EXPO EXPERIENCE 2016 L’ALBERO DELLA VITA, ULTIMISSIMO SPETTACOLO
Sono le 22,45 del 16 ottobre 2016 e assisto all’ultimissimo spettacolo dell’Albero della Vita di questa stagione in posizione privilegiata e decisamente unica, la terrazza di Palazzo Italia gentilmente concessa solo allo staff che ha gestito questi mesi il Padiglione
Bellissima esperienza. Ancora una volta Expo, ancora una volta un’atmosfera indimenticabile e per pochi. Ancora una volta mi sento fortunata di avervi partecipato, di aver rivisto l’area Expo, di non aver dimenticato l’esperienza unica dell’anno scorso e di averne vissuta un’altra, diversa, quest’anno.
Tanta gente e’ tornata, moltissima e’ venuta per la prima volta e nessuno vuole che quest’area venga chiusa, abbattuta, dimenticata.
W EXPERIENCE, che nonostante le difficoltà iniziali, ha mantenuto le promesse fino alla fine chiudendo con due concerti gratuiti fantastici come quello di Antonello Venditti e Gianna Nannini.
Ci rivediamo l’anno prossimo??????????
Patrizia e Joel sul terrazzo di Palazzo Italia per l’ultimo spettacolo dell’Albero della Vita
EXPO EXPERIENCE: COLTO E MANGIATO ALL’ORTO PLANETARIO
“Experience rEstate a Milano”, “City after the City”, le mostre organizzate dalla Triennale di Milano nell’ambito della XXI Esposizione internazionale del design.
Mostre e un orto planetario di tremila metri quadri con ca. 400 specie vegetali provenienti da tutto il mondo, compreso grano e lino.
“È iniziata una stagione importante anche se transitoria in una porzione del sito che ospitò Expo – ha detto l’ad di Arexpo, la società proprietaria dell’area, Giuseppe Bonomi – e la Triennale è una presenza qualificante di questa nuova esperienza”. Le mostre sono state allestite in due padiglioni nell’ex supermercato del futuro e nell’ex auditorium di Expo in mezzo, tra loro, il bellissimo Orto Planetario.
EXPO EXPERIENCE restate a Milano, #eiocivado non e’ Expo e non c’e’ alcun pensiero o paragone ma è un modo per far capire a Milano che e’ uno spazio che si vuole tenere e far vivere. Sono stati fatti degli sforzi notevoli per questo evento che durera’ fino al 16 ottobre e benche’ partito un po’ in sordina all’inizio, durante il mese di agosto il passa parola ha fatto il suo “dovere divulgativo” portando pubblico numeroso tanto che a Palazzo Italia piu’ volte si sono verificate code.
L’organizzazione di The City after the City è stata molto tempestiva nell’iniziare i lavori a metà aprile condotti da Alessandro Traldi, che ha provveduto al completo smantellamento del Future Food District, alla realizzazione dell’orto planetario, alla completa decorazione esterna dei nuovi padiglioni (su progetto di Italo Lupi) e agli allestimenti delle mostre, con i grandi pannelli di sfondo che riprendono la forma delle colline del Padiglione Zero e su cui scorrono poetiche immagini digitali di nuvole (autore Giovanni Chiaramonte) e gli orizzonti marini di Joel Meyerowitz, spoglio e poco rassicurante landscape delle rotte della migrazione verso le città europee.
Le mostre del progetto «City After the City», allestite per la Triennale Design After Design, sono visitabili gratis durante il weekend fino al 16 ottobre.
Le istallazioni comunicano le tensioni dell’oggi e 3000 mq di orto planetario organizzati come un giardino manifestano tutta la filosofia del progetto.
L’ideatore, Pierluigi Nicolin ci racconta: “abbiamo cercato di fare dell’estetica dell’orto l’estetica del giardino”. Questo è un messaggio anche ai luoghi comuni milanesi, italiani, a chi pensa che l’orto è una roba che fa un pensionato lungo la ferrovia, o la casalinga sul balcone. Esiste un movimento mondiale importantissimo sull’orto urbano che pretende di cambiare l’idea della città nell’estetica e non solo produrre in vicinanza. In poche parole, “gli orti urbani sono l’invenzione delle classi povere del giardino».
Urban Orchard, a cura di Maite Garcia Sanchis «L’orto è il sintomo di un nuovo modo di usare gli spazi della città» racconta l’illustratrice. In mostra foto e reperti del primo orto comunitario cittadino, sorto nel 1973 in Bowery Street a Manhattan. L’esposizione illustra anche il Guerrilla gardening, il giardinaggio d’assalto in cui seminare in terreni incolti e aree dismesse è un modo di far rivivere la città.
Le altre mostre sono Landscape Urbanism, curata da Gaia Piccarolo, gigantesche immagini di paesaggi urbani di tutto il mondo che scorrono come luogo di inquietudine, di «oltrepassamento».
C’è poi Expanded Housing, di Matteo Vercelloni, dove il sintomo è manifestato dal design che vuole forzare gli spazi stretti.
Street Art di Nina Bassoli è dedicata all’arte di strada; sono a disposizione del pubblico i poster della Street da portarsi a casa, incorniciare e arredare pareti spoglie. Anche la street art sta prendendo sempre piu’ piede.
People in Motion di Michele Nastasi è dedicata al sintomo più appariscente del nostro tempo: la fatica delle migrazioni.
Ho piu’ volte fatto due passi tra le aiuole dell’orto planetario, affascinata dalle specie di pomodori e melanzane di ogni genere, forma e colore. Tra gli aromi di salvia e rosmarino, maggiorana e origano ordinatamente piantati come un tappeto erboso. O fiori di zucchine in una macchia di colore tra il giallo e l’arancione, bellissimi e rigogliosi pronti per essere “pastellati” e fritti.
L’orto e’ curato e da un giorno all’altro non si trovano piu’ i frutti o le verdure perché vengono raccolti e possono essere venduti al pubblico ma anche utilizzati per preparare insalate e centrifughe fresche al chioschetto di fronte per lo sfizio del “Colto e Mangiato”. Quanti di noi hanno dimenticato o non hanno mai provato a mangiare prodotti appena colti ancora caldi di sole. Al contrario tutti portiamo a casa confezioni di polistirolo accuratamente cellofanato, sigillato e pesato dove frutta e verdura sembrano di plastica, spesso insapore e tutta regolarmente della stessa dimensione….come fatta in serie.
Prima che il tempo diventa autunnale, merita una visita….il tappeto delle fragole e’ in fiore e ancora un po’ acerbo, ma s’intravedono i frutti settembrini ancora non del tutto colorati di rosso.
#EIOCIVADO all’ALBERO DELLA VITA, EXPO EXPERIENCE. CI SONO NOVITA’
L’albero della vita e’ sempre una magia.
Settimana scorsa un’anziana signora e’ arrivata a Palazzo Italia, in sedia a rotelle, accompagnata dal figlio.
Dopo la visita alla mostra e’ passata nella zona dei video a 360° ed e’ rimasta delusa che la sua miopia accecante non le ha permesso di vedere limpidamente le olimpiadi da Rio attraverso gli Oculus. Era quasi arrabbiata, incattivita dall’eta’ avanzata e dalla malattia che le impediva quella esperienza tecnologica.
Donna curiosa, carattere forte, e’ stata di recente all’acquario di Genova dove il figlio non riusciva a portarla via dalla vasca dei delfini.
Le ho toccato un braccio, le ho detto che le avrei fatto vedere ugualmente i video a 360° ma nella parte del teatro, allestito da Samsung, nello stand. Due giganti pareti tonde con retro proiezione e con video di sport riprese a 360° dove l’effetto e’ quello di essere al centro del video e di viverlo e guardalo da protagonisti.
Le immagini scorrevano e i paesaggi di montagna o di mare si susseguivano mentre le spiegavo la tecnica delle riprese, l’evoluzione che c’e’ stata in un anno e le dirette che abbiamo potuto godere da Rio come fossimo teletrasportati direttamente sui campi di gara.
Così l’anziana signora mi ha raccontato che ha 91 anni, che il fisico la sta lasciando ma che e’ affascinata da tutto quello che la circonda e dalle nuove tecnologie. Quando e’ iniziato il video dell’alta montagna, la neve splendente e accecante e gli sciatori che quasi ci travolgevano si e’ girata verso di me e mi ha detto: ” che meraviglia, grazie per quanto mi sta raccontando, grazie per avermi mostrato tanta bellezza…non voglio lasciare tutto questo!”
Devo ammettere che l’emotività ha tradito sia me che il figlio mentre lei, affascinata come una bambina, ammirava le immagini e commentava come se li’, su quella neve, fosse in piedi a respirare l’aria frizzante dell’altitudine.
C’era poca gente e abbiamo chiacchierato a lungo, così mi ha raccontato la sua interpretazione dell’Albero della Vita. Tra musica e luci c’e’ la nascita della vita, la vivacità degli anni quando i colori si mischiano, la musica si fa alta e gli spruzzi d’acqua toccano la chioma in legno, superandola addirittura.
La passione nel rosso e nei raggi laser che bucano il cielo e poi, pian piano, l’Albero ritorna ad una modulazione musicale e colorata più morbida, secondo lei ad indicare la conclusione dell’attività vitale per concludere lo spettacolo in modo morbido e tenue come un po’ succede agli anziani.
Ognuno potrebbe raccontare la sua storia e intravedere tra soffioni d’acqua, musica e colori così artisticamente calibrati e studiati in un vero concerto di sinfonia affascinante, elettrizzante e coinvolgente i propri pensieri proiettati nel velo d’acqua che a mezza luna appare a meta’ spettacolo.
Son tutti col naso all’insù, pronti a scattare foto amatoriali o professionali. A riprendere un video da postare sui social, o a farsi un selfie mentre cambiano le serpentine led e da bianche diventano turchesi e poi blu e viola.
A distanza di un anno, l’Albero non e’ cambiato, anzi, adesso, durante la giornata si può’ raggiungere il tronco all’interno del quale c’e’ una mostra fotografica che racconta tutti i significati possibili che gli autori hanno studiato e progettato per renderlo così vitale.
FOTO GALLERY
Verso sera inizia la grande corsa allo spettacolo dell’Albero della Vita che e’ sempre affascinante e bello. E’ sempre una magia che durante il giorno pian piano cresce in attesa degli spettacoli serali.
Sembra un Pifferaio Magico, e nonostante l’area può sembrare dispersiva, quando l’altoparlante annuncia che e’ prossimo lo spettacolo, le persone come formichine arrivano da tutti i lati e si vanno a posizionare sulle gradinate per godersi 12 minuti di spettacolo. Anzi, la zona sembra un po’ deserta, a parte i numerosi visitatori del Palazzo Italia, ma e’ incredibile come si popola dal nulla nei 5 minuti precedenti allo spettacolo…….arrivano, arrivano anche di corsa per non perdere nemmeno un attimo della magia.
L’avro’ visto almeno 100 volte e non mi stanco mai di vederlo e rivederlo ancora e ancora.
E’ bello il significato, come e’ stato realizzato come vengono strutturati i giochi di luce; qualche minuto in più non mi dispiacerebbe , qualche fuoco d’artificio nemmeno.
Alla fine dello spettacolo quando l’acqua crolla fragorosa e la musica finisce, restano a meta’ altezza dei soffioni d’acqua a ricevere gli applausi.
Per finire, i colori Italiani
Perderselo? Giammai!
News appena arrivate per i prossimi giorni…..finalmente!!!!!!!
CONFERMATA APERTURA AREA RELAX CON SPIAGGIA VENERDÌ 26 AGOSTO.
Tutti i weekend al Parco Experience, presso l’ex Area Expo, c’è “Rosso Beach”: una spiaggia attrezzata con zona relax, area giochi, campo da beach volley ed un chiringuito per l’aperitivo. Ma non solo. Quando cala il sole, il Parco si anima sulle note della “Rosso Disco”, la discoteca di Expo Milano 2015, con musica, cocktail, snack e tutto il ritmo ed il divertimento dell’estate.
“Rosso Beach” è aperta da venerdì a domenica, con aperitivo e dj set il venerdì dalle 18.00, sabato e domenica dalle 17,00.
Orari Parco Experience:
VENERDÌ 18,00-23,00
SABATO E DOMENICA 11,00-23,00
Tutti i weekend, dal 26 agosto, al parco EXPerience, presso l’ex Area Expo, c’è “Rosso Beach”: una spiaggia attrezzata con zona relax, area giochi, campo da beach volley ed un chiringuito per l’aperitivo. Ma non solo. Quando cala il sole, il parco si anima sulle note della “Rosso Disco”, la discoteca di Expo Milano 2015, con musica, cocktail, snack e tutto il ritmo ed il divertimento dell’estate.
SAMSUNG E FB CONTRO APPLE DENTRO LE OLIMPIADI DI RIO A 360°
( chissa’ se Steve Jobs l’avrebbe permesso; indubbiamente Zuckerberg e’ stato un razzo ad acquisire l’alleanza!)
APPUNTAMENTO VIRTUALE A PALAZZO ITALIA, EXPO EXPERIENCErESTATEaMilano, PER LA FULL IMMERSION IN TOTALE ANTEPRIMA MONDIALE NELLO SPORT. OLIMPIADI DI RIO 2016 IN DIRETTA A 360°
Il supporto di Samsung Electronics, sponsor ufficiale di RIO 2016, rende disponibili con Samsung GEAR VR contenuti esclusivi per la tecnologia a 360°, cioe’ sei dentro le Olimpiadi, ma per davvero.
Il team di SPORT VR EXPERIENCE realizza una sperimentazione senza precedenti, trasmettera’ in diretta reportage sportivi delle Olimpiadi a partire dal 6 agosto alle 15,00 e Palazzo Italia viene teletrasportato a Rio.
I canali tecnologici sono collegati in realtà virtuale all’evento Olimpico con Youtube e Facebook che supportano il video 360°, e le APP VR ufficiali del Comitato Olimpico, dei team partecipanti e dei Media.
LE TECNOLOGIE E I CANALI
L’iniziativa SPORT VR EXPERIENCE offre diverse tecnologie e canali:
I visori di realtà virtuale Samsung GEAR VR, installati nella mostra, che rappresentano la più intensa e completa esperienza immersiva.
Applicazioni specializzate sullo sport
Una proiezione a 360 gradi, che consente di fruire di contenuti in gruppo
Un Magazine OnLine, accessibile su web e mobile, che permette di scoprire il mondo dello sport in realtà virtuale, grazie ai contenuti disponibili in rete su Youtube e Facebook. Per prepararsi alla esperienza della mostra
Mark Zuckerberg
Roberto Carraro, docente all’Accademia di Brera con il corso “LA RIVOLUZIONE IMMERSIVA” Linguaggi Multimediali, interpreta queste nuove tecnologie come un nuovo rinascimento in cui si ridefinisce la realta’.
«Steve Jobs aveva preannunciato l’era post pc, e pur essendosi concentrato sugli ultimi, piccoli device bidimensionali, lo smartphone e il tablet, aveva delineato nella mobilità un percorso che avrebbe aperto un nuovo, inesplorato universo per le tecnologie dell’informazione. Nel 2011, di fronte alla tecnologia italiana Bubble viewer, che spostava il tablet verso l’eversività, Jobs aveva notato una “larger canvas”, una “tela più ampia”, che era un primo passo verso il superamento dei limiti dello schermo, il “quadro digitale”.»
Steve Jobs
Sta arrivando il momento di una nuova avanguardia culturale, cambiano i termini della narrativa perché questa tecnologia permette di stare dentro alle cose, quasi di poterle raccontare da protagonisti, vivendole.
Sono rimasta davvero molto impressionata a vedere, oggi, in totale anteprima, come la proiezione a 360° sia coinvolgente. La forma sferica avvolge totalmente, se ci fosse anche l’esperienza olfattiva e tattile potrei essere a Rio in contemporanea pur essendo al piano terra di Palazzo Italia a Milano.
In questa zona del padiglione due enormi schermi tondi a formare un cerchio sul cui diametro giusto lo spazio per entrare e porsi al centro dove si viene “attraversati” dalle immagini. Da un lato si vedono scendere gli sciatori partiti dalla vetta della montagna, al lato opposto si vedono sfrecciare come se ti avessero travolto e ti domandi cosa ci facessi ai primi di agosto con i piedi sul suolo milanese e il resto del corpo in alta montagna, per giunta in mezzo ad una pista da sci.(Alcuni video che si potranno vedere a Palazzo italia)
Inforchi gli ”Oculus 3d” per la realtà virtuale che sembra una maschera da sub per immersioni di notevole profondità ed entri, come d’incanto, in una dimensione differente. Un teletrasporto immediato che sorpassa, in termini spaziotemporali, un jet di ultima generazione che supera la velocità del suono e ti proietta in Brasile o su un aereo dal quale, da li a poco, ti butti col paracadute senza mai aver fatto un lancio.
E’ pazzesco! Vedi le corde del paracadute con la coda dell’occhio perché l’ombrello di nylon e’ sopra di te, per cui ti piglia un mal di stomaco immediato misto a paura e incredulità per dove ti trovi senza averlo chiesto.
Buffo, perché chi indossa questi Oculus si estrania da chi lo circonda, il corpo si muove e reagisce seguendo le immagini che solo lui vede. Gira la testa, la alza e la abbassa perché vive il video, ci manca che riesca ad afferrare qualcosa ed il virtuale diventa reale.
A breve questa tecnologia mangerà tutto cio’ che c’e’ oggi. Nel giro di un anno hanno migliorato la tecnica passando da 6 piccole video camere poste su un cubo alla forma sferica utilizzando 2 camere con fish-eye grandangolare estremo a creare una calotta completa di visibilità e nulla più scappa alla vista, neanche alla coda dell’occhio!!!
Continua il Prof. Carraro nella sua spiegazione entusiasta….
“E’ davvero l’inizio di una nuova era, un salto antropologico in grado di modificare la relazione tra gli uomini e tra l’uomo e la realtà, cambiando il modo in cui vediamo.
Nel Rinascimento nacque la prospettiva, i quadri non erano più piatti e tra linee prospettiche, ombre e punti luce le figure prendevano corpo .
Adesso si esce dallo spazio bidimensionale rettangolare dei mass media e si torna in quello sferico della percezione naturale con “i media immersivi”, fenomeno del digitale attuale.
Tutto e’ incentrato sul riquadro, come l’inquadratura cinematografica teorizzata da Eisenstein, fulcro del mondo audiovisivo del XX secolo.
E quindi ecco la rivoluzione: dall’inquadratura ( intesa come riquadro) alla sfera.
Se ci si pensa, infatti, il riquadro e’ una cornice che delimita lo spazio dentro il quale sta un’immagine, mentre la forma sferica da’ una sensazione molto più ampia. Del resto la stessa geometria elementare ci spiega la diversità. Un cerchio e’ infinito, un quadrato e’ fatto da pezzi.
Il dipinto, la pagina, la fotografia, il cinema, la televisione, il computer, lo smartphone, il tablet, riconducono i contenuti ad un rettangolo, un riquadro isolato dalla realtà. Tutta l’umanità oggi fruisce il cinema, la televisione, il web in quadri tecnologici. Con la rivoluzione immersiva si passa dal quadro alla sfera, dal bidimensionale al tridimensionale. Ecco il nuovo rinascimento dell’era digitale.
La sfera immersiva, rispetto all’inquadratura, spinge all’esperienza attiva .
Il virtuale diventa soggettivo, si e’ li’ in prima persona, si e’ coinvolti e immersi. Being Leonardo è stata la prima biografia immersiva; realizzata l’anno scorso per Expo 2015 a Palazzo Reale a Milano, la App proponeva all’utente di “diventare Leonardo”, rivivere i luoghi della sua vita, entrare nelle sue opere e nella sua mente, esplorare il suo immaginario ricostruito in 3d. Fantastico!!!
Appuntamento a Palazzo Italia per le dirette da Rio 2016 e per l’esperienza “immersiva” progettata da Roberto Carraro e il suo team.
Esplora e mentre guardi i video a tutto schermo spostati a 360°: