papa’ nel taglio dei salumi e nell’aprire le bottiglie.
Alla fine tutti soddisfatti, contenti e felici e mai nessuno si e’ perso una delle mie feste, ottimo modo per coinvolgere gli adulti e amalgamarli divertendosi. Insomma, le feste dei bambini devono essere un momento di svago anche per i genitori.
Una grandiosa idea simile come concetto e’ quella di Monica del panificio Cattaneo con la sua fantasia nel creare Biscotti di ogni forma per ogni occasione e così questa volta e’ il turno dei personaggi Disney per maschi e femmine. Ottima merenda, comoda da mangiare e niente sprechi. Una bella piramide di personaggi, variopinta e colorata dove i bambini possono scegliere il loro preferito e scappar via a giocare.
Deliziosa l’idea anche di utilizzare i biscotti come un gioco di indovinelli su “ che farai da grande”. Chi vince prende il suo personaggio, ma chi non vince mangia uguale un mestiere, scelto al buio tra quelli rimasti, che potrebbe essere rivelatore di un futuro inaspettato. Sicuramente la situazione crea divertimento e tante risate. Te la vedi Luisa, tutta fiocchetti e vestitini, che farà l’imbianchino?
Questi biscottoni, accompagnati da un buon vino dolce, o spumante piacciono anche ai grandi.
Poi Monica si lascia al racconto di un paesaggio di fantasia con torte davvero uniche per chi vuole rimanere nel tradizionale.
Agnese è nata e vive a Lagonegro (Potenza). Docente di Materie letterarie dal 1986 presso le scuole superiori di 2° grado. Ha pubblicato il saggio dedicato alla poetessa Donata Doni Una voce oltre la vita e quello dedicato a Giacomo Racioppi L’uomo e l’opera. Le raccolte di poesie: Nettare dal cuore, Arcobaleno di parole, Le piccole cose della felicità e Un mondo di pace.
“A muso duro ” è il titolo del libro appena pubblicato dove l’autrice lucana Agnese Belardi, con stile crudo e introspettivo racconta la storia di cinque donne che hanno subito la violenza di genere, in tutte le sue declinazioni, ma che hanno scelto di lottare ogni giorno della loro vita.
“Come donna, insegnante, poetessa non potevo non occuparmi della violenza in generale e di genere: il FEMMINICIDIO. Come insegnante con i miei alunni a scuola, con il circolo culturale Monnalisa ci occupiamo di debellare stereotipi che vedono la donna inferiore, subalterna. Tentiamo di valorizzare i talenti femminili sconosciuti a molti. Abbiamo istituito un premio dedicato alla poetessa Donata Doni di Lagonegro e partendo da lei, ogni anno, premiamo le donne che si sono distinte in Basilicata nel campo letterario e nel sociale”.
“A muso duro” è un libro da riporre, dopo la lettura, nello scaffale delle differenze, dove si trova il valore delle differenze culturali, di genere, di età, di abilità, di etnia, lo scaffale contro la discriminazione, il pregiudizio, la violenza, lo stereotipo.
E’ la Storia di Angelina, Beatrice, Rossana, Maria Sofia e Miriam che nella fase dell’età evolutiva denunciano la violenza di genere in tutte le sue forme.
Agnese presenta il suo ultimo libro ” A Muso Duro”
“Donne siamo, tutte fragili, fallibili, preziose, non sparliamoci ma parliamoci a muso duro, lealmente, senza farci guerra”.
Con questo libro Agnese vuole alzare il volume della Voce Femminile, dilaniato da silenzi e incomprensioni da cui scaturiscono violenze allucinanti.
Per Agnese Belardi, per curare il malessere violento e aggressivo presente nella società di oggi usa la poesia con “UN MONDO DI PACE”
“Quello in cui viviamo è un mondo di maschere. Un palcoscenico su cui si svolge la “commedia umana” dell’egocentrismo e noi indossiamo la maschera della bontà o quella della crudeltà, quella della gioia o quella del dolore, quella della solidarietà o quella della xenofobia”.
Agnese parla del suo ultimo libro “A Muso Duro”
“La poesia – precisa Agnese Belardi- ci invita alla pace nel mondo, alla solidarietà al rispetto e all’amore per gli altri”.
E’ necessario insegnare bambini i valori di solidarietà e rispetto per un benessere fisico e psicologico; insistendo sulla cultura dei sentimenti e della capacità di conoscere quelli degli altri, rspettandoli. “La poesia-ribadisce ancora una volta la Belardi- è una conquista immensa del ragionare, capire, pensare. Con questi valori difficilmente si diventa preda di mostri contemporanei .
Alex Britti:“Perché le donne non denunciano? Perché la violenza di genere resta ancora un tema tabù?” Il nuovo singolo di Britti rappresenta l’impegno del cantautore nella lotta contro la violenza di genere: tutto il ricavato del singolo, infatti, sarà devoluto alle attività di We World Onlus, associazione che mira a garantire e difendere i diritti dei bambini e delle donne.
La lotta del cantautore italiano nasce da un episodio di vita personale. Dopo aver interrotto una lite tra una donna e suo marito in un parco, il cantante ha sperimentato in prima persona la “negazione della violenza”. Ho provato invano a convincere la donna a denunciare il marito violento. Quindi, ho sentito il bisogno di fare quello che so fare: scrivere una canzone”.
Pink Floyd – Don’t Leave Me Now. Un brano del concept album The Wall per raccontare le ansie di un uomo violento che si oppone all’abbandono della sua donna: How could you go? When you know how I need you to beat to a pulp on Saturday night
Travis – Blue Flashing Light . La storia del padre violento del cantante Fran Healy raccontata in una hidden track di The Man Who, il loro disco più famoso.
Alter Bridge – Addicted To Pain .La storia di un abuso mentale e psicologico che viene perpetrato tanto da abituarcisi è sottolineato dalle chitarre furenti e da un cantato urlatissimo: la canzone è stata usata lo scorso 12 Novembre per aprire il concerto di Milano.
Christina Aguilera – Oh Mother. La celebrazione della madre della cantante, che decise di divorziare dal marito violento quando la Aguilera aveva otto anni.
Eminem feat. Rihanna – Love The Way You Lie. Due nomi celebri per violenze subite e vite difficili: Rihanna fu picchiata dall’ex fidanzato Chris Brown, Eminem ebbe problemi legali per percosse alla ex moglie Kim.
Miranda Lambert – Gunpowder And Lead. Anche la stella del country americano si abbandona ad un blues per raccontare la storia di una donna che attende con una pistola in mano il ritorno a casa del marito violento.
The Cardigans – And The You Kissed Me. Una relazione violenta in punta di voce e arpeggi. Non è autobiografica, ha precisato la cantante Nina Persson
REM – Bang And Blame. La storia di violenze domestiche in una delle ultime canzoni della band di Athens
LE PROMOZIONI di Sensi In Movimento FINO ALL’8 GIUGNO
NOVITA’!!!
Questa volta propongo ivini in promozione secondo il loro utilizzo, che poi è quello che facciamo tutti i giorni quando li apriamo e li beviamo!
VINI x APERITIVI & ANTIPASTI
BRIOSE’ SALENTO FRIZZANTE IGT PROMOZIONE 5.50€ – sconto reale 40%(!)su prezzo medio in enoteca (9.00€) Vecchia Torre
LEVERANO D.O.P. BIANCO 2015 PROMOZIONE 4.50€ – sconto reale 30%(!) su prezzo medio in enoteca (6.50€) 80% Malvasia Bianca e 20% Chardonnay – Vecchia Torre
CHARDONNAY “Aquilae” igt Sicilia2015 PROMOZ. 4.50€ – sconto reale 40%(!) su prezzo medio in enoteca (7.50€)
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LEVERANO D.O.P. ROSATO 2015 PROMOZIONE 5,00€
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SALENTO I.G.P. VERMENTINO 2015 PROMOZIONE 5,00€
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“Fileno” Grillo igtSicilia 2015 PROMOZIONE6.50€
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VINI x SECONDI PIATTI
SALICE SALENTINO d.o.p. 2015PROMOZIONE 5.00€
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MONTEREGIO di MASSA MARITTIMA doc 2014PROMOZIONE 6.50€– sconto reale 32%(!)su prezzo medio in enoteca (9.50€) Sangiovese di Toscana in purezza – Il Bettarello
SALICE SALENTINO D.O.P. RISERVA 2011 PROMOZIONE 8.50€sconto reale 40% (!) su prezzo medio in enoteca (13.00€) Negramaro 85% e Malvasia nera 15% – 18 mesi di affinamento in legno – Vecchia Torre
SYRAH “Aquilae”igt Sicilia 2014PROMOZIONE 5.5O€sconto reale 35%(!) su prezzo medio in enoteca (8.50€)
a Cura di Maurizio Pandolfi dal 2013 è membro della Commissione di Degustazione ufficiale del Franciacorta docg e delle d.o.c. bresciane; ha scritto un e-book sui vini naturali e ha ideato e condotto una trasmissione radiofonica interamente dedicata al vino.
HO PREGATO CHE SARA NON FOSSE VIVA QUANDO L’HA INCENDIATA
“Con l’ennesimo orribile delitto che si è consumato ai danni della 22enne Sara Di Pietrantonio io e altre donne, in numero crescente, abbiamo deciso di intraprendere una serie di azioni martellanti volte ad estirpare la cultura del femminicidio ormai diventato ennesimo motivo di imbarazzo del nostro Paese, ma soprattutto per noi stesse.
Stiamo organizzando una prima protesta molto semplice: il 2 giugno, 70esima ricorrenza del voto alle donne italiane, esponete alle vostre finestre un abito, un lenzuolo, una bandiera, qualsiasi cosa di colore rosso. Simboleggia il sangue versato dalle donne uccise dai loro uomini, o ex uomini, o corteggiatori rifiutati.
Sarà solo il primo passo.
Partecipate e non abbiate paura di passare per delle rompiscatole, come cercherà di farvi credere un certo tipo di persone (uomini e donne) da tenere alla larga perché non vogliono il vostro bene.”
“Ragazze, mai, mai, andare all‘ultimo appuntamento. Mai cedere, dopo la rottura di una storia soprattutto se la persona l’ha presa male, ha già alzato la voce o le mani, e andare all’incontro per farsi ridare gli effetti personali. Chi se ne importa delle scarpe, dei vestiti, delle catenine, delle foto… Si può sostituire tutto. E se proprio è necessario, andateci in gruppo”.
Riflessioni di Paolo Crepet psichiatra e scrittore e padre, alla luce dell’ultimo caso di femminicidio costato la vita a Sara.
“Abbiamo tante responsabilità – spiega l’esperto – e questo è l’effetto perverso, pensando all’età anagrafica del ragazzo, di 25 anni di consensi per tutto, di 25 anni di poverino, tesoro ecc, per poi arrivare agli ultimi due dove ci sono stati dei ‘no’. Dei ‘no’ che sono diventati frustrazione. Ne ho visti tantissimi di casi del genere, dove ha imperato un modus educandi sbagliatissimo e fuorviante, dove durante l’infanzia e l’adolescenza, non c’è stato un ‘no’ che ti ha insegnato a crescere, a saper accettare la sconfitta. Si arriva al ‘no’ senza anticorpi. E’ come una patologia che si affronta senza difese immunitarie. Chi si sente dire ‘no’ non capisce più niente e vuole uccidere chi ha osato tanto”.
Da psichiatra Crepet aggiunge: attenzione all’ambiente che frequenta l’altra metà. Se uno frequenta giri dove si usano ad esempio le armi, anche per sport, beh… un po’ di attenzione in più ce la metterei perché potrebbe esserci contiguità fra quel tipo di cultura e l’atteggiamento che poi si ha nella vita. Molti casi di femminicidio sono maturati in questi contesti”.
“Oggi nell’amore non c’è leggerezza. Oggi si assiste spesso a storie secolari fra ragazzi che dovrebbero vivere con molta più serenità e meno pesantezza l’amore”.
E da padre dice: “Per favore, ragazze, vi scongiuro: aprite gli occhi.
Basta con la storia della crocerossina che salva il mondo. Lasciate perdere. Indipendentemente da questo poi, bisogna che una ragazza – quando è in situazioni difficili e ha capito che lui non è certo un ‘uomo da biblioteca’ visto che magari ha già alzato la voce e ha detto che cosa era meglio non avesse mai detto – molli subito.
Ragazze – esorta l’esperto – l’ingenuità è un peccato mortale in questi casi. A questi segnali bisogna rispondere agendo come se ci fossero state forti minacce.
Quando ho sentito la prima volta la notizia al TG di questo ennesimo femminicidio ho pregato che Sara non fosse viva nel momento in cui le ha dato fuoco. Sembra cinico, ma da madre sono sollevata sapendo che l’autopsia rivela che l’ha strangolata e tramortita prima d’incendiarla.
Non ho parole per esprimere quanto mi ribolle il sangue ogni volta che c’e’ un femminicidio, non ho parole a questo fenomeno in aumento.
Io pretendo, da donna, madre ed ex moglie ( vittima di violenza psicologica perenne da molti anni) che si faccia qualcosa di vero e fattivo, e giusto. Pretendo che i giudici si formino e si aggiornino per valutare queste situazioni legalmente, senza alcuna attenuante. Io pretendo la loro severità per chiunque tolga la libertà e la vita ad un altro essere umano.
E’ impensabile che si tolga la vita ad una donna, le si impedisca di avere un futuro, figli, sogni perché si viene rifiutati. Nessuna attenuante a chi barbaramente impedisce ad un altro di vivere.
Pomodorini Dolcenero sono una qualita’ di pomodori misteriosamente dolce della terra di Sicilia: un colore scuro, una dolcezza inarrivabile… e un po’ di mistero.
Col caldo in arrivo la voglia di piatti freddi, gustosi e veloci e’ inevitabile.
Le bruschette sono un ottimo aperitivo, antipasto e anche un secondo. Piu’ gli ingredienti sono buoni , piu’ una bruschetta banale e semplice diventa sublime.
INGREDIENTI x 4 persone
4 baguette al sesamo
250 gr. Ricotta di Bufala
500 gr. Pomodorini Dolcenero
Sale e Pepe
Olio extravergine d’oliva Ligure
Pasta Acciughe
Olive Taggiasche
Basilico
2 Aglio fresco
1 rametto Origano fresco
1 manciata di Pinoli o granella di Anacardi
PREPARAZIONE
Lavare e tagliare i pomodorini e metterli in una ciotola grande. A parte preparare un emulsione con olio, aglio tagliato in due e tolta l’anima, pasta d’acciughe, olive denocciolate, sale e pepe. Condire i pomodorini e lasciar riposare x 10 minuti girando di tanto in tanto. Alla fine, poco prima di preparare le bruschette aggiungere origano fresco e foglie di basilico spezzate con le mani.
Mettere le baguette tagliate per il lungo x 5 minuti in forno. Toglierle e spalmarle con la ricotta di bufala, completare con i pomodorini conditi.
Utilizzare l’olio del condimento rimasto per guarnire le bruschette. Cospargere di pinoli o granella di anacardi prima di servire.
Con gli stessi ingredienti si può fare un secondo eccezionale.
Mettere al centro del piatto la ricottina da 250 gr. cospargerla con i pomodorini conditi come descritto sopra.
La scarpetta si fa dopo……………………………………………semplice, fresco, sin banale, ma troppo buono
Il 6 maggio alla Casa di Alessandro Manzoni in via Moroni 1 e’ stato presentato il libro “Apelle figlio di Apollo”, cinquantunesimo volume edito dai Cento Amici del Libro.
L’autore è il poeta Luigi Ballerini che ha scritto un poema in 12 canti in cui il protagonista, Apelle, il più celebre pittore dell’antichità, figlio di Apollo, dio della poesia, partecipa ad un dibattito immaginario intorno alla natura e alla funzione del lavoro da lui concepito in stretta connessione con l’arte e la poesia.
Luigi Ballerini si e’ ispirato al primo articolo della Costituzione Italiana che, recita:
l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e l’articolo quarto specifica che lo Stato deve promuovere occasioni di lavoro che consentano ai cittadini di espletare attività ciascuno secondo il proprio talento al fine di contribuire al benessere materiale e spirituale della nazione.
Il dibattito si svolge tra Apelle, i filosofi Karl Marx e Antonio Gramsci, lo statista Benjamin Franklin, il poeta Ezra Pound, il finanziere George Soros, l’economista Thomas Picketty, il semiologo Ferruccio Rossi Landi, il giurista Gustavo Zagrebelsky, lo scrittore José Saramango e lo psicanalista Gerard Haddad.
I partecipanti sono seduti in cerchio, chi prende la parola si reca al centro e parla a tutti quelli che gli stanno intorno.
Il poema è illustrato dall’artista William Xerra che ha concepito i suoi interventi grafici come una rivisitazione di alcuni momenti del suo ricco e vario percorso artistico.
Il libro è strutturato in 12 quartini slegati ognuno dei quali contiene una cantica e una incisione o un collage.
I quartini sono posti in un contenitore appositamente realizzato in plexiglas con copertine create dall’artista volutamente una diversa dall’altra, per cui ciascuno dei 130 esemplari del libro è un pezzo unico.
Presente per 50annieround, Michelle Kling
Durante questo mese di maggio, la Casa del Manzoni ospita due mostre: una con opere dell’artista William Xerra e una che presenta alcuni dei libri d’artista editi dai Cento Amici del libro che mostrano uno spaccato dell’arte italiana a partire dagli anni ’40 del secolo scorso.
Questa e’ un’ennesima occasione per visitare la Casa del Manzoni recentemente ristrutturata in un’operazione rapidissima su progetto dello Studio De Lucchi. Il restauro, sostenuto da Intesa Sanpaolo in convenzione con il Centro Nazionale Studi Manzoniani, si è articolato in una complessa serie di operazioni svolte fra la primavera e l’autunno del 2015 proprio mentre a Milano c’era Expo.
Il successo e il rispetto delle tempistiche e’ stato dato dall’elevato numero di persone coinvolte e specialisti tra cui 15 giovani (9 donne e 6 uomini). Il restauro ha visto interventi su 5.800 mq di superfici interne (di cui 1.600 mq di decorazioni), oltre 300 mq di soffittature lignee a cassettoni, 250 mq di pavimentazioni storiche e 1.400 mq di facciate, ha comportato l’impiego di oltre 12.000 ore di lavoro.