NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.

Agli occhi della gente, di qualunque etnia sia, certe situazioni non potranno mai essere comprese, a meno che, chi guarda non si fermi alla superficialità della cosa, ma entri in profondità dell’anima di chi ha di fronte, capendo che i sorrisi a volte nascondono lacrime, e che nello stesso tempo, a volte, le lacrime nascondono emozioni di liberazione da tormenti e sentimenti di gioia esplosivi.

Una amica, conosciuta per caso, due angeli ai quali da protezione, una famiglia, come tante, alti e bassi, gioie e dolori. Ma la sintonia tra queste tre persone è alta. Uno sguardo, basta esclusivamente uno sguardo per capirsi; e la voce, dopo tanti anni assieme riescono a percepire l’un con l’altro un eventuale problema. Ma certamente non perderanno mai ciò che è gratis,: il sorriso e la speranza.

Una donna, ferma e decisa, che sa cogliere sempre l’attimo, con il cuore pieno di cicatrici e fuoco, che usa la sua vita, come ormai da tanti anni, per darla a chi ama. Una ragazza, giovane, bella, cosciente dell’amore che la madre nutre per lei, a volte solare, a volte grigia come la pioggia, perché esprime la sua sensibilità; Danza felice quando sente la melodia che le entra nell’anima, emettendo suoni che arrivano al cuore, riscaldandolo, facendola vibrare, librandosi nell’aria volteggiando come una meravigliosa farfalla appena uscita dal bozzolo e che sta imparando a volare con le proprie maestose ali, assaporando ogni battito come attimo fuggente di vita che scorre come le rapide di un fiume in tempesta.

E poi, a volte, il silenzio, dettato dai ricordi di un tempo passato, una lacrima, salata di dolcezza, perché un viso angelico ha sempre un cuore dolce che batte; un rimpianto, o un distacco, un lampo all’anima di ciò che è stato, o un raggio di sole che riscalda ciò che prima era gelato. Qualunque sia il pensiero, comunque, ha fatto posare la splendida farfalla dai vermigli colori al suolo, rannicchiandosi e chiudendosi a guscio, creando uno scudo tra  lei e la realtà, a volte e troppo spesso effimera, finta, falsa, ma pur sempre vita reale. Ed è in quel momento che, come una amazzone guerriera, la donna che l’ha messa al mondo va in suo aiuto, dandole ciò di cui lei ha bisogno, come d’altronde ognuno di noi lo vorrebbe, il vero amore, incondizionato e puro. E a quel punto gli sguardi delle due donne si incrociano in una intesa che va al di là della nostra conoscenza e della nostra capacità di comprensione, creando e riaccendendo il legame con la gioia e la felicità, e la farfalla torna a far vedere la maestosità delle sue ali, continuando il suo cammino udendo i suoni dell’anima.

Ed ecco un ragazzo, forte come un gladiatore, spavaldo come il più grande degli eroi, e che come tale usa ciò che ha per essere tra i migliori nell’Olimpo della fama, il suo talento e la sua tavoletta con ruote magiche montate sotto; fratello della ragazza, figlio della grande donna, unico nel suo genere, forgiato dal tempo passato, reso fiero da chi lo ama e lo accudisce, con lo sguardo determinato di chi sa di voler competere per qualcosa, per dimostrare che il trascorso è solo un ricordo, e che il venire sarà da scrivere in una pagina bianca dal destino creato dalla voglia di emergere. Nelle difficoltà avrà accanto sempre colei che lo ha messo al mondo, che lo ha cresciuto come madre, che gli ha insegnato i valori del rispetto, della semplicità e della lotta per ciò in cui si crede fermamente, la giustizia, divina o terrestre che sia.

Gli occhi delle persone possono vedere in ciò che siamo, come detto all’inizio, stranezze e diversità, ma Pirandello, grande interprete delle varie filosofie di vita, ci ha insegnato che spesso l’apparenza inganna, o meglio, “Così è se vi pare”.

I Tre Moschettieri, uno per tutti e tutti per uno, così una famiglia, che io non conoscevo, ma che ho imparato a conoscere intuendo l’affiatamento anche nella disperazione, che sa raccogliere dei cocci di sentimenti spezzati, di delusioni, di vita avversa, e li ricostruisce in un vaso splendente tenuto assieme da legami di anima e cuore. Un trio incredibile, che non desidera altro che un brandello di vita, un goccio di felicità mischiato con una spruzzata di rispetto e di futuro con i colori dell’arcobaleno.

E’ stato bello poter conoscere queste persone, perché rendono la mia vita una gioia, e mi danno la forza per scrivere, per gioire delle piccole cose senza essere trascendentale in eccesso, ma nel giusto, dove un pizzico di fantasia, allegoria e leggenda messa in uno scritto, può farlo diventare immaginazione realmente fantastica e sogno tangibile per chi lo legge.

scritto da Oxford Brogue, 10 maggio 2016

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Klimt Madre con figli 1909-1910 La donna è vita, bellezza e depositaria del segreto dell’esistenza.

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
La Grande Madre  Eugene Ivanov. Periodo cubista

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Madre con bambino. Pablo Picasso 1902. Periodo blu

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Tamara de Lempicka – Maternità 1922

 

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Gustav Klimt, Le tre eta’ della donna. 1905

 

Quest’ultimo e’ il  dettaglio de “Le tre età della donna” , di Gustav Klimt nel 1905. L’opera, conservata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Roma, simboleggia le  stagioni umane, un’allegoria della precarietà e della bellezza.

NON PERDERANNO MAI CIÒ CHE È GRATIS: IL SORRISO E LA SPERANZA.
Le tre età della donna. Klimt

 

 

Tre sono le figure femminili, la donna anziana dal corpo deforme e carico di anni; la  madre e la figlia con gli occhi chiusi  mentre sognano e fantasticano, cosa  negata all’anziana. Le due giovani sono serene, consapevoli di gioie e piaceri che scaturiscono dalla maternità in un’infinita perfezione di sentimenti.  I fiori nei capelli della madre indicano giovinezza e  godimento  di quello che si ha, perché nulla e’ eterno in questa vita .

 

 

 

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MASAMUNE E LA KATANA SAGGIA

MASAMUNE E LA KATANA SAGGIA

Le storie vengono tramandate da generazioni a generazioni, cercando di tenere vivo i ricordi e la storia di ciò che è stato importante

Japanese Samurai katana

Battaglie epiche da raccontare ce ne sono molte, Una di queste vuole uscire dalla mia mente, come un disegno di un pittore pronto a raffigurarla sulla tela. Così la mia storia vuole essere scritta, con velocità e fermezza come ciò di cui lei narra

C’era un tempo in cui le armi più mortali erano le frecce e le spade. Queste ultime brandivano i campi di battaglia con sibili, scintille e lampi degne di una giornata di tempesta. Il suono che emettevano quando venivano affondati i fendenti, era simile al sibilo del becco di un’aquila reale che fende l’aria in picchiata per ghermire la preda.

Era talmente palpabile e tangibile lo spostamento d’aria che sembrava una brezza di vento freddo che muove le chiome.

Ma le spade non erano tutte uguali, di aspetto simili, ma di ferro diverse, come nelle loro affilature

Esistevano spade antiche come la notte, luccicanti come le stelle e splendenti come la luna

Quelle di cui narro l’epica storia nacquero in Giappone, nella regione di Sagami, dove due maestri della forgiatura dovettero dar vita ad una sfida per stabilire chi tra i due fosse il migliore.

Tutte le sfide non portano mai a niente di buono e sano. Anzi, spesso creano dolore e dannazione. Soprattutto se vengono iniziate per invidia.

Masamune era un grande maestro di forgiatura, le sue Katane erano le più richieste in tutto il Giappone. Suo antagonista era Muramasa, meno abile nel forgiare, ma le sue spade, si diceva, erano talmente taglienti che niente poteva resistere.

Ma da li a poco, l’invidia di Muramasa per Masamune divenne fortissima, nei suoi occhi si vedevano le fiamme dell’odio verso chi era sempre ricercato per produrre qualcosa di speciale.

Una notte Muramasa non riuscì a prendere sonno, talmente era forte l’astio nella sua anima verso l’altro uomo; allora decise di mettersi a forgiare, battendo tutta la notte, raffreddando, scaldando a rosso fiamma, battendo ancora sull’incudine, affilando. Fino all’alba, quando al canto del gallo terminò la sua meravigliosa e nuova Katana, la Juuchi Fuyu (10000 inverni), la quale aveva una impugnatura molto bella, e una lama talmente lucente da poter abbagliare.

Si recò nella bottega di Masamune e gli lanciò la sfida, dicendogli che se fosse riuscito a realizzare una spada migliore della sua, lui se ne sarebbe andato per sempre dal paesino portando con se il disonore di avere perso.

Masamune, umile e calmo, rifiutò, in quanto disse che non voleva fare sfide e che la capacità di lavoro delle persone è paragonabile a ciò che realizzano, perché fondamentalmente l’arciere mira sempre a se stesso.

Muramasa, indignato per la risposta saggia e calma dell’uomo, agitò nell’aria la sua spada e tagliò con un fendente un pilastro che sorreggeva un lato della casa. Si udì stridere e scricchiolare, e subito Masamune vedendo la situazione di pericolo, corse su per le scale e andò a prendere moglie e figlio per farli uscire. Fece appena in tempo quando parte della costruzione cadde. Muramasa rise dicendo che la sua spada non avrebbe avuto rivali, e che lo sciocco Musamane era un vile e codardo.

Katana-Masamune LA SPADA DEI SAMURAI

Allora Masamune, non per vendetta ma bensì per senso del dovere, decise di accettare la sfida, ma con le sue regole. Le spade sarebbero state appese sul fiume con la testa immersa nell’acqua.

Muramasa era restio nell’accettare, in quanto avrebbe voluto un duello alla Samurai, ma poi, vedendo che l’uomo era irremovibile come una montagna, accettò.

Come giudice venne scelto un monaco che era in paese da tanto tempo, ultimo rimasto di una stirpe saggia.

Masumune chiese tempo per reperire il ferro necessario alla realizzazione della sua Katana. Messosi in viaggio, dopo qualche settimana ritornò nella sua bottega con delle strane pietre. Alcuni dissero che erano sassi scesi dal cielo nella regione di Tokaido, e che quando toccarono terra lasciarono un cratere infuocato.

 

Riflesso del monte Fuji nel lago Kawaguchi, visto dal colle Misaka nella provincia di Kai

L’uomo iniziò la sua opera, con movimenti delicati e dolci, degni di un danzatore, o di un maestro che illustra la forma del CHI.

Il ferro venne forgiato battuto e raffreddato per quasi 300 volte; si perse il conto di quanti furono i colpi dati con i vari martelli, ma dopo quasi tre giorni e tre notti di instancabile lavoro, il metallo veniva continuamente sovrapposto. Il figlio di Masamune chiese al padre che metallo era quello che stava usando e l’uomo gli rispose che erano frammenti di stelle mischiati a polvere cosmica e a profezie divine. Finalmente la Katana di Masamune, Yawaraka-Te (mano delicata) era pronta.

La sfida iniziò. La spada di Muramasa tagliava ogni oggetto che le si presentava, legni, sassi trascinati dalla corrente, e persino i poveri pesci.

Soddisfazione e ghigno maligno si vedevano sul suo volto.

Poi venne il turno della spada di Masamune, la quale non tagliò niente, ne foglie, ne legni, ne animali, il vento la faceva suonare emettendo una dolce melodia. E la tirò fuori dall’acqua, con la calma e tranquillità che contraddistingueva l’uomo.

I presenti mormoravano, confabulavano, facevano scommesse sul giudizio del monaco; questi si pronunziò, dicendo che la prima era indubbiamente più tagliente, ma nello stesso tempo portatrice di morte, in quanto poteva tagliare farfalle tanto come teste, senza distinguere ciò che è bene e ciò che è male, quindi una spada malvagia; la seconda invece è notevolmente più tagliente tra le due, danzando tra la natura e ciò che la circonda, distinguendo perfettamente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, guidata dagli spiriti della luna e dalle forze della natura, senza uccidere o distruggere ciò che è innocente. Quindi è una spada saggia e per come esiste la saggezza dai tempi antichi, così la saggezza continuerà ad essere la più forte arma conosciuta.

Muramasa era rabbrividito, era impaurito ed anche sbigottito di ciò che l’altro uomo riuscì a realizzare. Osservante della sua promessa, con disonore per la sua malvagità trasferita nelle armi, prese le sue cose e se ne andò per sempre. Di lui non vi furono più notizie.

Mente Masamune continuò a fare ciò che sapeva fare meglio, creare armi con lo spirito  della saggezza. La sua Yawaraka-Te venne soprannominata Katana Divina e fu richiesta dallo Shogun, con la quale vennero combattute tantissime battaglie, e la mano dello Shogun che la brandiva era sempre guidata dal cuore e dalla giustizia.

 

katana

Finite le guerre la spada tornò nelle mani degli eredi di Masamune, fino a perdersene completamente le tracce.

Tranne che, un bel giorno, dopo il Vallo di Adriano in Britannia, un giovane scortato da pochi fidi e forti soldati e generali Romani, trovò una spada, che recava strane scritte in una lingua lontana, lucente, come se fosse appena stata lucidata, e che ad ogni soffio di vento emetteva melodie, e una farfalla spostata da una folata sopraggiunta in quel momento, lanciata verso la lama, invece di tagliarsi ci si posò con calma sopra, una spada che recava altre scritte, Cesarea, la spada dei Cesari, meglio conosciuta anche come Excalibur, ma questa è un’altra storia……

 

FARFALLA ACQUA

Oxford Brogue

Masamune e Muramasa

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JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO

Sempre più spesso sono circondata da amici che a 50 anni o giu’ di li’ si trovano all’improvviso senza lavoro. Il momento economico che stiamo vivendo e’ drammatico. Aziende che chiudono, licenziamenti a tappeto, fabbriche dimezzate, negozi chiusi .… tanti a casa!!!

Avvilente. Dopo una vita di lavoro, un’esperienza acquisita, una maturità, un senso del dovere e di responsabilità, competenze assimilate e  costate tanti sacrifici …… diciamocelo, il mondo del lavoro attuale, isola. Sembra quasi che per la società le competenze non valgano un granché.  All’estero non e’ così, per i senior c’e’ enorme rispetto.  Per questo molti scappano dall’Italia, meraviglioso paese per gli stranieri! Non più per noi.

Meglio spremere un giovane neo, anche senza neo, laureato in stage sottopagati ( a stento un rimborso spese)  facendogli fare di tutto e di più rimandandolo a casa, la sera, stremato. Forse un rinnovo di stage, stesse condizioni sopra descritte, e poi …….. Poi forse un contrattino.

Nel frattempo il 50 enne cerca disperatamente lavoro e manda CV senza nemmeno uno straccio di risposta, un grazie o un “crepa”.

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO
Will Smith – La ricerca della felicita’- Quando ottiene il lavoro

Si iscrive nelle liste di disoccupazione, dove ha l’obbligo di successiva iscrizione alla DID, disponibilità immediata al lavoro ( presumo qualsiasi esso sia). Fatto questo e’ obbligato ad iscriversi ad uno degli enti accreditati dalla Regione Lombardia, pensando di trovare lavoro; pensa  che mandando il CV sarà inserito in una banca dati dove spera che domanda e offerta, prima o poi, s’incontrino.

Niente di tutto ciò.

La maggior parte degli Enti ha intascato la quota della Regione ma in realtà non offre alcun servizio, al momento non hanno nulla! La restante parte fa formazione. Oh! Fantastico, almeno e’ qualcosa.

La domanda però e’ la seguente:

Un 50 enne, laureato, con un’esperienza lavorativa di tutto rispetto, oppure un qualsiasi altro operatore in qualsiasi settore, anch’esso con anni di esperienza sulle spalle, rimasto senza lavoro, cosa se ne fa di un corso di formazione? La sua formazione l’ha bella che fatta, con l’esperienza, con un titolo di studio messo in pratica in stage passati, corsi specialistici e master  .

Ma e’ necessario che rifaccia a 50 anni un’altra formazione, pagata dalla regione  (per carità tanto di cappello ai fondi messi a disposizione) ma se il povero 50 enne cerca lavoro come può perdere del tempo utile per fare formazione. La vita a Milano e’ la più cara in Italia, una liquidazione dura molto poco, salvo quelle liquidazioni da urlo che non necessitano la ricerca di un nuovo lavoro o un’iscrizione alla disoccupazione.

Cercare, trovare un impiego, scrivere un CV, una lettera di presentazione e’ un lavoro vero e proprio e sicuramente comporta molte energie e parecchio tempo.  Auto promuoversi comporta altrettante delusioni e perdita di fiducia tanto da mandare in crisi anche il più forte, fa cadere in depressione anche il più tenace. E quanti ce ne sono, ahimè!!!!!

Detto ciò mi sono imbattuta in qualcosa che nemmeno sapevo potesse esistere.

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO

Un bel progetto finanziato dal Comune di Milano, utile ovviamente a chi non ha fretta di trovare lavoro: JOB CLUB

Il progetto Job Club è nato nel 2013 come iniziativa no-profit di due professionisti. Negli anni, grazie soprattutto al passaparola, il progetto ha coinvolto enti pubblici (Comune) e privati sempre di maggiore importanza, aiutando migliaia di persone a trovare lavoro insieme. L’obiettivo e’ la possibilità di cambiare e far ripartire il mercato del lavoro italiano e di dare nuove opportunità a chi cerca un posto di lavoro.

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO
Perche’ funziona Job Club

Gli ideatori del progetto:

Nicola Giaconi

Psicologo e career coach, autore di libri sulla scelta e la ricerca del lavoro quali “Trovare il lavoro che piace“, “Trova il tuo lavoro” e “Scegli la tua professione”. È co-autore con Riccardo Maggiolo del libro “I soldi leggeri” e creatore del sito di bilancio delle competenze Job Design. Ha collaborato con numerosi enti e istituzioni in tutto il territorio italiano: da venticinque anni aiuta le persone a cercare e trovare lavoro.

Riccardo Maggiolo

Giornalista professionista, autore ed esperto in comunicazione. Ideatore di alcune start-up, consulente per varie aziende, è formatore nei campi della comunicazione digitale e non, e della ricerca attiva del lavoro. È co-autore di “Job search 2.0 – Come trovare lavoro in sette mosse nell’era di Facebook e Twitter” e co-autore de “I soldi leggeri“. Ha anche scritto l’e-book “Brucia il tuo curriculum – e trova davvero lavoro in 10 passi

Il Comune di Milano sostiene  questo progetto. Chi entra in Job Club per cercare lavoro riceve supporto, consigli, sinergie con altri nelle sue stesse condizioni, non si sente perso e solo, ritrova la voglia di rinnovarsi e di riproporsi. A buon bisogno riesce a trovare il lavoro che lo soddisfa. Ma soprattutto crea nuove relazioni, assorbe dagli altri esperienze e conoscenze nuove.

Crea una  Rete

Oggi e’ tutto rete e in rete, persino il successo incredibile dei network marketing di ultima generazione che viaggiano sul passaparola e sul creare rete.

Job Club è tutto…..totalmente gratuito.  Tutte le persone coinvolte in questo progetto, dai trainer  ai fondatori ,forniscono il loro lavoro e servizio gratuitamente  portando le proprie competenze per il desiderio di cambiare le cose e offrire un’altra opportunità,  per ricreare un tessuto sociale,un supporto attivo al lavoro di tutti junior, over, senior senza discriminazioni.

12 le sedi a Milano dove potersi iscrivere, secondo orari e logistica comoda al singolo. Bisogna  provare!!!!!

 

Se si ha la fortuna di trovare un lavoro che piace, non lo si considera più  un lavoro ma una passione.

 

Testimonianze

 

 

Come funzina Job Club tutte le info e Job Club su FB

Di buon auspicio per tutti coloro che cercano un lavoro:

 

Siate affamati, siate folli. Steve Jobs in parole sue.

PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DAL 2 ALL’8 MAGGIO

PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DAL 2 ALL'8 MAGGIO

PREVISIONI ASTROLOGICHE DI SUSY GROSSI DAL 2 ALL’8 MAGGIO

Oroscopo settimanale

01) ARIETE

AGGIORNA IL GUARDAROBA.  La primavera rifiorisce e fioriscono le relazioni, i motivi di serena soddisfazione e, non ultima voce positiva, migliorano parecchio le entrate finanziarie.  L’economia ha preso un buon andazzo ora che ad occuparsene ci sono Giove, Plutone e gli ospiti del tuo Segno: Venere, Sole e Mercurio. Probabilmente idee nuove e proficue soluzioni a dei problemi stantii e vecchiotti ti mettono sulla strada giusta per incassi maggiormente consistenti. E’ comunque ora di occuparti di te, del tuo fisico che dovrebbe tornare per l’ appunto scattante e vivace come al solito. Non trascurare di aggiornate il guardaroba.

2)  TORO

AMORE EFFERVESCENTE.  La tua settimana si rivelerà deliziosa: al Sole e a Mercurio di stanza nei tuoi Gradi Zodiacali si è aggiunta la dolce e persuasiva Venere, e cioè il tuo pianeta dominante. E quindi gioie, soddisfazioni, amene circostanze e lusinghieri giudizi ti costellano la settimana, per giorni ricchissimi di belle sensazioni e di una contentezza che ti allarga il cuore. Starti vicino è un piacere e un  privilegio, per il quale potrebbero sorgere sgarbati contrasti e aspre liti fra i tuoi numerosi conoscenti. L’amore attraversa una fase assai effervescente e le situazioni a due sono tanto intense quanto trascinanti…

3)  GEMELLI

POLEMIZZI CON VERVE.  Con chi ti sta vicino si sono forse momenti un poco accesi, visto che Saturno e soprattutto Marte si trovano nel dirimpettaio Sagittario. Alzare la voce e mostrarvi aggressiva non è una politica che le stelle ti consiglino, ma ti verrà forse naturale comportarti con una certa polemica verve perché stai reagendo a situazioni un po’ penalizzanti che si ripetono da troppo tempo. Quindi sbottare e dare in escandescenze è una semplice reazione a lunghi periodi nei quali, a provocazioni insistenti e gratuite,  non sei riuscita a difenderti. I motivi? Forse finanziari, forse di principio, forse non qualificabili…

04)  CANCRO

SERVE FARE ORDINE.  La settimana presuppone per te la necessità di fare ordine. Nella tua casa, nei tuoi armadi, nella tuia vita quotidiana  e nella tua mente: ristabilire priorità e modus operandi nei vari settori che adesso sono in fermento è una operazione che non dovrai trascurare. Eliminare il superfluo, archiviare il desueto, mettere in naftalina ciò che non è più trainante sono operazioni che di solito detesti cordialmente ma che in settimana dovresti comunque iniziare. E chi ben comincia si sa che può già considerarsi a metà dell’opera, quindi non essere avara del tuo tempo e della tua attenzione nel cominciar a darti da fare.

05) LEONE

MISURATI CON GLI  EGUALI.  Ti stuzzicano conquiste e situazioni nelle quali la tua possente personalità si misuri con avversari degni di questo nome! Ti sei un poco annoiata di contendenti che non hanno nerbo e che non ti mettono sul serio alla prona: da troppo tempo ti sembra di vincere con una facilità che rende risibili le sue risultanze.  Chiedi dunque a Urano nell’Ariete e a Saturno e Marte nel Sagittario di prepararti una tenzone che ti possa inorgoglire, possa rinfocolare il fuoco del tuo igneo elemento  e che sia all’altezza delle tue aspettative. Metterti in lizza con personaggi che consideri minori non ti darebbe la minima gloria…

06) VERGINE

RICHIESTE  FINALMENTE EVASE.  Giove, fortunato ed eclettico ospite dei tuoi bei Gradi,  è sospinto a vele spiegate dal favore del Sole nel Toro, dalle indicazioni di Plutone dal Capricorno, e la settimana per te si presenta trionfante e deliziosamente appagante. Tutto ciò che avevi chiesto è nella lista delle cose che stanno per l’appunto succedendo sul serio, e la gratificazione che ne consegue agisce benevolmente sull’umore, sull’amore e sulla buona disposizione d’animo.  Il partner ne approfitterà per chiederti, molto probabilmente, di soddisfare al meglio certe sue richieste che erano rimaste a lungo inevase e inascoltate.

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LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO

Anteprima sull’uscita del 2 maggio nelle le sale del film docufilm “Leonardo da Vinci. Il genio a Milano”

Il commento di Michelle Kling per 50annieround:

Lo sapevate che Leonardo da Vinci è stato il primo Wedding Planner ?

Le cronache del tempo narrano che Leonardo straordinario genio d’arte e di scienza , ma anche intenditore di gastronomia , fu il cerimoniere del banchetto delle nozze di Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza . E’ cosi che il 5 febbraio 1489 da perfetto organizzatore sceglieva il castello del conte di Bergonzio di Tortona in Piemonte come location. Creava un vero e proprio spettacolo in cui ogni portata era accompagnata da balli in costume, e raccontava una storia della mitologia , presentando un formaggio a mo’ di torta nuziale..

Ma non solo, è stato il precursore della moda a Milano inventando l’abito tagliato in vita e la gonna a campana, architettando i costumi di corte, lanciando tendenze nell’entourage di Ludovico il Moro.

Leonardo da Vinci, artista, inventore, ingegnere, anatomista, pittore, scultore, architetto, urbanista, botanico, musicista, poeta, filosofo umanista ma anche scrittore.  Un genio universale che permise di dare una particolare svolta all’anatomia al genio civile , all’ottica e all’ idrodinamica nelle scoperte  scientifiche dei secoli successivi.

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO
Leonardo Da Vinci – Il Genio indiscusso – 15 aprile 1492

La Toscana che l’ha visto nascere a Vinci lascia l’impronta dei paesaggi accennati nelle sue opere , Leonardo osserva fin dall’infanzia i meccanismi della natura, che tradurrà in macchine innovative.

Un film straordinario che gioca ad alternare passato e presente nel raccontarci la storia di questo genio di tutti i tempi. Le interviste di  esperti e critici d’arte fanno da cornice alle scene immaginarie che i personaggi dell’epoca animano

Non costituisce un semplice documentario  bensì una piacevole passeggiata culturale arricchita di curiosità inediti e che riesce a far passare  messaggi di grandezza dell’epoca rinascimentale illuminata da un grande personaggio mitico.

Non si finisce mai di scoprire le molteplici sfaccettature di un personaggio storico di enorme portata, perché non approfondire alcuni aspetti particolarmente interessanti in un’altro movie?

 

Michelle Kling Hannover

articolo di Michelle Kling Hannover  

Image Consultant , esperta in camouflage e stylist , 
giornalista di moda 
MICHELLEMKLING3@GMAIL.COM
+39.333 8126999
La pagina FB di Michelle

 

Il film

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO
Paolo Briguglia interpreta Leonardo

Gli anni milanesi di Leonardo da Vinci arrivano sul grande schermo: il 2, 3 e 4 maggio verrà proiettato nelle sale il docufilm “Leonardo da Vinci. Il genio a Milano”, realizzato da Rai Com, Skira e Codice Atlantico, con la partecipazione di Maremosso e in collaborazione con Pirelli e Confagricoltura.

LEONARDO DA VINCI. IL GENIO A MILANO
Leonardo da Vinci, la mostra

L’idea nasce dalla mostra su Leonardo a Palazzo Reale organizzata nei mesi di Expo che chiude con 230mila visitatori. Racconta la vita del genio a partire dal 1482, quando si presenta a Ludovico il Moro, signore di Milano.

Il film – diretto da Nico Malaspina e intervallato da scene di fiction di Luca Lucini – esplora il soggiorno cittadino dell’artista, offrendo la chiave per trasformare in quadri cinematografici i numerosi scenari leonardeschi di Milano.

Fonti:   Il docufilm “Leonardo da Vinci. Il genio a Milano”,  L’ispirazione a Palazzo Reale

Massimo Ravecca


Sindone di Torino e opere di Leonardo da Vinci: Analisi iconografica comparata

Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo

 

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LA FOLLIA DI UN SOGNO

 LA FOLLIA DI UN SOGNO
La follia di un sogno cosa è?
Il desiderio inconscio di qualcosa? O la reale necessità di vivere?
Una follia è paragonabile alla pazzia? Forse.
Ma chi non è folle non vive.
I sogni sono i rifugi della solitudine e dei desideri. I sogni sono le nostre fortezze, dove la follia d’amore verso qualcuno, oppure la lucida sofferenza del dolore per la perdita di qualcuno, ci spingono a vivere una realtà effimera costruita su speranze forse irrealizzabili. Ma vivendo dei folli sogni o dei desideri pindarici, forse, possiamo considerarci vivi.
La banalità dell’ovvio porta a tristezza, a perdere i colori del cuore, vivendo in bianco e nero. E chi pensa che essere folli sia sbagliato, be’, allora dico, vivi nel tuo errore, perché noi folli viviamo nella nostra lucida ragione e realtà, non errata ma giusta.
Perché essere normali, uguali ad altri è forse più semplice che essere diversamente folli.
L’amore è l’amore, di per sè, spesso, sono follia.
E chi follemente ama allora è una persona sbagliata? E chi fa follie per qualcuno o qualcosa?
Credo veramente che ammettere le nostre follie permetta alle persone comuni di poter toccare un mondo nuovo e che, forse e magari, possa poi piacere ed entrare a farvene parte

Oxford Brogue

Il racconto di Oxford Brogue e’, come sempre, ricco d’amore.
Nel leggerlo mi ha ricordato alcuni dipinti ……….

 

 

 

L’amore attraverso l’arte

Fonti

MotoGP, VALENTINO E’ VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

MotoGP, VALENTINO E' VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

MotoGP, VALENTINO E’ VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

Inizia in modo eccelso il GP di quest’anno con Valentino che “straccia” gli avversari fin dalle prove di venerdì. E non ce n’e’ per nessuno…..

https://youtu.be/obiWLmrxmo8

 

Come non tifare, come sempre, ma a maggior ragione dopo la chiusura e gli avvenimenti della scorsa stagione. Polemiche, moviola e quant’altro.

Si ricomincia: il grande circo delle due ruote si rinnova  pieno di entusiasmo e sfide aperte.

MotoGP, le pagelle di Jerez: Rossi è mostruoso

VALENTINO ROSSI –  Voto 10
Semplicemente mostruoso. Dopo la pole del sabato piega Lorenzo e Marquez con la leggerezza dei vecchi tempi. Esprimersi a questi livelli a 37 anni è dote che appartiene solo ai grandissimi. A Jerez siamo stati alle prese con il più grande in assoluto.

MotoGP, VALENTINO E' VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016

Stefania Palma, mamma di Valentino,  era nei box attenta, ma discreta; presente, ma defilata; tranquillizzata solo dopo la Pole Position di sabato.  ” Al primo GP in Europa bisogna iniziare a concretizzare ed ero preoccupata. ” – dice.

Belle le sue parole di  mamma

“È stata come una gara di Formula 1 non di GP, la strategia è stata studiata nei minimi dettagli”.
Stupita da Valentino?
“Valentino vince ogni volta in modo diverso. Quest’anno è più forte del 2015. Ancora una volta ha cambiato il modo di interpretare le gare. ”.
Jorge e’ rimasto male, non si aspettava una sberla simile.
“Lui e Marquez sono gia’ a tavolino a studiare come batterlo alla prossima.  Ma Valentino proverà a fregarli in un altro modo. Siamo pronti”.
Dalla sua prima vittoria ad oggi, francamente non mi aspettavo tutto quello che ha costruito, poi col tempo, ho capito che e’ tra i giganti dello sport.
MotoGP, VALENTINO E' VALENTINO, E NON SI DISCUTE!!! Vince Jerez 2016
“Valentino è forte come Alì. Come energia e come fisico, lo vedo potente. Di Pelé e Maradona ha l’eleganza nel gesto atletico, mentre ha la precisione di Jordan. Poi è costante come Federer ed è un grandissimo lavoratore come Mennea, un atleta che reputo un grandissimo. Eppoi c’è pure un pizzico di Tomba, istrionico come lui. Perché alla fine, quando raggiunge i suoi obiettivi, Valentino trasmette a tutti solo gioia”. Come darle torto.
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Il giro d’onore giocando con la telecamera
Grande Valentino!

 Forse ti va di giocare a Valentino Rossi

Valentino Rossi The Game – PlayStation 4

IL POTERE DELL’ACQUA SUL VISO

IL POTERE DELL'ACQUA SUL VISO

IL POTERE DELL’ACQUA SUL VISO

Andiamo incontro alla bella stagione, a temperature più  miti, ai weekend fuori porta, ad alleggerire gli abiti e a scoprirci.

Bisogna, quindi, iniziare a preparare il nostro corpo e la nostra pelle all’esposizione solare. Quando si arriva a 50 anni e’ necessario avere un po’ più cura di se stessi perché la pelle e’ più delicata e soggetta a cambiamenti come rughe e macchie. Utilizzare sempre una crema giorno con fattore di protezione almeno 30. Anche camminando per la strada i raggi del sole colpiscono la pelle, senza che neanche ce ne accorgiamo. Inoltre questo tipo di abitudine abitua gradatamente la pelle all’esposizione solare dopo l’inverno ( anche durante la stagione fredda, comunque,  sarebbe un’ottima abitudine) e previene le macchie scure. Se c’e’ una tendenza a scurire alcune zone del viso, la protezione 30, aiuta ad attenuare le macchie preesistenti.

Oggi, il consiglio che vorrei dare, provato sulla mia pelle e scoperto di recente, e’ l’uso dell’acqua anche per le abitudini quotidiane.

Ho di recente utilizzato un siero rigenerante che va applicato sulla pelle umida.

Ecco, e’ la pelle umida la rivelazione fondamentale applicabile in ogni circostanza.

IL POTERE DELL'ACQUA SUL VISO

Intanto lavare il viso, già  pulito, con acqua calda e poi fredda 2/3 volte provoca ossigenazione e alimenta la circolazione sanguigna della pelle. L’ultima volta usare acqua calda che dilata i pori.

Sia siero che crema giorno o notte va applicato a pelle bagnata ( non basta solo umida) .

IL POTERE DELL'ACQUA SUL VISO

L’acqua permette di stendere molto bene ovunque il prodotto che penetra nella pelle più facilmente. Massaggiare fino a quando l’acqua non e’ del tutto assorbita insieme al prodotto stesso.

Le azioni sono multiple:

  • si consuma meno prodotto
  • si stende in modo più uniforme raggiungendo tutto il viso, il collo e il décolleté con una dose di prodotto minima perché si stempera con l’acqua
  • massaggiare bene anche il contorno labbra, con la costanza, le piccole rughe ( codice a barre) si attenuano, sono meno secche e anche un rossetto ha una resa migliore
  • involontariamente si fa un massaggio sul viso che attiva la circolazione e stende le rughe
  • l’acqua nutre la pelle ricreando il giusto equilibrio dell’epidermide.
  • l’effetto e’ una pelle più nutrita, luminosa, compatta, sana e senza impurità
  • e’ un’ottima base per il trucco che durerà di più
  • la pelle risulta più fresca
IL POTERE DELL'ACQUA SUL VISO
le linee per stendere la crema e fare un massaggio antirughe

leggi anche il massaggio antirughe

Se ti e’ sembrato un buon consiglio, condividilo con le tue amiche.

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ARCI BELLEZZA LUNEDI’ 7 DICEMBRE – “Un viaggio chiamato amore”

ARCI BELLEZZA LUNEDI' 7 DICEMBRE - "Un viaggio chiamato amore"

ARCI BELLEZZA LUNEDI’ 7 DICEMBRE – “Un viaggio chiamato amore”

 

ARCI BELLEZZA LUNEDI' 7 DICEMBRE - "Un viaggio chiamato amore"

 

Lunedì 7 dicembre “I Lunedì del Bellezza” incontrano una delle storie d’amore più famose delle letteratura italiana: quella fra la scrittrice Sibilla Aleramo e il poeta Dino Campana.

ARCI BELLEZZA LUNEDI' 7 DICEMBRE - "Un viaggio chiamato amore"

Dal comunicato stampa:

“Sibilla Aleramo, Dino Campana: poeti, amanti, nelle retrovie della Grande Guerra.

Innamorati e violenti, delicatissimi e straziati, schiavi di un desiderio fatto di gioia e tortura.

Un desiderio così forte da bruciare in pochi mesi: rose trovate in agosto, calpestate e sfiorite a gennaio.Un’amore di carne, sangue e parole.

Poesie, lettere e biglietti d’ingiurie o nostalgia hanno costruito il castello di carta di cui sono stati la Regina e il Re, nel 1916, fino a mandarlo a fuoco.”

 

  • Alle 20,00 il menu  della serata  prevede  una  cena tipica toscana a
    base di bruschette, polenta e cinghiale alle olive a prezzi popolari con gli ospiti della serata (prenotazione consigliata allo 02-58319492).
  • Alle 21,30 performance teatrale a cura di Lorenzo A.P. Balducci, Valentina Proserpio, Monsieur Bod.
  • A seguire proiezione del film “Un viaggio chiamato amore” di Michele Placido, con Stefano Accorsi e Laura Morante.

“I Lunedì del Bellezza”: una serie di concerti, spettacoli, film, incontri con personaggi di rilievo della scena culturale, milanese e non, su argomenti vari. Dal cinema al teatro, dalla musica all’arte, dalla letteratura alla storia, dalla scienza alla politica.

Presso il bellissimo scenario del salone del circolo ARCI Bellezza
 via Bellezza, 16A a Milano
si alterneranno,  ospiti ed eventi, volti ed immagini, suoni, colori e sapori.

 

Dalle 21  “i Lunedì del Bellezza” entreranno nel vivo, cambiando veste di settimana in settimana. Dal concerto allo spettacolo teatrale, dalla serata cinematografica alla presentazione di un libro e al dibattito/intervista su argomenti vari.

Per partecipare ai Lunedì è richiesta l’iscrizione annuale all’ARCI.”

Per info dei Lunedì del Bellezza
Gianluca
Tel. 327-3754558

segui la programmazione sulla pagina FB di Arci Bellezza

TUTTO INIZIO’ TANTO TANTO TEMPO FA

TUTTO INIZIO' TANTO TANTO TEMPO FA

TUTTO INIZIO’ TANTO TANTO TEMPO FA

Tutto iniziò tanto tanto tanto tempo fa, quando durante una notte tempestosa arrivarono a cavallo dei crociati alla nostra umile dimora a Tivoli, in mezzo alle campagne.

Io e mio fratello, forti e grandi, accogliemmo questi messaggeri. Provati dal tempo e dalle battaglie, chiesero a noi umili contadini, mostrandoci i sigilli papali, se saremmo voluti essere CROCIATI, combattere per la sacra madre chiesa nel nome di Dio per debellare il male che ci circondava. Annuimmo e, prese le poche cose di necessità, in quanto come campagnoli non avevamo ricchezze se non la nostra terra, sellammo i cavalli e partimmo alla volta di Roma. Arrivati al cospetto del Vaticano, davanti ai generali, prestammo giuramento. Di li a poco io e il mio giovane fratello, soltanto 20 enne, partimmo per la prima battaglia in terra santa.

Fu cruenta e dura. Amici conosciuti nel tempo caduti con valore, ed io e mio fratello sopravvissuti alle fauci del nemico, sconfiggendoli e mentendo le linee. Il nostro valore e la nostra intelligenza fu notata dal generale dei generali, e ci chiamò a sè durante un banchetto di una sera di mezza estate. Ci parlò e ci disse di volerci mettere a capo di validi soldati, di una delle compagnie del grande Roberto di Normandia, uno dei sei grandi comandanti che guideranno tutti gli uomini nella grande battaglia di ASCALONA. Felici ed entusiasti, senza pensiero, come due ragazzini, io e mio fratello accettammo. Uscendo dalla tenda del generale, ci mettemmo le braccia sulle spalle, uno di fronte all’altro, scuotendoci e gioendo della grande notizia. Il giorno dopo cavalcammo come due fulmini per raggiungere Roberto di Normandia al suo accampamento. Arrivati a destinazione, presentate le credenziali e le referenze, Roberto di Normandia sorrise a voce alta e brindò ai due nuovi comandanti.

Mi chiese il nome e l’età, e la stessa cosa lo fece a mio fratello. “Io sono Alessandro da Tivoli e ho 35 anni”. Mio fratello rispose “Io sono Filippo da Tivoli, ho 20 anni e sarò l’ombra di mio fratello”. Roberto di Normandia, sorpreso della nostra età, ci congedò e ci disse di presentarci all’alba.
La mattina successiva, assieme a tutti i comandanti, guardammo il piano della battaglia, e dopo vari consigli espressi da tutti, me compreso, ci dividemmo i compiti. Noi con la nostra piccola compagnia, appostati al centro, dentro al bosco, avremmo dovuto intervenire al segnale di Roberto di Normandia. Dopo circa 6 ore di marcia, arrivammo nelle nostre posizioni, prendemmo posto. Io guardai mio fratello, cresciuto quasi di un anno, valoroso come una tigre, e abbracciandolo gli dissi “Dio è stato generoso con noi, abbiamo vissuto fino ad oggi. Se lui vorrà ci lascerà ancora su questa terra per continuare a servirlo, ma se in paradiso fosse richiesta la nostra presenza, spero di saper essere un ottimo fratello come lo sono stato per te qui. Io comunque non ti perderò di vista sul campo e se fosse necessario sacrificherò la mia vita per te.”

Dal mio viso iniziarono a scendere alcune lacrime, un misto di gioia per aver vissuto tanto con mio fratello, e di dolore nel pensare che uno di noi due potesse non rivedere più l’altro. Mio fratello, con un sorriso angelico, mi guardò e con voce calda e rilassata mi disse “Non temere fratello, Dio qualsiasi cosa decida, lo decide per renderci grandi”. Io rimasi ammutolito e spiazzato, ma sentii un brivido caldo che mi attraversò il cuore arrivando all’anima.
Passarono altre due ore, e si fremeva e ci si innervosiva per l’attesa. Guardai i miei compagni, mai considerati come soldati ma come fratelli, guardai Filippo, gli misi bene l’armatura di maglia d’acciaio sulla testa e gli infilai l’elmo della tigre. Alzai lo sguardo al cielo, vidi una notte molto scura, e una goccia mi scese sulla guancia. Da li a breve iniziò a piovere. Il freddo non si sentiva in quanto l’adrenalina nel corpo era alta e non ci faceva  provare le rigide temperature.

Vidi in lontananza dei bagliori. Erano frecce infuocate che il lato destro ed il lato sinistro scoccavano contro il misto esercito Egiziano- Etiope e contro il potente califfo Al Af dal Shaahan Shah, già incontrato dai crociati in altre battaglie. Roberto di Normandia arrivò e ordinò la carica. Come un branco di leoni e lupi ci scagliammo a spade elevate contro i fanti dell’opposta fazione. Non so dire quanti fendenti ho dato, ne quanti nemici ho ucciso; non so dire di quanti tagli avesse la mia pelle, di quanti colpi il mio corpo; ma so che durante quella battaglia successe qualcosa di irreparabile.

Non smettevo di guardare il mio giovane fratello, unica mia vita, e se lo vedevo in difficoltà, con forze e con la rabbia, mi facevo largo nella battaglia per andare al suo fianco a proteggerlo. Schiena contro schiena, come già altre volte era successo sui campi delle guerre. Ma ad un certo punto, udii un sibilo, quello di una potente freccia scoccata da un arco capace di uccidere da grande distanza, scagliata da chi ne aveva già scagliate a migliaia andando sempre a colpo sicuro. Cercai di capire da dove stava arrivando, e chi dovesse colpire, ma nonostante avessi una vista da lupo, con gli schizzi di fango sulla faccia che scendevano sugli occhi per la  pioggia non riuscivo.

Ero terrorizzato, ed ecco un colpo, una spinta ed un grido.

Finii a terra, mi girai immediatamente e vidi quello che non avrei mai voluto vedere, ciò che un fratello non vorrebbe mai pensare. Mio fratello mi spinse e prese lui la freccia diritta nel cuore al mio posto, salvandomi la vita.

A quel punto il mio urlo di rabbia, di dolore, di tristezza si levò nell’aria, spaventando chi era vicino a me, amici e nemici. Balzai in piedi e corsi da Filippo. Lui mi guardò, mi sorrise, e mi disse ” vedi fratello mio, Dio ha voluto me e non te a comandare un esercito fatto di angeli. Tu adesso mi avrai sempre al tuo fianco e nessuno mi porterà mai via da te  perchè nessuno potrà toglierti il mio ricordo dal cuore. Non essere triste per me, ma felice perchè andrò a compiere grandi cose in cielo. Ti voglio bene Alessandro. tu sei sempre stat……….” e mi sospirò tra le braccia. A quel punto lo adagiai nel fango, gli chiusi gli occhi e, accecato dalla bramosia di vendetta, assetato
del sangue dell’arciere, iniziai a volteggiare la mia spada, dalla lama ancora lucente nonostante il sangue dei morti.

Colpii continuamente i nemici, facendoli cadere come alberi abbattuti, con il mio scudo con l’aquila forgiata sopra, evitai almeno 10 frecce dell’uomo fino ad arrivare innanzi a lui. Lo guardai fisso negli occhi, e lui rise. E nella sua lingua per me incomprensibile disse parole continuando nella sua burlosa risata. Estrasse la sua spada, con fattezze diverse da quella degli altri soldati suoi amici, e si lanciò verso di me. Io non provavo più niente, non sentivo se qualcuno mi avesse ferito, non sentivo più la pioggia, non provavo più sensazioni, se non quella di vedere il sangue di colui che aveva ucciso parte della mia anima. La lotta fu cruenta e lunga, mi ferì più volte, ma non in modo mortale. Anche io lo ferì. E poi, durante un suo attimo di distrazione, avendo la mano forse guidata da Dio, inflissi il colpo decisivo. Lo vidi cadere, incredulo, tenendo con le mani la lama della mia spada. Spirò.

In quell’attimo esatto udii dietro di me delle urla ed esultanza. La battaglia in coincidenza era finita. I nemici si ritirarono. Avevamo vinto. Ma guardando il campo mi misi a piangere, per tutti i morti lasciati, i compagni, gli amici, e andai verso mio fratello. Lo presi in braccio e lo portai in parte, ove nessuno era presente. Pregai per lui, e piansi per diversi minuti.

Fui raggiunto da Roberto di Normandia, scese dal suo maestoso cavallo nero, si inginocchiò a fianco a me, pregò, e mi disse che mio fratello avrebbe avuto degna sepoltura. Lo ringraziai.

Il giorno dopo fu così.

Lo onorammo. e io rimasi solo, ma con lui sempre dentro di me dove non morirà mai. Da quel giorno affrontai altre battaglie, perdendo altri amici, fino a quando, ormai saggio con l’età, mi ritirai.

E i ricordi mi fecero compagnia fino alla fine dei miei giorni.

Scritto da Oxford Brogue

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