IL REGNO DELLA PANTERA

IL REGNO DELLA PANTERA

IL REGNO DELLA PANTERA

di  Michelle Kling Hannover  

La pantera, simbolo della Maison Cartier e la sua storia

Vi è mai  capitato di  vedere, almeno in fotografia, una signora elegante che porta a passeggio una pantera ?

IL REGNO DELLA PANTERA

La Marchesa Casati, e il regno della pantera

nobildonna stravagante e collezionista d’arte che diventerà un’icona dei surrealisti ne portava due al guinzaglio a Venezia.

Siamo nei  primi anni del ‘900 , l’animale è di moda.

Nel 1914,  Cartier  fa realizzare un dipinto ad acquarello dal pittore Georges Barbier “la dame à la panthère”, che rappresenta una signora elegante con ai suoi piedi una pantera nera come invito a una mostra di gioielli.

IL REGNO DELLA PANTERA

Jeanne Toussaint e le sue pantere

Il suo regno comincia rue de la paix nel 1933 , Jeanne Toussaint che conosce molto bene Louis Cartier da dieci anni, è nominata direttrice artistica della famosa maison di Parigi fondata nel 1847, è amica di  Mademoiselle Chanel, ha creato per la stilista, una collezione di borse.

IL REGNO DELLA PANTERA
Jeanne Toussaint

 

Lei non è sposata, Louis Cartier, separato dalla moglie Andrée Caroline Worth nipote del genio della moda del Second Empire, intimidito dalla sua bellezza, è conquistato dal suo gusto, e dal suo intuito femminile .

Lei porta un po’ di colore e di fantasia  nel mondo del nipote del fondatore, che è già una leggenda nel campo della gioielleria, amatore di pietre preziose, ha creato lo stile “guirlande”, poi art decò. Il loro legame sentimentale durerà fino alla morte di Louis nel 1942 .

Questa donna indipendente , non proprio demi mondaine ma un po’ emarginata perché ha rifiutato un destino di borghese, è ricca, i divani di casa sua sono ricoperti di pellicce di pantera, avrà sicuramente incrociato la Marchesa Casati Stampa di Soncino .

Nel 1917 è solo cliente, ordina un beauty case e ci fa mettere una pantera appoggiata sul coperchio.

Ci vorranno vent’anni prima che l’animale diventi un’ icona.

IL MOTIVO E IL REGNO DELLA PANTERA

Il motivo della pantera continua ad affermarsi nel corso degli anni nelle creazioni della Maison, le  placche che vanno ad impreziosire borsette da sera si allargano e appaiono le macchie dell’animale  sui gioielli.

Non è un caso se , nel 1914 e nel 1915 la tecnica di pavage quando si aggiunge l’onice al diamante viene  usata per decorare due orologi, evoca il pelo del felino.

Ma come mai il team di orefici è in grado di realizzare felini così realistici?

Uno dei disegnatori della Maison Peter Lemarchand arrivato nel 1927, lavora in stretta collaborazione con Jeanne Toussaint , si reca regolarmente allo zoo di Vincennes per osservare la muscolatura e i movimenti della pantera .

IL REGNO DELLA PANTERA
Jeanne Toussaint
LA DUCHESSA DI WINDSOR

Nel 1947, è una celebrity che contatta la direttrice artistica , la Duchessa di Windsor, moglie di Edoardo VIII, che per lei ha rinunciato al trono d’Inghilterra, e che fa incidere un messaggio d’amore nei regali a Wallis , adora i gioielli al punto che ogni sua mise è studiata per far risaltare un pezzo importante, un modo per mettere a tacere le critiche. Grazie a lei diventa possibile portare gioielli anche di mattina .

Wallis Simpson  possiede uno smeraldo cabochon rettangolare  di  116,75 carati , diventa una spilla in oro, con una maestosa pantera dal pelo tempestato di macchie in  smalto nero seduta sulla gemma.

IL REGNO DELLA PANTERA

 

Un anno dopo  la duchessa si reca di nuovo da Cartier, questa volta le due donne si mettono d’accordo per far montare  uno zaffiro Kashmir, cabochon di 152,35 carati,  grande come una palla di ping pong,  la duchessa vuole un’altra pantera interamente coperta di pietre preziose.

IL REGNO DELLA PANTERA

Il risultato è strepitoso, questo capolavoro che scelse di portare  durante un evento dove era presente la famiglia reale ebbe un significato politico e estetico, fu per lei come una dichiarazione d’indipendenza.

Ordinerà altre due felini, il primo è a forma di bracciale, morbido, si arrotola intorno al polso , la seconda pantera è una spilla , i due modelli sono coperti di  onice e diamanti.

Altre signore eleganti s’innamorano presto del felino nato nell’immaginazione di Jeanne Toussaint.

IL SUPERGATTO, la pantera di Jeanne Toussaint

Il Supergatto esercita sempre più fascino sull’alta  società.

Dalla messicana Maria Felix, a Daisy Fellowes , mondana e direttrice di Harper’s Bazar , che si fa realizzare il felino nella posizione della pecora, simbolo dell’ordine cavalleresco della Toison d’or, la ricca ereditiera e filantropa Barbara Hutton  passando per Nina Dyer,  principessa e moglie dell’Aga Khan che nel 1958 commissiona il primo bracciale rigido con 2 teste di pantera in diamanti zaffiri e smeraldi e una broche progettata con elementi che si possono trasformare in orecchini.

IL REGNO DELLA PANTERA

 

L’animale iconico perenne, non finisce d’ispirare i creatori, alle volte è presente sul bracciale di un orologio dove è attaccato  o si vede sul quadrante dipinto come una miniatura elegante e colorata. Ma la pantera è anche presente in una preziosa collezione di occhiali .

LA MAISON E IL SIMBOLO DELLA PANTERA

Spesso la Maison crea dei capolavori, nel 2018  fu realizzato un prezioso orologio in edizione limitata,  in oro rosa e diamanti, sul quadrante, a ogni movimento del polso si riversa una pioggia di sfere d’oro lasciando apparire una testa di pantera , è derivato dalla tecnica antica della clessidra  e frutto di 5 anni di lavoro.

 

Ma per segnare l’ingresso nel XXI esimo secolo, nel 2014,  viene creato una forma stilizzata, sfaccettata della pantera che ritroviamo in eleganti anelli e bracciali .

E’ quello che i curatori della mostra fotografica a Milano, aperta in via Gesù, hanno voluto rappresentare  con un modello fosforescente, strutturato in una mega statua  dell’animale esotico.

Il visitatore è subito colpito all’ingresso da questo modello tridimensionale, maestosamente futuristico,  che si stacca dal fondo rosso tradizionale della famosa Maison.

IL REGNO DELLA PANTERA

Quella che nella mitologia greca allattò Dioniso, portatrice di luce e nel medioevo,  guardiana del mistero, simbolo di coraggio valore e potere ha sempre rappresentato la femminilità in tutti i suoi aspetti.

E se la donna è un enigma di cui non si ha la chiave, il panorama mediatico ha contribuito a diffondere questo mito.

Non solo nella gioielleria, ma anche nella moda, da Versace a Krizia ( chiamata la pantera del made in Italy), a Dolce e Gabbana, passando per Gucci e Cavalli, l’identità della donna e il suo stile sono strettamente connessi.

Sul catwalk, nella sua definizione felina, non finiremo mai di vedere sfilare la donna pantera , sinuosa, dal look animalier, che si distingue e combatte per i propri ideali.

 

Michelle M. Kling Hannover

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FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Anche quest’anno una meravigliosa avventura per gli occhi, un po’ meno per le gambe che hanno percorso svariati chilometri senza accorgersi, al momento, della lunga passeggiata, ma il giorno dopo si sono sentiti tutti…quei chilometri, ben 6.

Il percorso breve della Stramilanina da 5 km.

Da Paolo Sarpi alla Statale, passando per Microsoft House (il primo edificio italiano progettato da Herzog & De Meuron) Brera, l’Accademia, l’Orto di Leonardo, via Manzoni, piazza della Scala e  il Duomo.

Che magnifica passeggiata in compagnia di un’amica e tra un commento e l’altro, una foto e l’altra non ci siamo nemmeno accorte che arrivava sera.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Microsoft House, la biblioteca dove, lassù, sull’ultimo scaffale piccolo piccolo ci stanno solo 3 libri

Una micro cellula di Chalet, c’e’ persino lo spazio per la legna del camino

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Giornata meravigliosa per questa avventura

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Il Signore con la cartella in mano sembra un ministro di passaggio a Milano. Dopo Microsoft iniziano le prime istallazioni di Brera Design District.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina
Da Agape, la semplicita’ lineare

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Agape: una vasca da bagno, pezzo unico in pietra naturale. Oltre il prezzo della vasca andrà valutato il rinforzo della soletta per il peso della vasca piena d’acqua!!! Meglio chiedere un preventivo prima d’innamorarsi e volerla a tutti i “costi”.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E’ sparito il piano cottura, va di moda il fornello in ghisa direttamente per terra!!!!

Marmi pregiati ospitano i fuochi. La domanda e’ lecita: ma lo schizzo d’olio, la zucchina che saltata fuori dalla adella? Oddio il marmo!!!

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Son belli anche i cortili milanesi. Li scopri solo se butti l’occhio.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Le bandierine rosse e l’ingresso ufficiale a Brera Design District

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E l’istallazione di Cappellini che apre le danze….

‘Dettagli Urbani’, la mostra patrocinata dal Comune di Milano e realizzata da Bellosta Rubinetterie in collaborazione con l’Accademia di Brera che ha permesso a 16 giovani fotografi del Master di Fotografia dell’Accademia di Brera di raccontare, attraverso i propri scatti, il legame formale ed emotivo tra le grandi architetture milanesi e i prodotti simbolo del design Made in Italy.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina
A presentare i contenuti della mostra, allestita in Largo Treves  l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani con la Direttrice del Master di Fotografia dell’Accademia di Brera, Paola Di Bello, e Maurizio Bellosta, Amministratore Delegato di Bellosta Rubinetterie.

Anche Boffi espone fornelli senza piano di cottura e con le manopole direttamente inserite nel marmo, notare la cura con cui sul fianco la gessatura della pietra viene rispettata come per un abito sartoriale.

I costi? Sono ancora prototipi ma all’incirca € 1500 a mq.

Da architetto donna ho sempre badato tantissimo non solo all’estetica ma anche alla pratica. E’ vero che piani di cottura così cari presuppongono personale di servizio e quindi chi se ne frega di quanto tempo ci vuole a pulirli; ma anche il personale di servizio ha i suoi giorni di riposo e di vacanza e devono conoscere la manutenzione di oggetti così pregiati e anche la casalinga occasionale come lo pulisce questo benedetto fornello?

Il marmo o le pietre sono porose e assorbono qualsiasi liquido macchiando la superficie. Un fornello di tale portata non e’ brutto se e’ macchiato, e’ ORRIBILE.

Seguite, quindi, le istruzioni che vi dara’ l’azienda produttrice, altrimenti niente garanzia, ma tenete sempre di scorta una bomboletta di Viava.

Ho in casa dei piani in Beola levigata ma non vetrificata, li mantengo senza macchie da molti anni col trucchetto del Viava sulle macchie che cucinando, inevitabilmente, si fanno.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Lo Show room di Boffi in Via Solferino, 11 e’ un antico palazzo milanese e devo dire che gli allestimenti studiati per il Fuorisalone 2017 erano di gran gusto e ricercati.

Brise soleil per tenere in ordine il bagno e forme a tutto tondo per vasche e lavandini

Cortile interno e ultimo piano con finestre di grande effetto.

Una trama di maglieria per Missoni: Allestimento semplice ma di grandissimo impatto cromatico, grazie anche alla splendida giornata che ha illuminato i colori sgargianti delle pareti. Il “Dopomak” d’alluminio alle colonne ha contribuito a far esplodere tutte le nuance delle tinte.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Ed eccoci all’Appartamento Lago in Brera e “1 metro di libri  in ogni casa”

È la gentilezza il leitmotiv degli eventi organizzati da LAGO in occasione del Fuorisalone 2017 coinvolgendo il pubblico proponendo laboratori per bambini, tavole rotonde e consulenze – dal trucco all’hair styling, dallo yoga all’arte dell’origami floreale – a partecipazione gratuita, in collaborazione con esperti dei diversi settori.

Degustazioni gratuite, aperitivi free e colazioni “gentili”.  LAGO partecipa  al Fuorisalone 2017 sottolineando il rapporto tra cucina e design, valorizzando il desiderio di condividere il cibo e lo spazio con “gentilezza” che è un pensiero in grado di travalicare generi e classi sociali e proprio in questo va ricercato il suo grande potere di generare cambiamento.

L’invito e’ lasciare un post-it con un pensiero gentile.

E la parete dedicata si riempie di foglietti e di scritte….e perché no!

Un groviglio di abiti, borse, scarpe….una montagna di stracci che, francamente, non mi e’ piaciuta, ma tutto sommato il messaggio aveva il suo perché.  Davanti alla Pinacoteca, si ergeva una versione maxi dell’iconica poltrona UP5 con il pouf UP6 di Gaetano Pesce realizzata in collaborazione con il centro Artemisia Onlus, il Comune di Milano e con il supporto di Gobbetto Resine e Robertaebasta. La versione gigante della seduta, dalle fattezze femminili, si presentava “sommersa” da indumenti ricoperti  di resina, precedentemente utilizzati da donne provenienti da ogni parte del mondo. Un  monumento alla donna.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E finalmente la Pinacoteca, curiosa, affascinante, ricca di gente e di istallazioni.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Una bella spiaggia con sabbia vulcanica per un po’ di relax

‘White in the city’, riempie il cortile e i loggiati della Pinacoteca di Brera di installazioni firmate da archistar come Giulio Cappellini, David Chipperfield, Daniel Libeskind, Patricia Urquiola, Stefano Boeri, Marco Piva e studio Zaha Hadid. Per l’allestimento a Brera dell’iniziativa di Oikos, i curatori hanno chiesto a diversi designer di intervenire con un frammento di architettura che rappresentasse una sintesi del proprio lavoro.

Usciamo nell’Orto Botanico di Brera per ammirare la splendida glicine secolare che arriva fin su all’osservatorio, non si riesce nemmeno ad inquadrarla tutta.

Istallazione curiosa di Guzzini, tutta in pregiato plex.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Uscite dall’Orto Botanico c’imbattiamo in una schiera di vecchie Fiat 500, di cui questa arancione contornata di piantine nuova Guinea invita ad un picnic in mezzo ai campi!!!!

Dopo qualche altro chilometro, finalmente arriviamo in Statale.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Mostra ‘Material-immaterial’ organizzata dalla rivista Interni per il Fuorisalone. Macro-installazioni dei migliori designer contemporanei (come Antonio Citterio, Italo Rota, Michele de Lucchi, Massimo Iosa Ghini e Ron Arad), giochi di specchi, focus sul Brasile e sculture iconiche.

Tanto colore e musica, sperimentazioni e modernità ma anche un pezzo di storia e archeologia.

Il Chiostro della ghiacciaia.

E ancora un bailamme di attività.

La passeggiata volge al termine, scende il sole e si ritorna a casa.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Ci vediamo al Fuorisalone 2018

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE  DI SONJA TAGLIAVINI

L’altra sera sono andata a trovare Sonja Tagliavini nel suo Atelier di via Disciplini, 4 a Milano per la presentazione della nuova collezione “Made to Measure” autunno-inverno 2016/17.

Sotto il diluvio universale e il traffico in tilt entrare alla Cucitoria ed essere accolta dal sorriso di Sonja e’ stato un piacere ritrovato, un calore di altri tempi e una rivelazione nuova per la collezione presentata.

Linee morbide, lunghezza mini e midi, capispalla di incredibile originalità nuova, morbida e avvolgente.

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

Lo studio delle forme e delle geometrie assolutamente invitante e piacevole. Linee molto pulite e volumi over.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

Lo CHARME della  linearità viene esaltato, a volte da alte cinture; il pigiama realizzato in velluto diventa chic con dettagli a contrasto.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

I tessuti della collezione privilegiano le migliori sete italiane, velluti e cotoni, giocando nel ricordo dei tessuti etnici, più estivi ma che influenzano  i contrasti invernali, tra arancione e fucsia e il nero classico che si accende, e l’ocra o l’azzurro polvere.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

Sonja ha l’abilita’ di creare capi molto attuali e diversi dalle tendenze un po’ esagerate degli ultimi periodi.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

La GRAZIA con cui si ripropone al pubblico denota tutta la classe della sua creatività, ma non solo. La lavorazione, fiore all’occhiello di questi capi, esalta l’artigianalità con cui ogni singolo capo viene realizzato; le rifiniture sono perfette a tal punto che i capi potrebbero essere “double face” per come sono raffinati gli interni e le cuciture. La classe del dettaglio e’ quella particolarità che fa la differenza dello stile de La Cucitoria di Sonja Tagliavini. 

 

 

Pezzo unico ed incredibile la giacca Tuxedo interamente ricamata a mano protagonista, in vetrina, di tutta la luce che attira in una serata buia e tempestosa.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

Un netto contrasto tra il davanti, nel classico nero, e il dietro ricco di trame e piccoli decori fatti a mano e cuciti perfettamente come fosse un unico particolare tessuto. Mani preziose quelle delle sarte di Sonja, ma unica l’originalità con cui sono stati studiati dalla stilista questi capi accolti con entusiasmo da un pubblico che va dalla più giovane cliente di 22 anni alla più grande trentenne e all’adulta cinquantenne e oltre.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

Meravigliosa serata ieri sera da Sonja Tagliavini, tra un bicchiere di vino bianco e deliziosi marron glacé fatti fare apposta per gli ospiti. Unica sempre l’atmosfera nel suo Atelier dove inevitabilmente scambi quattro chiacchiere con chi entra per un saluto.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI

 

Infatti, non sono andata ad una sfilata incasinata e caotica, milioni d’investimento per presentare una collezione in una location qualsiasi, ma sono andata a prendermi un bicchiere di vino da Sonja e ho visto la sua nuova, incantevole, collezione.

 

LA CUCITORIA, GRAZIA E CHARME LA NUOVA COLLEZIONE INVERNALE DI SONJA TAGLIAVINI
Cesare Bonadonna, appasionato fotografo, ha colto alcuni momenti degli ospiti

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LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

L’altra  sera, alla Cucitoria l’atelier-salotto di Sonja Tagliavini un cocktail con gelato per passare qualche ora insieme, occasione per me di conoscere una storia di eccellenza Made in Italy.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

Sonja e’ senza dubbio una donna molto estroversa, ospitale, creativa , curiosa del bello e attenta ai dettagli, non solo sartoriali.

La sua avventura nella moda ha origini lontane e nasce dal fascino dei tessuti e i colori indiani che la stilista ha spesso portato dai suoi viaggi e li ha utilizzati per confezioni semplici, lineari e di gran classe.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

Ha iniziato giovanissima la sua avventura come stilista creando capi in collaborazione con un laboratorio di maglieria. Amica di Siniscalchi in via Montenapoleone le venne commissionata una piccola produzione su modello di un golf acquistato a Londra , ma dopo poco, questa produzione viene vista da Cerruti che ne ordina 10mila capi per tutti i suoi negozi. Siamo a meta’ degli anni ’60.  Da lì è iniziato il primo, lungo viaggio.  Negli anni, intanto, l’industrializzazione ha invaso il settore togliendo spazio all’artigianalità e Sonja decide di chiudere, continuando una piccola produzione su richiesta.

E’ una donna che non si e’ mai fermata, non ha mai avuto paura di cambiare ed e’ sempre stata pronta a sperimentare, ne’ ha mai perso negli anni la passione per la produzione sartoriale e su misura. Così ebbe un lampo di genio parlando con un’amica che lamentava di aver molti capi bellissimi, chiusi nell’armadio ad ammuffire, ma immettibili perché’ fuori moda o taglia.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

Penso fu un’intuizione esplosiva quella di Sonja di proporsi per rimettere a modello quei capi, cosa assolutamente inusuale 18 anni fa .  Gli spazi di Via Disciplini, 4 diventano l’unica sartoria che aggiustava gli abiti degli altri.

Nasce  La Cucitoria, e una nuova avventura di viaggio fino a quando, grazie alla richiesta di una cliente di disegnarle  un tubino, lo spazio si trasforma definitivamente in sartoria su misura.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

l’Atelier e’ un luogo di piacevole incontro come un tè a casa con le amiche. La giovialità e ospitalità regnano sovrane e condotte con estrema semplicità dalla padrona di casa che oltre ai suoi capi ha sempre mille cose affascinanti da raccontare.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI
Donatella e Gabriella Maveri e Laura Terranova

 

Solo potersi innamorare di un tessuto che arriva chissà da dove e rimanerne incantate  per il materiale e i colori scatena la creatività di Sonja che adatta quel tessuto al corpo per ogni cliente, creando un modello unico e personalizzato valorizzandone la personalità perché ognuno deve avere il Suo abito.

LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI

A questo si aggiunge lo studio dei dettagli, degli accessori e dei particolari con una cura certosina sulle rifiniture perché il rovescio di un vestito deve essere quasi più bello del dritto.”

Qualità, praticità e sobrietà sono gli elementi fondamentali dei capi nel rispetto artigianalità e di un  Made in Italy d’eccellenza in continua evoluzione perché «Ogni momento può essere buono per far nascere qualcosa di nuovo»

Dopo aver ascoltato questa bellissima storia di vita e professionale con un gran sorriso Sonja mi mostra un libro di fotografie fatte dal marito Cesare Bonadonna durante i loro viaggi e in mostra, a maggio, allo Spazio Cernaia, che ogni anno ospita la nuova collezione moda.

Il sig Bonadonna parla della sua fotografia come se fosse una robina da niente, anzi sostiene che e’ questione di fortuna, ma non e’ così.

Ci vuole pazienza, mano ferma, sensibilità  all’inquadratura e alla luce e un intuito incredibile a cogliere l’attimo.

Quell’attimo!

Ho sfogliato quel libro  di  magnifiche fotografie “PREGO SORRIDA!”    Che racconta, attraverso le immagini, i sorrisi in giro per il mondo, e i viaggi per un sorriso. In effetti quei visi stampati su carta lucida non potevano che trovarsi nell’atelier di Sonja, dove vige un’atmosfera di serenità e gioia per la carica esplosiva e creativa della stilista .

22LA CUCITORIA, L’ETA’ DELL’ELEGANZA NELL’ATELIER DI SONJA TAGLIAVINI
Sonja Tagliavini

L’occasione di ieri sera era anche quella di raccontare agli ospiti il vintage dell’amica Laura Terranova e gli oggetti di ieri e di oggi di “Ricerca”di via Cernaia, 1.

Tutto molto ricco di fascino.

Tornerò  a trovare Sonja molto presto per prendere un caffè  insieme e fare due chiacchiere….questo e’ il fascino in Via Disciplini, 4 a Milano

L’evento e’ stato organizzato da:Logo

Nicola Ievola e Nicoletta Strada
N&N COMMUNICATION
www.ncommunication.it
info@ncommunication.it

 

Pagina FB de La Cucitoria

Pagina FB di Ricerca

Foto di Joy Hope Rule©

Gallery

 

 

Via Disciplini,4 La Cucitoria
Via Disciplini,4 La Cucitoria

 

 

DESIGN WEEK INIZIA OGGI. REPORTER D’ECCEZIONE MICHELLE KLING

DESIGN WEEK INIZIA OGGI. REPORTER D’ECCEZIONE MICHELLE KLING

Inizia oggi Il Salone del mobile 2016 e per tutta la settimana Milano sara’ avvolta, stravolta e sconvolta dal Salone del Mobile, dal Fuori Salone e dalla Design Week. La città e’ di nuovo coinvolta in tantissimi eventi, feste, ospiti e stranieri….sembra quasi di essere ad un anno fa, in procinto d’iniziare la grande avventura di Expo. Di nuovo c’e’ fermento per l’evento piu’ importante dell’anno e che Milano ospita con grande organizzazione, energia diventando, ancora una volta, la vetrina del mondo, il centro del Made in Italy con il meraviglioso design conosciuto, stimato e copiato da tutti. 50annieround ha la fortuna di avere una reporter d’eccezione come la giornalista Michelle Kling, che indomita, e’ alla scoperta di curiosità e novità in totale anteprima.

 DESIGN WEEK INIZIA OGGI. REPORTER D'ECCEZIONE MICHELLE KLING
Nicole Uniquole a Palazzo Francesco Turati per Masterly

No, non è una modella ma Nicole Uniquole bellissima olandese curatrice  della mostra che vi faccio vedere in anteprima .

Ci troviamo nel cortile dello storico Palazzo Francesco Turati  tappezzato  di tulipani dalle magnifiche sfumature  arrivati direttamente dall’Olanda .

Ve lo dico in segreto, questi bellissimi fiori verranno regalati ai visitatori domenica alla fine dell’ esposizione.

 

DESIGN WEEK INIZIA OGGI. REPORTER D'ECCEZIONE MICHELLE KLING
Michelle Kling al Padiglione Olandese al Salone del Mobile, presso Palazzo Francesco Turati. Il palazzo fu costruito tra il 1873 ed il 1876 per conto del conte Francesco Turati, esponente dell’ industria cotoniera ottocentesca lombarda.

Il paese dei fiori ci regala cascate di glicini di ogni sfumatura lungo la scala  e al piano superiore accediamo all’esposizione.

DESIGN WEEK INIZIA OGGI. REPORTER D'ECCEZIONE MICHELLE KLING
Lampade geometriche Led

Le sale del Palazzo sono allestite di oggetti più disparati , l’originalità è stata il criterio di scelta: lampade,  mobili, tappeti  fatti con materiali più svariati e, spesso, di recupero ed eco sostenibile.

E incredibile trovarsi immersi in un mondo milanese storico che fa l’occhiolino allo stile contemporaneo una grande riuscita.

DESIGN WEEK INIZIA OGGI. REPORTER D'ECCEZIONE MICHELLE KLING
Palazzo Francesco Turati

Ma come per dimostrare il classico teorema che il mondo moderno ci regala, il design e la moda sono collegati, si frequentano , si amano perché suscitano emozioni che impreziosiscono il nostro stile di vita .

fashion e design

E cosi che ammiriamo una scarpa pratica il cui laccio intercambiabile ci permette di camminare con i colori della bandiera italiana , o inglese, francese , l’abbiniamo al nostro look e potremmo andare avanti al’infinito con cappellini ecrù lavorati all’ uncinetto ispirati alla storica coiffe olandese, come del resto gioielli peso piuma , perché lavorati con fili d’oro e argento con l’uncinetto da un’abilissima orafa !

Milano riscopre il suo patrimonio storico.
Un palazzo di stupefacente bellezza, riportato,
grazie ad un sapiente restauro, al suo stato originale
…’

 Sito di Nicole Uniquole  Palazzo Turati

articolo di Michelle Kling Hannover  reporter per 50annieround

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