#EIOCIVADO all’ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA’

#EIOCIVADO all'ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA'

#EIOCIVADO all’ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA’

L’albero della vita e’ sempre una magia.

Settimana scorsa un’anziana signora e’ arrivata a Palazzo Italia, in sedia a rotelle, accompagnata dal figlio.

Dopo la visita alla mostra e’ passata nella zona dei video a 360° ed e’ rimasta delusa che la sua miopia accecante non le ha permesso di vedere limpidamente le olimpiadi da Rio attraverso gli Oculus. Era quasi arrabbiata, incattivita dall’eta’ avanzata e dalla malattia  che le impediva quella esperienza tecnologica.

Donna curiosa, carattere forte, e’ stata di recente all’acquario di Genova dove il figlio non riusciva a portarla via dalla vasca dei delfini.

Le ho toccato un braccio, le ho detto che le avrei fatto vedere ugualmente i video a 360° ma nella parte del teatro, allestito da Samsung, nello stand. Due giganti pareti tonde con retro proiezione e con video di sport riprese a 360° dove l’effetto e’ quello di essere al centro del video e di viverlo e guardalo da protagonisti.

Le immagini scorrevano e i paesaggi di montagna o di mare si susseguivano mentre le spiegavo la tecnica delle riprese, l’evoluzione che c’e’ stata in un anno e le dirette che abbiamo potuto godere da Rio come fossimo teletrasportati direttamente sui campi di gara.

Così l’anziana signora mi ha raccontato che ha 91 anni, che il fisico la sta lasciando ma che  e’ affascinata da tutto quello che la circonda e dalle nuove tecnologie. Quando e’ iniziato il video dell’alta montagna, la neve splendente e accecante e gli sciatori che quasi ci travolgevano si e’ girata verso di me e mi ha detto: ” che meraviglia, grazie per quanto mi sta raccontando, grazie per avermi mostrato tanta bellezza…non voglio lasciare tutto questo!”

Devo ammettere che l’emotività ha tradito sia me che il figlio mentre lei, affascinata come una bambina, ammirava le immagini e commentava come se li’, su quella neve, fosse in piedi a respirare l’aria frizzante dell’altitudine.

C’era poca gente e abbiamo chiacchierato a lungo, così mi ha raccontato la sua interpretazione dell’Albero della Vita. Tra musica e luci c’e’ la nascita della vita, la vivacità degli anni quando i colori si mischiano, la musica si fa alta e gli spruzzi d’acqua toccano la chioma in legno, superandola addirittura.

La passione nel rosso e nei raggi laser che bucano il cielo e poi, pian piano, l’Albero ritorna ad una modulazione musicale e colorata più morbida, secondo lei ad indicare la conclusione dell’attività vitale per concludere lo spettacolo in modo morbido e tenue come un po’ succede agli anziani.

Ognuno potrebbe raccontare la sua storia e intravedere tra soffioni d’acqua, musica e colori così artisticamente calibrati e studiati in un vero concerto di sinfonia affascinante, elettrizzante e coinvolgente i propri pensieri proiettati nel velo d’acqua che a mezza luna appare a meta’ spettacolo.

Son tutti col naso all’insù, pronti a scattare foto amatoriali o professionali. A riprendere  un video da postare sui social, o a farsi un selfie mentre cambiano le serpentine  led e da bianche diventano turchesi e poi blu e viola.

A distanza di un anno, l’Albero non e’ cambiato, anzi, adesso, durante la giornata si può’ raggiungere il tronco all’interno del quale c’e’ una mostra fotografica che racconta tutti i significati possibili che gli autori hanno studiato e progettato per renderlo così vitale.

FOTO GALLERY

 

Verso sera inizia la grande corsa allo spettacolo dell’Albero della Vita che e’ sempre  affascinante e bello. E’ sempre una magia che durante il giorno pian piano cresce in attesa degli spettacoli serali.

Sembra un Pifferaio Magico, e nonostante l’area può sembrare dispersiva, quando l’altoparlante annuncia  che e’ prossimo lo spettacolo, le persone come formichine arrivano da tutti i lati e si vanno a posizionare sulle gradinate per godersi 12 minuti di spettacolo. Anzi, la zona sembra un po’ deserta, a parte i numerosi visitatori del Palazzo Italia, ma e’ incredibile come si popola dal nulla nei 5 minuti precedenti allo spettacolo…….arrivano, arrivano anche di corsa per non perdere nemmeno un attimo della magia.

L’avro’ visto almeno 100 volte e non mi stanco mai di vederlo e rivederlo ancora e ancora.

E’ bello il significato, come e’ stato realizzato come vengono strutturati  i giochi di luce; qualche minuto in più non mi dispiacerebbe , qualche fuoco d’artificio nemmeno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine dello spettacolo quando l’acqua crolla fragorosa e la musica finisce, restano a meta’ altezza dei soffioni d’acqua a ricevere gli applausi.

#iocivado all'ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA'
Per finire, i colori Italiani

 

Perderselo? Giammai!

 

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News appena arrivate per i prossimi giorni…..finalmente!!!!!!!

 

pokemon

 

spiaggia

CONFERMATA APERTURA AREA RELAX CON SPIAGGIA VENERDÌ 26 AGOSTO.

Tutti i weekend al Parco Experience, presso l’ex Area Expo, c’è “Rosso Beach”: una spiaggia attrezzata con zona relax, area giochi, campo da beach volley ed un chiringuito per l’aperitivo. Ma non solo. Quando cala il sole, il Parco si anima sulle note della “Rosso Disco”, la discoteca di Expo Milano 2015, con musica, cocktail, snack e tutto il ritmo ed il divertimento dell’estate.
“Rosso Beach” è aperta da venerdì a domenica, con aperitivo e dj set il venerdì dalle 18.00, sabato e domenica dalle 17,00.

Orari Parco Experience:
VENERDÌ 18,00-23,00
SABATO E DOMENICA 11,00-23,00

Un’iniziativa di Alessandro Rosso Group in collaborazione con Arexpo, grazie al contributo di Regione Lombardia. Tutte le informazioni su experiencemilano.it #eiocivado

Tutti i weekend, dal 26 agosto, al parco EXPerience, presso l’ex Area Expo, c’è “Rosso Beach”: una spiaggia attrezzata con zona relax, area giochi, campo da beach volley ed un chiringuito per l’aperitivo. Ma non solo. Quando cala il sole, il parco si anima sulle note della “Rosso Disco”, la discoteca di Expo Milano 2015, con musica, cocktail, snack e tutto il ritmo ed il divertimento dell’estate.

Grazie ad Alessandro Rosso Group, in collaborazione con Arexpo e con il contributo di Regione Lombardia.
#EXPerience #Milano 
#EIOCIVADO

 

Il 27 agosto ricomincia la programmazione anche all’Open Air Theatre

 

27 concerto gospel

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SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

( chissa’ se Steve Jobs l’avrebbe permesso; indubbiamente  Zuckerberg e’ stato un razzo ad acquisire l’alleanza!)

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

APPUNTAMENTO VIRTUALE A PALAZZO ITALIA,  EXPO EXPERIENCErESTATEaMilano, PER LA FULL IMMERSION IN TOTALE ANTEPRIMA MONDIALE NELLO SPORT.  OLIMPIADI DI RIO 2016 IN DIRETTA A 360°

 

Il supporto di Samsung Electronics, sponsor ufficiale di RIO 2016, rende disponibili con Samsung GEAR VR contenuti esclusivi per la tecnologia a 360°, cioe’ sei dentro le Olimpiadi, ma per davvero.

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

 

Il team di SPORT VR EXPERIENCE realizza una sperimentazione senza precedenti, trasmettera’ in diretta reportage sportivi delle Olimpiadi a partire dal 6 agosto alle 15,00 e Palazzo Italia viene teletrasportato a Rio.

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

I canali tecnologici sono collegati in realtà virtuale all’evento Olimpico con Youtube e Facebook che supportano il video 360°, e le APP VR ufficiali del Comitato Olimpico, dei team partecipanti e dei Media.

LE TECNOLOGIE E I CANALI

L’iniziativa SPORT VR EXPERIENCE offre diverse tecnologie e canali:

  • I visori di realtà virtuale Samsung GEAR VR, installati nella mostra, che rappresentano la più intensa e completa esperienza immersiva.
  • Applicazioni specializzate sullo sport
  • Una proiezione a 360 gradi, che consente di fruire di contenuti in gruppo
  • Un Magazine OnLine, accessibile su web e mobile, che permette di scoprire il mondo dello sport in realtà virtuale, grazie ai contenuti disponibili in rete su Youtube e Facebook. Per prepararsi alla esperienza della mostra

 

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Mark Zuckerberg

 

Roberto Carraro, docente all’Accademia di Brera con il corso “LA RIVOLUZIONE IMMERSIVA”  Linguaggi Multimediali,  interpreta queste nuove tecnologie come un nuovo rinascimento in cui si ridefinisce la realta’.

«Steve Jobs aveva preannunciato l’era post pc, e pur essendosi concentrato sugli ultimi, piccoli device bidimensionali, lo smartphone e il tablet, aveva delineato nella mobilità un percorso che avrebbe aperto un nuovo, inesplorato universo per le tecnologie dell’informazione. Nel 2011, di fronte alla tecnologia italiana Bubble viewer, che spostava il tablet verso l’eversività, Jobs aveva notato una “larger canvas”, una “tela più ampia”, che era un primo passo verso il superamento dei limiti dello schermo, il “quadro digitale”.»

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Steve Jobs

Sta arrivando il momento di una nuova avanguardia culturale, cambiano i termini della narrativa perché questa tecnologia permette di stare dentro alle cose, quasi di poterle raccontare da protagonisti, vivendole.

Sono rimasta davvero molto impressionata a vedere, oggi, in totale anteprima, come la proiezione a 360° sia coinvolgente. La forma sferica avvolge totalmente, se ci fosse anche l’esperienza olfattiva e tattile potrei essere a Rio in contemporanea pur essendo al piano terra di Palazzo Italia a Milano.

In questa zona del padiglione due enormi schermi tondi a formare un cerchio sul cui diametro giusto lo spazio per entrare e porsi al centro dove si viene “attraversati” dalle immagini. Da un lato si vedono scendere gli sciatori partiti dalla vetta della montagna, al lato opposto si vedono sfrecciare come se ti avessero travolto e ti domandi cosa ci facessi ai primi di agosto con i piedi sul suolo milanese e il resto del corpo in alta montagna, per giunta in mezzo ad una pista da sci.(Alcuni video che si potranno vedere a Palazzo italia)

Inforchi gli ”Oculus 3d” per la realtà virtuale che sembra una maschera da sub per immersioni di notevole profondità ed entri, come d’incanto, in una dimensione differente. Un teletrasporto immediato che sorpassa, in termini spaziotemporali, un jet di ultima generazione che supera la velocità del suono e ti proietta in Brasile  o su un aereo dal quale, da li a poco, ti butti col paracadute senza mai aver fatto un lancio.

E’ pazzesco! Vedi le corde del paracadute con la coda dell’occhio perché  l’ombrello di nylon e’ sopra di te, per cui ti piglia un mal di stomaco immediato misto a paura e incredulità  per dove ti trovi senza averlo chiesto.

 

 

Buffo, perché chi indossa questi Oculus si estrania da chi lo circonda, il corpo si muove e reagisce seguendo le immagini che solo lui vede. Gira la testa, la alza e la abbassa perché vive il video, ci manca che riesca ad afferrare qualcosa ed il virtuale diventa reale.

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A breve questa tecnologia mangerà tutto cio’ che c’e’ oggi. Nel giro di un anno hanno migliorato la tecnica passando da 6 piccole video camere poste su un cubo alla forma sferica utilizzando 2 camere con fish-eye  grandangolare estremo a creare  una calotta completa di visibilità e nulla più scappa alla vista, neanche alla coda dell’occhio!!!

Continua il Prof. Carraro nella sua spiegazione entusiasta….

“E’ davvero l’inizio di una nuova era, un salto antropologico in grado di modificare la relazione tra gli uomini e tra l’uomo e la realtà, cambiando il modo in cui vediamo.

Nel Rinascimento nacque la prospettiva, i quadri non erano più piatti e tra linee prospettiche, ombre e punti luce le figure prendevano corpo .

Adesso si esce dallo spazio bidimensionale rettangolare dei mass media e si torna in quello sferico della percezione naturale con “i media immersivi”,  fenomeno del digitale attuale.

Tutto e’ incentrato sul riquadro, come l’inquadratura cinematografica teorizzata da Eisenstein, fulcro del mondo audiovisivo del XX secolo.

E quindi ecco la rivoluzione: dall’inquadratura ( intesa come riquadro) alla sfera.

SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°

 

Se ci si pensa, infatti, il riquadro e’ una cornice che delimita lo spazio dentro il quale sta un’immagine, mentre la forma sferica da’ una sensazione molto più ampia. Del resto la stessa geometria elementare ci spiega la diversità. Un cerchio e’ infinito, un quadrato e’ fatto da pezzi.

Il dipinto, la pagina, la fotografia, il cinema, la televisione, il computer, lo smartphone, il tablet, riconducono i contenuti ad un rettangolo, un riquadro isolato dalla realtà. Tutta l’umanità oggi fruisce il cinema, la televisione, il web in quadri tecnologici. Con la rivoluzione immersiva si passa dal quadro alla sfera, dal bidimensionale al tridimensionale. Ecco il nuovo rinascimento dell’era digitale.

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La sfera immersiva, rispetto all’inquadratura, spinge all’esperienza attiva .

Il virtuale diventa soggettivo, si e’ li’ in prima persona, si e’ coinvolti e immersi.
Being Leonardo è stata la prima biografia immersiva; realizzata l’anno scorso per Expo 2015 a Palazzo Reale a Milano, la App proponeva all’utente di “diventare Leonardo”, rivivere i luoghi della sua vita, entrare nelle sue opere e nella sua mente, esplorare il suo immaginario ricostruito in 3d. Fantastico!!!

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Appuntamento a Palazzo Italia per le dirette da Rio 2016 e per l’esperienza “immersiva” progettata da Roberto Carraro e il suo team.

 

Esplora e mentre guardi i video a tutto schermo spostati a 360°:

 

Visit Hamilton Island in 360˚ Virtual Reality with Qantas

Esperienze a 360°

Wingsuit 360° Experience

Rio 2016 Olympics in 360 – Brazil’s Athletes Welcome the World to Rio de Janeiro

 

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IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

Il mio Job Club e’ iniziato circa un paio di mesi fa e si e’ svolto in QF, un co-working creato da due giovani neo mamme.

Casualmente, o forse no, il gruppo che si e’ presentato fin dalla prima sera era formato da donne, tranne un giovane che alla volta successiva ha ben pensato di non ripresentarsi. Unico uomo in mezzo a tanto gentil sesso si sara’ sentito un pesce fuor d’acqua. I nostri incontri settimanali sono stati decisamente unici e incredibili, man mano che si procedeva in questo percorso mi rendevo conto di un gruppo unico e molto forte. Competenze di elevato livello, donne e mamme dai 50 anni in giu’, li, insieme, per cambiare o cercare un lavoro; in ogni caso alla ricerca di una propria dimensione non solo professionale.

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

La nostra guida Daniela Tidone della Scuola triennale di counseling – Sistema Eduzione ha condotto il “gioco”, i test, le analisi.  Quante volte ci ha detto quanto la scuola di counseling le ha cambiato la vita. Non faccio fatica a comprenderlo.

IL MIO #JOB CLUB E’ COME UN PICNIC SUL BALCONE

Il percorso si snocciola di volta in volta non solo nello spiegare come si fa un curriculum o un colloquio di lavoro. Notizia assai interessante, ma non il cuore della questione o della situazione da tutte noi vissuta.

Nella realtà siamo state invitate, una per una, a cercare non solo un nuovo lavoro, un nuovo settore nel quale inserirsi anche a 50 anni, ma a conoscerci meglio e a verificare se attraverso competenze messe sul piatto, anche non lavorative,  ci fosse qualcosa che ci illuminasse lo sguardo come quando si pensa ad un sogno, si pensa a qualcosa che appaga.

Ecco quindi che si stravolgono le aspettative e le si proietta in campi che mai ci saremmo aspettate di voler esplorare. Bellissimo anche il desiderio di volersi aiutare l’un con l’altra.

Così abbiamo creato una sorta di Banca Ore attraverso la quale ognuna ha messo a disposizione del gruppo le proprie competenze e, previo accordo,  avrebbe potuto approfondire o capire o imparare qualche competenza delle altre per procedere nella ricerca del nuovo lavoro. Oppure avrebbe potuto analizzare qualche argomento utile alla propria vita.

Il gruppo ha subito qualche abbandono, ma il nucleo, presente fin dalla prima sera, ha continuato sempre più coeso e unito, con intese inaspettate e feeling che si stanno consolidando.

Oggi riflettevo sul valore di questo percorso che sta dando dei frutti non indifferenti e non soltanto nella ricerca del lavoro.

il Job Club ha come scopo quello di mettere insieme persone diverse che uniscono le proprie energie in un momento dove la ricerca del lavoro può essere difficile, avvilente castrante angosciante e deprimente.

Un vecchio detto dice “L’unione fa la forza”. E’ vero!

Condividere le proprie esperienze, o angosce , o difficoltà fa sentire meno la solitudine di un periodo difficile.  Discuterne insieme, aiuta a cercare insieme alternative. Cio’ che non viene in mente a te può venire ad un altro. L’esperienza dell’altro può suggerire soluzioni a te.

Non so per quale motivo ma spesso, in questi ultimi mesi, questo Job Club mi ricorda quando sono rimasta in cinta di Veronica, la mia prima figlia. Non ci si rende conto di aspettare un bimbo fino a quando non si muove per la prima volta dentro di te. Tutti dicono che quel movimento assomiglia alle farfalle nella pancia dopo un colpo di fulmine. Non e’ così. In quel caso senti che sono i tuoi organi che si muovono e provocano quello sfarfallio. Mentre quando e’ un bimbo, ci si rende conto che e’ altro da te che si muove all’interno di te e il fruscio leggero, appena accennato e’ la prima consapevolezza che stai portando dentro di te un altro essere umano  che ti appartiene, almeno fino al parto.

Potresti parlarne con molte donne, anche tua madre che ha sentito te per la prima volta in modo analogo, ma non sara’ mai come l’hai sentito tu. Con il secondo, il primo movimento e’ stato totalmente diverso. Comunque in quel meraviglioso viaggio avventura, inevitabilmente, mi sentivo sola e quella sensazione non mi piaceva, nonostante fossi affascinata ogni giorno da un miracolo così incredibile come una gravidanza, per giunta la prima.

Mi iscrissi ad un corso pre-parto di acquagym e solo lì riuscii a condividere ogni minuto di quella fantastica avventura, con gli stessi entusiasmi e le stesse paure e, quando abbiamo partorito, siamo rimaste amiche continuando a condividere argomenti di genitori e figli, l’adolescenza, la maturità, l’università continuando a scambiarci informazioni e a confrontarci.

Così percepisco questo Job Club, nato per la necessita’ di essere aiutata a trovare la strada e gli strumenti per reinserirmi nel lavoro e adesso lo sento come la nascita di una nuova vita. All’inizio mi dicevo mha! Servirà a qualcosa, dove mi porterà.

Mi sta portando in situazioni che mai avrei lontanamente immaginato. Mi sta conducendo in ambienti nuovi, contatti interessanti, la disperazione dell’inizio e’ totalmente cambiata mutandosi in nuovi entusiasmi e scoperte.

Qualcuna di noi ha cambiato lavoro, qualcuna sta elaborando come migliorarlo e come farlo evolvere affinché le calzi meglio addosso,qualcuna con il supporto della competenza di un’altra sta avviando un nuova strada, qualcuna sta cercando di focalizzare che direzione deve prendere nel prossimo futuro.

Tutto ciò e’ grandioso e, aggiungo che, mentre la società  lavorativa ti fa sentire emarginato per eta’, perché  non ti e’ stato rinnovato un contratto, perché sei stato all’estero per 1 anno o perché hai un curriculum variegato e vieni considerato un’inconcludente o poco affidabile, questo percorso rafforza le capacita’ di ognuno, rende giustizia alla personalità di ognuno, rimettendolo al centro dell’attenzione per il suo stesso valore; insomma energia pura che  ricarica le pile.

Così con il gruppo, abbiamo deciso di vederci anche fuori dal co-workng che ci ospita, di frequentarci e continuare a confrontarci cercando di aiutarci.

Mai avrei immaginato che sabato scorso potessimo organizzare una delle cose che più mi rimarranno in mente di questa avventura.

Minacciava temporale ma avevamo organizzato un Picnic serale per stare insieme un paio d’ore, dopo aver cercato varie soluzioni  e avendo il desiderio comunque di trovare un posto tranquillo ed economico.

Francesca ha messo a disposizione una pagnotta di pane nero e cereali e ben due bottiglie di vino bianco da lei imbottigliate. Il resto del gruppo ha portato qualcosa che accompagnasse quel meraviglioso pane.

Ma dove?

Dopo vari messaggi e ipotesi, Francesca ci ha ospitato sul suo balcone all’ottavo piano da cui si vedono le montagne .

Ha apparecchiato per terra con un telo rosso e cuscini giganti, e in 2 mq di spazio ci siamo godute la serata.

 

Niente pioggia ma una gradevole brezza, un cielo limpido  e un tramonto meraviglioso che calava sulle montagne in lontananza. Pane, vino, creme di formaggi, bruschette …uno spettacolo.

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Un picnic su quel balcone che non dimenticherò mai grazie al Job Club.

4 donne, nuove amiche nella stessa barca, nelle stesse necessita’, piene di ricchezza interiore e competenze in campi diversi,  ma spontaneamente ritrovate  per il piacere di unire le forze e conoscerci meglio.

Il Job Club mi ha permesso di entrare in contatto con il Self Empowrment di Massimo Bruscaglioni e il Conseling di Maria Cristina Koch, con sistema Eduzione e Monica della Giustina e La Casa di Vetro.

Sto conoscendo persone ricche di umanità, positive, in gamba e pronte ad essere di supporto per un consiglio o un confronto. Chissà  cos’altro mi aspetta.

Se penso a qualche mese fa, quando ero disperata, mi guardo indietro e con grande gioia vedo quel periodo lontanissimo e mi sento piena di nuove speranze e avventure da scoprire.

Anche solo per questo il Job Club ha fatto effetto.

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JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO

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Sempre più spesso sono circondata da amici che a 50 anni o giu’ di li’ si trovano all’improvviso senza lavoro. Il momento economico che stiamo vivendo e’ drammatico. Aziende che chiudono, licenziamenti a tappeto, fabbriche dimezzate, negozi chiusi .… tanti a casa!!!

Avvilente. Dopo una vita di lavoro, un’esperienza acquisita, una maturità, un senso del dovere e di responsabilità, competenze assimilate e  costate tanti sacrifici …… diciamocelo, il mondo del lavoro attuale, isola. Sembra quasi che per la società le competenze non valgano un granché.  All’estero non e’ così, per i senior c’e’ enorme rispetto.  Per questo molti scappano dall’Italia, meraviglioso paese per gli stranieri! Non più per noi.

Meglio spremere un giovane neo, anche senza neo, laureato in stage sottopagati ( a stento un rimborso spese)  facendogli fare di tutto e di più rimandandolo a casa, la sera, stremato. Forse un rinnovo di stage, stesse condizioni sopra descritte, e poi …….. Poi forse un contrattino.

Nel frattempo il 50 enne cerca disperatamente lavoro e manda CV senza nemmeno uno straccio di risposta, un grazie o un “crepa”.

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO
Will Smith – La ricerca della felicita’- Quando ottiene il lavoro

Si iscrive nelle liste di disoccupazione, dove ha l’obbligo di successiva iscrizione alla DID, disponibilità immediata al lavoro ( presumo qualsiasi esso sia). Fatto questo e’ obbligato ad iscriversi ad uno degli enti accreditati dalla Regione Lombardia, pensando di trovare lavoro; pensa  che mandando il CV sarà inserito in una banca dati dove spera che domanda e offerta, prima o poi, s’incontrino.

Niente di tutto ciò.

La maggior parte degli Enti ha intascato la quota della Regione ma in realtà non offre alcun servizio, al momento non hanno nulla! La restante parte fa formazione. Oh! Fantastico, almeno e’ qualcosa.

La domanda però e’ la seguente:

Un 50 enne, laureato, con un’esperienza lavorativa di tutto rispetto, oppure un qualsiasi altro operatore in qualsiasi settore, anch’esso con anni di esperienza sulle spalle, rimasto senza lavoro, cosa se ne fa di un corso di formazione? La sua formazione l’ha bella che fatta, con l’esperienza, con un titolo di studio messo in pratica in stage passati, corsi specialistici e master  .

Ma e’ necessario che rifaccia a 50 anni un’altra formazione, pagata dalla regione  (per carità tanto di cappello ai fondi messi a disposizione) ma se il povero 50 enne cerca lavoro come può perdere del tempo utile per fare formazione. La vita a Milano e’ la più cara in Italia, una liquidazione dura molto poco, salvo quelle liquidazioni da urlo che non necessitano la ricerca di un nuovo lavoro o un’iscrizione alla disoccupazione.

Cercare, trovare un impiego, scrivere un CV, una lettera di presentazione e’ un lavoro vero e proprio e sicuramente comporta molte energie e parecchio tempo.  Auto promuoversi comporta altrettante delusioni e perdita di fiducia tanto da mandare in crisi anche il più forte, fa cadere in depressione anche il più tenace. E quanti ce ne sono, ahimè!!!!!

Detto ciò mi sono imbattuta in qualcosa che nemmeno sapevo potesse esistere.

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO

Un bel progetto finanziato dal Comune di Milano, utile ovviamente a chi non ha fretta di trovare lavoro: JOB CLUB

Il progetto Job Club è nato nel 2013 come iniziativa no-profit di due professionisti. Negli anni, grazie soprattutto al passaparola, il progetto ha coinvolto enti pubblici (Comune) e privati sempre di maggiore importanza, aiutando migliaia di persone a trovare lavoro insieme. L’obiettivo e’ la possibilità di cambiare e far ripartire il mercato del lavoro italiano e di dare nuove opportunità a chi cerca un posto di lavoro.

JOB CLUB: FACCIAMO RETE PER TROVARE LAVORO
Perche’ funziona Job Club

Gli ideatori del progetto:

Nicola Giaconi

Psicologo e career coach, autore di libri sulla scelta e la ricerca del lavoro quali “Trovare il lavoro che piace“, “Trova il tuo lavoro” e “Scegli la tua professione”. È co-autore con Riccardo Maggiolo del libro “I soldi leggeri” e creatore del sito di bilancio delle competenze Job Design. Ha collaborato con numerosi enti e istituzioni in tutto il territorio italiano: da venticinque anni aiuta le persone a cercare e trovare lavoro.

Riccardo Maggiolo

Giornalista professionista, autore ed esperto in comunicazione. Ideatore di alcune start-up, consulente per varie aziende, è formatore nei campi della comunicazione digitale e non, e della ricerca attiva del lavoro. È co-autore di “Job search 2.0 – Come trovare lavoro in sette mosse nell’era di Facebook e Twitter” e co-autore de “I soldi leggeri“. Ha anche scritto l’e-book “Brucia il tuo curriculum – e trova davvero lavoro in 10 passi

Il Comune di Milano sostiene  questo progetto. Chi entra in Job Club per cercare lavoro riceve supporto, consigli, sinergie con altri nelle sue stesse condizioni, non si sente perso e solo, ritrova la voglia di rinnovarsi e di riproporsi. A buon bisogno riesce a trovare il lavoro che lo soddisfa. Ma soprattutto crea nuove relazioni, assorbe dagli altri esperienze e conoscenze nuove.

Crea una  Rete

Oggi e’ tutto rete e in rete, persino il successo incredibile dei network marketing di ultima generazione che viaggiano sul passaparola e sul creare rete.

Job Club è tutto…..totalmente gratuito.  Tutte le persone coinvolte in questo progetto, dai trainer  ai fondatori ,forniscono il loro lavoro e servizio gratuitamente  portando le proprie competenze per il desiderio di cambiare le cose e offrire un’altra opportunità,  per ricreare un tessuto sociale,un supporto attivo al lavoro di tutti junior, over, senior senza discriminazioni.

12 le sedi a Milano dove potersi iscrivere, secondo orari e logistica comoda al singolo. Bisogna  provare!!!!!

 

Se si ha la fortuna di trovare un lavoro che piace, non lo si considera più  un lavoro ma una passione.

 

Testimonianze

 

 

Come funzina Job Club tutte le info e Job Club su FB

Di buon auspicio per tutti coloro che cercano un lavoro:

 

Siate affamati, siate folli. Steve Jobs in parole sue.

UN FARO PER RIPORTARMI A CASA

 UN FARO PER RIPORTARMI A CASA

Voglia di stagione calda, brezza marina, sole, mare e passeggiate sulla battigia.

E’ stato un’inverno anomalo quest’anno; il freddo, freddo in realta’ non c’e’ stato se non per poche giornate. Per il resto e’ stato mite e soleggiato e noi di Milano, abituati a mesi di grigio e giornate uggiose, non ci par vero di avere avuto un clima simile a Roma. Così i nostri balconi sembrano gia’ pronti a sbocciare………poco ci manca.

A Monica del Panificio Cattaneo non passa nulla inosservato e la fantasia corre subito sulla realizzazione di nuovi biscotti dalle forme originali, vivacissime che in vetrina catturano pensieri e fantasie di ogni tipo.

Cavallucci Marini e pPesci Tropicali
Cavallucci Marini e Pesci Tropicali

I colori sono sempre sgargianti e ogni biscotto e’ diverso dall’altro così che davvero ci si ferma ad osservarli per notare le espressioni di ogni soggetto, ce n’e’ per tutti i gusti.  Ci si ferma a pensare. Corrono i ricordi veloci di una storia, di un episodio o di un posto.

Granchietti e Polipini
Granchietti e Polipini

Questa volta ha colpito la memoria “Il Faro”.

…………..Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai………..

William Shakespeare

Ho un’amica appassionata di fari, raccoglie foto e video e scrive poesie ispirate dai punti luce in mezzo al mare, in mezzo al niente o in mezzo al buio della notte e quando c’e’ luna piena diventano sorelle di essa confondendo i marinai, la rotta e la navigazione.

Facebook, foriero di amori e di amicizie l’ha messa in contatto, attraverso immagini e rime, con un altro appassionato di Fari. Un uomo e una donna, eta’ diverse, insieme per la medesima passione. La loro amicizia, i loro interessi, li ha condotti a scambiarsi temi e scritti e tra poco uscirà  il loro primo libro di Poesie e Fari.

Tempête du 8 février 2016 en Mer d’Iroise

Navigo per rotte conosciute,
ma spinta da curiosità e spirito d’avventura,
ammaliata dal gelido candore della luna
bramo mete ignote…
Sperduta nell’immenso liquido mondo
e sfiancata dalle emozioni,
un piccolo punto luminoso mi guida,
non si vede, ma c’è…
un minuscolo faro… per riportarmi a casa

Isabeau e la sua pagina FB

I biscotti di Monica

 PANIFICIO CATTANEO
PIAZZA R. WAGNER, 13
20145 MILANO
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La pagina FB con una galleria fotografica di tutte le realizzazioni per ogni stagione e festa

SEMPRE PIU’ SOLI

SEMPRE PIÙ SOLI

E’ sconcertante, oggi, prendere un mezzo pubblico o, peggio, un treno.

sono tutti super attrezzati
sono tutti super attrezzati

Ognuno si fa i fatti suoi col proprio smartphone di ultima generazione, ascolta musica, usa whattsApp, controlla Facebook, o risponde ad una mail.

Oppure ti tocca ascoltare Tizio e Caio, Pino e Gino o Camilla e Roberta che ad alta voce, si organizzano per la serata o litigano perché’ Gino si e’ dimenticato di comprare il pane e, francamente, chi se ne frega!!!

Non c’e’ più l’occasione di scambiare una parola con nessuno, fosse anche parlare banalmente del tempo matto di questa stagione invernale che fino a 2 giorni fa era una primavera anticipata.

un_applicazione_per_disintossicarsi_dallo_smartphone

E vogliamo parlare delle occasioni perse di “Un fatale incontro”?

Connessi ma soli piu' che mai...e la relazione si rompe!!!!
Connessi ma soli più che mai…e la relazione si rompe!!!!

Pero’ questo non l’avevo mai visto, e non ho potuto resistere a scattare una foto

Non uno ma due
Non uno ma due

Non solo lo smartphone acceso nella destra, ma anche l’Ipod per vedere il film nella sinistra. Ero impressionata a come muoveva le mani per rispondere agli sms sul telefono, con una mano sola e super veloce, mentre nel frattempo abbassava il volume del film con l’altra. Mi sembrava un’aliena replicante. Nel giro di 4 fermate ( le mie) le ho visto whatsAppare  e controllare anche FB, non solo, anche mandare messaggi vocali….più rapidi di un sms scritto.

Ma un bel libro da leggere se il tragitto e’ lungo?

Se proprio un libro e’ troppo impegnativo, basta una riflessione sulla giornata che volge al termine mentre si guarda fuori dal finestrino e, di sicuro, si e’ più attenti ad accorgersi che , magari, e’ salita una signora anziana che gradirebbe sedersi per riposare le gambe 10 minuti e cedergli il posto!

Ci sarebbe da parlare di come l’hardware abbia modificato il nostro software emozionale.

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50annieround
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