50annieround, la redazione e tutto il team augurano agli amici vicini e lontani, a tutti quelli conosciuti di recente, a quelli che sono in viaggio, a quelli che restano nel cuore, a quelli che arriveranno, una serena Pasqua.
BUONA PASQUA 2016
Tigro e’ sempre protagonista da qualche anno della mia vita. Poi c’e’ stata Joy…per poco, purtroppo. Ancora non riesco a raccontare di lei, piccolo amore delizioso.
Di recente si e’ unita a noi Hope, un incrocio tra un pastore tedesco e un pastore belga.
Tigro e Hope sono ancora in fase di conoscenza, ed e’ uno spasso vedere come interagiscono, di giorno in giorno, ne combinano di ogni. E qui, su 50annieround, racconterò le loro avventure quando riuscirò ad immortalarli con i loro buffi musi.
Voglio viaggiare ovunque e in ogni dove…senza aver paura. Voglio che i miei figli siano liberi di esplorare il mondo….senza paura!
Decollo
Resto ammutolita e attonita davanti alle immagini che passano al TG, alle edizioni straordinarie, alle interviste, alle spiegazioni dettagliate di come vengono costruiti gli ordigni, gli esplosivi pieni di chiodi e vetri. Già pensare che una persona decida di farsi esplodere m’impressiona, lasciandomi del tutto incredula.
Ma vedere i danni, le conseguenze, i risultati di un attentato e’ pazzesco. Ricordo con orrore l’11 settembre, l’inizio di QUESTA GUERRA. Io e i bambini eravamo pronti per andare ai giardini a giocare , ma le immagini al telegiornale erano scioccanti ed io rimasi impietrita, seguendo morbosamente, di minuto in minuto, l’evoluzione di quel tragico giorno. Le notizie si affastellavano, non si capiva piu’ nulla e, intanto, in diretta passavano le immagini del secondo aereo che squarciava le Torri Gemelle.
Mi ritrovai le mani sul viso e gli occhi pieni di lacrime e il terrore di uscire di casa.
Sono passati 15 anni da quel primo pomeriggio e gli attentati si sono susseguiti con cadenza sconcertante e in modalità sempre inaspettata. Ho vissuto l’inaugurazione di Expo il primo maggio dell’anno scorso con ansia e paura. Nel raggiungere il sito io e i miei colleghi scherzavamo e facevamo battute per sminuire la tensione perché da giorni ogni TG declamava quanto Expo e il giorno d’inaugurazione fossero un obiettivo sensibile.
Son passati 6 mesi in cui un mondo intero e’ passato da Milano e per fortuna non e’ successo nulla di grave….tranne i BlacK Bloc dell’inaugurazione.
Ultimamente a distanza di qualche mese, invece, eccoci di nuovo vittime di un terrorismo vigliacco.
“Nel periodo del Giubileo circa 2 milioni di italiani hanno rinunciato al viaggio per l’appuntamento religioso a Roma per paura degli attentati terroristici, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè“.
Papa Francesco e la colomba pasquale
E’ troppo scontato che qualcuno possa colpire San Pietro, durante la messa di Pasqua di domenica.
Il terrorismo colpisce molto più biecamente, in un giorno qualunque, in un luogo qualunque, in una città qualunque, in un orario qualunque.
Spesso sento dire: “ Sai, quando esci di casa al giorno d’oggi ……. non sai mai se la sera rientri, ceni con i tuoi, guardi il film in televisione insieme .” Così siamo tutti terrorizzati senza possibilità di difenderci e di prevedere e di scegliere se andare o meno in un posto, in vacanza, al lavoro. Si diventa fatalisti e si spera!!!!
Sconcerto!
Oggi pomeriggio ero a Malpensa in attesa di mio figlio di rientro da Barcellona.
Ero insieme ad altri nella zona arrivi del Terminal 2. Osservavo se c’erano poliziotti o carabinieri….nessuno. Forse erano in borghese, forse no. Sembrava tutto particolarmente tranquillo. Sul tabellone, aerei in orario, arrivati, in arrivo…un paio da Bruxelles cancellati.
Da Barcellona, atterrato! Bene. L’angoscia era finita. Mi guardavo intorno mentre parenti, amici e fidanzati si posizionavano in prima fila per accogliere il proprio congiunto e riflettevo:” quei due Kamikaze che si sono fatti esplodere l’altro giorno all’aeroporto, in che zona hanno colpito? Ai check-in, nella zona d’attesa, come noi qui, oggi? In effetti siamo un bel “gruzzolo” di persone se volessero attivarsi qui nella zona arrivi.
Intanto sono iniziati ad uscire i passeggeri, ma il primo gruppo non proveniva da Barcellona. Poi un altro, ed infine, finalmente ho visto gli occhi verdi sotto il cappello e qualche ricciolo biondo ribelle……..e ho tirato un respiro di sollievo molto, ma molto profondo.
Voglio poter volare senza paura, voglio viaggiare ovunque e in ogni dove…senza aver paura. Voglio che i miei figli siano liberi di esplorare il mondo….senza paura! Voglio aspettarli con gioia quando vado a prenderli al treno o all’aeroporto. Voglio allontanarmi con calma, dopo un abbraccio caloroso perché non ci vediamo da giorni. Voglio godermi il ritorno di mio figlio senza paura.
Suggerimenti, spunti e fonti
Impara dalla paura«Non è un’emozione negativa, ma un campanello d’allarme che ti aiuta a difenderti dai pericoli. Se ti è rimasta un po’ di paura, dunque, approfittane attivando dei pensieri protettivi. Per esempio, se entri in un locale cerca con lo sguardo l’uscita di sicurezza così sai dov’è in caso di necessità. E mentre cammini per strada o sei sui mezzi, evita di concentrarti sul cellulare e guardati intorno.
In questo ponte di Pasqua, Milano offre diverse nuove esposizioni artistiche. Umberto Boccioni (1882 – 1916). Genio e memoria, a Palazzo Reale, celebra l’artista futurista con un percorso sulle fonti visive che hanno contribuito alla sua formazione e all’evoluzione del suo stile nel centenario della morte.
Umberto Boccioni
Sempre a Palazzo Reale la mostra n.2050. Breve storia del futuro, che prende il titolo dall’omonimo libro di Jacques Attali, percorre le tematiche illustrate nel saggio, in otto stazioni e attraverso circa 50 opere di artisti contemporanei internazionali.
Per tutte le informazioni sulle due mostre, clicca qui
Little Sun IN 2 MINUTES
Al Mudec, invece, appuntamento con Joan Mirò. Una retrospettiva che propone un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981, provenienti dalla collezione della Fundació Joan Miró di Barcellona e da quella della famiglia dell’artista.
Sempre al Mudec continua Italiani sull’Oceano. Storie di artisti nel Brasile moderno e indigeno alla metà del ‘900, la mostra che esplora le relazioni artistiche italo-brasiliane nel corso del XX secolo.
Per tutte le informazioni, visita il sito del Mudec.
Durante il fine settimana rimarranno aperti anche tutti Musei civici milanesi:
i Musei del Castello Sforzesco, Museo del Risorgimento, Palazzo Morando, GAM Galleria d’Arte Moderna, Museo Archeologico, Museo di Storia Naturale, Acquario e Museo Messina, con orario di apertura dalle 9.00 alle 17.30.
Orari diversi per la Casa Museo Boschi Di Stefano e per la Cripta di San Giovanni in Conca, che saranno aperti dalle 9.30 alle 17.30 e per il Museo del Novecento, aperto dalle 9.00 alle 19.30. Lunedì 28 marzo, invece, sarà aperto solo il Museo del Novecento, dalle 14.30 alle 19.30.
Tutte le informazioni sui musei e le mostre in programma le trovi qui.
scultore georgiano Vazha Mikaberidze, ovvero Prasto
L’uovo, simbolo di vita che nasce, di continuità e di mistero. La sua forma ancestrale ha percorso millenni tra le civiltà della Terra offrendo insostituibili fonti di ispirazione ad artisti e pensatori. Nell’iconografia pagana è simbolo di fertilità, una festa della primavera, della rinascita, mentre nell’iconografia cristiana l’uovo si fa simbolo diretto della resurrezione. In ogni caso la sua forma armoniosa ha conquistato la riflessione artistica, con soluzioni diverse ed originali da Piero della Francesca a Salvador Dalì.
Mingus alle origini; alla ricerca continua di un equilibrio.
Instabile ma credibile, folle ma lucido, riservato ma esplosivo, lascia ai posteri (poveri jazzisti) un vero e proprio disciplinare musicale rigido ma elegante.
Nonostante la sua violenza.
“Solide radici nella tradizione del blues e una capacità quasi visionaria di includere nella propria
opera le tendenze più innovative del jazz a lui contemporaneo, hanno permesso a Charles Mingus di
creare una musica in cui le strutture formali tradizionali, reinterpretate con estrema libertà e unite ad
alcune modalità per certi versi arcaiche di gestione dell’organico, offrono una cornice sempre
intellegibile in modo chiaro all’interno della quale si collocano episodi dai caratteri più diversi.
Il vecchio e il nuovo convivono e contribuiscono a creare una musica originale, che stupisce per la
capacità di accogliere le suggestioni più disparate senza che il tutto risulti incoerente o si risolva in un
freddo esercizio di stile. La musica è sempre coinvolgente e vivace dal punto di vista ritmico; i contrasti
vengono esasperati e c’è un ampio margine di imprevedibilità, per cui il risultato finale varia sempre in
funzione del contesto. E proprio l’imprevedibilità, i grandi contrasti e la vivida espressività sono le
caratteristiche che ci hanno suggerito di cimentarci con il repertorio mingusiano; nella certezza che, in
concerto, questi brani consentono di valorizzare al meglio tanto le potenzialità del gruppo nel suo
insieme quanto le singole individualità dei solisti senza lasciare indifferente il pubblico.
Perché questa musica è, tanto per chi la suona quanto per chi la ascolta, semplicemente irresistibile.”
Il muro da sempre e’ stato il supporto per mostrare l’arte, dagli antichi affreschi, ai più moderni quadri e tele, ma nel tempo, tecnologia, genialità e ricerca hanno permesso la nascita di un progetto innovativo e unico.
L’immagine e’ la protagonista in assoluto del progetto Wallpepper®, durato 5 anni e ideato da Diego Locatelli grande esperto del mondo della fotografia.
Diego Locatelli
Dalla fotografia passa alla conoscenza delle tecniche di stampa, aggiornandosi di continuo e diventando un punto di riferimento unico come stampatore. La fotografia cambia nel tempo il suo DNA diventando IMMAGINE come fondamentale forma di comunicazione. Stampare, per Locatelli, vuol dire dare vita ed esaltare l’arte di quel sentimento, sensazione, attimo immortalato da un fotografo.
L’amore per il bello ha spinto Diego Locatelli a dare vita al progetto Wallpepper®, la carta da parati diversa da tutte le altre realizzata su misura per grandi immagini dove la cornice non esiste più e l’opera d’arte non ha più confini ma mantiene una resa ineccepibile.
“…..una scommessa sul futuro, puntando su materiali ecologici e completamente PVC free e privi di materiali plastici inquinanti”. (Diego Locatelli)
Locatelli è maestro ad inventare soluzioni sempre nuove , a porsi delle sfide. Come dissePlutarco, “La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere” e la curiosità è la miccia più efficace…”.
22 sono gli artisti nazionali ed internazionali che vengono dalla fotografia, dallapittura, dall’illustrazione e dall’arte digitale e che hanno firmato le esclusive collezioni di carte da parati d’autore Wallpepper®, mi racconta Francesca Loi, project manager.
Questo progetto offre un’alternativa concreta e sofisticata nel variegato mondo dell’interior design. Con Wallpepper® si puo’ avere una parete d’autore in qualsiasi spazio e l’interior design soddisfa ancora una volta la voglia di rinnovarsi con unicità ed eleganza.
Grande inaugurazione l’altra sera 17 marzo per “Stone of mind!” Un Modo di essere” con la mostra fotografica di Martino Frova, nello Showroom Wallpepper®. in via Forcella 7/13 A Milano
Le opere hanno conquistato tutti gli ospiti , ma la presenza di Frova e’ stata davvero spunto di riflessioni sulla vita.
catalogo
Foto di Martino Frova
Martino Frova
Parete d’Artista di Alessandra Scardella
Diego Locatelli e Martino Frova
attrezzi di viaggio
opere in mostra
fotografie d’autore
Martino Frova, atleta estremo negli sport d’acqua, con il suo kayak ha pagaiato nei cinque continenti partecipando a spedizioni di livello mondiale in territori complessi. scegliendo il fiume come suo terreno di gioco e confronto. La natura e’ il suo stile di vita.
“Prima l’ho vissuta, ora la guardo più attentamente, mi soffermo per arricchirmi e passare a mia volta questa ricchezza a qualcuno. (Martino Frova)”
Stone of mind. Un modo di esseree’ il dialogo tra un’opera e l’altra per parlare di
Consapevolezza
Il divenire dei SASSI e’ l’armonia che si crea tra loro e gli elementi che li circondano. Osservando la loro trasformazione e l’adattamento agli ambienti circostanti si puo’ essere migliori cercando l’accettazione del cambiamento di se stessi nel divenire. Così come le forze della natura assumono forme e colori differenti a seconda del luogo in cui risiedono
Mi affascina la saggezza di queste parole per la profonda consapevolezza che emanano, dovuta ad un uomo che vive fuori dalla quotidianità di tutti noi. Attraversa la natura, si confronta con essa. La rispetta nelle ascese e discese senza troppo disturbarla, guada fiumi e torrenti e discende le rapide osservandola con sguardo sensibile quasi come se ne facesse parte.
Si vive il divenire……e’ vero, il passato e’ andato, il futuro non si puo’ sapere come si presenterà, l’unica inevitabile certezza e’ il presente nel suo divenire.
E, aggiungo, rimpiangere il passato o preoccuparsi del futuro offusca quel divenire che Martino blocca in un’immagine trasmettendoci quel divenire presente fondamentale e necessario per apprezzare qualsiasi cosa.
Lascio spazio al video dove anche i rumori parlano e la natura meravigliosa sussurra.
Non avevo dubbi che Monica non si sarebbe fatta sfuggire anche questa occasione per dar spazio alla sua creatività e creare una “linea” di Biscottoni da regalare a tutti i Papa’.
La immagino, mentre impasta la frolla, tornare bambina e ripensare a cosa piaceva al papà…….. il calcio forse?
juventus
inter
milan
Sai quanti bimbi, passando davanti alla vetrina si fermeranno per portare al papa’ un “Biscottone” che rappresenta la sua squadra del cuore?
un augurio speciale
Un papà che porta sempre la cravatta
un papà sportivo
Chi non ricorda i lavoretti che ognuno di noi ha confezionato all’asilo, a scuola, con le proprie mani creando un oggetto per il suo papa’.
Belli o brutti che fossero quegli oggetti in tutte le case dove ci son bimbi, piccoli e grandi, erano oggetti ricchi d’amore.
Giornate intere insieme alle maestre per inventarsi un regalino, un cestino, portafoto, un portamatite….e forse oggi si son sbizzarrite le insegnanti a creare insieme ai ragazzini oggetti più’ evoluti come un bel porta smatfhone per il cellullare di papa’. Un bel blocco di Das, plastilina o pasta di sale dagli svariati colori…….
Chissà davanti ad una massa informe quante domande son state fatte al piccolo per capire quale oggetto potrebbe mai essere quella roba. E’ questa la parte più divertente……sentire le spiegazioni fantasiose dei bambini, fieri delle loro sculture buffe.
Il boa che mangia l’elefante…dal Piccolo Principe di Saint-Exupéry “Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava…………………
Ma mi risposero: ” Spaventare? Perché’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” Ma mi risposero: ” Spaventare? Perché’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” . Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi!!!!!!Il mio disegno non era il disegno di un cappello.Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa.Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi!!!!!!
I biscotti del Panificio Cattaneo sono di esclusiva creazione di Monica– Piazza R. Wagner, 13 – 20145 Milano tel.02 462384
“FESTA CONDIVISA” CON SONIA VETTORATO per Explorabile
“Insieme contro i pregiudizi”
Sonia Vettorato, artista dalla versatilità davvero incredibile, che più volte ci ha raccontato la musica attraverso la storia passando dalla lirica alla canzone napoletana, e facendoci apprezzare la sua stessa passione con l’intento di avvicinarci alla musica non solo culturalmente ma anche “terapeuticamente”, e’ impegnata anche nel sociale. A maggior ragione per questo evento di cui e’ protagonista insieme ai suoi colleghi musicisti.
Sappiamo bene quanto la musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e para fisiologiche.
La musica non e’ solo intrattenimento ma un mezzo per star bene!
FESTA CONDIVISA CON SONIA VETTORATO per Explorabile
Sabato 19 Marzo al Centro Socio Culturale di via Manzoni a Trezzano sul Naviglio alle ore 17,00 musica dal vivo con The taste of Music . info 3404549618
Musica pop con voce pianoforte chitarra e clarinetto , poesia , buffet e karaoke finale .
Con Sonia Vettorato , Nello Berlangieri, Fabio De Nicolo e Teresa Galioto .
Ingresso libero .
L’evento e’ organizzato dal Gruppo del Progetto EXPLORABILE
Il progetto “Explorabile – Insieme contro i pregiudizi” nasce a seguito della realizzazione di diversi tavoli tecnici – organizzati dall’Assessorato alle Politiche sociali, pari opportunità, politiche giovanili, associazionismo e volontariato del Comune di Trezzano – cui hanno partecipato associazioni e cooperative sociali che si occupano dello sviluppo di attività rivolte a ragazzi con disabilità. Dai diversi incontri sono emerse azioni e obiettivi comuni e, allo stesso tempo, problematiche e difficoltà che le associazioni si trovano ad affrontare spesso in maniera autonoma. La necessità di avviare un percorso di rete è quindi risultato indispensabile per unire gli sforzi nel raggiungimento di azioni comuni, soprattutto nell’ambito di sensibilizzazione della comunità di Trezzano al tema della disabilità.
La “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” delle Nazioni Unite riconosce, infatti, che le persone con disabilità sono discriminate e che vivono una mancanza di pari opportunità causata da trattamenti differenziati, da pregiudizi, da ostacoli e da barriere che la società frappone loro. Oggi le persone con disabilità si pongono infatti nella società come “cittadini invisibili”. Si deve quindi lavorare insieme, unire gli sforzi per ideare e promuovere percorsi di inclusione sociale che coinvolgano, oltre alla persona con disabilità, la stessa società civile. Si deve sviluppare un percorso di informazione e di sensibilizzazione che coinvolga tutte le parti sociali che esprima un concetto diverso dalla semplice integrazione.
Il video e’ interamente fatto, montato, musicato da Veronica Carozzi che racconta la sua storia, ancora una volta, in occasione della GIORNATA MONDIALE contro i disturbi alimentari.
(after the English version)
“Nel corso di questi anni non ho fatto che sentirmi giudicata da tutti perché da che ero una ragazzina di 15 anni normalissima, sono diventata un piccolo “scricciolo” a causa dell’anoressia. Non tutti sono stati in grado di capire che non è mai stata una cosa voluta, o meglio, forse lo era inizialmente. Ma una volta che prende il possesso di te e della tua persona, non puoi che accettarla e combatterla. Ed è ciò che ho cercato di fare io.
In generale, da lontano le persone vengono giudicate senza nemmeno un motivo valido, ma se andate a ricercare le vere cause di questa malattia, capirete che non nasce senza un motivo valido, non è un capriccio. Chi non ha avuto a che fare con i disturbi alimentari non ha la benché minima idea di cosa significhi conviverci. E’ una lotta lunga, anzi, lunghissima che si fa con se stessi. Ancora oggi l’anoressia fa parte della mia vita, più come un ricordo che come un qualcosa di presente, ma in ogni caso, il fatto che persista in me da ben 5 anni, dimostra quanto possa essere difficile uscirne. Nonostante tutte le forze e le energie impiegate per scacciarla, bisogna imparare a contrastarla con ogni mezzo possibile. Ho imparato che voler sapere, sempre di più, rende le persone più consapevoli ed è stata proprio la consapevolezza a spingermi nell’intraprendere questo percorso di guarigione e di sensibilizzazione. Nessuno merita di sopportare un dolore così grande, nessuno merita di morire per questo. L’anoressia è una patologia che controlla e programma, fino all’ultimo dettaglio, ogni singola azione giornaliera. Credo la si possa paragonare ad un “secondo te stesso” , che abita
abusivamente nella tua mente, che si impossessa della tua vita facendola sua. E’ una malattia subdola, bugiarda, ingannevole e spietata. E’ una lunga, lunghissima guerra interiore, che porta via ogni tipo di energia. E’ e rimarrà sempre un mistero il perché si instauri con così tanta facilità.
Chi mi conosce sa cosa ho passato, sa che cosa ha significato per me tutto questo e io non posso che ringraziare chi in questi lunghissimi anni ha lottato al mio fianco, giorno per giorno. Chi c’è ancora oggi non mi ha mai abbandonata e mi ha dato la forza di ritornare a vivere. L’anoressia mi ha tolto e dato tantissimo e, per quanto io possa averla odiata per tutto ciò, mi ha fatta crescere molto prima del dovuto, ed è stata soprattutto una durissima lezione di vita. Il mio compito, da qui al prossimo anno, sarà quello di cercare di sensibilizzare affinché si comprendano meglio i meccanismi e si eviti l’isolamento di chi sta soffrendo.
Ciò che vi chiedo oggi è di guardare con attenzione, captando le giuste informazioni e non fraintendendole.
Soprattutto nell’ultimo periodo ho cercato di allontanarmi dal mondo dei social network, ma
dal momento che ho deciso di mostrarlo tramite esso, me ne assumo ogni tipo di responsabilità. Chiedo di non giudicare, ma non impongo di non farlo. Sta a voi cercare di capire.( Anche se qui nessuno vi chiede di capirla, dato che nemmeno chi la conosce come le sue tasche ci riesce.) Ma spero che il messaggio che ho voluto trasmettere venga letto chiaramente. Non sarò certo io a cambiare la situazione dei disturbi alimentari, rimango una delle tante, tantissime persone che hanno sofferto per questo. Ma credo che mostrarlo e ammetterlo possa essere d’aiuto. Questo video è stato realizzato in occasione della mia maturità, poiché quest’anno mi è stata data l’occasione di studiare più approfonditamente il discorso dell’anoressia come patologia mentale e non come un capriccio o una conseguenza di ciò che vogliono i mass media, sfatiamo una volta per tutte questo mito. Crearlo non è stato per niente facile. Ho dovuto aprirmi con me stessa, senza dover recitare, cercando di rimanere fedele a tutte quelle sensazioni che l’anoressia ha scaturito in me. Ho rivissuto il mio percorso con l’obbiettivo di far nascere nelle persone delle domande.
Vorrei che ci si interessasse di più a questo tipo di malattia, perché si, è una vera e propria MALATTIA, e come tale non va sottovalutata.
Non è il peso di una persona a determinare chi è.
Impariamo ad aprire gli occhi e la mente, anche tramite le esperienze altrui. ”
Translated by Monica Ghezzi “This article was translated being faithful to Veronica’s sentences in order to maintain its strength”.
This video was entirely registered, edited and set to music by Veronica Carozzi, who narrates her story:
“For all these years I haven’t felt anything, but feeling judged, because I was no longer the “normal” 15-years-old girl, but a ‘little slip of girl’ because of anorexia.
Not everybody could understand that it wasn’t my choice or, to better say it, maybe it was at the beginning. Once anorexia controls you and your personality, you can’t do anything but accept it and fight it.
And this is what I tried to do.
Generally, people get judged everyday from afar with noconvincing reason; but, if you try to look for the real causes of this disease, you will figure out that it doesn’t show up without a convincing reason, it’s not a tantrum. People who haven’t dealt with eating disorders don’t figure out what it’s like to live with them, at all. It’s a long-lasting fight, an extra long-lasting fight with our inner-self.
Still nowadays anorexia is part of my life, more as a memory than as a real issue, anyway, the fact that it has been part of me for 5 years shows how difficult it could be to leave the disease behind.
Despite the strength and energy spent to expel anorexia, it is necessary to learn how to obstruct it in every possible way.
I learnt that the desire to get to know more and more makes people more conscious and it was that self consciousness that “pushed me” and gave me the strength to start this path of healing and awareness.
Nobody deserves to stand such a huge pain, NOBODY DESERVES TO DIE BECAUSE OF THIS.
Anorexia is a disease that controls and plans each daily action, in every single detail. I think that it can be compared to “another you-yourself” that lives unauthorized in your mind and takes over your life.
It is a devious, lying, ruthless and cruel disease. It’s very long-lasting interior fight, which takes every kind of your energy.
It is (and always will be) a mystery, why it dominates people so easily.
People who know me, are conscious of what I went through and what it meant to me and I can’t do anything, but thank people, who have been fighting by my side for all these years, day by day. There are still people who haven’t abandoned me and gives me the strength to go on living, again.
Anorexia stole and gave a lot to me and, even thought I hated it for this reason, it had me grown up earlier than I was expected to; it was a really hard life lesson.
My “homework”, from now on, will be sensitize people so they can better understand these inner workings in order to avoid the isolation of who is suffering because of anorexia.
What I ask today is to watch this video paying attention, collecting the right information and not to misinterpret it.
Overall for this period, I have tried to distance myself from social networks, but, since I decided to spread this video using them, I take on my own responsibilities.
I ask not to judge, but I don’t force to.
This is your turn to try to understand (en. even though nobody asks you to understand her, because even people who knows her by heart can’t get to do it), and I hope that this message will be clear.
Of course I won’t be the one who changes the eating disorders situation, I’m still one of many people who suffered because of this, but I think that showing it and admitting it can be helpful.
This video was made for my high school diploma.
This years I have been given the chance to increase my knowledge about anorexia as mental disease and not as a tantrum or a consequence of what mass media wants, so let’s explode this myth!
Creating this video wasn’t easy, at all: I had to open up without acting like someone else, trying to be faithful to my feeling about anorexia. I re-lived my path to make people questioning.
I would like people to be more interested in this type of disease, because it is actually a real DISEASE and for this reason it must not be underrate.
It is not a person’s weight to determine who he/she is.
Let’s learn to open up our eyes and our mind, also through other people’s experience.”
SOLARIA JONICA VENDEMMIA 1959, IL MIRACOLO SI RIPETE
Il piccolo miracolo sensoriale di emozioni visive, olfattive e gustative si ripete ancora una volta … E’ l’ora della Solaria Jonica, un vino che per mille singolari circostanze è entrato nella leggenda enologica nazionale ed internazionale. Stiamo parlando, e degustando, un vino prodotto nel 1959, imbottigliato da poco e, anche per questo, ancora assolutamente integro e profondamente emozionante, dopo 55 anni!
mercoledì 16 marzo l’assaggio di un vino di 57 anni Alle Volte Spazio – Via Cenisio, 62 – milano
La storia: comincia nel Salento, la prima “circostanza” di quest’avventura vinicola: l’incontro tra Antonio Ferrari, classe 1913, piccolo produttore e commerciante di uve e vini, come si usava allora, e quel vigneto di Primitivo nelle proprietà del Barone Bardoscia. Aveva già in mente un sogno, Antonio: dimostrare a tutti che da quelle uve meravigliose del sud, se sapientemente trasformate, poteva sgorgare un vino maestoso.
L’incontro deve essere stato forte tra i grappoli ancora turgidi per un’estate davvero straordinaria, come fu quella del 1959. Il piemontese Antonio (da Galliate) capì col puro intuito dell’esperto autodidatta che si trattava di un’annata davvero speciale e fece in modo che la vendemmia si protraesse ancora un pò, per raggiungere la maturazione ideale dell’uva. “Ancora un giorno”, azzardò infine: i contadini del luogo prevedevano che quella sera avrebbe piovuto molto. Antonio non poteva permettere una tale rovina e quella notte dormì sul sedile anteriore della sua “Millecento” beige per accorgersi, eventualmente, in tempo delle prime gocce sul parabrezza e allertare i vendemmiatori, radunati eccezionalmente per l’occasione in un casolare poco distante.
Fortunatamente non accadde nulla e la vendemmia si svolse alle prime luci dell’alba, forse prima. Acquistò tutto quel ben di Dio e, invece di rivenderlo, organizzò un trasporto speciale che, attraverso la vecchia SS.16, in quasi due giorni, portò le uve fino a Galliate, a casa sua. Invece di pigiare subito lasciò appassire quei chicchi ben oltre il tempo previsto dalle consuetudini. “Al momento della pigiatura —ricorda la figlia Gianangela, la maggiore — gli acini erano tanto appassiti da non riuscire a spremerli con la consueta pressa di cantina e si dovette procedere con lo storico e tradizionale metodo della gualcitura…coi piedi!”. E nemmeno volle imbottigliare subito: “Non è ancora il momento” disse. Sarebbe stato un mantra ripetuto
successivamente per decine di anni. Il tempo passava e quel vino ispessito e profumato passò dai fusti di castagno in vasche di cemento.
Antonio continuava la sua attività di piccolo produttore e commerciante e lasciava vedere d’essere del tutto dimentico di quel patto d’alleanza siglato in silenzio tra i filari di Primitivo, in un settembre rovente di tanti anni prima, quando il sole ed il caldo imperante avevano perfino sfinito il canto delle cicale!
Ma non era così. Quell’amore a prima vista rendeva discreto e geloso Antonio che nell’animo suo aveva ipotecato che, tra tanti suoi successi, quest’ultimo doveva essere il più grande, il più clamoroso!
Antonio Ferrari
Passarono più di quarant’anni e “quando giunse il tempo” Antonio decise, con intuito maieutico, di far “nascere” quel vino. Fu il matrimonio della figlia minore, nei primi anni duemila, ad ispirarlo.
Racconta Gianangela: “Quando lo versammo ci accorgemmo subito che eravamo di fronte a qualcosa di eccezionale”. Aveva finalmente rivisto la luce del sole quello che poi sarà battezzato col bel nome evocativo di “Solaria Jonica”.
La degustazione: per rispetto del vino, di Antonio e per saggezza, il vino va versato e decantato per un po’, ma suggerirei di non perdere (almeno a livello olfattivo) le varie fasi evolutive di ossigenazione che nei minuti si susseguono.
Nel calice la Solaria appare scura scura, ricorda proprio il colore del caffè, con quella leggera e tipica torbidità; ha poderosi estratti, la sua densità è notevole, entusiasmante. Questa crema di vino antico richiama alla mente certi densissimi Malaga. Eccezionale in concentrazione anche al naso, con evidenti note di cacao, liquirizia, amaretto, frutta secca che si aprono e si presentano col passare dei minuti.
Ben dolce al sapore, con note inizialmente ematiche, ferrose e con una sorprendente acidità che rende la Solaria ancora integra, di nerbo, piacevolmente morbida, ma mai stucchevole. Impressiona la lunghezza di questo vino: a minuti e minuti di distanza dall’assaggio, passando la lingua sulle labbra, si percepiscono ancora distintamente i sentori tostati. Avvolgente, calda, intensa, per la Solaria il partner ideale è naturalmente il cioccolato fondente di qualità con il quale sviluppa una sinestesia gustativa di raro piacere.
Alain Ducasse
Ha detto Alain Ducasse, una delle massime istituzioni della cucina mondiale: “Quel vino è il vero oro della Puglia”, abbinandolo ad un favoloso tortino al cioccolato.
Solaria Jonica
Award Iwf Selection 2004
Questa etichetta e’ stata Vincitrice di tre medaglie d’oro al County Fair di Los Angeles 2002 e una menzione speciale.
Grado alcolico: 13,72%
Temperatura di servizio: 16-18°
Scritto da Maurizio Pandolfi – Bresso, 9 aprile 2014
Assaggiatore professionista, enologo, appassionato conoscitore di molte “etichette”, docente di degustazione
Per info e prenotazione all’evento di degustazione 347.2800360
Un allestimento nei toni pastello, con le buonissime Colombe dalla pasticceria artigianale La Torinese, confezionate in special packaging realizzati in esclusiva per l’iniziativa, e le Shopper d’Autore di Laura Zeni.
A deliziare gli ospiti anche le creazioni handmade di Laura Rossi, Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Milano.
Un cocktail caratteristico e sfizioso, a base di finger food della tradizione partenopea e bollicine rosè, gentilmente offerto da Victum Milano.
Le Colombe rimarranno in vendita per tutto il mese di Marzo da Victum Milano e parte del ricavato sarà sempre devoluto agli amici a quattro zampe del Rifugio di Segrate.
Tra gli ospiti, e’ stato eclatante e gradita la simpaticissima presenza degli ospiti a 4 zampe.
Numerosi erano i personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, della finanza e del jet set, vicini alla causa, tra cui Katia Noventa, Guido Bagatta, Gabriella Golia, Evelina Flachi, Domiziana Giordano, Juanita Sabbadini, Manuela Consensi Dini, Salvatore e Luisa Carrubba, Giuliana Clerici e Kimiko Bossi Porro.