LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

L’altra  sera, alla Cucitoria l’atelier-salotto di Sonja Tagliavini un cocktail con gelato per passare qualche ora insieme, occasione per me di conoscere una storia di eccellenza Made in Italy.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

Sonja e’ senza dubbio una donna molto estroversa, ospitale, creativa , curiosa del bello e attenta ai dettagli, non solo sartoriali.

La sua avventura nella moda ha origini lontane e nasce dal fascino dei tessuti e i colori indiani che la stilista ha spesso portato dai suoi viaggi e li ha utilizzati per confezioni semplici, lineari e di gran classe.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

Ha iniziato giovanissima la sua avventura come stilista creando capi in collaborazione con un laboratorio di maglieria. Amica di Siniscalchi in via Montenapoleone le venne commissionata una piccola produzione su modello di un golf acquistato a Londra , ma dopo poco, questa produzione viene vista da Cerruti che ne ordina 10mila capi per tutti i suoi negozi. Siamo a meta’ degli anni ’60.  Da lì è iniziato il primo, lungo viaggio.  Negli anni, intanto, l’industrializzazione ha invaso il settore togliendo spazio all’artigianalità e Sonja decide di chiudere, continuando una piccola produzione su richiesta.

E’ una donna che non si e’ mai fermata, non ha mai avuto paura di cambiare ed e’ sempre stata pronta a sperimentare, ne’ ha mai perso negli anni la passione per la produzione sartoriale e su misura. Così ebbe un lampo di genio parlando con un’amica che lamentava di aver molti capi bellissimi, chiusi nell’armadio ad ammuffire, ma immettibili perché’ fuori moda o taglia.

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Penso fu un’intuizione esplosiva quella di Sonja di proporsi per rimettere a modello quei capi, cosa assolutamente inusuale 18 anni fa .  Gli spazi di Via Disciplini, 4 diventano l’unica sartoria che aggiustava gli abiti degli altri.

Nasce  La Cucitoria, e una nuova avventura di viaggio fino a quando, grazie alla richiesta di una cliente di disegnarle  un tubino, lo spazio si trasforma definitivamente in sartoria su misura.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

l’Atelier e’ un luogo di piacevole incontro come un tè a casa con le amiche. La giovialità e ospitalità regnano sovrane e condotte con estrema semplicità dalla padrona di casa che oltre ai suoi capi ha sempre mille cose affascinanti da raccontare.

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Donatella e Gabriella Maveri e Laura Terranova

 

Solo potersi innamorare di un tessuto che arriva chissà da dove e rimanerne incantate  per il materiale e i colori scatena la creatività di Sonja che adatta quel tessuto al corpo per ogni cliente, creando un modello unico e personalizzato valorizzandone la personalità perché ognuno deve avere il Suo abito.

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A questo si aggiunge lo studio dei dettagli, degli accessori e dei particolari con una cura certosina sulle rifiniture perché il rovescio di un vestito deve essere quasi più bello del dritto.”

Qualità, praticità e sobrietà sono gli elementi fondamentali dei capi nel rispetto artigianalità e di un  Made in Italy d’eccellenza in continua evoluzione perché «Ogni momento può essere buono per far nascere qualcosa di nuovo»

Dopo aver ascoltato questa bellissima storia di vita e professionale con un gran sorriso Sonja mi mostra un libro di fotografie fatte dal marito Cesare Bonadonna durante i loro viaggi e in mostra, a maggio, allo Spazio Cernaia, che ogni anno ospita la nuova collezione moda.

Il sig Bonadonna parla della sua fotografia come se fosse una robina da niente, anzi sostiene che e’ questione di fortuna, ma non e’ così.

Ci vuole pazienza, mano ferma, sensibilità  all’inquadratura e alla luce e un intuito incredibile a cogliere l’attimo.

Quell’attimo!

Ho sfogliato quel libro  di  magnifiche fotografie “PREGO SORRIDA!”    Che racconta, attraverso le immagini, i sorrisi in giro per il mondo, e i viaggi per un sorriso. In effetti quei visi stampati su carta lucida non potevano che trovarsi nell’atelier di Sonja, dove vige un’atmosfera di serenità e gioia per la carica esplosiva e creativa della stilista .

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Sonja Tagliavini

L’occasione di ieri sera era anche quella di raccontare agli ospiti il vintage dell’amica Laura Terranova e gli oggetti di ieri e di oggi di “Ricerca”di via Cernaia, 1.

Tutto molto ricco di fascino.

Tornerò  a trovare Sonja molto presto per prendere un caffè  insieme e fare due chiacchiere….questo e’ il fascino in Via Disciplini, 4 a Milano

L’evento e’ stato organizzato da:Logo

Nicola Ievola e Nicoletta Strada
N&N COMMUNICATION
www.ncommunication.it
info@ncommunication.it

 

Pagina FB de La Cucitoria

Pagina FB di Ricerca

Foto di Joy Hope Rule©

Gallery

 

 

Via Disciplini,4 La Cucitoria
Via Disciplini,4 La Cucitoria

 

 

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.

La nostra reporter speciale per la Design Week 2016 Michelle Kling ci segnala un altro evento incredibile e unico: Il Nuovo Premio Bagutta .

Ha vinto il concorso The Dot Circle Rosa Matteucci con “Costellazione familiare”  (Adelphi)

Mai come quest’anno TIFFANY &Co. e’ protagonista della design week 2016 ancora una volta sostiene e supporta un evento culturale ideato da Lampoon Publishing House.

Sabato 16 aprile, dalle ore 20 alle ore 22 Via Bagutta e’ stata chiusa al traffico e allestita come un salotto: tavoli imbanditi, luminarie, divani e tappeti.

Ai due estremi della via, c’erano due installazioni firmate dall’artista di street painting Cubo Liquido che riproducevano una città di libri che creavano una voragine nel suolo ispirandosi a New York.

Lungo la via erano esposti i ritratti dei membri di The DOT Circle firmati dal fotografo americano Michael Avedon, stampate su lastre di metallo simili all’argento.

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.
Via Bagutta durante l’evento The Dot Circle

In concomitanza  c’e’ stato il lancio del nuovo orologio Tiffany East West Mini, uno dei primi modelli con il quadrante costruito su un’asse orizzontale invece che verticale.

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.
tiffany east west mini collection

Fu proprio Charles Lewis Tiffany che nel 1853 fece erigere un orologio all’esterno della sede di Tiffany & Co. dando vita al primo di tutti gli orologi pubblici che noi oggi diamo per scontati in ogni territorio urbano. Il richiamo a Dorothy Parker e alla società letteraria dell’Algonquin è un altro omaggio a questa maison american che sostiene un’iniziativa così ambiziosa per un gruppo di ragazzi (la redazione di Lampoon PG) così innamorati, così dedicati alla città di Milano.

Belvedere Vodka Italia ha  offerto i suoi cocktail, partner di tutti gli eventi del magazine The Fashionable Lampoon e della casa editrice Lampoon Publishing House.

The Fashionable Lampoon eTiffany lanciano The DOT Circle , un nuovo premio letterario , celebrato dove ebbe origine lo storico riconoscimento per la narrativa, saggistica e poesia con  IL Premio Bagutta, al quale non si sostituisce.

I Protagonisti di questa  prima edizione di The DOT Circle sono 5 libri: 

  • D’amore si muore ma io noGuido Catalano, Rizzoli,
  • RuggineAnna Luisa Pignatelli, Fazi,
  • Una storia quasi solo d’amorePaolo Di Paolo, Feltrinelli,
  • Costellazione familiare, Rosa Matteucci, Adelphi
  • Mia amata YurikoAntonietta Pastore, Einaudi.

3 giurie hanno decretato The DOT Book 2016  . Alcuni esperti presenti  Natalia Aspesi, Italo Rota e Lina Sotis . I lettori hanno votato attraverso internet o  durante l’evento.

The Dot Circle vuole essere dunque un’occasione glamour e mediatica per sostenere i libri e gli scrittori, soprattutto quelli fuori dal circuito commerciale, facendoli arrivare al grande pubblico. “The DOT Circle è un impegno per portare energia al mondo dei libri e della cultura contemporanea, e al valore che i nuovi romanzi debbono dare alla società “

Al vincitore di The DOT Book 2016 verrà consegnato simbolicamente DOT,  un segnalibro d’argento, firmato da Tiffany, partner dell’iniziativa, che ne ha ispirato anche il nome ma soprattutto riceverà il supporto di un’importate campagna mediatica virale sostenuta da numerosi e “seguitissimi” personaggi dello show biz.

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.
DOT il segnalibro creato per l’occasione da Tiffany

Non manca anche l’aspetto charityThe DOT Circle sostiene infatti l’associazione Quartieri Tranquilli, che dal 2013 si impegna in progetti sociali dedicati alla periferia di Milano.

Rosa Matteucci si e’ aggiudicata, con “Costellazione familiare” (Adelphi) , il concorso The Dot Circle.

Carlo Mazzoni, ideatore di The Dot Circle e direttore di «The Fashionable Lampoon», che ha chiuso la via per l’evento privato (1400 inviti, 500 i partecipanti) ,cenando poi   al glorioso ristorante ci dichiara «facciamo girare l’energia che serve perché la gente torni a interessarsi ai libri, vogliamo cambiare la comunicazione della cultura, »  accogliendo  i suoi ospiti con il jazz del quartetto Four on six e con vodka Belvedere, mentre le luci erano color   Blu Tiffany – partner fondamentale dell’evento.

C’erano i «social influencer» la showgirl Filippa Lagerback a Candela Novembre, ex moglie dell’architetto Fabio. E poi il board di The Dot Circle, da Lina Sotis a Natalia Aspesi. Soddisfatta l’amministratore delegato di Tiffany Italia, Raffaella Banchero:  partner sul territorio di un evento culturale, come oggi piace alla Milano del lusso.

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.
Marco Eugenio di Giandomenico e Philippe Daverio

E mentre il popolo del Fuori Salone celebrava la sua ultima notte di eventi, i membri di The Dot Circle postavano in rete, tutti insieme all’ora X, la foto del libro premiato, dando il via alla danza dei «like» e «retweet». Poi, tutti a cena. Al Bagutta, naturalmente.

 

THE DOT CIRCLE IL NUOVO PREMIO BAGUTTA con TIFFANY&CO.
Costellazione Familiare

 

«Dopo aver creato il cane, Dio si fermò un istante a contemplarlo nelle sue incertezze e nei suoi slanci, annuì e seppe che era cosa buona, che non aveva tralasciato nulla, che non avrebbe potuto farlo meglio»

Copertina: Lucian Freud, Ragazza con foglie (1948). Museum of Modern Art, New York.

 

 

 

 

“Una rosa nel firmamento della letteratura, e  che ci aiuta tutti a far brillare le risorse familiari che possediamo attraverso un percorso originale sempre  ricco di emozioni” commenta Michelle Kling.

notizie su Rosa Matteucci

 

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