Un grazie al Team di 50anni&round che ha lavorato assiduamente per ottenere questo risultato in poco meno di 5 mesi.
Un grazie ai vecchi amici che, fin da subito, hanno iniziato a seguirci e ai nuovi che ci hanno letto.
Un grazie speciale a Jacopo e Veronica che sono stati, ancor prima d’iniziare, veri e propri “followers”.
Ancora grazie aSusy Grossi che ogni settimana puntualmente ci regala gli astri con descrizioni delicate, graziose, a volte severe, ma sempre, con grandissima passione.
Da gennaio 2016 Susy ci regala anche il ciclo della luna e come influisce sui nostri segni zodiacali
Grazie a Michelle Kling che ci trasmette il suo charm, la sua classe, la sua profonda eleganza nei modi, e gentilezza negli scritti e negli argomenti trattati. Non si ferma mai, e’ presente agli eventi milanesi in svariati settori interessando i lettori sugli argomenti piu’ disparati. Segue la sua curiosita’ e la sua enorme energia stando dietro ad una citta’ ricca di programmi.
Grazie anche a chi ha voluto scrivere un racconto arricchendo i contenuti del blog. Oxford Brogue e i suoi racconti sono una presenza gradita e costante e ricca di tantissimo sentimento, ideali e modi di una delicatezza non comune.
Grazie a Monica del Panificio Cattaneo che con i suoi “Biscottoni” ha portato fantasia e creatività per raccontare di arte, d’amore, di ricorrenze e di storie.
Grazie a Sonia Vettorato, artista eclettica e versatile così amante della musica che ce la racconta entrando nei meandri dei vari stili dalla lirica al pop coinvolgendoci nelle melodie mentre suona il piano e affianca i colleghi de “Il Gusto della Musica”.
Si aggiunge al gruppo degli “Amici di 50annieround” Maurizio Pandolfi, esperto assaggiatore di vini e il suo “Sensi in Movimento” con i suoi eventi unici sulla degustazione del nettare degli Dei, i corsi di assaggi e storie antiche che ci raccontano le origine del vino italiano apprezzatissimo in tutto il mondo.
Ed infine grazie a me e alla mia forza di volontà di crederci, pur iniziando senza sapere nulla di come si gestisce un blog, di coordinare e fare la regia di tutto. E’ diventato un compagno di vita scrivere e divulgare. E’ davvero molto impegnativo, ma ricco di soddisfazioni e molto, molto divertente.
Siamo tutti molto contenti…… stiamo iniziando a crescere, ad affinare e affilare idee, contenuti e sponsorizzazioni.
Grazie a tutti i componenti del team che credono in questo progetto
E grazie a tutti i lettori senza i quali il progetto non andrebbe avanti.
Pensieri e foto legate ad un’esperienza di vita vissuta con dolore, stupore, paura, consapevolezza e ambivalenza e, nel tempo, rinascita.
“Ti parlo” nasce per Joy vittima e carnefice di se stessa e nasce per me che l’ho accompagnata, a volte impotente, in questo allucinante viaggio che portera’, prima o poi, alla stazione giusta, dove finalmente scenderemo .
50annieround, la redazione e tutto il team augurano agli amici vicini e lontani, a tutti quelli conosciuti di recente, a quelli che sono in viaggio, a quelli che restano nel cuore, a quelli che arriveranno, una serena Pasqua.
BUONA PASQUA 2016
Tigro e’ sempre protagonista da qualche anno della mia vita. Poi c’e’ stata Joy…per poco, purtroppo. Ancora non riesco a raccontare di lei, piccolo amore delizioso.
Di recente si e’ unita a noi Hope, un incrocio tra un pastore tedesco e un pastore belga.
Tigro e Hope sono ancora in fase di conoscenza, ed e’ uno spasso vedere come interagiscono, di giorno in giorno, ne combinano di ogni. E qui, su 50annieround, racconterò le loro avventure quando riuscirò ad immortalarli con i loro buffi musi.
Il video e’ interamente fatto, montato, musicato da Veronica Carozzi che racconta la sua storia, ancora una volta, in occasione della GIORNATA MONDIALE contro i disturbi alimentari.
(after the English version)
“Nel corso di questi anni non ho fatto che sentirmi giudicata da tutti perché da che ero una ragazzina di 15 anni normalissima, sono diventata un piccolo “scricciolo” a causa dell’anoressia. Non tutti sono stati in grado di capire che non è mai stata una cosa voluta, o meglio, forse lo era inizialmente. Ma una volta che prende il possesso di te e della tua persona, non puoi che accettarla e combatterla. Ed è ciò che ho cercato di fare io.
In generale, da lontano le persone vengono giudicate senza nemmeno un motivo valido, ma se andate a ricercare le vere cause di questa malattia, capirete che non nasce senza un motivo valido, non è un capriccio. Chi non ha avuto a che fare con i disturbi alimentari non ha la benché minima idea di cosa significhi conviverci. E’ una lotta lunga, anzi, lunghissima che si fa con se stessi. Ancora oggi l’anoressia fa parte della mia vita, più come un ricordo che come un qualcosa di presente, ma in ogni caso, il fatto che persista in me da ben 5 anni, dimostra quanto possa essere difficile uscirne. Nonostante tutte le forze e le energie impiegate per scacciarla, bisogna imparare a contrastarla con ogni mezzo possibile. Ho imparato che voler sapere, sempre di più, rende le persone più consapevoli ed è stata proprio la consapevolezza a spingermi nell’intraprendere questo percorso di guarigione e di sensibilizzazione. Nessuno merita di sopportare un dolore così grande, nessuno merita di morire per questo. L’anoressia è una patologia che controlla e programma, fino all’ultimo dettaglio, ogni singola azione giornaliera. Credo la si possa paragonare ad un “secondo te stesso” , che abita
abusivamente nella tua mente, che si impossessa della tua vita facendola sua. E’ una malattia subdola, bugiarda, ingannevole e spietata. E’ una lunga, lunghissima guerra interiore, che porta via ogni tipo di energia. E’ e rimarrà sempre un mistero il perché si instauri con così tanta facilità.
Chi mi conosce sa cosa ho passato, sa che cosa ha significato per me tutto questo e io non posso che ringraziare chi in questi lunghissimi anni ha lottato al mio fianco, giorno per giorno. Chi c’è ancora oggi non mi ha mai abbandonata e mi ha dato la forza di ritornare a vivere. L’anoressia mi ha tolto e dato tantissimo e, per quanto io possa averla odiata per tutto ciò, mi ha fatta crescere molto prima del dovuto, ed è stata soprattutto una durissima lezione di vita. Il mio compito, da qui al prossimo anno, sarà quello di cercare di sensibilizzare affinché si comprendano meglio i meccanismi e si eviti l’isolamento di chi sta soffrendo.
Ciò che vi chiedo oggi è di guardare con attenzione, captando le giuste informazioni e non fraintendendole.
Soprattutto nell’ultimo periodo ho cercato di allontanarmi dal mondo dei social network, ma
dal momento che ho deciso di mostrarlo tramite esso, me ne assumo ogni tipo di responsabilità. Chiedo di non giudicare, ma non impongo di non farlo. Sta a voi cercare di capire.( Anche se qui nessuno vi chiede di capirla, dato che nemmeno chi la conosce come le sue tasche ci riesce.) Ma spero che il messaggio che ho voluto trasmettere venga letto chiaramente. Non sarò certo io a cambiare la situazione dei disturbi alimentari, rimango una delle tante, tantissime persone che hanno sofferto per questo. Ma credo che mostrarlo e ammetterlo possa essere d’aiuto. Questo video è stato realizzato in occasione della mia maturità, poiché quest’anno mi è stata data l’occasione di studiare più approfonditamente il discorso dell’anoressia come patologia mentale e non come un capriccio o una conseguenza di ciò che vogliono i mass media, sfatiamo una volta per tutte questo mito. Crearlo non è stato per niente facile. Ho dovuto aprirmi con me stessa, senza dover recitare, cercando di rimanere fedele a tutte quelle sensazioni che l’anoressia ha scaturito in me. Ho rivissuto il mio percorso con l’obbiettivo di far nascere nelle persone delle domande.
Vorrei che ci si interessasse di più a questo tipo di malattia, perché si, è una vera e propria MALATTIA, e come tale non va sottovalutata.
Non è il peso di una persona a determinare chi è.
Impariamo ad aprire gli occhi e la mente, anche tramite le esperienze altrui. ”
Translated by Monica Ghezzi “This article was translated being faithful to Veronica’s sentences in order to maintain its strength”.
This video was entirely registered, edited and set to music by Veronica Carozzi, who narrates her story:
“For all these years I haven’t felt anything, but feeling judged, because I was no longer the “normal” 15-years-old girl, but a ‘little slip of girl’ because of anorexia.
Not everybody could understand that it wasn’t my choice or, to better say it, maybe it was at the beginning. Once anorexia controls you and your personality, you can’t do anything but accept it and fight it.
And this is what I tried to do.
Generally, people get judged everyday from afar with noconvincing reason; but, if you try to look for the real causes of this disease, you will figure out that it doesn’t show up without a convincing reason, it’s not a tantrum. People who haven’t dealt with eating disorders don’t figure out what it’s like to live with them, at all. It’s a long-lasting fight, an extra long-lasting fight with our inner-self.
Still nowadays anorexia is part of my life, more as a memory than as a real issue, anyway, the fact that it has been part of me for 5 years shows how difficult it could be to leave the disease behind.
Despite the strength and energy spent to expel anorexia, it is necessary to learn how to obstruct it in every possible way.
I learnt that the desire to get to know more and more makes people more conscious and it was that self consciousness that “pushed me” and gave me the strength to start this path of healing and awareness.
Nobody deserves to stand such a huge pain, NOBODY DESERVES TO DIE BECAUSE OF THIS.
Anorexia is a disease that controls and plans each daily action, in every single detail. I think that it can be compared to “another you-yourself” that lives unauthorized in your mind and takes over your life.
It is a devious, lying, ruthless and cruel disease. It’s very long-lasting interior fight, which takes every kind of your energy.
It is (and always will be) a mystery, why it dominates people so easily.
People who know me, are conscious of what I went through and what it meant to me and I can’t do anything, but thank people, who have been fighting by my side for all these years, day by day. There are still people who haven’t abandoned me and gives me the strength to go on living, again.
Anorexia stole and gave a lot to me and, even thought I hated it for this reason, it had me grown up earlier than I was expected to; it was a really hard life lesson.
My “homework”, from now on, will be sensitize people so they can better understand these inner workings in order to avoid the isolation of who is suffering because of anorexia.
What I ask today is to watch this video paying attention, collecting the right information and not to misinterpret it.
Overall for this period, I have tried to distance myself from social networks, but, since I decided to spread this video using them, I take on my own responsibilities.
I ask not to judge, but I don’t force to.
This is your turn to try to understand (en. even though nobody asks you to understand her, because even people who knows her by heart can’t get to do it), and I hope that this message will be clear.
Of course I won’t be the one who changes the eating disorders situation, I’m still one of many people who suffered because of this, but I think that showing it and admitting it can be helpful.
This video was made for my high school diploma.
This years I have been given the chance to increase my knowledge about anorexia as mental disease and not as a tantrum or a consequence of what mass media wants, so let’s explode this myth!
Creating this video wasn’t easy, at all: I had to open up without acting like someone else, trying to be faithful to my feeling about anorexia. I re-lived my path to make people questioning.
I would like people to be more interested in this type of disease, because it is actually a real DISEASE and for this reason it must not be underrate.
It is not a person’s weight to determine who he/she is.
Let’s learn to open up our eyes and our mind, also through other people’s experience.”
“SOTTO LO SCHIAFFO”. HO CHIESTO AIUTO E LO STO RICEVENDO
Giravo su Fb per capire come potevo promuovere il mio blog appena nato e chiedevo l’amicizia ad amici di amici e tra loro Flavio ha risposto all’amicizia con una frase carina, sentita, non asettica come spesso succede. Così abbiamo iniziato a scriverci, a scambiare opinioni e a confrontarci.
Mi ha raccontato di lui, gli ho raccontato di me e della lunga e conflittuale separazione che ancora mi fa frequentare il Tribunale di Milano dopo ormai 15 anni.
15 anni di lotte, di continui ricatti, di mancati mantenimenti, di sfratto perché pur con una sentenza di un giudice che impone degli obblighi, gli ex mariti se le inventano tutte per tenerti “sotto lo schiaffo”, per ricattarti, per farti dipendere da lui, per comandarti ancora, per renderti una nullità ancora….Ti allontani dalla sofferenza quotidiana, ma e’ solo una questione di distanza, le violenze ci sono comunque, REITERATE E CONTINUE.
Quella sensazione di essere controllata, quella situazione in cui se non sei accondiscendente non ti passa i soldi, quella precarietà per cui un giorno ti tagliano la luce e il giorno dopo ti trovi le gomme della macchina squarciate e poi il vetro del cruscotto rotto, e poi le fiancate incise con i chiodi perché hai lasciato la macchina parcheggiata fuori e non l’hai ricoverata in garage, come lui vorrebbe. Nonostante il giudice gli abbia imposto il pagamento dell’affitto della casa coniugale e le utenze sei sempre “sotto lo schiaffo”…il suo.
Evidentemente non ha un tubo da fare tutto il giorno per farmi seguire o seguirmi lui stesso.
Ricordo che appena separata avevo paura a rientrare col buio e quando uscivo dalla macchina prendevo il bloster per sentirmi un po’ difesa. Per quasi un anno la sera camminavo con questo attrezzo in mano.
Quando mi sono separata i miei figli erano bambini, hanno fatto in tempo a diventare maggiorenni entrambi vivendo tutti i conflitti di 15 anni di lotte in cui do la colpa più grande della nostra attuale situazione, principalmente, ai giudici, al tribunale, alle incompetenze, alle leggi non rispettate, ai tempi biblici per una querela, una denuncia, una sentenza o un’archiviazione.
Quando si fa una denuncia per maltrattamenti, non parliamo poi, per violenza psicologica ( dove si rischia addirittura di essere presi per pazzi, oltre a non trovare ascolto), di solito viene proposta l’archiviazione perché sono considerati reati minori, allora ti opponi all’archiviazione e si riapre il procedimento. Tu fornisci la tua memoria, lui la sua, si depositano, si aspetta che venga comunicata una data di udienza……passano anni….si fa in tempo a morire.
Considero il tribunale colpevole di tutta una situazione allucinante. Giudici incompetenti, seduti dietro la scrivania solo per prendere uno stipendio da capogiro, e tu gli metti in mano la tua vita e quella dei tuoi figli e se ne fregano. Alle 13, dopo 4,5 udienze sono anche stanchi per cui se capiti di primo pomeriggio sono scorbutici perché, magari, hanno un lauto pranzo sullo stomaco, e tu sei li’ in attesa e magari neanche un bicchiere d’acqua hai bevuto tutta la mattinata.
Flavio, a sentire tutto questo e altro ancora, mi ha invitata ad un convegno contro la violenza sulle donne.
Erano anni che cercavo qualcosa del genere per capire se potevo essere di supporto.
Per anni ho cercato associazioni a cui dare il mio contributo sull’esperienza vissuta. Sono passata in mezzo al tunnel nero e ancora non vedo la luce in fondo, ma di sicuro mi sono fortificata, ho cresciuto 2 figli da sola, mi sono mantenuta e ho mantenuto loro, e ormai conosco la dinamica delle violenze psicologiche.
Mi sono separata dopo 16 anni di matrimonio più 10 di fidanzamento. Mentre vivevo quegli anni, benché mi rendessi conto delle violenze, mortificazioni, discussioni aggressive che sfociavano in schiaffi e strattonamenti, parolacce , ricatti, repressioni, non realizzavo veramente che l’amore era altrove. Era l’uomo con cui ho fatto due figli, non riuscivo a capacitarmi che era un rapporto sbagliato. Nonostante tutte le sofferenze dopo, le violenze ancora più subdole dopo, solo dopo ho capito che era l’uomo sbagliato, che le avvisaglie c’erano anche prima, che gli obiettivi per una vita insieme erano diametralmente opposte, che era un violento, egoista, maschilista che continua a farci del male con subdola meschinità machiavellica contro la quale non ho gli strumenti mentali per contrastarlo.
Allora bisogna necessariamente chiedere aiuto.
Così Flavio mi porta al convegno dove assisto ad una serata i cui sentimenti erano difficili da interpretare. C’era di tutto nel cuore e nella testa, ricordi dolorosi, minacce, ricatti, rivincite, la libertà che ho oggi a cui non rinuncerei per niente al mondo, il meraviglioso rapporto con i miei figli, sudato, conquistato, costruito con 1000 difficoltà.
Al Convegno conosco Bo Guerreschi. E’ una donna minuta, con occhi giganti bellissimi e profondi. E’ il presidente dell’associazione Bon’t Worry. Sulle sue spalle c’e’ una storia simile alla mia, con la differenza che il marito l’ha fatta picchiare quasi fino ad ucciderla. Dopo il pestaggio, dopo la guarigione, solo quella esterna, ha deciso di aiutare altre donne vittime di violenza e ha iniziato a costruire un team di professionisti a supporto di donne che subiscono violenza.
Bo Guerreschi
Al convegno c’era anche Shanna Damien, americana, rappresentante in America dell’associazione, che ha voluto portare la sua testimonianza. Sua nipote separata e’ stata uccisa dal convivente che poi ha abusato della figlioletta e ha ucciso anche lei e poi le ha bruciate.
Shanna Damien
Tutto ciò e’ successo a settembre, il convegno era il 25 novembre. Avrei voluto registrare la voce di Shanna per poter comunicare la forza di questa donna, annientata dallo shock e dal dolore per quanto accaduto a sua nipote e la piccolina e la volontà di essere presente per infondere ad altre donne coraggio e forza.
I segnali si vedono, bisogna chiedere aiuto subito. La violenza in casa e’ la più subdola per i legami che ci sono e per un senso di appartenenza all’altro, perché si crede di amare ed invece e’ sottomissione.
Perché si ha paura di reagire, perché non si e’ economicamente indipendenti, perché si ha paura di ammettere che si e’ fatta una scelta sbagliata, perché ci si vergogna.
Sono andata al convegno con l’intento di essere un supporto e poi mi son ritrovata a chiedere aiuto perché la mia situazione e’ in stallo, perché il mio ex marito ci sta mandando in mezzo ad una strada, perché i miei figli son diventati vittime dei suoi soprusi e ricatti e offese.
Non bisogna aver paura di chiedere aiuto, ci sono molte donne che subiscono, qualcuna si ribella e molla il colpo, qualcuna soccombe, qualcuna e’ incastrata e non sa come uscirne.
Scrivo la mia storia, e mi riprometto di continuare a raccontarla, aggiungere episodi, sottolineare la profonda sofferenza, le conseguenze, la vita faticosa e segnata inevitabilmente, per far capire ad altre donne che non sono sole.
Se riuscissero a parlare, confidarsi e fidarsi di un consiglio di chi ci e’ passata , potrebbero rafforzarsi per capire, prevedere, scappare.
Attenzione ai segnali. Chi e’ in grado, perché ne ha la forza, intervenga per difendere altre donne più fragili.
Io ho chiesto aiuto, nonostante mi senta più che forte, ma non lo sono in tutto e per tutto, e sono troppi anni che lotto.
Sto ricevendo aiuto da Bon’t Worry e da tutto il suo team.
Shanna e Bo dopo l’intervento commovente di Shanna- foto di Michele Dell’Utri
“La violenza e’ l’ultimo rifugio degli incapaci” – Isaac Asimov
Da oggi 50anni&round divulga quanto e’ in suo potere, sul blog, sulla pagina FB e sul profilo personale tutto ciò che riguarda “La violenza contro le donne” nella speranza che giovani donne e donne mature trovino il coraggio di raccontarsi e denunciare le violenze subite.
Spesso si ascolta e s’interviene abbastanza celermente ove la violenza e’ evidente e ove , purtroppo, si giunge in ospedale o addirittura si muore.
Ovvero c’e’ del sangue, Rosso, fluido, acre. La violenza e’ evidente, si vede, si tocca.
Partono indagine, servizi televisivi, processi.
Ma spesso la medesima violenza e’ più subdola, nascosta, celata, ma quotidiana e ammazza piano piano.
La chiamano Stalking, oppure a seconda dei casi, Mobbing…..non fa niente nessuno.
E’ la violenza psicologica che viene attuata machiavellicamente, con precisione sconcertante, cesellando e calibrando parole, scritti e azioni, reiterati e continui. Non si può vedere l’anima delle persone e non si può sapere questa goccia quanto logora nella sua continua quotidianità scientifica e se il calendario e’ bisestile, non si va in vacanza in quel giorno che cade ogni 4 anni, si paga pegno comunque.
Nessuno ti aiuta, perché la violenza non e’ evidente come quella dove appare il sangue, ma posso garantire che sulla vittima ed i suoi figli, quella violenza senza sangue lascia lo stesso segno indelebile di una ferita ricucita con i punti del chirurgo.
E’ che non si vede! E’ dentro…..
Si lotta, si sbraita, si protesta o si sta zitte, non cambia. Nessuno ti aiuta.
“Ricordo la prima volta che mi sono rivolta al Tribunale dei Minori di Milano per essere aiutata a difendere i miei, allora, bambini che subivano violenza psicologica in continuazione, grazie ad una separazione violenta e conflittuale” – era il 2002- mi sentii rispondere: ” Signora capisco, lei ha ragione, ma se non c’e’ il sangue e’ difficile dimostrare la violenza psicologica”
Quindi ho deciso di invitare chiunque voglia raccontare la sua storia ad inviarla a Patrizia.spirito@fastwebnet.it per pubblicarla nella sezione “ Ti parlo” in anonimato o con nomi di fantasia o nomi veri.
Nella speranza che donne mature insegnino alle loro figlie, nipoti, amiche e amiche delle amiche come riconoscere il violento, come avere la forza e il coraggio di ribellarsi, di parlare, di denunciare.
Facciamo sentire la voce delle vittime, divulghiamo la loro difficoltà, la paura, la sofferenza, forse prima o poi qualcuno ascolta!
Leggete la storia di Sheeva Weil e guardate il video; solo oggi ha la forza di raccontare.
Un grazie al Team di 50anni&round che ha lavorato assiduamente per ottenere questo risultato in poco meno di 3 mesi.
Un grazie ai vecchi amici che, fin da subito, hanno iniziato a seguirci e ai nuovi che ci hanno letto.
Un grazie speciale a Jacopo e Veronica che sono stati, ancor prima d’iniziare, veri e propri “followers”.
Ancora grazie a Susy Grossi che ogni settimana puntualmente ci regala gli astri con descrizioni delicate, graziose, a volte severe, ma sempre, con grandissima passione.
Grazie a Michelle Kling che ci trasmette il suo charm, la sua classe, la sua profonda eleganza nei modi e gentilezza negli scritti e negli argomenti trattati.
Grazie anche a chi ha voluto scrivere un racconto arricchendo i contenuti del blog.
Ed infine grazie a me e alla mia forza di volontà di crederci, pur iniziando senza sapere nulla di come si gestisce un blog e di coordinare e fare la regia di tutto.
Siamo tutti molto contenti……adesso dobbiamo crescere e migliorare!
CONTRO L’ANORESSIA, IL 17 DICEMBRE E’ UNA DATA IMPORTANTISSIMA
Il giorno 17 dicembre rappresenta una data importantissima nel mondo della moda .
Il parlamento francese ha adottato un progetto di legge che contribuisce ad agire contro l’anoressia in generale mirando prima alle modelle. Oggi l’impatto mediatico delle sfilate e delle immagini patinate sono responsabili di una certa immagine della donna.
La magrezza
La magrezza delle top model può indurre le ragazze e le donne ad immedesimarsi in questa fisicità che si avvicina alla malattia e non certo ad un’ idea di bellezza .
Da ora in poi , per accedere alla professione di modella, ci vorrà un certificato medico che indica la massa corporea compatibile con l’esercizio della professione e che verifica la buona salute e l’assenza di disturbi alimentari, nonche’, per le ragazze, la regolarità dei cicli mestruali. Chi infrangerà la legge sarà passibile di 6 mesi di carcere e 75.000 euro di multa: modella e agenzia rischiano anche il carcere fino a a sei mesi di reclusione. Le stime parlano di 30/40.000 persone malate , di cui il 90%, adolescenti.
Un ‘altra misura importante adottata in Francia riguarda le fotografie , ogni pezzo modificato dovrà comportare la dicitura “foto ritoccata” ossia aumentando la magrazza o ingrossando la modelle troppo magra. Photoshop potrà essere usato solo se verrà aggiunta la scritta«foto ritoccata». Anche in questo caso le multe sono salate e pari a 37.000 euro e nel caso di reiterazione saranno pari al 30% degli introiti pubblicitari.
Si tratta di un atto di coraggio in un dei paesi della moda per eccellenza ; speriamo che gli altri diano prova di fermezza per agire in questo senso.